''La
violenza del tempo lacera l'anima; attraverso quella lacerazione entra
l'eternità'' (S. Weil, l'ombra e la grazia).
Un'Arte
Culturale è un'arte culturalmente impegnata nella società; non è un'arte
estraniata, ma viva nel messaggio (significato) che si vuole trasmettere.
Si
impegna a informare le masse, imbonite dal volgare, dal cattivo gusto del post
moderno, sull'alto valore Universale dell'Arte ( la bellezza), sul recupero
come trasmissione di valori intramontabili, a rieducare ai valori civili e
religiosi.
Riabilita
quindi, il pubblico alla bellezza di un quadro artistico che nasce dalla
cultura e non dal kitsch, nonché il lettore a fruire del messaggio poetico, al
di là del gioco tecnico della Decostruzione.
Il
Culturale oppone alla Decostruzione moderna «la giusta valorizzazione»,
consapevole che il meccanismo con cui è costruito l'oggetto non va espresso ma
celato e superato dall'idea dell'oggetto.
Non
è un'Arte metafisica, ma Rivoluzionaria, nel senso che si impegna a cambiare il
sociale, con la forza sovvertiva di un Sapere e una Bellezza Universale (che
trascende le categorie del tempo e dello Spazio) culturalmente dati.
L'arte
è superiore alla vita e si impegna a modificarla: soprattutto a creare un
burrone infinito tra barbarismi e buon gusto in tempi di inquietudine.
Cultura
che non tradisce la Storia e liberi dalla ''schiavitù'', che non chiude ogni
riferimento con il credente; che non imputridisca la luce, che non esiga la
Verità.
Arte
che escluda il caos di questo mondo tragico, imbrigliato in un ''vivere
moderno'' attraversato da mercificazioni e squallidi interessi che annullano
quel meraviglioso viaggio infinito chiamato memoria e mortificano e divorano il
cuore di questa sconosciuta Umanità,
''...Un
corridore correva dietro la sua ombra...
Cercava
la Verità...'' (Paul Nougé).
MARIA TERESA LIUZZO

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