Tre poesie da "Venti vetri doppi" di Raffaele Rinaldi (Epika Edizioni)

 


Presto la serata finirà

e Mosè

rivisitando

la sua coscienza

verrà a capo

della sua colpevolezza

 

non suonerà più

la fisarmonica

per pochi spiccioli

con indosso il vestito

di lino celeste

girerà il mondo

come un commesso viaggiatore

 

lo troveranno

col capo reclinato al petto

seduto al bar Charlotte

con ancora in mano

una bottiglia.

 

18 novembre 1985

 

 

California

 

 

La stessa canzone

da oltre due ore.

 

(Loop

poi loop

loop again.)

 

Quelli di sempre

di oltre venti vetri doppi

di vento in faccia

e camicie diverse.

 

Gli zoccoli

accordati

col berretto.

 

Il mare

fedele

orizzontale tequila.

 

 

Parma, 13 settembre 2001

 

 

Ad personam

 

ho sempre qualcuno

o qualcosa da ricordare

 

una data, un bacio

 

ho sempre qualcosa,

o qualcuno da ricordare

 

del cibo, una scogliera

 

ho sempre da ricordare

qualcuno o qualcosa

 

un addio, un alito

 

ho sempre da ricordare

qualcosa o qualcuno

 

un ricordo, una notte

 

ho sempre qualcuno

o qualcosa da ricordare

 

 

Parma, 11 settembre 2009

 

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