Già i miei reni spingono cantando (Fabio Sabbi)

Un approccio vitalistico e sensuale sembra dare il là a queste poesie di Fabio Sabbi. Inevitabile però che questo impeto si scontri con una certa malinconia, con un ennui appena emergente eppure largamente spolverato su queste parole dal ritmo curato e musicale: «sono stato capace d'amare / mentre il sole / mi scaldava quel sangue, / e me l'asciugava sulla pelle» (L'Arena); «guardo i vecchi, come sono circondati / dalle loro ombre giovani che gli / danzano attorno, / ed hanno ora gl’occhi acuti del tempo / portati dalle gambe di quel giovane vento» (Non invecchierai, mai).


Placarti
03/09/2003

Non accendere quella luce
rossa,
lascia la catenella dell’interruttore
appena un istante prima,
già i miei reni spingono cantando
dalla schiena
e non potrei frenarmi sul ciglio
non saprei inventare la bugia
il bel cantico
più inverosimilmente vero
che mi plachi
placandoti.


L'Arena
18/10/2000

Sono entrato nell'arena,
solo, spaurito,
la folla acclamava, denigrava,
la folla voleva l'anima
chiedeva pezzi di me,
così, quando le feritoie
si sono alzate, sono entrato.
Ho combattuto a lungo,
per molto tempo,
ho lottato con loro
e con te,
come lotto per la vita
e per l'amore,
e non avrei potuto vincere,
sapevo che avrei ceduto
al primo o nell'ultimo duello
ma nonostante questo,
nell'ultimo istante che mi è stato offerto,
mentre il sangue freddo
mi sgorgava dalla pelle,
ho sentito,
mi sono steso,
sono stato capace d'amare
mentre il sole
mi scaldava quel sangue,
e me l'asciugava sulla pelle.


Non invecchierai, mai

21/04/2001

Non invecchierai, mai,
perché io sono nato per te
e non s’invecchia mai
finché c’è qualcuno che veramente ti ama;
guardo i vecchi, come sono circondati
dalle loro ombre giovani che gli
danzano attorno,
ed hanno ora gl’occhi acuti del tempo
portati dalle gambe di quel giovane vento,
pensa a te, anche dopo che mi
avrai rifiutato,
pensa a quelle figure invisibili
che ti balleranno accanto,
alle quali ad unirsi le mie continueranno
danzando,
e le prenderanno
cadendo.



Le disperazioni più umili
06/05/2003

Abbiate pazienza,
ma avete mai fatto caso
a quell’orario tra la sera e la notte
nella bruma
quando sembra che si spengano
le lotte?
Avete fatto caso proprio lì
quando ti rimangono
i soli pochi affetti di ognuno
e tutte le cose smettono
di esser malmenate?
quando il silenzio giovane cammina ancora malfermo
ma certo ad ascoltare le disperazioni più umili,
a me i denti cominciano a contrarsi,
e non riesco a resistere.


Fabio Sabbi è nato a Roma nel 1977. Ha pubblicato resso Le Edizioni Del Leone di Spinea Venezia le raccolte poetiche Odore di Sangue, 2001 (recensita da Vincenzo Cerami su «Repubblica» del 7/2002) e Raramente la Verità, 2004 (recensita da Carmelo Depetro su Radio Rai novità libri e Giuseppina Luongo Bartolini su Punto di Vista, Literary.it, Libreria Padovana Editrice). Compare nell'antologia poetica L'Amore, L'Amicizia (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005) e su varie riviste telematiche tra cui: lastampa.it, sagarana.net, poesia.vulgo.net
È tra i vincitori del 1° Concorso letterario "Universi" - Sezione Poesia - bandito dall'Ente Teatrale Italiano e dall'Università degli Studi di Tor Vergata, Roma, 2006.
Attualmente collabora con la Casa Editrice romana Editoriale Italiana.
0