mercoledì 7 maggio 2025

La preziosa finitudine dell’uomo


ALESSANDRO RAMBERTI

FARA EDITORE 2022

recensione di Flavio Vacchetta




Nel bosco

Un tuono mi richiama
risalgo dal torpore
mi aggrappo a delle immagini

la luna sul sentiero
il rumore dei sassi
un niente di respiro.




A gran voce

Se siamo tutti increduli
possiamo sempre dire
con la bocca di uno

della folla: - Mi fido.
Aiutami Signore
se io fatico a credere!




Benedizione

Basta davvero poco
nella nostra caverna
ciò che importa è lo spazio

per farlo lievitare
in un cuore che allegro
ringrazia in altri petti.





Alessandro Ramberti traghetta sapientemente nel poiein il suo esaltante registro espressivo che si snoda su punti nevralgici a “riscattare” l’uomo da una finitudine che, pur rimanendone la cifra essenziale, la travalica fuor d’ogni dubbio.
Il rapporto dell’autore con la parola è frutto di un amore fisico ed intellettuale a un tempo, in cui queste due voci si ossigenano a vicenda ristabilendo di volta in volta, verso dopo verso, la pace interiore tramite Enchiridion celeste - manuale tascabile - di cui Alessandro ne è il fiero ed onesto autore.
Il sottoscritto coglie l’essenza poetica dell’autore che sosta in maniera perfetta dentro le imperfezioni della vita e a questa dà respiro nell’incedere, oserei dire, di un costante “balbettio lirico autentico”.
Balbettio perché per Alessandro la poesia, a mio avviso, è tentativo; autentico perché consegnato alle vibrazioni umanissime come a dire che il miglior modo di essere per l’uomo resta Essere e semmai si intraveda un compito o una missione del poeta, questa non è tanto quella di rendere docile il Senso, piuttosto di transitargli accanto “gridandone” nell’intreccio lirico, gli infiniti “alleluia” piuttosto che le inesauribili esecrazioni della vita.

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