domenica 1 febbraio 2026

Una poesia inedita di Marilyne Bertoncini

 


Immagine presa dal profilo Facebook dell'autrice


Il sorgere dei ricordi

 

Varchi il passaggio prima dell'alba:

le stelle disertano il cielo

e il reale si ribalta

 

Eva all'alba delle labbra

nel giardino dell'elicriso

acre sapore di fumo

 

Sono già un’ombra in questi luoghi ove sono

 

Alti pioppi rosa

Soffiano nella nebbia

dove nuota il gatto-nuvola

 

Un mazzo di fiori appassisce e volteggia

fosforescente come le stelle

sotto la luce elettrica

di un cielo di Van Gogh

 

E nell'acqua dello specchio

con la notte che svanisce

trema il bagliore dorato

del riflesso dell’'autunno

 

Sogni d’essere presa nello specchio

dove t’interroga il tuo riflesso

nel reale capovolto

dove persino il tempo  fluisce all’indietro –

 

Oh, immergermi di nuovo nell'asfalto di quest'acqua

 

e senza fine risorgere

con il mazzo dei  ricordi -

 

Tutt’in fondo alla pagina

 

Libera

 

la bianca spalla del mare

 

Cap Blanc-Nez – Wissant.


Marilyne Bertoncini, poeta, traduttrice, dottore in letterature, redattrice della rivista Phoenix, è stata coeditrice della rivista on line Recours au Poème, ha una rubrica sulla rivista online Le Ortique,  dedicata alle donne scrittrici. Fondatrice dell’associazione e della rivista Embarquement Poétique, organizza incontri e pubblica antologie tematiche. Nominata e premiata per 4 delle sue opere (più di 15 silloge e altretante traduzioni), ha pubblicato recentemente : in italiano, Il Libro di Sabbia (Bertoni ed. 2023), Scatti di Luce/Instantanés de lumière, con Alma Saporito e le foto di Francesco Gallieri (PVST, 2023) ; in francese, A Fleur de bitume, itinéraires urbains, foto di Marilyne Bertoncini con testi suoi e di Ghislaine Lejard (ed. Les Lieux-Dits, 2024), l’antologia Runes et ruines  (Atelier de poètes & co e Embarquement Poétique, 2025) la traduzione di Papillon di Mari Kashiwagi (Atelier du Grand Tétras, 2025), e Demeures de Mémoire, di Luca Ariano (ed. Douro, 2025).  Prossime pubblicazioni,in 2026 : Pronom personnel, 2ème personne du singulier  di Lucila Trapazzo (Atelier du Grand Tétras) e Au Cœur de la couleur, anthologie  (Atelier de poètes &co)


sabato 31 gennaio 2026

Attesa a Fonte Avellana 10-12 luglio 2026



Fonte Avellana vista dalle pendici del Catria

“Attesa” è il tema, proposto da Stefania Longo e Roberto Battestini, votato e scelto per la kermesse avellanita 2026. Il tema si presta come sempre a molteplici “letture”: naturali, spirituali, (geo)politiche, psicologiche, artistiche, poetiche, musicali, narrative, filosofiche, ecc. Puoi partecipare con una riflessione, una testimonianza, un reading poetico, un racconto, una piccola performance teatrale e/o musicale, un’opera d’arte (che, sentiti i monaci, potrebbe anche rimanere esposta nei giorni della kermesse), un mini laboratorio o altro per un massimo di 15 minuti. Saremo calorosamente ospitati dalla comunità camaldolese nello splendido monastero di Fonte Avellana.
Il costo dal pranzo di venerdì 10 luglio al pranzo di domenica 12 luglio è di € 150,00 a persona in singola e € 130,00 in doppia o in camera a più letti, i minorenni non pagano e gli under 35 pagano solo € 100,00 in camera doppia o a più letti. È necessario portare lenzuola e asciugamani. Per creare un’atmosfera conviviale di attenzione e reciproco ascolto nel rispetto del silenzio del luogo, i monaci richiedono la presenza per tutta la durata della kermesse e non ci saranno sconti per chi salterà dei pasti o soggiornerà per meno tempo. Con solo € 50,00 in più si potrà soggiornare dal pomeriggio di giovedì 9 alla colazione di lunedì 13 luglio 2026.


Si parte puntuali alle 15:00 di venerdì 10 luglio 2026 per finire alle 16:30 di domenica 12 luglio 2026 dopo aver scelto il tema per la prossima edizione. L’incontro è aperto a tutti, relatori e uditori, credenti e non credenti, purché si garantisca la presenza per almeno due notti. Si possono portare libri, cd e altro materiale per vendite/scambi autogestiti e/o per donarli al monastero. Chi suona uno strumento è pregato di portarlo.
Data la sempre crescente partecipazione, le adesioni saranno accolte in ordine di arrivo.
Per aderire, sei pregato di inviare con cortese urgenza (le finestre si stanno rapidamente esaurendo) a info@faraeditore.it quanto segue:


• titolo del tuo intervento (o specificare se si viene come uditori)
• una foto
• max 7 righe di autopresentazione essenziale, stringata e simpatica (evitando possibilmente elenchi di titoli e premi e puntando alle cose salienti del proprio cursus umano e professionale)
• la sistemazione desiderata (singola, doppia, specificare se ci sono minorenni, se si hanno meno di 35 anni e se si vuole cogliere l’offerta del soggiorno da giovedì pomeriggio a lunedì mattina).


Grazie mille per l’attenzione e ogni bene!
Alessandro
info@faraeditore.it
x.com/faraeditore
t.me/narrabilando
instagram.com/faraeditore







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“Vorrei abbracciare l’ombra che da sempre mi insegue.”

Luigi Laguaragnella, Il barattolo blu, Tau Editrice 2022

recensione di AR




Queste prose e meditazioni poetiche sono una confessione sincera, piena di echi, sussulti, suoni, immagini che ci avvolgono e ci fanno rivivere sensazioni e smarrimenti che tutti abbiamo provato nei mesi di lockdown. Un periodo, quello della pandemia, che tentiamo in qualche modo di rimuovere, ma che ha lasciato tracce permamenti, mettendoci a volte brutalmente in contatto con le nostre fragilità, paure, questioni irrisolte.

Quattro le sezioni: “La stanza” (una sorta di introduzione), “Il barattolo blu”, “Sei bravo solo a pregare”, “Il barattolo di luce blu”.

Cito dalla sezione eponima: “Il riposo notturno si era trasformato nella ricerca affanosa di un angolo di morbidezza, tra gli spifferi d’ansia” (p. 9); “Non riuscendo a leggere le sillabe nella mia mente, con i suoni provenienti dal cuore stonavo pensieri e preghiere. (…) il cuscino si riempiva di detriti del silenzio” (p. 17).

Nella terza sezione abbiamo dei commenti poetici a versetti tratti dalla Bibbia, per lo più brani del Vangelo secondo Marco, quello più breve ed essenziale, direi scarno, ma anche quello più vicino all’annuncio di Pietro di cui Marco era l’interprete, il portavoce, lo scriba. Marco utilizza frasi brevi, incisive. Racconta i fatti in maniera telegrafica e così i versi di Luigi sono quasi delle giaculatorie ricche di anafore che “costruiscono” una difesa a quel poco che in certe situazioni resta di noi, della nostra digntità. È un muro esile in cui sono presenti numerose brecce in cui possono essere vomitate, evacute, le nostre ossessioni, i nostri pensieri stagnanti e infecondi, le nostre pusillanimità: “Saper trovare il come degli obblighi e dei / turbamenti per chiuderli in un capitolo.” (p. 24); “Frammento e vedo che ogni cosa è da / riunire, / frammento pezzi di vita, di giornate, di / ricordi, di nostalgie, di speranze / per radunarli insieme agli altri o ad altro / che arriverà / tra le mie mani e ancora frammenterò.” (p. 31, commentando Marco 6,42-44); “Lo voglio sostituire a ‘lo devo‘.” (p. 37, reagendo a Marco 1,41); “Solleva il tuo sguardo per lasciarti accarezzare dall’infinito.” (p. 39); “… la ragione è / come il sintomo svanito, il torto, invece, / come la sospensione in cui si vive. / Rattristarsi troppo è inutile, rattristare troppo sprecato.” (p. 45); “Non arenare i verbi che mandano in subbuglio il tuo ordine” (p. 48, confrontandosi con Marco 1,17); “Vorrei abbracciare l’ombra che da sempre mi insegue.” (p. 49, a commento di Giovanni 16,17-18).

Chiudendo la sezione finale (quindi il libro) Luigi confessa che la tenue luce blu emanata “da un barattolo posato sul comò (…) lega orizzontale e verticale sulla linea del tempo e dell’infinito” (p. 61). Credo che ciascuno di noi necessiti di trovare una sua luce, o meglio farle spazio, attraverso la propria carne, perché possa consolarla, prendersene cura, ravvivarla grazie al soffio impercettibile ma efficacissimo dello Spirito.

lunedì 26 gennaio 2026

FOTOGRAFIE

di Sandro Serreri


Al 27 gennaio,

di ogni anno


Fotografie, a migliaia, accatastate

volano, qua e là, come foglie

volti sbiaditi, inespressivi 

sorridono e si abbracciano.


Donne, belle e brutte

bambini vestiti a festa

famiglie sconosciute

attorno ad un tavolo imbandito.


Grandi occhi neri guardano

e domandano: Perché io

e non tu? Chi può 

risponda! 


Sono rimaste nascoste

nelle tasche interne

nei sottofondi delle valigie

nei silenzi notturni.


Ognuna ha una storia

da raccontare, da scrivere

dopo aver viaggiato, superato

confini e montagne.


Hanno ricevuto occhiate

baci, carezze

per non dimenticare

e il cuore restare umano.


Tante sono state bruciate

insieme alla contabilità

a nomi e numeri

vie e città.


Quelle ritrovate

sono state classificate

testimonianze, esposte

come quadri da museo.


I bambini sono rimasti bambini

le ragazze non si sono sposate

i giovanotti non hanno studiato

e non sono andati a lavorare.


Pochi hanno fatto ritorno

ma non hanno trovato

la via, la casa, la famiglia

il vicino, il parente, nessuno.


Qualcuno ha buttato via la memoria

dopo aver gridato: meglio 

dimenticare e tacere

con le foto nelle tasche.


Le loro fotografie in bianco e nero

ci osservano, lontane, morte

e noi ci lasciamo dire qualcosa

che non capiamo.


Se ci accostiamo

e tendiamo l’orecchio

sentiamo le loro voci

che ancora cantano e ridono.


Qualcuno si volta

occhi tristi e gonfi

che par di riconoscere

e chiede: Non dimenticarmi!






sabato 24 gennaio 2026

Poesie inedite di Marco Candela

 


la luna e i gusci vuoti

 

La luna fuoriesce

dal guscio rotto di un uovo:

a volte pulcino e a volte

frittata gialla da assaporare

in mezzo al pane.

La poesia è gustosa

come un piatto semplice:

piace a tutti ma nessuno

ha il coraggio di confessarlo.

 

*

 

punti di vista

 

Mi sono punto con la punta

della matita, proprio sulla punta

della lingua mentre decidevo

tra il punto o il punto e virgola.

 

Punto nell’orgoglio, sono

punto e a capo, vicino al punto

di rottura. Perdo ai punti, perciò

punto tutto sulla simpatia.

 

*

 

mentre morivo

 

Mentre morivo, la radio dell'ospedale

suonava All My Loving e Till There Was You:

una donna asiatica gridava avvolta

in un lungo cappotto di visone

e un giornalista acciaccato telefonava

all'editore con la notizia in esclusiva.

 

Mentre morivo, un pazzo, un farabutto,

un criminale della peggior specie

leggeva Il Giovane Holden nell'attesa

di essere arrestato. Cinque colpi

di pistola, quattro a segno di cui uno

mortale e fine di una storia straordinaria.

 

Mentre morivo, piangevo: dal guscio

rotto di un uovo sodo rotolò una perla

inseguita da un gallo. Entrambi finirono

nella bocca dell'ippopotamo. Un tricheco

succhiò l'albume da un'ostrica e un coniglio

si unì a un gruppo di Hare Krishna.

 

Mentre morivo pregavo: Padre Nostro

che sei nei cieli con i diamanti,

sia santificato il rock'n'roll. Ave Maria

comes to me. L'eterno riposo dona a me,

Dr. Robert. Lasciatemi riposare in pace

sepolto in un campo di fragole. Love.

 

*

 

poesia rubata da una gazza ladra

 

La mutazione origina il canto;

non aver paura di sparire:

dura un attimo il dì

ma è eterno l'incanto.

Biagio Marin

 

Passo intere giornate
in silenzio:
contemplo un nulla
che affascina
sia il pittore che il poeta.
Nel vasto fogliame,
tra fiori di cui non conosco
il nome e cicatrici
d'alberi brulli,
si nasconde un uccello
che non canta.
È una gazza ladra
che ruba anche questo
stato di quiete.

 

*

 

Marco Candela nasce a Napoli il 12 aprile del 1977 e per molti anni è stato un edicolante. 

Benché all'attivo non abbia ancora delle pubblicazioni che raccolgono i suoi lavori, diverse sue poesie sono apparse in varie rubriche di riviste e testate: nella rubrica Dialoghi in Versi, curata da Maurizio Cucchi, Poesia di Crocetti Editore (n. 221, 228 e 255), La Bottega della Poesia del quotidiano La Repubblica di Napoli, Roma, Milano e Torino a cura di Eugenio Lucrezi, Gilda Policastro, Maurizio Cucchi e Gian Luca Favetto. I suoi brani sono apparsi anche nelle newsletter del Corriere della sera di Luca Mastrantonio, sul Blog Rai Poesia di Luigia Sorrentino e sui seguenti siti: Atelier, Mosse di Seppia, Poeti Oggi, Poesia Ultracontemporanea, L’Altrove - Appunti di poesia, Il blog Tasto Giallo di Rosanna Frattaruolo, L'Asterorosso a cura di Isabella Bignozzi e Francesca Serragnoli, sulla pagina di Homo Scrivens e su Plenilunio di Emanuela Sica.

Nel 2022 una sua poesia, tradotta in spagnolo da Antonio Nazzaro, appare nella pagina del Centro Cultural Tina Modotti.

Insieme ad altri autori, è stato tra i finalisti del Sunday Poets, manifestazione promossa da La Stampa all'interno del Salone del Libro nel 2017.  Candela è fra i poeti presenti nelle raccolte di Cafè vol. VI, le cui pubblicazioni sono state patrocinate dalla Rivista Letteraria Mosse di Seppia, e nella raccolta “Parole e Segni di Vita” dall’Associazione Culturale Versante con un brano dedicato al vino.

Gestisce tre pagine Facebook: I Libro-Compulsivi dedicata alle news, recensioni e curiosità sul mondo dei libri, Associazione Culturale l'Olivo Saraceno (in coppia con la poetessa Rosanna Bazzano) e Hamelin Linguaggio Poetico (da solo) entrambe dedicate alla poesia.

 

 

 

venerdì 23 gennaio 2026

Poesie di Gianni Fabiano su Etty Hillesum e Simone Weil



Scriveva Todorov nell’introduzione al suo bel libro La  bellezza salverà il mondo: “Spesso, inconsciamente e  tacitamente, ciascuno di noi è animato da un progetto di  vita, dentro di sé ha uno schema ideale che lo guida e in  base al quale giudica la propria esistenza del momento.  So che l’aspirazione alla pienezza, al compimento  interiore, a una qualità di vita migliore appartiene a tutto  ciò, ma ignoro dove mi porti e quale posto vi occupi il  rapporto con l’assoluto. Per ottenere delle risposte ho  iniziato questa indagine: nella speranza che il passato  possa illuminare il presente, ho voluto sapere come altri  individui, di cui sono un ammiratore, avessero tentato di  accettare la medesima sfida. In che cosa avevano cercato  la perfezione? Che ruolo aveva giocato tale ricerca nella  loro esistenza? Si era unita a quella della felicità?” 
    Questa silloge contiene testi ispirati da due grandi  donne del Novecento, accomunate dallo stesso tragico  destino, Etty Hillesum e Simone Weil. Sono testi che  rimandano al loro percorso interiore e spirituale,  originale per quei tempi, e assolutamente fulmineo, se  nel giro di pochi anni, partendo da se stesse, dalle loro  ferite, dai loro malumori, dalle loro insoddisfazioni  esistenziali, giunsero alla loro pienezza di vita,  testimoniata in pagine memorabili dei loro scritti. 
    Le parole di Todorov mi confermavano che ogni  percorso interiore ha bisogno di nutrimento e che la  scoperta, a volte anche casuale, del destino di certi individui in ricerca, può aiutarci ad assumere una  maggiore consapevolezza di ciò che siamo e andiamo cercando nei meandri della vita, anche solo per affinità,  soprattutto nei momenti di maggiore crisi come quella  che stiamo vivendo. 
     La sezione centrale Qui tra gli uomini esprime un  anelito di pace, nel mondo e in se stessi, che tutti  auspichiamo ma che non sappiamo ancora come  realizzare. L’esempio di vita di queste due donne  straordinarie, testimoni di un radicale cambiamento  interiore, ci invita a ritrovare in noi stessi un nuovo  equilibrio e una nuova forma di amore per il mondo che  verrà. Perché come scriveva Etty Hillesum: “Una pace  futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà  stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si  sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque  razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà  trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in  amore se non è chiedere troppo”.(1)
(1) Etty Hillesum, Diario (1941-1943), Adelphi, Milano, 2010, p. 127.
Dalla introduzione dell'autore

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Sì, ci si libera di tante cose, camminando. 
Da tempo attraverso solitari giardini
la sera sotto fredde luci invernali 
su foglie bagnate.  
I cancelli si aprono e si chiudono.  
Ne ho aperto uno oggi 
per venirti a trovare.
  
Sono tempi così tristi - anche questi. 
Fa paura pensare che tutto il dolore di ieri  
possa tornare di nuovo - obliata ogni follia. 
 
Ti vengo a trovare 
su quel limpido pomeriggio d’inverno
liscio come uno specchio d’acqua ferma 
in mezzo a tanta stupidità.
*
I rami scuri alla pallida finestra  
tu così attenta ad ogni minimo fruscio.  
Sono giorni in cui l’amore ti esplode dentro come un fuoco.
Ma tu hai il dono delle pause lunghe 
seduta sul pavimento in un angolo della tua stanza. 
L’amore ci porta sempre così lontano i primi tempi,
e in alto, come nuvole folli 
sospese su un dirupo, come ubriachi 
in bilico sul pendio di una collina, 
senza più misura, senza cielo…  
Poi tutto passa, si ritorna. 
Ma tu hai il dono delle pause lunghe 
seduta sul pavimento in un angolo della tua stanza. 
Sai come fermarti e non riempirti fino all’orlo. 
Ora ti metti un po’ di rosso sulle labbra  
e di nuovo la vita ti viene incontro:  
oggi ha i passi attutiti del tuo amico  
sordo, dell’ungherese cieco…  
A volte basta così poco 
un po’ di lilla bianco dietro un pianoforte a coda…
*
Piccola, e così dolce, un pezzetto 
di eternità scende nella tua ora migliore 
profondamente assorta nelle vicinanze di Dio 
e appena dopo ripiegata sulla tovaglia da sparecchiare 
davanti allo specchio a colorarti la bocca. 
Com’è vero, dopo giorni di tensioni nel chiasso
là fuori, ecco d’un tratto un senso di dolcezza
ci avvolge, e la vita  
questa grande potente ed eterna corrente  
ci sorride. 
Non è altro che un dolce abbandono, 
un calmo flusso di energie che dal fondo di noi stessi sale  
e per mezz’ora ci fa liberi. 
E’ questo l’amore grande che riempie 
la bella armonia 
e la vastità ricolma di Dio? 
La ragazza marocchina guarda fuori nella grigia mattina 
e il tuo libro aperto sulla scrivania, i fogli 
sparsi in giro, i lumi ancora accessi 
sotto la finestra, quest’energia che ci danza 
dentro - tutto questo non si può fermare. 
Tu pensa cosa sarebbe il mondo, e gli uomini 
che là fuori si uccidono, se mezz’ora  
al giorno di umile silenzio 
durasse tutta una vita…

Gianni Fabiano è nato a Genova, dove vive. Da molti anni è impegnato in un percorso di liberazione interiore con il movimento culturale Darsi Pace per un’umanità più relazionale e nonviolenta. Da questa esperienza ha tratto ispirazione per la sua ricerca poetica. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il Premio Città di Mestre e il Premio Città di Castello. In continuità con la recente pubblicazione Un lungo andare cercando (La Ruota Edizioni), questa raccolta pubblicata da ChiareVoci Edizioni si è aggiudicata il Premio Chiarevoci 2025.