venerdì 21 agosto 2026

“Banco bianco” di Sandro Meravigli

 “Banco bianco”


                                  

Sparirai anche tu come nebbia

in goccia di pioggia

il mondo è ingiusto

solo questa lotta gentile condotta giorno dopo giorno

essere cibo per altri

sfamare i cuori, più che altro

per le rive del male:


i giorni sono d’oro

il mio corpo è balbettare di nodi

dove mi porteranno le foglie


il mio corpo è stanco e morde

su pianure di frasi

aperte

qui la punta mi solletica

e rido

continuando a stipulare contratti con il solito

primo venuto 


*


Un profeta ha scritto “siate nei vostri piaceri come i fiori e le api”

ma in amore e in molte altre cose sono balbuziente

per questa lotta a corte

(cuori arpione angoli in combutta)

più spesso punto dritto e non penso ai morsi

per vivere con l’iniziale

il mio essere 


dire “la noia è il migliore dei risvegli”

ma il cuore insonne sciopera,

mi impone severi digiuni per giorni

non faccio che bendarmi gli occhi

e torno a stancarmi con menzogne e finzioni —

la mezzanotte è una lingua

e ripara i freni per l’indomani


generosa consulente

scava qualcosa nell’autenticità

sopra i detti

corridori rivoluzionari

da intervistare

stelle di fuoco, lettere

senza rime ma che si leggono come poesie

calco della storia


lavoro minuzioso d’amanuense

di copiatura e invenzione

intorno al pozzo, da pazzi

con le chiavi della storia


sul banco bianco

corde scartoffie

dall’uscio fitta luce

tra i tetti su cui cresce l’erba

nel xiao yuanzi 


la mente assente

e fotografa senza metodo — “l'albergo d'ogni nostro affetto”

solo la costanza è prova dell'uomo

           ad ogni ora la sua pena

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