venerdì 17 agosto 2012

Fragile creatura contemporanea

di Vincenzo D'Alessio

“La debolezza delle forme / che non esistono per sé, ma si determinano / a seconda del punto di vista / a seconda della direzione del vento / e della posizione del sole.”(1)
La Poesia è sopravvissuta alle cateratte del tempo, vive delle sue forme e nelle sue forme, reggendo l’esistente e lasciando sognare, anche senza cibo, questo frugale essere che è il poeta, la poeta.

“Se sapessi qualcosa della bellezza / impasterei questa mia carne come creta / e le darei sostanza eterna e forma /”(2). Cammina per strada, insegue lampi di luce, scopre la dinamica infinita del creare forme, accetta di faticare nel clamore delle immagini che accecano gli uomini dei computer: “Questo è il tempo; una luce di lampi, / breve, come il guizzo della terra / e manca, manca il cono d’ombra / dove si nasce, dove un po’ si vive.”(3)

Sapessimo almeno riprendere a volare con le nostre ali!

Immaginare il volo del falco: non chiede altro che rispondere al richiamo naturale della sua breve esistenza. Abbiamo smesso di essere creature che rinnovano il patto quotidiano con l’esistenza e l’esistente. Siamo diventati rapaci; frastornati dal desiderio di possedere tutto; convertiti alla fede di onnipotenza terrena; sperduti nelle immagini di noi stessi negli apparecchi inventati come specchi di Narciso. Siamo lontani dal canto che ha innamorato i giovani anche di fronte alle catastrofi atroci di due guerre nel secolo appena trascorso: “Taglio con le forbici paesaggi cartografici / che sfilano innanzi, / cadono attorno come pioggia incessante d’amore; / taglio a sghembo le case / sul profilo del sole / che vedo cadere come avvizziti / fiori, nuvole basse di mezzelune. / Metto i piedi sopra una terra / di luce e di sole.”(4)

Mentre camminiamo ascoltiamo in cuffie i fatti del giorno prima; questo giorno appena iniziato; la mano tesa della povertà ; la fiducia nel soccorso dei Medici Senza Frontiere. Vediamo la borsa e i suoi misteri; l’economia che mangia tutte le nostre fragili risorse economiche:” Anni che fai business, corporate e produzione / sulle spalle del lavoratore. / Mi chiedi se sono multi-task / se so essere flessibile nel team work / se sono focused e ragiono per obiettivi / e se possibile / che parli quattro lingue. “(5)

“Le cose di ieri / Col sapere di oggi / Mutano la conoscenza “(6). Memorizziamo cifre continue di cellulari; di carte di credito; di scontrini fiscali; di biglietti d’aereo in partenza. Non abbiamo tempo, neanche in volo, di guardare il colore delle nubi che attraversiamo, i volti che incontriamo, le mani che stringiamo casualmente. Stiamo dimenticando l’Amore per noi stessi, per l’altro, per il dolore: “Ho lanciato gli occhi in alto / e ho visto due rondini ricamare / con ago e filo nero tutto il cielo: / piccoli amanti come aquiloni / arrotolarsi in spazi imprendibili / disegnando nella berceuse dello / sfiorare figure incomprensibili / perché l’amore – pure quello / per la vita – non sempre è spiegabile.”(7)

La fragile creatura contemporanea che mi cammina accanto, che mi bacia ogni tanto, che mi innamora dei suoi passi, che non mi conduce a niente se non a me stesso e all’amore, vive ancora, ha il sorriso sulle labbra ed è giovane: “La guerra per le intercettazioni / l’incostituzionalità delle parole… / lasciamole a loro, / io vengo per intercettare te / e il radar si fa più dolce / hai le carte, la geopolitica / della sopravvivenza.”(8)



note al testo:
1) Dante Maffia: Abitare la cecità, Edizioni Lepisma, 2011, pag. 45.
2) Narda Fattori: Dentro il diluvio, Edizioni puntacapo, 2011,pag. 32.
3) Anna Ruotolo: Secondi luce, Edizioni Lietocolle, 2009, pag. 15.
4) Lorenzo Calogero: Poesie, Rubbettino Editore, 1986, pag. 65.
5) William Stabile: Contrappunti e tre poesie creole, FaraEditore, 2006, pag. 32.
6) Carla De Angelis: Salutami il mare, FaraEditore, 2006, pag. 31.
7) Giuseppe Caracchia: Il verbo infinito, Prova d’autore edizioni, 2010, pag. 27.
8) Anna Ruotolo: Dialoghi di Moleskine, Kolibris edizioni, 2010, pag. 58.
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