LA COMEDIA DI DANTE COMMENTATA DA MASSIMO SANNELLI

recensione di Elena Varriale
pubblicata da Liberiamo Il Cratere il giorno venerdì 5 novembre 2010 alle ore 11.53
 

LA TRAMA EMOTIVA E CREATIVA DEL GENIO

Se con una sola opera sfidi l’eterno, la lingua, lo stile e scrivi il primo libro di poesia italiana, sei un genio oltre che un poeta. Ed è con questa consapevolezza che Massimo Sannelli ha curato le note ed i commenti della “Comedìa” di Dante Alighieri, pubblicata da Fara Editore, Rimini, 2010 ed arricchita dalle belle illustrazioni di Francesco Ramberti. Ma il suo, come avverte lo stesso autore, non è  “un nuovo commento o un commento o ancora meno il commento”.  Sannelli vuole sfidare se stesso e la sua conoscenza profonda, accurata, colta del testo e dei commenti. Al cospetto del genio, l’autore dichiara che il suo è un “laboratorio che spera e dispera”.
E in un laboratorio sperimenti, delinei fughe, apri parentesi, rincorri digressioni, proponi icone, metafore, allegorie. Innanzi al vate che consacra l’eterno, con la semplicità del fanciullo e la grandezza dell’artista visionario, si possono solo “scalare” pensieri ed ipotesi. “Genio e follia” ha scritto Arthur Schopenhauer “hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri.” Sannelli vuole penetrare col pensiero e con la parola, non solo l’universo che sottintende la commedia, ma anche la trama emotiva e creativa del genio.
Un faro, è senza dubbio la pietas, l’attributo fondamentale di Dio, elemento unificante dell’opera. Pietas nel raccontare gli umani vizi e la relativa punizione, ma anche pietas per beatificare i premiati e gli scelti. La Commedia è, in fondo, ciò che vorremmo che fosse, l’incarnazione dei nostri desideri, baluardo di giustizia. È dunque l’umano sentire che detta il verso e sostiene l’opera. Se questo è vero, il poeta allora non dispiega sensi, ma cuore. E lo fa celebrando l’amore per la poesia, gli dà il volto di Beatrice, di colei che accompagnerà ed illuminerà il suo viaggio divino. E solo quando lei sparirà, ci sarà l’incontro con Virgilio, con il padre, ovvero con Dio. Sannelli ci spiega che Dante ha scritto una fiction sull’eterno, “maledettamente” vera e facendolo ha sublimato l’ amore per la poesia e la speranza umana di una giustizia divina che cancelli per sempre il dubbio di una materia senza respiro.
                                                             
L’AUTORE
Massimo Sannelli è nato (27 novembre 1973), vive e lavora a Genova. Nel 1992 si diploma al Conservatorio di Genova, nel 1996 si laurea in lettere Moderne Università di Genova sotto la giuda di Edoardo Sanguineti. Nel 2004 ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in Filologia Latina Medievale, presso la Sismel (Firenze). Tra il 1994 e 2004 ha scritto su riviste nazionali ed internazionali di poesia, italianistica e filologia classica e romanza. Dal 2002 tiene corsi di poesia presso la Scuola “Centurione” di Genova. Dal 2004 scrive testi teatrali e collabora alla regia del film “Bocca del lupo” di Pietro Marcello, premiato al festival di Torino e di Berlino.

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