Il muro di Serpil Devrim, tradotto da Claudia Piccinno








IL MURO



Abbiamo costruito muri

di mattoni, argilla e pietra
i bambini ci hanno scritto sopra

nel mezzo della notte
hanno scritto libertà e  pane
e sono stati arrestati
tra quattro mura
nessuno di loro parlò
il muro non udì nulla.



Abbiamo costruito muri

di mattoni, argilla e pietra
un ragazzo affidabile

incise quello che gli dettava la sua anima
ciò che aveva scolpito nel  suo cuore
un ubriaco giunse
e urinò sul muro

poi si accasciò in fondo al muro
il muro gelò.


Abbiamo costruito muri

di mattoni, argilla e pietra
noi ragazzi grandi e poderosi,
non fummo abbastanza sinceri

da fargli raccontare ad altri

che una pietra rotolava dalla loro coscienza
e aveva scosso il muro
essi lasciarono lettere
sul muro del pianto
il muro gemette


Abbiamo costruito muri

di mattoni, argilla e pietra

noi esseri umani per separarci
da altri  esseri umani
passando loro accanto,

attraversando il centro della città
arrivò un bambino
che ci disegnò sopra la vita

disegnò nuvole e uccelli
il muro fiorì
il muro fu applaudito
il muro crollò.



Serpil Devrim

Traduzione a cura di Claudia Piccinno





 Ho conosciuto l'autrice al recente festival di poesia in Istanbul, Feministanbul, ottobre 2017









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