Antonio Spagnuolo recensisce in Poetrydream il Fruscio di Angela Caccia

Poetrydream sabato 4 maggio 2013


Angela Caccia: Nel fruscio feroce degli ulivi 

Fara editore – 2013 – pagg. 92 - € 12,00

“Sono testi che nascono in una donna che pensa e ripensa a se stessa – e in primis dunque – ai legami importanti che la abitano. Il padre, il figlio, l’amato. E la poesia –  scrive Davide Rondoni nella prefazione–  viene chiamata qui, quasi convocata a forza, per poter essere luogo e voce di tale pensare e ripensare, quasi altro discorso che costa sangue ma che unico può testimoniare il tessuto (il fodero) di una vita.”
Il delicato scorrere del tempo qui si immerge nelle vicissitudini quotidiane a donare parole, a volte sussurrate per il tremolio della voce, a volte incise per pietrificare il silenzio che l’ignoto accoglie dopo uno perdita:
“Non ho parole da regalare / alla tua morte perché mi / affranchi da questo silenzio / se vi cadesse una moneta / non ne sentirei il tonfo. / Preme alle mie pareti come / spuma di notte ai vetri…”

I colori pacati, i colori fiammanti, i colori stemperati ricompongono pensieri e memorie, insistono nel verso in una sinfonia di chiaroscuri, per disciogliere sguardi e pensieri, per lenire ferite, per ammorbidire incisioni.
Il ricordo di una lettura lascia segni indelebili, ed il ripensamento cancella nebbie insistenti, per straripare inaspettatamente anche in una preghiera.
Il vissuto dunque non è mitologia , ma esperienza di un ritmo ricorrente ed ondoso, vivido per reflussi e dilatazioni.

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