“Banco bianco”
Sparirai anche tu come nebbia
in goccia di pioggia
il mondo è ingiusto
solo questa lotta gentile condotta giorno dopo giorno
essere cibo per altri
sfamare i cuori, più che altro
per le rive del male:
i giorni sono d’oro
il mio corpo è balbettare di nodi
dove mi porteranno le foglie
il mio corpo è stanco e morde
su pianure di frasi
aperte
qui la punta mi solletica
e rido
continuando a stipulare contratti con il solito
primo venuto
*
Un profeta ha scritto “siate nei vostri piaceri come i fiori e le api”
ma in amore e in molte altre cose sono balbuziente
per questa lotta a corte
(cuori arpione angoli in combutta)
più spesso punto dritto e non penso ai morsi
per vivere con l’iniziale
il mio essere
dire “la noia è il migliore dei risvegli”
ma il cuore insonne sciopera,
mi impone severi digiuni per giorni
non faccio che bendarmi gli occhi
e torno a stancarmi con menzogne e finzioni —
la mezzanotte è una lingua
e ripara i freni per l’indomani
generosa consulente
scava qualcosa nell’autenticità
sopra i detti
corridori rivoluzionari
da intervistare
stelle di fuoco, lettere
senza rime ma che si leggono come poesie
calco della storia
lavoro minuzioso d’amanuense
di copiatura e invenzione
intorno al pozzo, da pazzi
con le chiavi della storia
sul banco bianco
corde scartoffie
dall’uscio fitta luce
tra i tetti su cui cresce l’erba
nel xiao yuanzi
la mente assente
e fotografa senza metodo — “l'albergo d'ogni nostro affetto”
solo la costanza è prova dell'uomo
ad ogni ora la sua pena
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