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domenica 27 settembre 2026

"Il salice dietro la mia schiena..."


 Il salice dietro la mia schiena sembra dondolare
appoggiato in piedi al tronco,
nel laghetto una distesa le foglie larghe del loto
solo uno spazio d'acqua alla riva
specchia il cielo e i rami che salgono e ondeggiano.
Il vento, è autunno, mi porta col pensiero
in posti lontani della memoria
le remote e inesplorate terre del cuore.
Penso alla ragazza dai folti capelli biondi sotto un cappello a visiera
tenuti da diverse mollette
prima in mensa riempire le pagine di un quaderno in corsivo.
E al bambino che mi è appena corso dietro
con la madre al suo seguito con una bicicletta affittata
che gli diceva cose in inglese.

Vorrei ridere della mia vanità, 
ma accetto tutto quel che trovo:  
le piante nel lago sono qui ormai da mesi
a prendere sole e pioggia
e quasi nessuno lo sapeva,
soltanto qualche avventore del genere.
Un angolo piuttosto appartato.
Non rimane nulla dei petali rosa
che ho visto ad agosto
in un'altra passeggiata simile.
Che ne è stato di tutto ciò?

Questo momento è passato
in modo esatto come sempre,
mi illudo di cogliere la mia anima con queste parole
perché l'unico luogo in cui ha senso vivere
è il futuro, e questo è il solo messaggio che ho sentito
nella pace di questo laghetto
il segreto della vita è a portata di mano.  

Il resto non è mai stato né mai sarà -- 
è vano chiedere un'altra mattina o
che le parole mi salvino un'altra volta
dalla distanza che mi spoglia degli sguardi. 


A.B.

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