Nono solo versi ma un vero “atto di resistenza culturale”
POESIA/ Un omaggio vibrante al dialetto come lingua
“A VOLAREDDA” (la falena) DI TERESA ARMENTI
RACCOLTA IN VERNACOLO DELLA SCRITTRICE LUCANA
NON SOLO VERSI MA UN VERO “ATTO DI RESISTENZA CULTURALE”
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da il Sirino di Set./Dic. 2025 pag. 5)
“A volaredda” (la falena) la nuova raccolta poetica di Teresa Armenti – pubblicata per Fara editore - rappresenta un omaggio vibrante al dialetto lucano e alla memoria delle radici. Il volume raccoglie trentacinque poesie in dialetto di Castelsaraceno, composte nell’arco di trent’anni, e si presenta come un mosaico di emozioni, ricordi, tradizioni popolari, spiritualità e riflessioni sociali.
Attraverso una lingua viva, colorita e immediata, l’autrice ci accompagna tra vicoli, fontane, feste di paese, vecchi mestieri, affetti familiari e figure indimenticabili della comunità, dando voce a un mondo semplice e profondo che rischia di essere dimenticato.
Ogni poesia è una tessera preziosa di una cultura popolare che resiste al tempo, un atto d’amore verso la propria terra e verso la madre, cui il libro è dedicato come “lingua d’amore”.
Nella prefazione, Maria Pina Ciancio, definisce l’opera un vero “atto di resistenza culturale”, in grado di restituire dignità e bellezza al dialetto come strumento di espressione poetica e identitaria. La raccolta si sviluppa in sei sezioni tematiche, ciascuna focalizzata su un aspetto dell’esperienza umana e comunitaria: dalla preghiera alla denuncia sociale, dalla memoria alla fantasia.
A Volaredda non è solo un libro di versi: è un documento umano e culturale che emoziona, fa riflettere e invita a non dimenticare chi siamo e da dove veniamo. Un’opera che intreccia la poesia alla vita quotidiana, regalando al lettore un viaggio sincero nel cuore della Lucania più autentica.
“È ’na volaredda ca me fac'/ nu picca ’i cumbagnia,/ mi fac' ballà cu l ’occhi./E quanno s’avvicina ’nda vurecchia/ hé cittu cittu ’ll' condo l' fatti mei./ È mamma mia.” (È una farfallina che mi fa/ un poco di compagnia,/ mi fa danzare con gli occhi./ E quando si avvicina all’orecchio/ io zitta zitta le racconto i fatti miei./ E’ mia madre).
Teresa Armenti, di anni 75, docente in congedo, vive ed opera a Castelsaraceno, in Basilicata. Ha insegnato Lettere nella scuola media fino al 2004. Si interessa di storia, saggistica, letteratura e poesia, anche in vernacolo. Iscritta all’Associazione della Storia Sociale del Mezzogiorno e dell’Area Mediterranea. Ha pubblicato libri di poesie, anche di carattere religioso, libri di narrativa, lavori di ricerca storica, archeologica, antropologica della sua terra, condotti insieme all’amica Ida Iannella.
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