sabato 25 luglio 2026

“Ho trovato il tuo sorriso segreto”

Sulla silloge poetica La strada di casa di Le rose e il deserto (Fara 2026, opera vincitrice al Narrapoetando)

di Subhaga Gaetano Failla




   I versi di La strada di casa (un bel titolo, vivido e semplice, quella “semplicità che è difficile a farsi” direbbe Brecht) sembrano incisi nella roccia e scritti sull’acqua, similmente a ciò che avviene per le nostre azioni più autentiche: destinate in ugual misura al tempo e all’oblio.

   Le poesie di questa raccolta, scritte da Le rose e il deserto, nome del progetto artistico di Luca Cassano (Corigliano Calabro, 1985) nel quale confluiscono poesia e cantautorato, sono devote alla beatitudine di una resa incondizionata all’esistenza. Versi in stato di grazia, come nello splendore di questa poesia:


      Chiedevo


Ho trovato il tuo sorriso segreto

Mentre cercavo la strada di casa

E una scusa qualunque

Per poter dire che alla vita, io

Non chiedevo

Niente.


    Nella scheda biografica in quarta di copertina, a proposito del nome del progetto artistico di Luca Cassano, leggiamo: “Come le rose del deserto rimangono sepolte sotto la sabbia finché un Tuareg non le trova, così le parole restano confuse fra i ricordi finché un’intuizione non le mette in fila in forma di versi.”

   Queste poesie ispirate, in stato di grazia, si diceva, e di gratitudine, ritornano come flussi di marea all’arrendersi al mistero esistenziale, e all’amore che tutto governa e incendia come fiamma ardente, all’amore che ferma il tempo:


      

      Sibari 


Sulla spiaggia di Sibari

Aspettavamo che agosto

E l’amore

Ci dettassero le loro condizioni

Per la resa.


      

      Sciolti 


Se ci vedessero passare per strada

Penserebbero di certo

Ai vetri rotti,

Ai lacci sciolti,

Forse ad un inciampo;

Che ne sanno 

Di quanto sia facile per noi

Con un bacio

Fermare il tempo.



      Passato remoto


Con la punta delle dita mi scrivevi

Romanzi d’avventura sulla schiena;

Mi spiegavi che la sera 

È degli amanti;

Io avevo passi falsi 

E un passato remoto,

Tu eri un alfabeto alieno,

La scoperta del fuoco.


   La ricerca della strada di casa si realizza nel perdersi, nello smemorarsi, nel dissolversi nel nostro mare infinito. E come nelle istantanee folgoranti delle poesie zen, scopriamo che questa strada è già qui, in un attimo di semplice quotidianità che ci trafigge e illumina:



       A(f)fondo


Sei àncora

E sei ancòra;

Sei starmene affacciato alla finestra

A misurare la lunghezza della sera,

A misurare le parole

Per spiegare che

Se spesso affondo

È perché dentro ho il mare.


     

       Acqua e limone


Ai giorni chiedevamo soltanto

Una strada per andare,

Qualche ora di sole

Per fissare i pensieri migliori

Alle ossa

E un bicchiere di acqua e limone 

Da bere in silenzio

Alla finestra.


   Il libro La strada di casa, pubblicato nella elegante collana “Crossover” di Fara Editore, è arricchito nella pagina iniziale dalle motivazioni di due giurate del concorso Narrapoetando 2026. Scrive Leda Erente: “La raccolta mostra una grande capacità comunicativa ed emotiva, attraverso l’uso di immagini fortemente espressive”. E per Sheila Moscatelli, la strada di casa è “Quel momento in cui arriva la consapevolezza di non dover più cercare, di potersi spogliare di tutto”.


   La sera dell’11 luglio 2026, durante la kermesse a Fonte Avellana organizzata da Fara Editore con tema Attesa, ho avuto la fortuna di assistere a un emozionante reading di poesie, a cura dell’autore stesso, tratte da La strada di casa. E subito dopo il pubblico presente nella sala dell’incantevole monastero dell’anno Mille, ha potuto ascoltare anche le sue seducenti canzoni. 

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