De Togni, Sioli e altri autori proposti dalla grande anima di Lugo

recensioni di Gian Ruggero Manzoni 

NEL FIATO UMIDO DELL’AUTUNNO di Mariangela De Togni, FaraEditore.

Mariangela De Togni, nata a Savona, è suora delle Orsoline di Maria Immacolata (nel convento di Piacenza). Insegnante, musicista, studiosa di musica antica ha pubblicato le raccolte di versi: Non seppellite le mie lacrime (1989), Nostalgia (1991), Una Voce è il mio silenzio (1995), Chiostro dei nostri sospiri (1998), Profumo di cedri (1998), Un saio lungo di sospiri (2000), Flauto di canna (2004), Nel sussurro del vento (2005), Nel silenzio della memoria (2008), Cristalli di mare (2010), Fiori di magnolia (2011), Frammenti di sale (2013), Si può suonare un notturno su un flauto di grondaie? (2016). Dalla Prefazione di Silvia Castellani: «Nel fiato umido dell’autunno è un canto, una preghiera luminosa che lungo una strada colma di vita sale fino alla cima della montagna più alta provando a toccare il cielo». Inoltre scrive Nicoletta Mari: «Questa raccolta è una contemplazione della bellezza della Natura, percepita come una realtà viva e animata da una tensione infinita»; e Colomba Di Pasquale: «La silloge offre un “ventaglio di possibilità” ed anche una “gronda divina” dove riparare. Poesia mistica, dai molti rimandi biblici, evocativa di fede per il “creato”, che stupisce e tutto azzera rendendolo alla sua origine divina». 
Suor Mariangela è meravigliosa perché riesce a parlare di Dio senza cadere in un misticismo “chiuso”, cioè ripiegato su sé stesso e gravato da tale tema assoluto, infatti la sua poetica scopre l’Altissimo tramite le infinite bellezza del creato. Dalla sua prima raccolta a quest’ultima la sua poesia viaggia su di un unico filo, riconoscibile, alto, pieno di respiro. Grazie, in quest’estate torrida, di un tale bel volo autunnale.

LA RESPONSABILITÀ DELLE PAROLE di Autori Vari, FaraEditore.

Questo libro raccoglie i contributi in poesia e in prosa sul tema che dà carattere al suo titolo, apporti proposti in Veneto, ad Asolo (TV), nel corso di un convegno tenutosi nell’ottobre del 2017. Le voci sono di: Adalgisa Zanotto, Angela Angiuli, Corrado Giamboni, Dante Zamperini, Enrica Musio, Eros Olivotto, Fabio Cecchi, Gianni Criveller, Giuseppe Bucco, Lucia Grassiccia, Nadia Chiaverini, Marco Colonna, Nino Di Paolo. La postfazione ai testi è di Stefano Martello. Dalla Presentazione di Alessandro Ramberti: «Quanto ci sentiamo responsabili di quello che diciamo e/o di quello che ascoltiamo? Chi ascolta ha un mero ruolo passivo di ricevente e interprete o può condizionare le intenzioni di chi trasmette un messaggio? L’oralità è davvero sempre più labile e meno incisiva della scrittura? L’intensità delle parole in poesia è giocoforza più grande di quella delle frasi utilizzate in saggistica o in narrativa? L’uso dei social e dei nuovi media quanto influisce sulla “responsabilità” di quanto si scrive e si dice oggigiorno? Ci sono cambiamenti di linguaggio standardizzati e omologanti che erodono il valore di quanto si esprime in parole? C’è un’etica del dire e un’etica dell’ascolto o del silenzio?»
Domande non da poco a cui gli autori presenti in questo interessante volume d’insieme cercano di dare risposta. Il libro, infatti, ha la caratteristica di incentrare l’attenzione del curatore e degli autori sull’elemento del “poeticum”, in quanto tale, pur avendo, lo stesso, il compito di sondare la letteratura nella sua componente sociologica, quindi etico-estetica. In tal mondo il tutto risulta oltremodo attuale e indagatore, pertinente a ciò che stiamo vivendo, nonché risposta allo stesso vivere.


ROTTA CAROVANIERA di Stefano Sioli, FaraEditore.

Stefano Sioli è nato a Milano nel 1984. Dopo una laurea in Storia è stato archeologo, soldato e viaggiatore per poi approdare all’Università di Milano-Bicocca, dove si occupa di progetti di ricerca internazionali. Innamorato delle terre lontane, ha attraversato l’Asia sulla Transiberiana, viaggiato tra l’immensità del Sahara e il fascino antico della Persia. Della sua raccolta scrive Francesco Fila: «Quello di “Rotta carovaniera” è un viaggio, o più viaggi, al tempo stesso geografico, esistenziale e interiore. I testi, nella loro varietà formale, si presentano come vere e proprie tappe di una mappatura dell’anima che ritrova o perde se stessa nei luoghi che attraversa, nei momenti di rivelazione e smarrimento che anche un dettaglio può donare»
Del resto, quello di Rotta, è un viaggio che racconta una vita di libertà e avventura, in cui i desideri e gli amori sono vissuti in modo autentico e senza filtro. Un viaggio che a tratti incontra tinte più cupe, ma prosegue fino a creare un intreccio tra gioia prepotente, desideri perduti ed ebrezza di vivere. Come la nostra tradizione ci suggerisce, la figura del viaggiatore che lascia la sua terra e si spinge in direzione di luoghi lontani per scelta autonoma, con l’idea di conseguire attraverso quell’indimenticabile evento un accrescimento, appare alla fine del XVIII secolo. In precedenza, il viaggio, era dettato da motivazioni come una guerra, la fame, la conquista, una persecuzione, un’esplorazione geografica. Solo con il Romanticismo esso assume la configurazione, in primo luogo, di una ricerca di sviluppo personale. Infatti per il Romanticismo l’essere umano deve rompere con la realtà materiale contingente, in modo da esprimere al meglio uno spirito di trascendenza. Così pittori, letterati, filosofi e poeti si mettono in viaggio non per conquistare terre o assoggettare popoli, ma per avvicinarsi alla perfezione dell’arte, della cultura, e anche Rotta persegue quel sentiero, arricchendolo.



PREGHIERA, COERENZA, POESIA… FONTI DI LIBERTÀ di Autori Vari, FaraEditore.

Un altro libro tematico, di poesie e prose, nato da una kermesse svoltasi (grazie alla splendida organizzazione di Vesna Andrejevic) dal 31 agosto al 7 settembre 2018 fra Belgrado, Soko Grad e il territorio a cavallo tra Serbia e Bosnia, quello attraversato dalla Drina. Il volume è dedicato a Lida Spagnuolo, venuta improvvisamente a mancare durante la pubblicazione dello stesso. La FaraEditore così scrive: a lei, alla sua sensibilità, al suo impegno in ambito etico, sociale e letterario, dedichiamo queste pagine. I contenuti del volume sono firmati da: Anna Maria Tamburini, David Aguzzi, Gianni Criveller, Nemanja Stanojevic, Paolo Marasco, Rosanna Magrini, Vesna Andrejevic, Serse Cardellini e, appunto, Lida Spagnuolo con Edith Cardellini. Apre il libro: Preghiera per i nemici, di San Nicola Velimirovic. 
Questo è un insieme che molto mi ha colpito, considerati i miei trascorsi “tragici” in quelle terre. Gli autori qui presentati (e che si presentano), guidati e curati da Alessandro Ramberti, hanno legato la loro vita all'esplorazione di tutti gli aspetti del Sacro che ha trasformato la loro arte in un'incessante ricerca spirituale nella tradizione dei grandi maestri metafisici e della mistica occidentale e, perché no, anche orientale. Scrivere riguardo la preghiera e la coerenza spirituale che in essa si sviluppa è, per loro, un’attività che deve condurre all’amore, perciò alla pace, sia con sé stessi che con il prossimo. Non a caso entrambe le componenti, appunto amore e pace, impongono di concentrarsi sui sentimenti e sui pensieri, sulla mente e sul cuore, con metodo e perdurante dedizione. Perciò questi autori sentono la scrittura come una sorta di missione tramite la quale giungere al più profondo senso della vita in modo da poter toccare l’Assoluto, anche solo per una volta e per un attimo. Scrittura, quindi, come vera e propria vocazione la quale necessita che svolga una funzione anche evocativa, cioè imponga di incanalare passione e ragione nel pieno flusso della fede in un Oltre che, paterno, infine ci attende.

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