Tre poesie di Massimiliano Bardotti da "La disciplina della nebbia"

 



Signore, io sono la terra Tu il Coltivatore
semina la Tua voce nella mia bocca inutile

(Efrem il Siro)

Se solo un poco il suo mestiere ha fatto
il poeta, allora c'è in ogni verso il suo respiro.
Accordo con il ritmo antico del cosmo.
Leggere poesia è respirare insieme
cantare insieme l'eterna armonia.
Quando si legge un vero poeta
qualcosa di misterioso accade:
Non si sa dirlo, ma tutto volge a lode.
Piantato nel profondo di ogni terra
è il seme della bellezza.
Il suo annuncio è scritto in tutte le cose.
Il poeta lo sa, perché prima che nascesse 
i suoi occhi hanno visto.
Poi, nel mondo, tutto lavoro affinché lui dimentichi.

Ogni vero poeta è un asceta.

Si allena alla meraviglia dell'ape.
Dedica un'ora
alla contemplazione del rosmarino.
Segue il volo della farfalla.
Annusa il glicine a primavera,
nell'inverno profondo sa rievocarne l'odore.
Si stira come il gatto
si inarca come il serpente.
Fa il verso dell'albero
ne imita rami e radici.
E guarda con occhio innamorato
il volo della cincia e del passero.
Ne ascolta il canto, incantato.
E poi sprofonda, nell'incendio del cuore
ravviva la fiamma soffiandoci sopra.
Tutto il male che devasta lo incontra in sé.
Nulla conosce così bene come il male.
Il viaggio infernale l'ha fatto per sempre
andata e ritorno.
Non s'è lasciato ammaliare.
Ha scoperto il tiranno e l'ha spodestato.
E poi ha scritto "Vedi sempre
la vita infinita nella morte dell'io!"

Il poeta ha il passo ceduto a Colui
che fa nuove tutte le cose.
Con i Suoi occhi ora vede.
Sua la voce che canta.
Il respiro, è di Dio il respiro.


***


Bambino mio, vieni
vieni a vedere questa porta, 
guarda: è grande e robusta,
senti, senti quanto pesa.
Si fa una gran fatica a spostarla
non è facile aprirla.
Eppure ti dico, che quando è ora
diventa leggera e si apre da sola
vedessi con che gentilezza rivela
lo spazio che si nascondeva
là dietro.


***


Sacro Debussy e tutto quel che il cuore scava.
La Parola che fu detta prim'ancora della voce.
L'istante fatto eterno negli incanti
l'ora che pare mai finire
questa calma nelle ossa.





Massimiliano Bardotti è nato e vive a Castelfiorentino. Poeta, presidente dell’associazione culturale Sguardo e Sogno, fondata da Paola Lucarini. La disciplina della nebbia è stato pubblicato da peQuod nel 2022, nella collana portosepolto diretta da Luca Pizzolitto. Inoltre, l'autore ha pubblicato, tra gli altri libri: Il Dio che ho incontrato (2017 Nerbini), I dettagli minori, (2018 Fara) opera di poesia e prosa dal quale è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale interpretato insieme a Viviana Piccolo, Diario segreto di un uomo qualunque, appunti spirituali (2019 Tau). A marzo 2020, sempre con Fara editore esce Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio, scritto insieme a Gregorio Iacopini e con la prefazione di Filippo Davoli e la postfazione di Isabella Leardini. Nel mese di maggio 2021 esce Idillio alla morte, scritto con Serse Cardellini. Il libro apre la collana poetica: Fuori Stagione, di FirenzeLibri, della quale Bardotti, Cardellini e Iacopini sono curatori. A giugno 2021, per Puntoacapo esce La terra e la radiceNel 2017 a Castelfiorentino dà vita a: La poesia è di tutti, percorso poetico e spirituale, presso l’associazione culturale OltreDanzaDal 2018 conduce L’infinito, la poesia come sguardo: Ciclo di incontri con poeti contemporanei al San Leonardo al Palco di Prato. 


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