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mercoledì 13 aprile 2022

AIΩN di Mario Fresa (15)



AIΩN di Mario Fresa
___________________________________
Roberto Maggiani 
I poeti: umani, troppo umani?



*

A proposito delle fregole per la pubblicazione

 

(ai poeti: gente presuntuosa)

 


Da troppi anni [ormai] scrivo del mare

davanti al mare {è imbarazzante}

:mi abbandono ad astute nostalgie

per soddisfare la persona

che tengo prigioniera nel mio corpo.

 

Anche tonni e merluzzi hanno

capito che non ci sono sardine

in questo oceano→ ma il prigioniero no

non molla: è imbarazzante.




Commento.

Un testo poetico breve e fulminante, precorso da una spiazzante lucidità e da un'intensa (e agra) intelligenza investigativa che si presenta, in primo luogo, come un testo di riflessione sulla non rara piccineria delle ambizioni legate alla scrittura poetica. Dunque: perché si scrive una poesia? Per mostrare sé stessi, con ostentata civetteria? (e che importa, di te, agli altri? - anzi, spingiamoci più a fondo: sarebbe il caso di ripetere, insieme con il grande e vertiginoso filosofo di Röcken: "Che importa di me stesso?"); o forse si scrive per riferire qualcosa che si è ricevuto in dono, come una sorta di alta e altra (cioè divina) rivelazione, inappellabile e superiore? (santo Arimane, che presunzione! E che ridicola auto-sopravvalutazione!). Si scrive forse, allora, per gioco o per noia o per la lode altrui? Ovvero per un vago e intellettualistico esercizio rettorico? (che orrore; e che mancanza di amor proprio! ...).

 

Qui, tuttavia, noi non possiamo e non vogliamo fornire una risposta alla questione sollevata ("Perché scriviamo una poesia?"). Ci si concentri, invece, sul fuoco incandescente di questo inedito di Roberto Maggiani (1968), tra i più notevoli e sensibili poeti della sua generazione, nonché romanziere ed editore: un testo forte e acuto che ci invita a riflettere sulla condizione non di rado involontariamente comica o grottesca (e patetica) di chi vuole a tutti i costi scrivere (e pubblicare ciò che scrive), commettendo l'errore di parlare di sé stesso e con sé stesso e per sé stesso; un inutile capriccio che sopravviene per soddisfare la persona che si tiene prigioniera nel proprio corpo (come nota argutamente l'autore). In simili casi, il desiderio - o peggio, o addirittura, la brama - di scrittura del poeta, assalito dalle sue ipocrite o vanitose astute nostalgie (che superbo ossimoro!), si ingolfa, incautamente, in un verboso chiacchiericcio di natura egoica, privata, narcisistica, autoconsolatoria, autoassolutoria, autogratificante, autocurativa... e via di questo passo. Ma noi ci chiediamo: se l'io è solo un'impostura, perché mai si ritiene necessario il perseverare nell'illusione di trasformare la scrittura in un piccolo (e patetico) confessionale laico, psicologico (semmai con l'intenzione presuntuosa di far passare ciò che è stretto, limitato, piccino - appunto laico, umano - per un messaggio verticale, metafisico, ultrapersonale, assoluto)?


Una poesia che medita, dunque, acutamente, sul senso della stessa poesia (e sulla necessità etica di scegliere il linguaggio poetico per interrogare i significati di quella oscura fantasima illusiva che noi chiamiamo vita o realtà); la poesia è anche e soprattutto questo. È avanzare tra le macerie del visibile e dell'invisibile dubitando, decostruendo, rinnovando di continuo la propria forte, infinibile ricerca di verità e di senso.

 

 

 




[In alto, un'opera di Riccardo Dalisi]















domenica 12 luglio 2020

La diffusione di Attilio Zanichelli sul web

La diffusione di Attilio Zanichelli sul web.


La figura del poeta Attilio Zanichelli negli ultimi anni ha avuto una rilevante diffusione sul web e sui social network. In passato, già alcuni blog scrissero di Zanichelli, taluni, in qualche modo legati ai contributi critici del sottoscritto, diedero un primo impulso alla conoscenza e diffusione su internet del poeta parmigiano.

Il 2020 non ha consentito il normale svolgersi degli eventi a Parma (riguardo a Zanichelli, ad esempio, al Cimitero Della Villetta, nell’ambito di un incontro sui poeti di Parma defunti e lì seppelliti, si è ricordata anche la sua opera), e non ha permesso nemmeno, in occasione di Parma 2020 Capitale della Cultura, quei contributi o interventi che erano in cantiere per il poeta, tutto questo naturalmente a causa dell’emergenza sanitaria del Covid-19.

 Usando però le tecnologie social, soprattutto Facebook e numerosi blog, tenuti spesso dagli stessi poeti, è stato possibile presentare comunque Attilio Zanichelli. In particolare, grazie all’iniziativa di Emanuela Rizzo, in collaborazione con l’editore Stefano Donno presso I Quaderni del Bardo Editori, è stato possibile sfruttare positivamente il lockdown e gestire a distanza numerosi contributi sulla poesia di Parma e non solo (con anche il nome di Zanichelli). Durante questa chiusura forzata molti poeti-traduttori stranieri si sono interessati alle poesie di Attilio Zanichelli per cui se n'è avviata la riscoperta.

Qui di seguito alcuni link utili.

 

Maryline Bertoncini:

http://minotaura.unblog.fr/2020/01/16/attilio-zannichelli-un-matin/?fbclid=IwAR2vG4TxMi8zeS7OG3pzJjS1UHD5nY3hUGCmCkU_lP1NEx00msirswe0FsA

 

Un matin

 

Le matin, assis sur l’herbe

gracile du pré, par la pensée j’oscillais

vaguement en quête de moi-même, ou comme après une chute

on hésite au frisson de cet instant. Evanoui, certes

bras écartés et priant Dieu

qui ne dit mot de l’enfer sur le monde,

moi j’étais.

(traduction Marilyne Bertoncini)

* présenté par Luca Ariano sur son blog: https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/02/26/attilio-zanichelli-1931-1994/?fbclid=IwAR3VXBDz8jEw1g61SFLZoQpJC7ZmRqvU7TxLIlmyL0fKhbtCdCAZBGbCQcc

 

Lisette Fernandez , poeti per il Venezuela: canale Youtube:

https://www.youtube.com/channel/UCSmggHmktZ74buYX7cZVjXg

il testo con la traduzione qui:

https://www.facebook.com/associazioneorquideadevenezuela/posts/2750474141688306

 

https://orquideadevenezuela.wordpress.com/2020/07/05/chiusura-e-ringraziamenti-per-levento-poeti-uniti-per-il-venezuela-terza-edizione-dalle-nostre-case

 

Joan Josep Barcelò in un video e in seguito con traduzione :

https://www.facebook.com/joanjosep.barcelo/videos/1605617082920584

 

Estiu

 

Els plataners quan caminava aquest estiu

em van quedar a la memòria, tornen encara

en els moments en què posant-me a prop d’ells

em feien sentir que la vida continua mantenint

que la mort està present, com quan

en un silenci ofegat a la llum del sol

de cada matí, que visitava els llocs i els cossos

de res sembrats al parc i a tot arreu,

suscitaven que tot s’assembla a un temps

i als moments que trien per nosaltres morts, viure

en aquest últim acord. Sempre corrent

en els turmentats anys passats, sota el vendaval

inquietant de dies que ara no es poden repetir,

aquí em vaig veure, persuadit que la vànova

de qualsevol ànsia persisteix, a la pura i tal

dolçor que s’experimenta aquí baix, però oblidats

de tot, profundament estripats, al centre

d’un crit que ve imposat per l’ordre

del moment com si no quedés res més

per orbitar en el buit, estremir-se d'un flux

d’un corrent inesperat i de la seva manera de morir.

 

 

Arjan Kallco in un video e in seguito con traduzione:

https://www.facebook.com/RizzoEmanuelaDori/posts/135518321419472

 

Shumë zjarr (Tanto fuoco)

Vrojtoj detin në çastin që duket se hyn

Në sytë e mi.

Dita që shumë diell piu, shumë zjarr

Në qetësinë rraskapitëse

Të hutave

Përtej tymit të panjohur të vaporëve.

Vrojtoj kullën e hijes

Që do të lindë nga nata, në duart

E lagura me rërë si gjethet që dridhen.

Frikë prej jetës së përtejme? Prej mirënjohjes

Lakonike të flakëve që po shuhen?

 

Franko Fortinit ( a Franco Fortini)

 

Diçka më të mirë e ke ti, ti

I zeshkur në brazdën para dhe pas

Në kohë.

Të mundur jemi ne prej arratisë

Mbi të cilën ende breshëron.

Eshtra të rrjepura pa emër

Të zbritur në festë jemi ne

Që do të zhdukemi në vrimën e historisë.

Njëqind vjet para se të lindnim,

Siç ishim të vetmuar,

Do të na braktisin.

 

Një mëngjes (Un mattino)

 

Në mëngjes, i ulur mbi barishte

Të holla fushe, u lëkunda me mendime

Vagëllimthi duke kërkuar veten, ose

Si ai që bie, heziton ndaj drithmës

Së këtij çasti. Sigurisht

Unë pa ndjenja isha,

Me krahët e zhveshur dhe duke iu lutur Zotit

Që hesht për ferrin mbi botën.

 

 

E ëmbla poezi (Dolce poesia)

 

Ah, e ëmbla poezi sip o dridhen llampat!

Ora po mbledh djersën! E shtrydh shelgun

Të klithë se, nëse drita e shkrin, ngjan gati

Me një folje brenda dhe do më flaës.

 

 

Nuk ka rëndësi ( Non è importante)

 

Nuk ka rëndësi nëse quhet

Qetësi drita e parë që na i zgjon

Një stërgjysh prej trastës së kohës.

As edhe një herë nuk i humbi

Shenjat dalluese. Kur po nisej

Para monumentit të

paqes së vet mbërriti.

Ne tash e kemi humbur.

 

Traduzione in albanese di Arjan Kallço

 

Inoltre la poetessa Claudia Piccinno si sta adoperando per la pubblicazione di un articolo sulla “Gazzetta di Istanbul”, in cui si parla della traduzione di Sentimento d’oceani in corso di stampa che uscirà sul giornale di cultura letteraria finanziato dal Ministero degli Esteri e dall’ambasciata.

“La Gazzetta di Parma” in un articolo di Davide Barilli del 13 giugno 2020, giorno in cui è stata attuata una Stanza su Zanichelli, si é occupata del poeta parmigiano.

Ci auguriamo che nel 2021 possano riprendere anche in presenza iniziative legate alla figura di Attilio Zanichelli che sempre più si sta diffondendo sul web come un poeta da riscoprire e analizzare.

 

Luca Ariano


lunedì 22 giugno 2020

"Canti territoriali" Sentiero della Via Francigena intitolato a Pier Luigi Bacchini

Un tratto lungo della via Francigena, in provincia di Parma, è stato intitolato a Pier Luigi Bacchini (1927-2014). Il percorso collinare (CAI 850), inaugurato domenica 21 Giugno dal Sindaco del paese, attraversa il comune di Medesano per tutta la sua lunghezza e arriva sino alla Marialonga, passando attraverso il podere ove il Poeta ha vissuto per gran parte della sua vita. Bacchini, che si può ormai considerare un classico, ha tratto ispirazione da quei luoghi per i suoi versi, che, dal 2013, sono raccolti negli Oscar di Mondadori, con la cura di A. Bertoni. La sua poesia della natura, che ha sintetizzato scienza e storia, realtà quotidiana e dimensione cosmica, trova in questo percorso[1] la propria memoria e le proprie radici, in un tragitto, come quello della strada Romea, pregno di memoria simbolica, di cui la poesia bacchiniana, già definita «religiosa»[2] da illustri voci della critica per la sua tensione visionaria verso Dio, arricchisce nuovamente il senso.

 

Il terrapieno

Un filare di pioppi, ben cresciuti,

ricchi di linfa. Il luogo fresco.

E la notte        

un tale frastuono che per forza nel vento

gridavano trombe e cavalli – e uomini di guerra

che combattevano, e con la luna fra i rami

c’erano visioni – alabarde

e lance, e onde

degli stendardi. […]

Poi hanno scardinato il piccolo terrapieno

e le radici degli alberi, hanno sollevato il dorso

della tenera strada,

erbosa,

con la ruspa

e riportando la terra su e giù

ne hanno fatto una docile svolta per i carri e i trattori.[3]

 

Le invenzioni

 

Come voi, parvenze splendide

iris cari, che squillanti schiere

viola (e i vostri

simili d’un tempo, i predecessori?) – siete tornati.

La rude primavera, la flagellante che incrudelisce

– gli starnuti, i catarri

le sue ire gelide – s’è tramutata in voi, profumatissimi

E con corolle e inchiostri

a grumi e barbe d’oro.

L’energia della primavera

qui, sul glande. Questa grazia è dovuta

a una smisurata violenza,

che la diffusa velata atmosfera

filtra – ultravioletti –

per noi per voi, tiepida incubatrice. […][4]

 



[1] Realizzato su iniziativa dell’associazione Libero Cammino

[2] Cfr. Mille anni di poesia religiosa italiana (EDB, 2019, a cura di Daniela Marcheschi).

[3] Da Visi e Foglie, Milano, Garzanti, 1993, Premio Viareggio.

[4] Ibidem.


giovedì 9 luglio 2015

Lorenzo Spurio raccoglie le interviste ad alcuni grandi poeti in "La parola di seta"

La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi

di Lorenzo Spurio

COMUNICATO STAMPA
Lo scrittore e critico letterario marchigiano Lorenzo Spurio ha raccolto in questo volume una serie di interviste fatte negli ultimi anni ad esponenti di spicco del panorama culturale letterario legate all’universo della Poesia.
Sandro Gros-Pietro nella prefazione osserva: «Per usare la metafora scelta dall’autore, la poesia è una parola di seta, tanto elegante quanto resistente e tenace, pure nella sua leggerezza dell’essere. Il merito maggiore di Lorenzo Spurio, per il quale non smetteremo di essergli grati anche negli anni a venire, è quello di non avere voluto, neppure come idea peregrina o barlume montaliano, propinarci l’ennesimo repertorio sulla poesia italiana d’attualità, cioè una sorta di distillato d’autore sui nomi fondanti e significativi dei bravi poeti che rappresenterebbero il nostro tempo. Lorenzo Spurio non è, dunque, caduto in quel collettore oscuro della vicenda poetica che gorgoglia solo di presunzione e di collusione con il potere editoriale, e che compila le classifiche di merito tra i poeti italiani con la risibilità truffaldina delle hit parade canzonettare, ma al contrario si è mantenuto fedele a una concezione di “viaggio nella conoscenza poetica d’attualità».
Tra i poeti intervistati figurano Corrado Calabrò, Marzia Carocci, Ninnj Di Stefano Busà, Fausta Genziana Le Piane, Dante Maffia, Francesco Manna, Fulvia Marconi, Julio Monteiro Martins, Nazario Pardini, Franco Pastore, Renato Pigliacampo, Ugo Piscopo, Anna Scarpetta, Luciano Somma, Antonio Spagnuolo, Rodolfo Vettorello e Lucio Zinna. In appendice una sezione dedicata alle interviste di alcuni giovani promesse poetiche: Iuri Lombardi, Emanuele Marcuccio, Annamaria Pecoraro e Michela Zanarella.
All’interno del volume figurano anche poesie proposte in lettura e per un commento ai poeti intervistati. Tra i classici: Marino Moretti, Corrado Govoni, Leonardo Sciascia, Alda Merini, Dario Bellezza, Amelia Rosselli, Antonio Machado, Pedro Salinas, Walt Withman, William Butler Yeats, Sylvia Plath, Bertolt Brecht, Charles Bukowski, Wislawa Szymborska; tra i contemporanei: Paolo Ruffilli, Elisabetta Bagli, Mia Lecomte, Sandra Carresi e Giorgia Catalano.
Il libro edito da PoetiKanten Edizioni può essere acquistato scrivendo apoetikantenedizioni@gmail.comoppure su ogni vetrina online di libri (Ibs, Amazon, Libreria Universitaria, Unibo,…).
SCHEDA DEL LIBRO
La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi
a cura di Lorenzo Spurio
Prefazione di Sandro Gros-Pietro
Postfazione di Amedeo Di Sora
PoetiKanten Edizioni, 2015
ISBN: 9788899325206
Costo: 15 €