martedì 8 maggio 2007

Lascio che m’abiti il nudo (Roberto Morpurgo)



Cuce

Cuce celata
luce

ulcerati lacerti
di chi

tace

***

Colli

Ciondolano
ai colli delle
pecore
ocra coralli
di madrepore.

Dondolano
in dande
di crine
ime valli.

Terrificati in
zolle
illudono non
più volti.

Corna d’erpici serpono
in solchi di
luna
anulari mappe, eburnee

coppe.

***

Lascio

Lascio che m’abiti il nudo
vento del passato
duna spelonca al vuoto o

nido

attorno alle
affiorate sabbie
china le nebbie il sole entro
granelli induce

fine del tempo in cui
fu luce

***

Una sera

Sfiamma il sole questa sera
e ignora

algida gemma

d’orizzonte il caldo annuvolato
incedere

di fiamma

Le ammarate stelle
in ignee
penombre l’Erebo
astrale spegne

E evaporato in silenzi
leva il mare
al nadir d’irradianti
sponde ogni
suo sale

***


Mare


Silenzio marino o silenzioso
mare effonde ora d’ermi
pensieri tua l’assenza.

Diveniente l’iride t’avverte
inerme specchio di
morte.

Assolato assolo di silenzi, o nero
castone vuoto che vulvico offri
il fallo al ceruleo cielo, il mallo
al guscio siderale, soffri

questo mio mesto
canto d’arenile.

***

Per valli ed enigmi

In enigmatiche brevità d’ombra
acacie insistono
in siepi di spigoli
sul mio inanellato mignolo
di pignolo Iperione.

Calli rasentate dal tempo
stornano fra sentieri i calabroni
arroventati ibis
a illacrimati, siberici
Faraoni.

Goffa una medaglia va
lungo la via in macchie
trafugando squisiti vermi
a minervine cornacchie.

***


Come acacia


Come una foglia d’acacia
nemmeno all’immota quiete
resta
in requie

così io sfibro
all’unisono coi silenzi
la mia stessa d’uomo
povera linfa:

e disfacendomi illudo
la ninfa alle mie
esequie che dirà

d’acqua
Roberto
s’abbia
il deserto



Per la loro densità questi versi ricordano la forza compressa e allitterante di Caterina Camporesi: «In enigmatiche brevità d’ombra / acacie insistono / in siepi di spigoli”. Forse c'è in Morpurgo una certa “nostalgia“ di termini e rifermenti classici.
Roberto Morpurgo (Milano, 1959), laurea in filosofia, scrive poesie, aforismi, racconti, saggi, soggetti cinematografici, piece teatrali.
Autore drammatico per la RSI (Radio Svizzera Italiana), conferenziere di Filosofia sui Navigli a Milano, pubblica aforismi e poesie con Joker di Novi Ligure.

2 commenti:

Roberto Morpurgo ha detto...

Visto, doppiamente riconoscente, data la tua per me preziosissima notazione, della nostalgia e delle evocazioni classiche. Ahimè, il mio sperimentalismo si ferma a Galileo (o forse a Leonardo).

Capisco anche perché non accettasti le poesie ‘spirituali’, in effetti ‘estremistiche’ nella ricerca di radici metriche e della rarefazione assoluta (qui non siamo pienamente in accordo: quella che tu chiami densità, e capisco, è per me la rarefazione dell’haiku, come ebbe a notare Mauro Bersani a proposito del libro che sta per uscire, e che se ti farà piacere ti manderò con gioia. E per me è anche un omaggio alla pittura cinese e giapponese).

Roberto

Alessandro Ramberti ha detto...

Precisazioni molto interessanti Roberto, mi farà certo piacer ricevere il libro in uscita.
Grazie e buona continuazione!
A