IT'S FRIDAY | alcune poesie inedite di Massimiliano Bardotti

 




Non ancora, morte, non ancora.
Attendi che possa cantare
attendi il mio canto traboccare
e finché non sarà solo amore
lasciami stare.

Poi vieni, nel momento più alto d’incanto
quando ogni sillaba del canto d’amore che siamo
starà vibrando il Suo Nome soltanto.


**


C’è un taglio di luce preciso
che mi sorprende ogni inverno
quando febbraio conosce il suo esito.

Lo vedo nascere all’orizzonte, straniero.
Poi, come una musica, si allarga e si espande.
Viene a prendermi dove sono, mi riconosce.
E mi parla.

Mi dice dell'ora in cui mio nonno
con la febbre alta,
mi chiese di scendere fuori a giocare
perché quel giorno non trovavo amici.

Mi dice di quando un amico sincero
non voleva aiutarmi
a scendere da un alto muretto,
per insegnarmi a saltare fuori
dalle mie paure.

Mi dice del tempo trascorso a guardare il mare.
Mi dice del primo treno che ho preso da solo.

Si sospende così il tempo
come non ci fossero più cose accadute
e cose sperate, solo un presente
in cui tutto è avvenuto per sempre.

E per sempre canta: “ora".



**


Chiedo perdono, per ogni parola
pronunciata senza fede
per i pensieri, che non sanno fare luce
per le ferite inferte con la voce.

Perdono, chiedo, per la pace
che non ho saputo con amore costruire
per ogni verso che ho scritto senza cura
per la speranza, che non so coltivare.

A tutti chiedo perdono
per non aver impedito al mio cuore
di provare rancore.
Perdono chiedo al mondo
per ogni volta che ho guardato
senza avere negli occhi la bellezza.

Chiedo perdono ai miei genitori
per chi potevo essere, e non sono stato.
E a te, misura d'anima,
se quello che ti ho dato è stato poco.

Perdono chiedo a Te, Amore Sacro
che tutto hai costruito con sapienza.
Perdono chiedo, Santa Accoglienza
perché la mia casa non è stata sempre aperta.

Sorelle, fratelli, perdonatemi
e aiutatemi ad amare chi è assente
nel segreto appello del mio cuore.


**


Prendi piano, chi amo, morte
e non lasciare brandelli.
Chiamali, prima.
Non venire improvvisa e notturna
sui volti.
Annunciati, tu sai come.
Lascia che si preparino
che abbiano il tempo di camminare con te
conoscerti un poco.
E quando bene i tuoi occhi avranno visto
quando sapranno come si finisce
allora chiamali per nome
e prendili piano.
Che entrino nel Mistero
come entravano nei monasteri
e nelle chiese.
Che possano stupirsi piano
sottovoce, piangere di gioia.
Incontrare volti familiari
sentirsi, finalmente, a casa.

Così, prendili.
Senza la fretta che sciupa le cose.



**


Solo morire desidero, in Cristo
perdermi fino a scomparire.

Essere spazzato via, dimenticato.
Non resti di me nemmeno il nome.
Chi mi vede deve pensare solo a Cristo.
Chi mi ascolta senta la Sua voce.

Si dica solo: voleva Cristo.
Era innamorato di Cristo.
Tutto il resto sia cancellato dalla storia.




Massimiliano Bardotti​ (1976) è nato e vive a Castelfiorentino.


Poeta, è presidente dell’associazione culturale Sguardo e Sogno, fondata da Paola Lucarini.


Pubblica tra gli altri: Il Dio che ho incontrato (2017 Edizioni Nerbini), I dettagli minori, (2018 Fara Editore) opera di poesia e prosa dal quale è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale interpretato insieme a Viviana Piccolo.


Diario segreto di un uomo qualunque, appunti spirituali (2019 Tau Edizioni).


A marzo 2020, sempre con Fara editore esce Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio, scritto insieme a Gregorio Iacopini e con la prefazione di Filippo Davoli e la postfazione di Isabella Leardini.


Nel mese di maggio 2021 esce Idillio alla morte, scritto con Serse Cardellini. Il libro apre la collana poetica: Fuori Stagione, di FirenzeLibri, della quale Bardotti, Cardellini e Iacopini sono curatori.


A giugno 2021, per Puntoacapo Ed. esce La terra e la radice.


Nel 2017 a Castelfiorentino fonda LA POESIA È DI TUTTI, percorso poetico e spirituale che ha come obiettivo il recupero della tradizione poetica, presso l’ass. cult. OltreDanza. Dal 2018 conduce: “L’infinito, la poesia come sguardo: Ciclo di incontri con poeti contemporanei” al san Leonardo al palco di Prato.



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