lunedì 27 maggio 2019

REPORT DI LETTURE - foglio terzo -

rubrica a cura di Fabio Cecchi

Signore e Signori, ce n'è voluta ma ecco online il foglio terzo di letture! Qui a vostra completa disposizione. Sono appena quattro titoli, questa volta, dateci dentro. Il foglio quarto, in compenso, è pronto a subentrare. State pronti. Viva la buona lettura. - F -  


Marc Levy - UNA RAGAZZA COME LEI - Rizzoli 2018 -
Chi sapeva? Io ho colto solo per caso quest’ultima fatica presente in libreria. Marc Levy tiene la mia stima, avendo allietato molte serate dedicate. Il suo ricettario storicamente prevede un gioco romantico e curioso di assortimento e avvicinamento tra il protagonista e la protagonista. Il contesto geografico e culturale, nel mentre, viene adoperato in tutte le potenzialità. Il romanzo in questione, con titolo tradotto alla lettera, per una volta, fa ruotare su scena un sacco di personaggi. La cornice è New York, febbrile e cosmopolita.

Il giovane indiano Sanji congiunge le sue vicende a Deepak, che passò l’oceano un po’ di generazioni addietro. L’eroina di turno è Chloè, che stenta a fare breccia sino metà avventura. Il messaggio sociale combina una prospettiva sulla disabilità (Chloè) al sostegno a una democrazia attiva e meno classista (Sanji). Un romanzo molto ben congegnato e forte di snodi narrativi sicuramente interessanti. Il difetto di superficialità non consente un traguardo più alto. Marc Levy ha prodotto e produrrà migliori cose.


Fabio Orrico - 20 PEZZI FACILI (PIU UNO) - Fara Editore 2019 - Alessandro, mio stimato editore, mi favorisce questa recente pubblicazione. L’opera vincitrice, per essere precisi, al concorso Narrabilando annuale, sezione prosa. Il libro si rivela un signor libro, formato da venti capitoletti di commento ad opere cinematografiche. L’autore, dall’alto di esperienza ventennale nel proprio campo artistico, dimostra adatte credenziali per esercitare voce critica. La prosa è impostata su un alto livello. L’operazione si connota riuscita, per dare esempio, dal memorandum costante, via e via leggendo, di portarsi il prima possibile a trailer e clip, quel materiale insomma trovato tanto avvincente su pagina. Il cinema americano (Scorsese, Coen, ecc) viene spesso chiamato in causa, per afflizione di chi scrive, mentre di casa nostra si parla in bene di Bellocchio e Argento.  


Maurizio Maggiani - MECCANICA CELESTE - Feltrinelli 2010 -
Un affresco portentoso. Un’esperienza di vita. Qualche mancanza sarà senz’altro ravvisata ma l’esperienza rimane notevole. Un’analisi non è cosa semplice. La collocazione temporale, oltre la metà del Novecento, va scalando nella rimembranza agli anni furenti del secondo conflitto mondiale. La collocazione spaziale è Toscana montana e rurale (Sant’Anna, Vagli, ecc..) ora proposta in leggenda ora in Storia, nazionale e locale, militare e popolare.

Si tratta di trecento pagine, eppure un materiale talmente intenso sembra perpetuare l’estensione. Un’intelligenza sottile e stimabile ci risucchia dallo spazio della città, anonima e cementificata, per rilasciarci entro dimensione assai diversa. L’inizio è ispirato e scorrevole. Maggiani, nello stile che appartiene anche a Benni, spalanca un cosmo di prima impressione fiabesco. I primi soggetti sono maschi ma l’altro sesso viene maneggiato poco più avanti con alta maestria. Il discorso del passaggio generazionale, sopra le dinamiche delle nascite e degli invecchiamenti, è letteratura che varrebbe un posto nei compendi in uso alle scuole.

L’autore sembra abbracciare e attendere con gusto alla ruralità, un lavoro non facile, non per tutti. Cos'altro occorre? Un lettore audace per una settimana di lettura, le varianti sempre alla mano. Il mio voto è un otto pieno. 


Walter Veltroni - CIAO - Rizzoli 2015 -
Un libro di formato grande per una storia semplice, nell'idea e nello svolgimento. Un’escursione lungo il rapporto tra figura paterna e filiale. Walter ritrova Vittorio. Il nucleo fondante del libro è infatti il loro incontro immaginario. Il genitore, mancato sulla mezza età, viene ritrovato terrenamente con debita commozione e altresì riverito come giornalista encomiabile. Si passa allora, di pagina in pagina, nella rievocazione di episodi sparsi, dagli anni Sessanta in avanti. Un capitolo per il terreno di impiego del padre, gli studi Rai, un altro per il clima politico del dopoguerra. La ricetta semplice porta effetto garantito, suscitando e rinnovando l’emozione, ma l’autobiografia ben svolta non è nulla di deprecabile. Il mio voto è sette.  


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