Opera votata al narrapoetando
recensione di Gemma Mondanelli
Osservare lo scorrere del tempo è un classico della vita. Ognuno di noi lo sente fluire. Dapprima, quando siamo giovani, il tempo sembra lunghissimo, infinito, si arriva alla sera senza confini per il giorno dopo, il mese dopo, l’anno dopo. Quando diventiamo più grandi il tempo passa più in fretta, tenta di dilatare il presente, si immerge nel passato come ancora di salvezza alla brevità della vita, spesso rifiuta di pensare a un futuro che sarà sempre troppo breve, anche se ci sarà.
Carla ha dato il titolo: Un tempo nuovo alla sua raccolta poetica e ha fatto un atto di coraggio. Via il rimpianto del tempo passato, via la lieve speranza del futuro, via anche il fugace tempo presente. Il tempo non si può cristallizzare in sezioni diverse, il nostro tempo è infinito, una lunga linea che si snoda tortuosa, che imbocca sentieri, che si affaccia su autostrade di senso, che si ferma in un bosco tranquillo. Il tempo si rinnova sempre.
Le sensazioni di Carla sul paesaggio, sulla natura, sui ricordi, sui sentimenti rinnovano sempre un messaggio di adesione completa a quello che si è e si vive. Lo sguardo vaga, si posa, si spinge lontano con la freschezza di un’anima che non si adagia con noia sulle cose, ma le rinfresca con un sorriso, una lacrima, un tocco di mano carezzevole. ”Come gioia pura/ l’oro delle foglie/ scende lieve dai rami/ a formare tappeti solari…” e ancora “Perduti campi di primavera/ guazze di petali/ confuse e d’erbe/ luce di sole e vita/ in movimento/ nessun’ombra/ nei giardini felici/ neppure suoni/ parla solo il vento/ respiri di corolle.”
È bello questo vivere di Carla attraverso la poesia, attraverso la parola curata, melodiosa, suadente che accarezza le cose, che si fa scura nella sera e più luminosa al mattino, che accompagna con speranza i giorni, in un tempo nuovo. “Felicità della bellezza che non muta”, ma va ogni giorno rivisitata, Ogni momento bisogna onorarlo: “Il coraggio del volo oltrepassa il tempo scrive una storia che sembrava finita” e ancora “In questo vespero appannato che prelude a un assorto tempo umano.”
La poesia che accompagna la vita è un grande dono per chi la scrive, spesso con gratificante fatica per trovare la parola giusta che la rappresenti, ma anche per chi la riceve perché condivide un rapporto universale che non separa, ma unisce in un sentire comune che consola. “È il dono della vita/ che stupisce/ è l’occhio universale/ che risveglia/ accenti d’amore alle creature/ dischiuse come fiori/ nel mattino/ nell’estasi perfetta/della riconciliazione…”
La raccolta di Carla è carica di tenerezza, di una sensibilità sofferta, di una emozione che suscita emozione. Non impone uno studio faticoso di senso, ma arriva dritta dove vuole arrivare come un dardo che rompe l’aria con un lieve sibilo e ci impone di superare le nostre paure, le nostre inutili attese per proiettarci verso un tempo nuovo che ci propone una verginità del mondo, togliendo le sovrastrutture, gli orpelli inutili che ne appesantiscono la visione.
Le poesie sono brevi, distillano le parole riportandole al loro primigenio significato perché per affrontare questo nuovo tempo dobbiamo amare la leggerezza e quella grazia che ci impone la sorte di esseri umani immersi nella maestosità dell’ Universo.
Alcune poesie tratte da Un tempo nuovo di Carla Malerba
Lasciamo che l’inverno non passi
che le sue notti
ci vedano abbracciati
a riscaldarci il cuore
lasciamo che la nebbia del mattino
avvolga le pianure
per preparare al sole
il suo trionfo
e che ogni cosa
si prolunghi
e non finisca in fretta
come finisce un bacio
Semplice è sinonimo di chiaro
è parola che invita
al sincero rispetto delle cose
semplice come lo sguardo di un bambino
l’occhio del poeta
osserva intuisce riferisce
cosa c’è nell’anima del mondo
Ho pensato parole
da darti
per vita donata
parole che sai
sussurrate
per dirti
che amore s’infinita
ad onta dei divieti
e provo a immaginarti
nei gesti
negli sguardi
e il mio sfiorarti
è lieve scricchiolio nella spalliera

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