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venerdì 22 marzo 2024

It's friday! poesie inedite di Diego Pulzoni

 





















It's friday! è una rubrica a cura di Annalisa Ciampalini


Pensieri jazz

 

A volte

vorrei che i miei pensieri

risuonassero come una jazz band,

tra le note di caldo cuoio e del rum.

È invece più stridulo il loro passare:

vanno e vengono

entrano ed escono,

lasciando spesso la porta aperta,

senza nemmeno bussare

 

Un giorno li spegnerò,

ne sono certo,

magari

ascoltando un pezzo di Duke Ellington.

 *

 

Intrappolato

sotto terra

La luce che vedo

mi distrae

mi tempera

Il buio

all’assenza di quel bagliore

era finzione

una mera utopia

Non mi resta che scavare

migliaia di metri

con le mie mani

 

sole e stanche e arrese

impegnate già

ad asciugare il viso

Non mi resta che scavare

per godere della luce vera

quella del Sole

che dà vita

che dà speranza

che guarisce

 *

 

Preghiera d’addio

 

Leggerai di te

fra queste righe

leggerai dell’amore che sei stata,

faro nel buio pesto

leggerai del rifugio offerto,

senza condizioni, limpido e puro

come acqua di sorgente

leggerai dei tuoi capelli scuri,

della tua pelle bianca, innocente

leggerai della tua semplicità

mai banale, racchiusa nei gesti

una carezza, un bacio

o la dolcezza di un saluto

leggerai delle tue parole di legno

che come un camino d’inverno

mi hanno riscaldato,

leggerai allora la mappa del mio cuore

dove sempre rimarrai custodita

così che tutti

possano leggere di te.

 *


Tre fotografie

 

Passo dopo passo

la tua figura

si fa sempre più sbiadita

stai tornando

dove la vita ti aspetta.

 

Hai lasciato da parte

il coraggio di voltarti

nonostante il cuore

voglia riprendersi il frammento

lasciato qui, in sospeso.

 

Avrei voluto sfogliare con te

un intero album,

posso invece rifugiarmi

in sole tre fotografie:

una per rimpiangerti

l'altra per salvarti

e l'ultima per amarti.

*

 

Marlene Dietrich


Da questa stanza,

dove Parigi sembra così amica,

la guardo contemplare

il film della sua vita

chiusa in un raggio di sole,

che scaltro, ha eluso il divieto della tenda

Riesco a vedere Lola

come fosse qui, davanti a me

con le sue gambe di ceramica

e la voce calda d’autunno,

la sento cantare

e come allora valica la soglia

del bianco e del nero

colorando di un rosso, goffo,

le guance di milioni di uomini,

caduti ai suoi piedi

Berlino bussa alla porta

come un ariete carico di gelosia

le sue vie, gli alberi ordinati ed i teatri...

hai dovuto tradirli, Marlene,

hai affidato la tua sorte all’America

e voltato le spalle

all’uomo che più di tutti

pretendeva il mondo ai suoi ordini.

Tutta Hollywood

bramava un attimo di quello sguardo

ma tra la tregua dei riflettori

il tuo cuore e la mente, distratti

correvano verso di lei, Maria

dolce e bambina bionda,

figlia di madre dal nome ingombrante

tanto da lasciarti crescere

nella luce dell’ombra.

Adesso che la Luna

sembra suonare le ultime note

di questa colonna sonora,

appoggi piano la testa al cuscino

sei arrivata fin qui

dopo l’essenza del corpo e della mimica

hai dato tanto

ora vi prego...

non chiedetele perché va.

 


 Diego Pulzoni nasce a Pesaro il 9 agosto 2004. Frequenta il primo anno del corso di Lingue e Culture Moderne presso la facoltà di Urbino dopo essersi diplomato all’Istituto tecnico Bramante Genga di Pesaro. Ha vinto il primo premio del concorso “Poesia onesta 2023” curato dall’Associazione Versante nella sezione studenti di secondo grado. Si è classificato terzo al concorso nazionale “La cura dell’essere” organizzato dall’Associazione Piazza dei Mestieri di Torino.  La sua prima raccolta è in fase di creazione.

 

 


venerdì 17 febbraio 2023

IT'S FRIDAY! Quattro poesie inedite di Laura Corraducci












It's friday
è una rubrica poetica a cura di Luca Pizzolitto


“Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati"

                                                
                                   Mt 5 (1-12)


a Giovanni F.


pioveva sangue dalle nubi

il giorno in cui ti legarono le mani

consegnandoti alla terra convinti

fosse quella la custodia più sicura

e un popolo di affamati si mise

a camminare per le strade del paese

impastando le lacrime

alla polvere dei sassi

e una legione di assetati si mise

ad assediare le mura invocando

acqua nuova dalle fonti e dai ruscelli

e un esercito di sconfitti sfondò

le porte di oriente piantando

il suo vessillo sul suolo della rabbia

aspettando la giustizia uscire dalle onde

come una Venere generata dal sole e dal mare



**


a Jonne


hai aperto le braccia

in una notte d' autunno 

con un dolore scavato

diritto in fondo al cuore

ora il passo è veloce

lascia l’orma del Cielo

i tuoi occhi sono anfore di luce

le lacrime le abbiamo raccolte

tutte qui in questo vaso

offerta viva all'Amore

che ti ha plasmata

asciuga tu le nostre

prima di salire

perché la porta dell'assenza 

ha il buio sordo del dolore

così il viaggio di un angelo

sia per noi che restiamo 

scala di stelle al Paradiso



**


la pazienza del fico

l’ho imparata questa notte

gli occhi tuoi aperti

ho ritrovato sulle foglie

sul tronco sillabavo il tuo nome

seduta di sghembo sulla pietra

e la gamba piegata nel fango

con le penne scure dei gufi

che scrivevano versi sulla lingua

e il fico come un dio intagliato

nel semicerchio della notte

divorato di luce dalla luna

a gridarmi di svestire le mie lacrime

di tuffarmi a mani nude nel tormento

sprofondando in basso nella melma

per cercare avvolto dentro un panno

il chicco sporco dell’amore



**


hanno sprangato le porte sulla strada

i vetri li ho visti scurirsi nelle finestre

e dietro profili ripararsi dalla paura

eppure in ogni occhio sta un segreto

saldo insieme a un nome da custodire

che passa in mezzo alla strada delle lacrime

sopra l’arco perfetto delle ciglia

e scende al respiro calmo della bocca

fin giù alle maschere e sotto i vestiti

dove l’aria non pare ma si solleva

in alto insieme a un vortice di sabbia

un po' come l’amore quando arriva d’inverno

e tu non sai che più ti fa tremare e più ti fa salire




Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese.

Nel 2007 pubblica il suo primo libro di poesie con Edizioni Del Leone dal titolo Lux Renova.
Suoi inediti sono apparsi su Punto Almanacco della poesia italiana 2014, edizione Puntoacapo, Gradiva con nota critica di Giancarlo Pontiggia, Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 2, Raffaelli editore.

Dal 2012 organizza, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della sua città, la rassegna poetica “Vaghe stelle dell’Orsa” dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera che ha visto come ospiti fra i poeti più importanti del panorama letterario italiano e straniero.
Nel 2015 per Raffaelli editore pubblica la sua seconda raccolta poetica dal titolo Il Canto di Cecilia e altre poesie che si classifica al secondo posto nel concorso poetico “Premio di poesia Camposampiero 2016”.

Ha scritto e portato in scena il recital poetico Dell’amore, della parola e di altri tormenti.

Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, inglese, olandese, rumena, francese e portoghese.
Ha tradotto il libro Dire sì in russo della poetessa inglese Caroline Clark, poesie della poetessa turca Muesser Yehniay e del poeta americano Bill Wolak.
E’ stata ospite per la Giornata Mondiale della Poesia all’IIC di Cracovia nel 2018 e a diversi festival internazionali di poesia.

“Il passo dell’obbedienza” (Moretti e Vitali, 2020) è il suo terzo libro di poesie presentato nel febbraio 2021 all’ICC di Bruxelles per l’associazione italo- belga “Allez les Marche, italiani a Bruxelles”