Orme intangibili : brevità e ampiezza

recensione di Teresa Armenti





Davanti al testo poetico di Alessandro Ramberti Orme intangibili si rimane sorpresi per la brevità dello scritto e l’ampiezza del contenuto, che si dilata a ventaglio prendendo diverse direzioni, anche quelle cinesi. 

Il florilegio si presta a varie interpretazioni. Può essere considerato un trattato filosofico-teologico, con tanto di note che invitano ad un’ulteriore riflessione, oppure un poemetto epico che ricalca, in una forma metrica ben curata, le orme degli antichi cantori, con tanto di prologo, epilogo e congedo. 
Può essere definito anche il canto del salterio o la poesia della meditazione quotidiana, come ha ben sottolineato Vincenzo D’Alessio nella prefazione. Ogni parola, infatti, va letta più volte, meditata, per immergersi in essa.
Ogni verso va approfondito leggendo passi biblici e libri di teologi, come quello di Alselm Grün Scoprire la ricchezza della vita.
Il lettore viene interpellato a più riprese dall’autore con interrogativi sul suo cammino, sui suoi talenti, sulla strada da seguire.
Sembra di trovarsi in un convivio letterario a cui partecipano scrittori di varie epoche e provenienti da diversi luoghi: da Matteo Ricci, George Herbert a Fabrice Hadjadi, convertito al cattolicesimo; da Santa Teresa di Lisieux all’arcivescovo filippino Luis Antonio Tagle; da Kant a Camus a Massimo Recalcati. A turno, ci sono vari interventi che disegnano le sorprese dello spirito.
C’è, poi, la voce fuori campo di Papa Francesco che, con il suo libro Nel cuore di ogni padre, accompagna i passi incerti dell’uomo verso il sentiero erboso che porta al luminoso monte della grazia.
L’autore traccia le linee della problematica esistenziale, avverte la corrispondenza esistente tra il mondo e l’uomo, i conflitti tra la realtà esterna e l’interiore, coglie il senso del sacro nella rete di rapporti instabili e di messaggi spesso schizofrenici. Egli percorre e fa percorrere un cammino mistico, un cammino che fa fare esperienza di Dio, rintracciabile nel fondo della nostra anima, la sonda dello spirito, il canale di energia relazionale, inconscio serbatoio del vissuto. Ci invita a lasciarci portare dalle impronte, così profonde sul terreno umido, così invisibili se consumate sulla roccia, per incontrare, come i discepoli di Emmaus, il Risorto e diventare messaggeri di speranza.
Orme intangibili è un testo che guida il lettore a scoprire il suo mistero personale, a coltivare un cuore capace di ascolto, che conservi l’inquietudine del desiderare. È un testo che ci cambia dal profondo, ci trasforma e ci invita alla conversione, lasciando via libera all’azione purificatrice dello Spirito, che farà di noi i viandanti del respiro, la parte della terra più animata.

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