Tre poesie inedite di Adriano Engelbrecht

 


 

 

 

I.

 

l’annottarsi di mio corpo

accende la memoria dell’ossa

 

un’acuta sorveglianza

vigila l’attesa

 

lo stento delle parole

- il loro non allinearsi -

svalica l’ore

 

e la bocca s’incripta

 

 

II.

 

dire le gocce

        la loro adunata

defilandosi da meriggi lattiginosi

 

- quale grazia mai occorre

recidere salmodie

di livorosi chiacchiericci? –

 

muoiasi d'indomabile contentezza

a l'intonarsi di scrosci fragri

e bacili grembi

quando un fluire rubesto li colmi

 

a tracimare lo bianco spazio

dov'anche è la misura di silenzio

- se mai fosse la carta ad accoglierti

o pure

di fiati

la leggerezza

 

 

 

III.

 

ardeva la noncuranza di sbiechi viali

che derisa una corona d'ippocastani

si disponeva curva attorno a piedi supplicanti

 

sfuggite

le braccia disgiunte

tendono a le corse canine

 

e prat’aranci s’offrono

a tramontate panchine

 

 

 

Adriano Engelbrecht nasce in Germania nel 1967, vive a Parma. Poeta, artista, musicista, attore, ha pubblicato Dittico Gotico per Cultura Duemila Editrice (1993), Lungo la vertebrata costa del cuore (prefazione di Pierluigi Bacchini) per I Quaderni del Battello Ebbro (2003), La piscina probatica per Fedelo's Editrice (2006) Tristano per Lieto colle (2007). Nel dicembre 2015 è uscita, insieme alla poetessa Ilaria Drago, Ubicazione Ignota, sempre per Fedelo's Editrice. Del 2020 è Di_versi assenti. Un requiem per LOFT Scritture.

Parte della sua produzione poetica si è specificata nella forma installativa/espositiva e sonora indagando il rapporto tra parola, segno visivo e composizione musicale.

Il suo lavoro è stato presentato in numerosi teatri, musei, gallerie e festival (tra cui ParmaPoesia, Ricercare - Reggio Emilia -, GenovaPoesia, Natura Dèi Teatri/Lenz Fondazione, Ermocolle).

 

 

 

 

 

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