giovedì 19 marzo 2026

Recensioni di Marcella Farina a “non arresi” e “nella sferza”

pubblicate sulla Rivista di Scienze dell’Educazione, Università Pontificia Salesiana





72esimo Volume di "Fili D'Aquilone": OMBRE - La casa buia di Stefano Calemme

 Congratulazioni a Stefano Calemme per la pubblicazione di 8 nuovi inediti nella mini silloge "La casa buia" inserita nel 72esimo volume della rivista Fili D'Aquilone: OMBRE


Sono passati vent’anni esatti da quando mettemmo in rete il primo numero della nostra rivista di “immagini, idee e Poesia”, si intitolava Il filo della memoria. Non pensavamo di proseguire per così tanto tempo: era una scommessa, un’avventura letteraria e invece, un numero dietro l’altro, siamo arrivati al 72° che ha titolo OMBRE. Abbiamo dato spazio a voci nuove in prosa e in poesia, ad autori stranieri in Italia del tutto sconosciuti, a traduzioni da tante lingue e a reportage fotografici, a commenti e recensioni, così da intrecciare tanti fili e tessere un nuovo dialogo per innalzare il nostro aquilone di conoscenza, amicizia e stima fra persone geograficamente lontane. Ed ora è bello, con voi, proseguire lungo questo sentiero.

Il nuovo numero si apre con la silloge inedita L’ombra del cane di Alessio Brandolini, tratta da un libro in lavorazione che ha lo stesso titolo. Per restare nell’ambito della POESIA ITALIANA, Stefano Calemme propone La casa buia, mentre Viviane Ciampi la silloge Cara ombra (accompagnata da una foto di Lino Cannizzaro).




martedì 17 marzo 2026

IL BALCONE POETICO a cura di Benedetto Ghielmi

 





*


Il mio cuore è una lampada

in cui l'Amato versa l'olio per accendere la fiamma.

Il respiro è lo stoppino

quando assorbe l'infinito brucia e risplende

il suo calore riscalda la grotta

per accogliere la nuova nascita.



(Leda Erente)





*






IL BALCONE POETICO: è uno sguardo fugace sul mondo attraverso un componimento inedito di un poeta o di una poeta. Un uscire ed entrare nel mondo come si fosse comodamente posti su un balcone. Una rassegna poetica Realista Terminale che incontra, però, tutte le poetiche dei circa 3.000000 autori e autrici che incidono la carta nel nostro Paese. Un segno tangibile ma, soprattutto, un urlo della nostra sacra umanità.

venerdì 13 marzo 2026

IL BALCONE POETICO a cura di Benedetto Ghielmi

 







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Soffia spesso vento forte

Nelle mie periferie,

Nei miei margini, 

Dove cresce il muschio e alberga

Il tremore; per restare in piedi

Occorre aver imparato l'equilibrio 

E la sua assenza.


(Le rose e il deserto)



*



IL BALCONE POETICO: è uno sguardo fugace sul mondo attraverso un componimento inedito di un poeta o di una poeta. Un uscire ed entrare nel mondo come si fosse comodamente posti su un balcone. Una rassegna poetica Realista Terminale che incontra, però, tutte le poetiche dei circa 3.000000 autori e autrici che incidono la carta nel nostro Paese. Un segno tangibile ma, soprattutto, un urlo della nostra sacra umanità.


giovedì 12 marzo 2026

Canti non identificati

 



Canti non identificati è un libro che si muove come un attraversamento poetico fatto di derive cosmiche, cronache terrestri e apocrifi contemporanei. Mescola visione metafisica, lessico scientifico e immaginario ufologico dentro una struttura ampia e volutamente discontinua. Fin dal prologo, “si tende a zero / tendendo ad infinito”, la raccolta chiarisce la propria tensione: un movimento verso un senso che sembra allontanarsi proprio mentre lo si insegue.


Il testo centrale, Canto all’equatore, prende la forma di un poema di viaggio che dialoga con la tradizione epico-visionaria italiana, ma la sposta in un paesaggio contaminato: mari di idrocarburi, microplastiche, residui del progresso e mitologie scientifiche convivono nella stessa materia linguistica. La voce poetica attraversa scogliere metafisiche, figure archetipiche e immagini cosmologiche, alternando registri alti e inserti tecnico-scientifici, come se la lingua volesse raccontare insieme la fine della natura e la moltiplicazione dei suoi simulacri.


Con la sezione Cronache il libro cambia passo: il tono diventa più documentario e raccoglie testimonianze, episodi e narrazioni legate all’immaginario ufologico del Novecento italiano. Questo materiale non è trattato come semplice curiosità, ma come una vera mitologia collettiva: l’ignoto, il cielo, la paura e il desiderio di capire diventano strumenti per interrogare la percezione della realtà e il bisogno umano di dare un nome al mistero.


Il percorso continua con sezioni come Addenda e Apocrifi, dove la scrittura si moltiplica in registri e maschere, alternando invocazione religiosa, speculazione cosmologica e riflessione sull’epoca digitale. Il lessico scientifico (orbite, quark, correlazioni quantistiche, segnale extraterrestre) convive con elementi liturgici e biblici, creando un cortocircuito linguistico che è uno degli aspetti più riconoscibili della raccolta.


La lingua di Farulla oscilla tra arcaismo e contemporaneità: da un lato l’eco dantesca, il ritmo solenne del canto, le immagini simboliche; dall’altro un vocabolario tecnico e pop che porta nel testo frammenti di scienza, cultura mediatica e immaginario tecnologico. Questa tensione non viene risolta: il libro si costruisce proprio nello scontro tra visione sacra e disincanto moderno, tra arcaismi e cronaca.


In controluce emerge anche una forte componente ecologica e antropologica. Il mare inquinato, la materia sintetica, le tracce di civiltà e i resti biologici diventano segni di una storia umana, di una presenza destinata a dissolversi, ma ancora capace di produrre canto.


Canti non identificati è quindi un poema-costellazione, più che una raccolta lineare: un insieme di frammenti che orbitano attorno a grandi nuclei tematici (la fine del mondo, la memoria, la trascendenza, l’ignoto) e restituiscono al lettore un’esperienza di poesia visionaria e stratificata, dove la tradizione incontra l’immaginario scientifico e le inquietudini del presente.

Il risultato è una scrittura che non cerca consolazioni né risposte definitive, ma sceglie di abitare l’incertezza come spazio creativo.


Articolo di Gianfranco Di Giovanni


Angelo Airò Farulla è scrittore, poeta e traduttore. Tra le sue ultime pubblicazioni: “L’aldilà del mare”, poema (Fallone 2023), “Tagliente esilio. Vita segreta di Gonni” (dei Merangoli 2023), “Contro la morte. Medium e spiritiste italiane tra Ottocento e Novecento” (Yume 2024), “Sacre Specie Animali”, romanzo (Nulla die 2025). La sua ultima raccolta poetica è "Canti non identificati" (ChiareVoci Edizioni)


Consultabile e acquistabile nel sito di ChiareVoci Edizioni e sulla piattaforma Amazon  anche con Carta Cultura Giovani, Carta del Merito, Carta del Docente e/o Carta della Cultura



mercoledì 11 marzo 2026

Arte della parola in Sala Arazzi Rimini 20 marzo 2026

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Comune di Rimini


Grazie all’Assessore alla Cultura del Comune di Rimini Michele Lari, al Direttore del Museo del Città  Alessandro Giovanardi e ai loro collaboratori


venerdì 20 marzo 2026 dalle 15:00 alle 19:00
nella Sala Arazzi del Museo della Città
con ingresso in via Tonini 1

Arte della parola
incontro e dialogo con poeti e scrittori

15:00 Accoglienza e saluti delle Autorità

15:15 Due racconti opera narrativa I class. al Narrapoetando 2026 – Giampaolo Proni (Faenza, 1955) è stato allievo e poi collega di Umberto Eco presso l’Università di Bologna. Ha svolto attività di pubblicista per testate come IlSole24Ore e ha lavorato per la RAI. Nel 1989 ha pubblicato il primo romanzo della trilogia dedicata all’intelligenza artificiale ASIA: Il caso del computer Asia (Bollati-Boringhieri), seguito da La dea digitale (Fazi 2000) e Digit_Zero (Aracne 2008). La trilogia è poi stata riproposta da Antonio Tombolini editore. Ha scritto il giallo per ragazzi L’indagine di Maria H. (Signorelli 1993) e diversi racconti di fantascienza, tra i quali “La corsa di Jimmy Boot”, in Cyber Punk (Millelire Stampa Alternativa 1995).

15:30 Appartengo a te
romanzo 
vincitore al Narrapoetando 2025 – Arianna Biscotto abita a Cervia da quasi tre anni e la sua casa dista esattamente 350 metri dal mare. Adora tutto di lui, il colore che cambia ogni giorno, il rumore che sente dalla stanza quando è in burrasca, l'odore della salsedine, raccogliere conchiglie, passeggiare sulla sabbia a piedi nudi e il colmo qual è? Non va mai a fare il bagno, perché non le piace l’acqua…

15:45 Memini, meminisse Gianpaolo Anderlini vive nel modenese. È redattore della rivista QOL (dialogo ebraico-cristiano). Con Fara ha pubblicato: Giobbe. Opera in versi (2018), Distopie (2020), Versi di/versi. Diario poetico ai tempi del coronavirus (2020), Variazioni (2021), Devarìm ’acherìm (Parole altre) (2022), Incontri (2022), Figli di Qohèlet (2023), In limine e Salmi (2024). Opere recenti: Io sono tuo, salvami! Commento al Salmo 119 (Chirico 2022), E come potevamo non cantare (Altrimedia 2023), Canto del ritorno (Lupi 2024), La lingua del santuario. Introduzione all’ebraico biblico in ventidue lezioni (2 voll. EDB 2024).

16:00 Tre racconti inquieti opera vincitrice al Narrapoetando 2025 –
William Protti, nato a San Marino, vive a Santarcangelo di Romagna (RN). È appassionato di fumetti e ha impaginato alcuni libri, ultimo dei quali Lo splendore della Verità (Pazzini, Villa Verucchio, 2022). Fra il 2015 e il 2018, i racconti Un giorno di follia e La minaccia, e i romanzi Kronin. Visioni del futuro e Vera sono stati premiati in vari concorsi indetti da Fara Editore e pubblicati. Con il romanzo Eghena (Fara 2024) si è classificato I al Concorso Faraexcelsior.

16:15 La notte ha un sapore di cose lontane (raccolta antologica 1997-2023)
Bruno Bartoletti nasce a Montetiffi e vive la sua gioventù a Ponte Rosso di Pietra dell’Uso, frazioni del comune di Sogliano al Rubicone (FC), dove ora risiede. Laureatosi nel 1967 in Materie Letterarie presso l’Università degli Studi di Genova, nel 1974 è nominato assistente ordinario alla cattedra di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università degli Studi di Torino, nomina a cui rinuncia per dedicarsi all’insegnamento. Svolgerà dal 1981 al 2008, anno della pensione, la funzione di preside negli istituti tecnici. Uomo di scuola e promotore culturale, solo molto tardi inizia a pubblicare: nel 1997 Trasparenze – Frammenti di memorie; nel 2000 Le radici; nel 2001 Parole di Ombre; nel 2005 Il tempo dell’attesa; nel 2012 Sparire in silenzio ritrovando il vento delle strade; nel 2017 I volti non hanno più nome; nel 2019 eppur, felice te che al vento; nel 2023 Una remota stazione, raccolta antologica 1997-2023. Nel 2017 esce il saggio È sempre lunedì «Voglio ringraziarvi tutti per avermi concesso di insegnare», in cui raccoglie le sue esperienze di scuola; nel 2018 Ma i veri viaggiatori partono per partire: è il suo primo libro di narrativa, portato in scena nel 2019 dalla Compagnia teatrale “Samarcanda”, con la regia di Nais Aloisi. Nel 2021 Lunga è la notte che non trova mai giorno; nel 2022 Storia incompiuta di un solitario viaggiatore.

16:30 Continuità e discontinuità nello spazio poetico –  Giuseppe Armani, laureato in Scienze della formazione e dell’educazione e in Filosofia, dal 2024 è Cultore della Materia in Pedagogia Generale, in Teoria delle Relazioni di aiuto e in Filosofia teoretica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Maestro Internazionale Senior di scacchi (ICCF), da oltre quarant’anni ha posto al centro della sua ricerca l’epistemologia dello spazio e la relazione tra spazio e linguaggio. Autore di romanzi, racconti, saggi, ha pubblicato sei raccolte di poesie: Thlenai, 2011; Flatus vocis, 2012; Ordine revocato, 2013; Locus, Loqui (2024, Leonida Edizioni); Αναγνωρισις Riconoscimento (2024, Kanaga Edizioni); L’Occhio inciso (2025, Leonida Edizioni); e il saggio Dall’Inter-vallo. Intorni della parola poetica (2011, Leonida Edizioni).

16:45 non arresi conversazioni poeticheanna delle crete nata a Rimini, dove vive, frequenta la poesia sin dall’infanzia, tra interruzioni anche di lunghi anni e “urgenti” riprese. Ha pubblicato le raccolte Colibrì (Fara 2010), A mio padre (Helicon 2014) – parzialmente riunite nell’edizione Fara 2019 –, Sequenze auree (Raffaelli 2022) e numerosi testi sparsi usciti in volumi collettanei, alcuni dei quali raccolti nel presente volume. Con attenzione agli aspetti di intertestualità biblica si è occupata dell’opera di A.V. Reali, M. Guidacci, C. Campo e di poeti che in tal senso possono per tanti aspetti ritenersi archetipi, quali E. Dickinson, T.S. Eliot, R.M. Rilke.

17:00 Padre nostro Giuseppe Vanni vive a Cattolica: laureato in Lettere e Filosofia all’Università di Bologna, insegna Storia e Letteratura nella scuola media superiore. Padre nostro segue le raccolte Transumanesimo (Fara 2021), Paris Necker (Fara 2017) e Horror Vacui (Narcissus 2013). In saggistica ha pubblicato Badlands. I luoghi mitici della frontiera americana e la cultura di massa (Narcissus 2016), Il federalismo europeo in Italia (Street Lib 2019) ed Europa federata (Street Lib 2019).

17:15 Le Leonesse. Storie di missionarietà al femminilePaola Spigarelli, nata nelle Marche, è romagnola di adozione. È educatrice, moglie e madre. Fin da piccola è innamorata dei libri, che l’hanno accompagnata nella sua formazione e arricchita nella sua crescita personale. Dopo la laurea in Pedagogia, ha seguito per diversi anni corsi di letteratura femminile che hanno alimentato e rinnovato il suo amore per biografie e scritti di donne. Ha pubblicato Sorelle e madri (premio Faraexcelsior 2019) e, nel 2020, Le scrittrici di D’Io.

17:30 CuoiaGianni Marcantoni (San Benedetto del Tronto, 1975) vive nelle Marche, è laureato in Giurisprudenza. Le sue pubblicazioni: Al tempo della poesia (2011), La parete viva (2011), In dirittura (2013), Poesie di un giorno nullo (2015), Orario di visita (2016), Ammessi al paesaggio (2019), Complicazioni di altra natura (2020), Panorama dei lumi (plaquette, 2021), Sedime (2024). Inserito nella Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (Aletti 2017) e su Italian Poetry, diviene nel 2020 co-fondatore di Wikipoesia. Sue citazioni e liriche compaiono in diverse antologie, cataloghi d’arte, siti poetici, blog letterari, periodici e riviste. Ospite in alcune rubriche letterarie e reading, ha ricevuto vari premi e riconoscimenti.

17:45 La voce del sangue noir in versi vincitore al Faraexcelsior 2025 – Matteo Pasqualone nasce a Cesena (1987). Scrittore e teologo, da anni si interessa del rapporto fecondo tra letteratura e teologia. Fra gli autori più amati e studiati: Flannery O’Connor, Louise Glück, Cormac McCharty, John Steinbeck e John Ronald Reuel Tolkien. Ha cominciato a studiare l’ebraico per approfondire meglio la conoscenza della Bibbia. Ha pubblicato articoli su riviste teologiche e tre sillogi poetiche: Scommessa d’eterno (Il Ponte Vecchio 2016), Ogni nascita è dal caos (Fara 2020) e Le tre margherite (Fara 2024).

18:00 Dibattito aperto e interventi flash di Daniele Ricci, Marco Colonna, Enrica Musio, Fabio Cecchi, David Aguzzi, Stefano Bianchi 

Ingresso libero fino esaurimento dei posti.