sabato 18 aprile 2026

Una musica verso la libertà



Dopo una giornata di affanni, pensieri qualche risata, qualche parola delicata e molte aspre e dure, ecco che il pensiero si difende, gli occhi scorrono sulle parole. Le parole di Chiamami di Alessandro Ramberti. Mi percorre la sensazione di delicatezza e bellezza che riesce a incidere delle sue poesie. La diversità delle lingue impreziosisce i suoi scritti, non conosco né il cinese né le altre. Vorrei avere le sue parole per parlare della vita e della bellezza interiore che trovo nei suoi scritti. Entrano con delicatezza nel pensiero del lettore e restano come un insegnamento, un percorso. Ho fatto un po’ di fatica nel leggere quegli idiomi studiati a scuola tanti tanti anni fa, ma che ancora coltivo così mi ritrovo a leggere il latino da me amato e ancora nel cuore. Le e altre lingue non le conosco. Ammiro la declinazione dei versi in italiano, inglese, cinese, latino ed esperanto.

Ho sempre bisogno di leggere e rieleggere perché la prima lettura è stata veloce, per la curiosità, ma la profondità di ciò che scrive esige poi una attenta rilettura che impressioni il pensiero e scavi per trovarvi il posto giusto, tanto da diventare una lezione di vita.

In questa nostra esistenza si intrecciano anni diversi, tanto da farci sorridere quando pensiamo al nostro passato, quando pensavamo che rincorrere le signorine significasse giocare. Ritrovo in tutti i suoi libri , parole che scavano il pensiero e indicano percorsi.

Tanti sono i libri del nostro Poeta ognuno mi ha sempre creato grande emozione anche se non sempre e a volte faticosamente sono entrata nelle sue parole. Perché quelle parole sono solo sue e per fortuna, un vero poeta è riconoscibile fin dal primo verso

La sua poesia è uno strumento, una musica che ti spalanca le porte verso la libertà. Sa scrivere come inventasse parole nuove e il lettore resta stupito nel percorrere insieme a lui nuovi modi di amare, di sentire questo mondo. Forse le sue parole sono dettate dal desiderio di scoprire altre parole e dare concretezza al sogno.

“Abbiamo bisogno di ascolto / è necessario svuotarci / diventare casse di risonanza / di chi ci è accanto / la musica nasce / vibrando al di là / fuori di noi”

“Quanto ci appartiene / è il transito // il cammino / nel prima e nel dopo // lasciamolo andare”

Sì lasciamolo andare, lasciamo andare pensiero e parola se questo vuol dire regalare preziosità e voglia di andare oltre, di leggere ancora per stupirsi e imparare in quanti modi si può amare e sorridere o forse provare tristezza e nostalgia.

Ho letto che si scrive bene quando la vita prende il sopravvento e si fa nostalgia, il Nostro scrive bene e basta.

Ringrazio Alessandro perché la lettura dei suoi versi mi regala l’intimità con Dio (?), non lo so, certo mi fa credere e sperare che siamo migliori di quello che appariamo.

Le mie parole sulle sue poesie, sono semplici, non so scrivere recensioni, scrivo come mi detta l’emozione.

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