Mori, frantumi di vita umana e animale

recensione di Alessandra Tonizzo su BRESCIAOGGI Martedì 25 Ottobre 2022

Il pelo, nell’uovo, veleggia. Dentro il pagliaio, l’ago è festaiolo. Abbiamo scordato che i Dettagli Fuori Campo (Fara editore) resistono nei secoli dei secoli delle nostre ossesse pulsioni; non solo: lì pasciono, comodi e felici, perché osservati solo dallo sguincio del cipiglio tormentato; e quindi si ritengono, a ragione, detenuti scampati.

Oltre la griglia del razionale, del conseguente, le minuzie dettagliate in lirica da Alberto Mori son tutt’altro che smargiasse. Potrebbero proliferare, come la cugina polvere, a sogliola sotto il tappeto, o gli aviti scheletri, inchiodati alle grucce dell’armadio. Nessuno avrebbe da ridire, qualcuno riderebbe pure. L’attenzione del poeta le ingalantisce invece. Durante la veglia sonnambula d’un nuovo meditare cittadino, completamente adattato al prototipo dell’europeo punjabico, Morisolleva da terra – dal cielo a volte – tutto ciò che andrebbe altrimenti perso. (…)


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