Renzo Montangnoli su Magari in un'ora del pomeriggio

 Recensioni in Arteinsieme  »  Magari in un'ora del pomeriggio, di Davide Valecchi, edito da Fara 13/03/2012
 
Magari in un’ora del pomeriggio
di Davide Valecchi
Fara Editore
Poesia silloge
Collana Sia cosa che
Opera vincitrice del concorso Faraexcelsior 2011
Pagg. 68
ISBN 9788897441052
Prezzo € 11,00

Adagio malinconico



Magari in un’ora del pomeriggio / anche nel luogo dove sei adesso / sopra le pietre più esposte si posa / un annuncio della fine del giorno: / …..


Sono i primi versi della poesia che dà il titolo all’intera silloge, strutturata in tre capitoli (La convalida del tuo sguardo, I laconici giorni, Stagioni irripetibili) in un unico tema che ripercorre l’andare del tempo, misura e sensazione dell’esistenza.
In effetti, più che raccolta tematica, l’unicum è tale da far pensare a un poemetto, realizzato con particolare cura, con attenzione ai particolari, con una metrica coerente pur se l’impressione è sovente di leggere una prosa poetica, d’eccellente fattura, con artifizi creativi che in un ritmo costante, quasi un adagio, compone una sinfonia di voci, di suoni e di parole che non può non lasciare indifferenti (Il giorno muore senza neanche un suono / che si avvicini ad una tua parola / e questa voragine che non vedi / inghiotte i ricordi di luoghi appena / intravisti ma subito perduti. /…).
È un fraseggio composto quello dell’autore, intriso di una vela malinconica che, senza indulgere alla tristezza, si offre al lettore come ancora di salvezza, come rifugio di una ritrovata consapevolezza dei limiti umani che non porta a rassegnazione, ma che cala dentro impercettibilmente inondando di serenità.
Le immagini, gli stati d’animo, la paesaggistica e la natura nel suo complesso, una natura non nemica, ma da cui cogliere gli aspetti che più riflettono il proprio sentire, fanno da contorno e anche da sfondo a uno svolgimento lineare che, senza pervenire a eccessivi approfondimenti, trova tuttavia una sua convinta filosofia, scevra da orpelli linguistici e da inutili barocchismi, e che si trasmette con immediatezza. Si stabilisce insomma fra autore e lettore quella corrispondenza inconscia che non viene meno neppure quando, arrivati all’ultimo verso della poesia conclusiva, si chiude il libro e lo si ripone. Resta infatti quest’aura di comunione, quest’atmosfera impalpabile in cui si finisce con il ritrovare non poco di noi stessi, una sensazione gratificante che solo un’opera di eccellente livello può garantire.


Davide Valecchi è nato a Firenze nel 1974. È un grande appassionato e cultore di poesia italiana del Novecento e contemporanea. Ha una laurea in Letteratura Italiana con tesi su Maria Luisa Spaziani. Sue poesie sono apparse in riviste (cartacee e online) e in vari blog letterari. Nell’aprile 2011 una sua poesia, accompagnata da un video, ha vinto il premio Poesia in Video presso il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Polistrumentista, è attivo come musicista fin dall’adolescenza: ha fatto parte di numerose band spaziando in generi musicali diversi: rock, metal, new wave, sperimentazione, elettronica. Attualmente è impegnato con due formazioni: Video Diva (new wave, rock, elettronica) e Downward Design Research (elettronica, ambient, industrial). Con lo pseudonimo di aal (almost automatic landscapes), a partire dal 2001, ha intrapreso un percorso di ricerca sonora in campo elettro-acustico, concreto, elettronico e ambient, pubblicando lavori per varie etichette italiane ed internazionali.
L’attività poetica e quella musicale sono profondamente interconnesse.
Web:
davidevalecchi.blogspot.com

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