Un pensiero in “Raccolta”

nota di lettura di Andrea Rompianesi

Eh no! Caro Alberto… davvero con aria dimessa il Sannelli e il Ramberti non possono dire (anche se in senso positivo) che i versi si offrono “senza ambizioni”: Tutt’altro… Raccolta mi appare uun testo ambizioso e a sviluppo poematico, quasi epico, quando “La tuta di Mongo” o “la fenice siderurgica”,
“In alto Rot cerca accosciato” o “qualcosa ancora nelle tasche da eliminare”, aprono le attenzioni. Molto di umanistico si cela e si svela nel rimico riadattare ciò che nel cumulo, ma anche nell’angolo, nello scorrere del viandante, crea le affinità, concede (e si chiede) cosa riappare; l’umano sguardo tra equilibri da
ricercare poiché nulla si deteriori davvero, ma lo “spaccarsi” delle panchine e delle bottiglie, nella mano individua l’artefice del gesto. In Raccolta il comunicare è ben altro recupero dove l’etichetta riosserva il riposto ancoraggio verso le cose
vicine, la fatica del salire, il sudore, l’auto in fiamme. Il verso lineare si fa pronuncia; fonde, foneticamente, la durezza dei composti consonantici, attende reliquie virtuali dove i passi sono ascoltati o sfiorati.
Raccolta disegna bene davvero una musica dei ritmi nei quali la differenza è speranza.
Un ottimo esito.

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