Orme intangibili: un percorso che contagia

di Carla De Angelis

Caro Alessandro, ti invio la mia nota di lettura sul tuo libro Orme intangibili, forse è più una lettera, una riflessione prima dentro di me poi ad alta voce infine scritta.


Appena ho ricevuto il libro Orme intangibili l’ho letto tutto d’un fiato con avidità e subito ho avuto il desiderio di scrivere le emozioni e il tumulto di sentimenti che mi aveva suscitato. All’atto pratico, però, sono rimasta con la penna in mano perché ho capito che dovevo rileggere con calma una poesia alla volta e dare il valore che meritava a una scrittura così corposa, forte e colta, ma che Alessandro Ramberti ha saputo rendere godibile a tutti. Così sono andata In cerca ed ho trovato Pietrisco ed altri libri che hanno segnato anche il mio percorso. Orme intangibili mi ha riportato indietro nel tempo, è stato come riscoprire antichi gioiosi cammini, dove l’attesa e la speranza erano tangibili (pag. 26): 

Perché questo contendere e lottare 
questa inquietudine continua questa 
volontà di procedere ed agire 
senza potere nulla conservare?

(Fiducia è
sempre ascolto)

Io posso valutare se fermarmi
o fare avanti e indietro sulla soglia:
il paradiso è un varco da scoprire
né il male che mi insidia può annullarmi:

(il seme dà il raccolto)


Perfette quelle parentesi destinate a incidere, a sottolineare il poeta filosofo che è il Nostro e che trasmettono al lettore la voglia di sentirsi parte del libro ( pag. 29) : “Nessuna strada è data a chi si arresta / sui suoi passi la storia corre sempre: / le genti si dislocano e il migrante / è il simbolo vitale che l’attesta.  // (Lo sciame si avvicina.)”

È stato molto bello leggere un percorso spirituale che contagia ogni lettore, tanto che io mi sono ritrovata bambina a percorrere la “Scala Santa”; per questo ringrazio Alessandro Ramberti che con la sua passione e l’amore per il prossimo ha saputo toccare e riportare alla luce i sentimenti più profondi che spesso l’avventura della vita seppellisce (pag. 43): “Chi troveremo là se non chi abbiamo / gratuitamente aiutato? Quel prossimo / magari senza nome ci verrà / incontro e ci rivelerà chi siamo // (la grazia è proprio questo).”


Roma 11 lug. 15, festa di san Benedetto

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