DANTE MAFFIA LEGGE GENESI DELLA MEMORIA

 






RAED ANIS AL-JISHI, Genesi della memoria – L’impatto della primevera araba, PeretoAQ, Edizioni Associazione Culturale “Il cuscino di stelle”, 2021, pp. 73. Traduzione a cura di Claudia Piccinno. Prefazione di Emanuele Aloisi.


Quel che mi ha subito impressionato della poesia di Raed Anis Al-Jishi è stato il calore umano che si sprigiona dai versi e abbraccia il lettore e lo incanala in sequenze di immagini che, a un tempo, fotografano il senso del dettato e nello stesso istante ne germinano un altro.

Dunque poesia altamente lirica, ma di quel lirismo che sa ridare identità alle cose, tanto per averne un’idea, lirismo lorchiano, capace di contemperare il flusso dei sentimenti associato alla rivendicazione, alla chiarificazione delle tematiche, agli argomenti più disparati.

C’è, in questa “Genesi della memoria”, una sorta di avidità prensile che riesce a toccare la profondità dell’anima ed emoziona, ma non in superficie, nelle pieghe nascoste dell’io:

Un giorno, come tuo zio martire,

sarai accusato di cultura,

la tua comprensione solleva interrogativi,

imprigiona i peccati”

E’appena un esempio di come il poeta sa innestare, nella pienezza espressiva carica di metafore, la stoccata “civile” per non restare nel recinto del proprio essere.

Importante operazione culturale e direi perfino sociale, che evita qualsiasi dubbio sulle intenzioni universali del canto teso a cogliere le essenze de vivere, quelle dell’amore, quelle di una quotidianità mai paga, sempre fibrillante.

E che dire di:

Ho sentito nel mio sogno

I fronzoli di un popolo di gabbiani

Inghiottire il pesce ‘già stabilito’,

rievocare la danza dei feticci d’argento

sulla curva del mare”.

Il suo “linguaggio della passione mi assomiglia”, ho sentito molte affinità con Raed Anis Al-Jishi, ho sentito la sua ansia di scavo nella psiche e nella ricchezza dei sensi che si sanno scambiare il fiato per ottenere “effetti” efficaci e accesi da fermenti che vanno a illuminare le istanze estetiche e quelle etiche. Tensioni ideali che partono dai lirici greci e attraversano i secoli fermentando soprattutto nella poesia francese dell’Ottocento, in Baudelaire in particolare.

Insomma, siamo al cospetto di una voce autentica e pullulante di sfumature tutte essenziali, di ammiccamenti che non lasciano scampo alla vaghezza.

Merito di uno stile altamente fluido, di un linguaggio preciso e curato in ogni particolare con un vocabolario scelto e mai lasciato al caso.

Merito anche della traduttrice Claudia Piccinno, che ha saputo travasare gli umori e i sapori, i colori e le accensioni di questo poeta che sa di pane antico, di futuro aperto alla Verità, al divenire, agli approdi che vanno maturando sotto tutti i cieli.


Dante Maffìa



RAED ANIS AL-JISHI, Genesis of memory - The impact of the Arab spring, PeretoAQ, Editions of the Cultural Association "The pillow of stars", 2021, pp. 73. Translation by Claudia Piccinno. Foreword by Emanuele Aloisi.



What immediately impressed me about Raed Anis Al-Jishi's poetry was the human warmth that emanates from the verses and embraces the reader and channels him into sequences of images that, at the same time, photograph the meaning of the dictation and at the same moment they germinate another sense.

Highly lyrical poetry, therefore, but with that lyricism that knows how to restore identity to things, just to have an idea, Lorchian lyricism, capable of balancing the flow of feelings associated with the claim, the clarification of the themes, the most disparate topics.

There is, in this "Genesis of memory", a sort of prehensile greed that manages to touch the depth of the soul and excites, but not on the surface, rather in the hidden folds of the ego:

"One day, as your martyr uncle,

you will be accused of culture,

your understanding raises questions,

imprisons sins "

It is just an example of how the poet knows how to graft, in the fullness of expression loaded with metaphors, the "civil" thrust in order not to remain in the fence of his own being.

An important cultural and I would even say social operation, which avoids any doubts about the universal intentions of singing aimed at capturing the essence of life, those of love, those of an everyday life that never pays, always fibrillating.

And what about:

I heard in my dream

The frills of a people of seagulls

Swallow the 'already established' fish,

recall the dance of the silver fetishes

on the curve of the sea ".

His "language of passion resembles me", I felt a lot of affinity with Raed Anis Al-Jishi, I felt his eagerness to dig into the psyche and into the richness of the senses that know how to exchange breath to obtain effective and bright "effects" from ferments that illuminate the aesthetic and ethical demands. Ideal tensions that start from the Greek lyrics and cross the centuries fermenting above all in nineteenth-century French poetry, in Baudelaire in particular.

In short, we are in the presence of an authentic voice teeming with all essential nuances, with winks that leave no room for vagueness.

The merit of a highly fluid style, a precise language with attention to every detail with a chosen vocabulary never left to chance.

Also thanks to the translator Claudia Piccinno, who was able to transfer the moods and flavors, the colors and the lightings of this poet who deals with ancient bread, with a future open to the Truth, to becoming, to the landings that are maturing under all skies.


Dante Maffìa


ESSAY TRANSLATED BY CLAUDIA PICCINNO

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