Il taglio orizzontale di una poesia splendida che “arriva” con forza e verità

da Valeria Raimondi


Senza voler essere polemica, ho sempre dato valore alle opinioni di lettrici e lettori che hanno avuto il desiderio di leggere le mie poesie, anche se non necessariamente addette ai lavori.Ho sempre creduto nella direzione orizzontale della poesia. Mi ha sempre commosso il riscontro di persone sconosciute che alcune volte mi hanno abbracciato, altre mi hanno detto che trovavo le parole che loro non sapevano dove cercare.
Quindi le recensioni, si certo mi fanno piacere, ma anche le opinioni di amiche, amici, lettori casuali, mi fanno piacere.
In questo caso, alcune riflessioni su Il penultimo giorno non certo di persone sconosciute o digiune di poesia, ma di amiche e amici che mi vogliono bene e so essere sinceri e innamorati della poesia.
Ne pubblicherò alcune.
 
- Una poesia delicata e ricca di sensibilità al femminile, capace di immergersi e scandagliare le profondità dell’anima, quella di Valeria Raimondi.
Poesia che si interroga su memorie arcane, di cui siamo eredi e lascito per la nostra eternità, che si tramandano di madre in figlia inconsapevolmente e inevitabilmente grazie a quel cordone che non si recide mai del tutto.
Nella sua ultima monografia, Il penultimo giorno, il tempo evolve, rallenta e si dilata nella sua ciclicità, attraversando la dissolvenza di una vita ma anche la sua rinascita dal vuoto che essa lascia.
Parole mai banali, che segnano, scavano e in cui ci riconosciamo tutti; parole che Valeria universalizza come solo un Poeta sa fare: “ho amato, te dolore, mio maestro / mio primo grande insegnamento”. Perché ai poeti, quelli veri, spetta il compito ingrato di farsi carico del dolore e di viverlo intensamente così la poesia si fa vita e la vita si fa poesia. E Valeria ci riesce in maniera magistrale.(Liliana Arena)
 
- Poesie bellissime, scritte con amore, forse con rabbia, nei tempi scanditi dal dolore, silenzio, memoria, assenza e vuoto per l’abbandono, nel mistero dell’impermanenza.
“Sei tu, sono io, siamo noi”… “Che vaghi libero lo sguardo. Che una gioia piccola possa trattenere! Che sarebbe come amare, amarsi, dopotutto.”
Posso soltanto ringraziarti Valeria perché mi hai dato parole ed emozioni sepolte nel cuore, ancora vive come la vita! (Maddalena Saitta)
 
- Qua gioco in casa nel commentare la stupenda silloge poetica dell’amica e compagna d’intenti Valeria Raimondi.
Già nel titolo si intuisce che il penultimo giorno è un tempo sospeso, un tempo di attesa, un tempo per riannodare i fili di un rapporto tra madre e figlia, dove la malattia trasforma la figlia in madre e la madre in figlia, un tempo di accudimento e reciproco sostegno.
 
Ti resto accanto
anche oggi che vesto il lutto
anche nella resurrezione
anche nelle ossa ti tengo
nel passo claudicante
nell’anca che trattiene
nel respiro privo di intenzione
nelle intenzioni prive di ragione
per il poco e molto che sei stata
per il poco e molto che sei stata
per le briciole di pane e l’acqua fresca
nutrimento ultimo che sfama.
 
Puro lirismo senza mai scadere nel pietismo,dove la commozione diventa palpabile e condivisibile condizione di vita che impregna l'esistenza di ognuno di noi.
 
Ci abita dentro uno strano bagliore
ma siamo piccoli e da qui non vediamo:
che siamo orfani e non ci guida la luce
che afferriamo una presa di sale o sapienza
che lasciamo si spenga quel lume
che il deserto ci avvolga
che la sorte ci giochi
come dadi su una scacchiera
come scacchi nel gioco dell’oca.
 
Bellissima visione nella solitudine dell’abbandono che ci avvolge in una lotta contro il tempo, in una partita a scacchi dove le persone non stanno dove dovrebbero, dove le intenzioni non sono avallate dalla speranza, ma cruda verità della nostra esistenza.
È emozionante la silloge di Valeria che mi ha commosso perché tocca tematiche di grande spessore e profondità quali possono essere i sentimenti di gioia e dolore nel ritrovarsi e poi lasciarsi, nel ricordarsi attraverso pensieri che paiono immagini dipinte nel simulacro della nostra intimità, dove la fonte alla quale abbeverare la nostra sete d'amore diventa luogo ideale dell'anima, nello sperdimento del tempo trascorso sulla Terra.
Questo e tanto, tanto altro troverete in questa magnifica composizione poetica. Un libro da acquistare e leggere. Bravissima Valeria. Buona lettura. (Fabrizio Arrighi)

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