venerdì 16 agosto 2019

“Omè, Amor, perché nel primo passo / non m’assalisti sì ch’io fossi morto?”

Sonia Caporossi, La gentilezza dell’Angelo, viaggio antologico nello Stilnovismo, Marco Saya  2019

recensione di AR




Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira,
che fa tremar di chiaritate l’âre
e mena seco Amor, sì che parlare
null’omo pote, ma ciascun sospira?


(incipit di un famoso sonetto di Guido Cavalcanti, in questo libro a p. 42)
Davvero preziosa e godibile questa cavalcata nello stilnovismo scritta con acribia, maestria e passione da Sonia Caporossi. Ci vengono presentati, oltre ai grandi (Guinizzelli, Cavalcanti, Dante, Lapo Gianni, Cino da Pistoia), anche alcuni poeti minori (Gianni Alfani e Dino Frescobaldi). Di ogni autore viene fornita una breve ma densa biografia con opportuni e originali cenni critici, e poi alcune poesie rilevanti ed esemplificative, seguite da un commento preciso, acuto e al contempo agile e intrigante: ciò consente di avere subito una migliore comprensione dei versi appena letti senza intralciare la lettura con infinte note di commento che pregiudicherebbero la piacevolezza della lectio continua dei versi senza il vagar degli occhi fra testo e fondo pagina. 
Efficace e perspicua anche l’Introduzione al libro che ci fornisce le coordinate essenziali e vari spunti di approfondimento per accedere con gusto al dolce Stilnovo che “è in controtendenza rispetto ai dettami della scuola siciliana e trobadorica (…) [e] alla cosiddetta poesia civile, dal momento che rifugge argomenti d’attualità ritenuti volgari per isolarsi in un universo tematico segnato da due elementi preponderanti, l’amore e la filosofia, incentrati su una visione raffinata e completamente nuova della Donna” (p. 6). 
Chiude il testo una utile “Breve storia della metrica stilnovistica”. 

PS Come titolo di questa recensione abbiamo usato l’incipit della seconda strofa della canzone di Cino da Pistoia La dolce vista  e ’l bel guardo soave, nel libro a p. 109)

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