<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557</atom:id><lastBuildDate>Thu, 24 Dec 2009 10:08:43 +0000</lastBuildDate><title>farapoesia</title><description>dalla tradizione i nuovi percorsi</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (alessandro)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1810</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-7696620657458586955</guid><pubDate>Thu, 24 Dec 2009 10:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-24T11:08:43.930+01:00</atom:updated><title>Abitati dentro da un paese e da una valigia. Le storie minime di Maria Pina Ciancio</title><description>&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La casa dei doganieri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Rivista di libri, lettere, arti – Anno II numeri&amp;nbsp; 2-3, Firenze maggio dicembre 2009&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Direttore responsabile: Vincenzo Crescente, lacasadeidoganieri@alice.it&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzM8_Y83K7I/AAAAAAAAIZE/YyDvrBbq5TM/s320/coverstorieminime.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La sensibilità di Anna Ventura interpretò il tema del distacco in questi termini: “Non chi parte ma chi resta parte davvero”. Maria Pina Ciancio, al contrario di quelli che sono partiti, è nata in Svizzera ma è poi tornata nella terra d’origine, la Basilicata, dove oggi vive. Basilicata o Lucania? Già nella scelta del nome della regione, si coglie il tema di fondo del suo ultimo e intenso bel libro di poesie, dal titolo &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html"&gt;&lt;i&gt;Storie minime&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (Fara editore, &lt;a href="mailto:info@faraeditore.it"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;info@faraeditore.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;), con il quale conferma il suo notevole talento letterario e la sua scrittura, libera dal versificare barocco e autoreferenziale. Ne avremo prova anche nell’antologia&amp;nbsp; &lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Il segreto delle fragole&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; (Lieto Colle&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;, a cura di Luca Baldoni e Elio Pecora), in corso di pubblicazione, alla quale Ciancio partecipa affrontando il tema de “L’Italia e la fatica di amarla”. In ‘Storie minime’ il tema di fondo è lo “spaesamento” ( “Lo spaesamento, ecco cos’è:/&amp;nbsp; un tempo in cui le mani non sanno più/ se stringersi a pugno/ o fermarsi/ distendersi a ramo sul cuscino”).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;La scelta semantica sottolinea la dimensione esistenziale di quella realtà che è “il paese”: nel mondo urbanizzato, dove dal 2007, più della metà della popolazione mondiale vive nelle città, questa dimensione che assurge quasi a parametro bucolico nelle regioni dello sviluppo storico, ha altrove e in modo diffuso i tratti scarnificati delle pareti scolorite, delle fessure nei muri, delle strade vuote e battute dal vento, dei paesi da cui troppi – per mille motivi -&amp;nbsp; sono partiti e pochi sono restati partendo davvero, cercando un senso, per quelle strade, al loro restare lì. Dopo un po’ ci si accorge che “le pietre della casa sono grandi libri chiusi/ hanno polvere spessa lungo i bordi/ e ci nascondono alla vista i fantasmi/ e l’ombra sfilacciata di noi stessi”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;È significativo che aleggi tra questi versi lo spirito solare e sfortunato di Rocco Scotellaro che cantò e interpretò col suo vivere l’emancipazione del paese e dei suoi abitanti, semmai pensando a un rientro di chi era partito quando quelli che restavano erano comunque tanti. E tuttavia già lui fece esperienza dello spaesamento, quel “capostorno” rimasto a metà, assopito a Pozzuoli (“Io sono un filo d’erba/ un filo d’erba che trema./ E la mia patria è dove l’erba trema”). Partì anche lui, ma questo è un tema che esula dalla ricerca di Ciancio. La domanda di fondo è: “Che senso mi do in questo luogo dove – per mille motivi speculari a quelli di coloro che sono partiti – devo restare?” La risposta è forse più presente nel precedente &lt;i&gt;La ragazza con la valigia&lt;/i&gt; (Ed. Lieto Colle, 2008), partita e ora ritornata. Ma qui, nelle &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html"&gt;&lt;i&gt;Storie minime&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, Maria Pina non lo dice. Prima ci sono quelle strade dove alla porta si bussa per aprire sapendo che ci apre il fantasma di chi ci era ieri, talvolta quelli che ci hanno generato ed amato. È lo spaesamento perché gli altri abitano nella nostra testa ma non li possiamo abbracciare, se non con il cuore. In Ciancio, in particolare, la figura del padre, nel suo ricordo e nella sua presenza-assenza, si unisce al timore di restare senza traccia. Resiste la vita insieme al pane, le preghiere e gesti di tenerezza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;“Voglio vivere nel mondo, non dietro un muro, voglio vivere nel mondo, non dentro la mia testa”, cantava, non molti anni fa, un artista sensibile come Jackson Browne. Non è facile: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 99.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;“Mi abitano i paesi spopolati/e il vento – scrive Ciancio - la luce che scorre in un istante/ e frana nella crepa dei calanchi/ nella carne”. Nelle lunghe giornate invernali “ci assale la nebbia nella piazza spopolata/ a smussarci i contorni e gli spigoli degli occhi”. Giornate nelle quali, anche d’estate,&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 99.15pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;“… facciamo percorsi lunghi/ per ritornare sempre all’inizio…”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Il paese è quello delle alture, è una sorta di montagna incantata, dove si rincorre l’epica del ricordo: “Da quassù – scrive Maria Pina - non sappiamo pensarlo/ né amarlo il mare/ Abbiamo bisogno di appoggi e ripari/ (un albero, un sasso, un nido di poiana)/ di ascoltarci a distanza/ il rumore dei passi &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Altrove l’autrice osserva: “I nostri paesi sembra che a volte non hanno più sguardo. Li attraversi di giorno, di notte, al mattino presto, tra le case chiuse, le piazze spopolate, nei vicoli che sanno ancora di neve, e senti nell’aria la lama lucida e spietata della resa… Ci siamo dimezzati” (prosa 1). C’è un tratto generazionale, condiviso da quanti hanno oggi intorno a quarant’anni e che sono figli dell’emigrazione, che portano nel cuore la presenza di più mondi e di più tempi e, volenti o nolenti, sono costretti&amp;nbsp; alla ricerca di una loro composizione. Per chi ritorna in paese, l’impatto è pesante, soprattutto con quelle consuetudini che sembrano non potere essere scalfite. “A quarant’anni ecco cos’eravamo:/ quelli fuori dal coro, fuori dal giro/ fuori da tutto/ qui non importa a nessuno chi sei/ importa soltanto con chi stai”. Tanti sono partiti e quando ci si conta “manca sempre un legno e un nome”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;E’ un libro bello quello di Maria Pina Ciancio, perché, oltre ad essere ben scritto, è composto di pagine che&amp;nbsp;non fingono, che sono vere. È la testimonianza di chi cerca sé negli altri e per fuggire il demone spaesante del ricordo, deve prima guardarlo in faccia per giungere a cacciarlo, dissiparlo. 18 i testi, di cui due prose e quattro poemetti (il I in 10 parti; il II in 11; il III in 6; il IV in 9). Altra era invece la struttura de &lt;i&gt;La ragazza con valigia&lt;/i&gt;: tre sezioni, con le nove poesie de &lt;i&gt;Lo sguardo di terra annodato alla luna&lt;/i&gt;, le quindici de &lt;i&gt;Il filo delle rondini nere di ritorno&lt;/i&gt; e le tredici&amp;nbsp; de &lt;i&gt;Il premio della luce&lt;/i&gt;. Ci sono storie di destini ma anche di vite che sanno dire no al programma tracciato, a causa del quale nelle case “il presente è sempre altrove” e le carezze sempre senza cura. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Nina, ad esempio, “viveva sola e si burlava/ delle mie paure e dei miei amori/ La cercai dappertutto… a trent’anni la scoprii col cappotto/ che spiava il Mondo dalla serratura della porta” o Fabrizia che “ha diritto a stare zitta/ o a naufragare tra i contorni/ generosi del rossetto/ non era ancora l’alba quando perse sua madre/ un mazzo di chiavi arrugginite/ nel catalogo delle amiche/ di suo padre”.&amp;nbsp; Un’altra protagonista solitaria vive, come su accennato, nelle stagioni sospese del tempo (un rischio evidenziato in &lt;i&gt;Storie minime&lt;/i&gt;), una storia come questa: “Stese panni biancoazzurri/ al filo delle rondini nere/ di ritorno/ e rimase immobile, scarmigliata dal vento/ i capelli e i vestiti graffiati/ da carezze senza cura/ chissà perché in quella casa/ dai tetti rossi/ il tempo del presente/ era sempre altrove”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;C'e' anche una “ragazza con la valigia”, quasi un ritratto dell'ingenuità che vince il destino e che presiede al racconto delle vite di Adalgisa e Carla, Nina e Marta e, ancora, di&amp;nbsp; altre otto figure femminili. Carla, in particolare, che “era sempre stata/ una brava moglie/ casa-lavoro casa-lavoro/ routine, parenti, litigi,/ ma un giorno di marzo/ il vento le prese il grembiule/ e lei lo rincorse felice/ e senza rimorso”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Non c’è fatalismo in Maria Pina Ciancio, ma il ritratto di chi il fatalismo lo ha accettato o subìto e la prospettiva di chi lo ha rigettato, conseguendo "il&amp;nbsp; premio inaspettato della luce", proprio come quella ragazza con la valigia che “scese dall’autobus… e sorrise/ con le mani lievitate di terra e luna/ sorrise”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Michele Brancale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-7696620657458586955?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/abitati-dentro-da-un-paese-e-da-una.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzM8_Y83K7I/AAAAAAAAIZE/YyDvrBbq5TM/s72-c/coverstorieminime.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-2557637120765494183</guid><pubDate>Wed, 23 Dec 2009 10:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-23T11:29:49.189+01:00</atom:updated><title>foto di gruppo</title><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzHwxv6CAnI/AAAAAAAAIY0/t1oimDw402s/s1600-h/cc_monet008.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzHwxv6CAnI/AAAAAAAAIY0/t1oimDw402s/s320/cc_monet008.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;di questa luce&lt;br /&gt;che entra dalla finestra&lt;br /&gt;e si intromette nei discorsi&lt;br /&gt;di un tavolo o di una sedia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di quel suo passare&lt;br /&gt;per la cruna degli occhi&lt;br /&gt;come un filo di nylon &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di tanto consumarsi&lt;br /&gt;in questa bocca come un'ostia&lt;br /&gt;che la lingua non stacca dal palato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di queste coliche di reni&lt;br /&gt;o di un callo di una mano&lt;br /&gt;e di tanto altro in mezzo che non so dire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come essere felici al ristorante&lt;br /&gt;perchè davano due primi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/cocci.html"&gt;Vincenzo Celli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(il dipinto è di Monet, &lt;i&gt;Pavé a Chailly&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-2557637120765494183?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/foto-di-gruppo.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzHwxv6CAnI/AAAAAAAAIY0/t1oimDw402s/s72-c/cc_monet008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-2173650358656449210</guid><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-22T18:52:26.507+01:00</atom:updated><title>PREGHIERA</title><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;dilata la mia anima.&lt;br /&gt;Come un granello di sabbia&lt;br /&gt;vola nel vento,&lt;br /&gt;respiro il tuo spirito divino,&lt;br /&gt;e ti cerco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;colma la mia pazienza.&lt;br /&gt;Come un attimo fugace&lt;br /&gt;il mio tempo scorre.&lt;br /&gt;Tu mi invadi,&lt;br /&gt;ed è l'eternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;ascolta i miei oscuri silenzi.&lt;br /&gt;Come un giorno pieno di impegni&lt;br /&gt;la mia vita si ingarbuglia.&lt;br /&gt;Ascolto la tua assenza,&lt;br /&gt;ed è musica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;ama le mie ossessioni.&lt;br /&gt;Come follia,&lt;br /&gt;affliggono la mia povera mente.&lt;br /&gt;Confido nella tua provvidenza,&lt;br /&gt;ed è luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;riposa la mia stanchezza.&lt;br /&gt;Come un balsamo di misteriose virtù&lt;br /&gt;sei per me.&lt;br /&gt;Mi quieto,&lt;br /&gt;ed è coraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;asciuga le mie lacrime.&lt;br /&gt;Come l'acqua&lt;br /&gt;esse purificano.&lt;br /&gt;Perdono,&lt;br /&gt;e brucio d'amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;coltivami.&lt;br /&gt;Come l'infante&lt;br /&gt;con i suoi balocchi,&lt;br /&gt;gioco con te&lt;br /&gt;e vivo.&lt;br /&gt;Signore,&lt;br /&gt;gioca con me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l'ansia&lt;br /&gt;soffoca l'aria,&lt;br /&gt;tu amami:&lt;br /&gt;invoco pazienza,&lt;br /&gt;saggezza&lt;br /&gt;e prudenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/incontro-poetico-cura-di-adele-desideri.html"&gt;Adele Desideri&lt;/a&gt; (da &lt;i&gt;Non tocco gli ippogrifi,&lt;/i&gt; Campanotto, 2006)&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-2173650358656449210?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/preghiera.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-5794426491798935836</guid><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-22T18:01:54.074+01:00</atom:updated><title>Su “Inoltramenti” di Alessandro Ramberti</title><description>Edizioni &lt;a href="http://www.arcafelice.com/chisiamo.htm"&gt;L'Arca Felice&lt;/a&gt;, 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/primatopieta.html"&gt;Nino Di Paolo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/06/su-inoltramenti-di-alessandro-ramberti.html"&gt;Inoltramenti&lt;/a&gt; è una plaquette di sette poesie che Alessandro Ramberti, editore riminese ideatore e cardine della Casa Editrice “Fara”, pubblica, per le Edizioni &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/11/larca-felice.html"&gt;L’Arca Felice&lt;/a&gt; di Salerno, in duecento copie numerate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sette poesie scavano tutte nel profondo dell’anima, le prime due (“La grammatica sprofonda” e “Genesi”) direttamente in quella dell’autore, le altre, in progressione, abbracciano quelle di un’umanità più ampia (“In gioco” , “Echad” – con la dedica al padre), quelle del rapporto tra mondo e corporeità (“Economia biologica”), quelle del rapporto tra sé e gli altri (“Urna viva” e “Monte Baldo”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ciascuna di esse, dopo premesse che propongono descrizioni (poche), metafore e domande vi è, in conclusione, un’immagine poetica che racchiude e rilancia il senso di “quella” poesia: &lt;br /&gt;“… capsule di un codice in evoluzione”,&lt;br /&gt;“… lasciando ai fotogrammi dello spirito la vera impronta di chi sono”,&lt;br /&gt;“… e le preghiere sono doni già nel momento che precede”,  &lt;br /&gt;“… tu dove è sempre il nucleo amante di ogni relazione”,&lt;br /&gt;“… di una superficie, ma un bel tiro che ha per bersaglio il corpo ovunque sia”,&lt;br /&gt;“… la sua argilla fuori uso potrà diffondersi altrove”,&lt;br /&gt;“… le fibre dell’anima impigliate in questioni pratiche sono fuori pista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta di titoli che non riprendono il primo verso ma sintetizzano il tutto apre la lettura, poi chiusa dalle immagini appena sopra riportate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltramento è un sostantivo pochissimo sentito oggi, diciamo pure in disuso nel parlare e nello scrivere, che però esprime il senso della ricerca, qui, più che in un “oltre” in un “più profondamente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le sette poesie esprimono anche uno stile mai gridato (specchio preciso del modo di essere di Alessandro) ma che accompagna per mano il lettore in scoperta delle essenze di sé e della natura delle relazioni profonde tra le persone, che si incontrano o che non si possono incontrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Pero, 22 dicembre 2009&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-5794426491798935836?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-inoltramenti-di-alessandro-ramberti.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-1459931481743095662</guid><pubDate>Tue, 22 Dec 2009 10:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-22T11:19:03.019+01:00</atom:updated><title>Su Meltemi di Helene Paraskeva</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzCdApPsLaI/AAAAAAAAIYs/hDDD2lF5f-I/s1600-h/paraskeva.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzCdApPsLaI/AAAAAAAAIYs/hDDD2lF5f-I/s320/paraskeva.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/742"&gt;LietoColle&lt;/a&gt;, 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;La prima opera poetica dell'ateniese &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/collane/imprinting/uovo.html"&gt;Paraskeva&lt;/a&gt; getta un sguardo epico (per la profonda conoscenza della tradizione culturale greca) e migrante su tanti aspetti della realtà: la poesia che apre il libro si intitola &lt;i&gt;Xenitià&lt;/i&gt; (cioè “migrazione”) e altre &lt;i&gt;Stranieri nella città, Nero di rabbia&lt;/i&gt; (una delle poesie a nostro giudizio più belle), &lt;i&gt;Ci vogliono leggi giuste, Io non sono razzista ma…, Storia e geografia&lt;/i&gt;. Già questi titoli ci danno un'idea della poetica dell'Autrice che adotta una scrittura evocativa, a tratti salace e gnomica, ricca di echi mitologici: «Nel golfo di Aulide afono e piatto, / il vento strozzato ancora balbetta. / Prima di mezzanotte non si alzerà / mai, prima del sacrificio / ha un impegno.» (&lt;i&gt;Ifigenia,&lt;/i&gt; p. 24); «Nei bui, vorticosi abissi / dei tuoi riti inghiottiscimi. / Insegnami lo smarrimento / nei boschi freschi.» (&lt;i&gt;A Dioniso,&lt;/i&gt; p. 34).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Se a volte qualche osservazione “giornalistica” un po' scontata o prosastica o troppo legata all'attualità, qualche giudizio contingente o lievemente ridondante appesantiscono alcune poesie, Paraskeva sa raggiungere in quelle più icastiche e sobrie livelli di grande intensità: «Cerco parole digeribili, / (…) / Fra le mani, invece, trovo sempre, / con le mani, invece, / scavo e scovo sempre / le altre, / quelle che lacerano, / e graffiano.» (&lt;i&gt;Chiamami scava-scava,&lt;/i&gt; p. 26); «Traslocare fa un effetto goffo. / Scatole chiuse, lettere non lette, libri creduti, appunti persi / e polvere al posto del respiro.» (&lt;i&gt;Traslocare,&lt;/i&gt; p. 44); «Il tempo esiste. Si affonda nell'anima / molle. Ancora.» (&lt;i&gt;Times is the Duration of Conscience,&lt;/i&gt; p. 46).&lt;br /&gt;Un libro che come il Meltemi (vento secco estivo) ha pagine imprevedibili (e per ogni lettore è probabile siano imprevedibilmente diverse) e credo siano queste a restare nella memoria, a scavare nei cuori un percorso che resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ar)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-1459931481743095662?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-meltemi-di-helene-paraskeva.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SzCdApPsLaI/AAAAAAAAIYs/hDDD2lF5f-I/s72-c/paraskeva.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-3804521776195006599</guid><pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-21T12:38:29.398+01:00</atom:updated><title>Esasperato sacello…</title><description>di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2007/09/poesia-e-lettori.html"&gt;Paola Castagna&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7 componimenti scultorei. Versi poderosi che lambiscono il misticismo e interrogano la vita scavandola nel profondo. (ar)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esasperato sacello la pietra che custodisce il teschio dell’eremita.&lt;br /&gt;Fu l’acqua a levigarla, dando sembianza a quel digiuno di secoli.&lt;br /&gt;La cavità viene risucchiata dall’adipe. &lt;br /&gt;Non posso più contare le particelle che delimitano la zona di preghiera.&lt;br /&gt;Non resta che ficcare nella crepa il piede di porco, e fare leva. &lt;br /&gt;Squarciato ogni contatto umano in chi solo restò &lt;br /&gt;non curandosi della luce che miete. &lt;br /&gt;Si sgretola la vanità. &lt;br /&gt;Il profanatore ha già un sepolcro, quello che gli divora il petto.&lt;br /&gt;I  mercati attendono le reliquie, ma il sacro non dà più strumenti.&lt;br /&gt;L’acqua ancora leviga e trasforma la consistenza di un fluire.&lt;br /&gt;Catturato dai gregari del bargello, non può che urlare:&lt;br /&gt;“ Io ho cercato!” &lt;br /&gt;… mentre la forca lo attende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si specchia nel grande fiume. &lt;br /&gt;La voce è quella del boia, e in essa trova salvezza.&lt;br /&gt;Le mani sudate raccolgono ciò che persiste e rimane.&lt;br /&gt;Inalterato il pensiero, non trova pace nel danno arrecato.&lt;br /&gt;L’osso femorale lo sostiene, mentre l’apnea genera il flusso.&lt;br /&gt;L’esecuzione formale devia il pulsare di un sangue ormai secco&lt;br /&gt;che resta addosso, in questo logorìo che nomade conduce&lt;br /&gt;tra stanze sature e canne palustri. &lt;br /&gt;L’estramonio è sostanza effimera, solo la vendemmia offre magia. &lt;br /&gt;Nella notte fonda il sapere, spalanca le gesta, seduce donne fertili. &lt;br /&gt;Trasgressione ultima… i viventi esultano, per un cuore aperto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono di Mantova, Ferrara, Ravenna.&lt;br /&gt;La mannaia ha scorticato il tronco.&lt;br /&gt;Piange la betulla violentata dal metallo.&lt;br /&gt;I boscaioli affastellano rami circoncisi…&lt;br /&gt;danno fuoco, urinano sulle braci del vento.&lt;br /&gt;Odore di uccisioni giustificate dal mestiere.&lt;br /&gt;Si screpola la mano calva, poi la pelle si rovescia&lt;br /&gt;e resta ciò che la vergogna contiene.&lt;br /&gt;Di solito il pioppo non resta immune e distaccato,&lt;br /&gt;anche lui vive del simile, nello sfregio coronato dai ceppi.&lt;br /&gt;Chi è esecutore non può concedersi indugio,&lt;br /&gt;egli va per decisione, verso la polpa del legno.&lt;br /&gt;Sfregola il piscio sulla fiamma, c’è anche chi versa il seme, &lt;br /&gt;rito primigenio per assicurarsi il perdono della foglia di neve.&lt;br /&gt;Da sempre si colpisce anche la radice, che lo strazio abbia compimento.&lt;br /&gt;Novembre cancellerà le tracce, e ogni tronco andrà disperso&lt;br /&gt;nella viscida e fangosa corrente.&lt;br /&gt;Urina e sperma &lt;br /&gt;per arrotare, quello che ci rende specie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paludosa l’essenza, le gocce, la rugiada. &lt;br /&gt;Sfregiare l’immune, rende vittima la natura che abbonda.&lt;br /&gt;Scorrendo nel letto del fiume &lt;br /&gt;le foglie calpestate lasciano un pianto. &lt;br /&gt;Indurisce il collo, mandato al patibolo.&lt;br /&gt;La storia è come un altare, &lt;br /&gt;riversata nel corpo, poggia sul ceppo lo strazio &lt;br /&gt;confidando nell’ascia che le viene.&lt;br /&gt;Tronco infestato, l’accetta tra le mani&lt;br /&gt;indica i parassiti d’un sistema indecente. &lt;br /&gt;Va la barca, nell’inguine del condannato.&lt;br /&gt;Ci aspetta il ritorno, passata la chiavica di Stellata&lt;br /&gt;oltre l’ansa di Poggeto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mano del nocchiero tiene il rasoio.&lt;br /&gt;Sugli argini  è il freddo che risveglia.&lt;br /&gt;La testa appoggiata al ventre &lt;br /&gt;succhia l’erezione del  potere.&lt;br /&gt;Freme la crosta terrestre, fulcro dell’universo,&lt;br /&gt;equilibrio tra vita e morte, tra nebbia e delta.&lt;br /&gt;La creta fertile viene mangiata a morsi.&lt;br /&gt;Nel sangue la ricerca di un’indole che genera.&lt;br /&gt;Ecco! Ecco il vagabondo irrequieto &lt;br /&gt;che i rami aggroviglia e tesse le lucertole. &lt;br /&gt;Urlare in quel buio che copre le anime&lt;br /&gt;non fa che distanziare il battello&lt;br /&gt;che porta nel mondo dei dispersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora pregano un dio evirato&lt;br /&gt;oltre il diletto, con membra gonfie, con voci in risalto.&lt;br /&gt;Nessuna buona azione resta impunita&lt;br /&gt;né determina un ricordo.&lt;br /&gt;E’ il sacro che civetta col profano,&lt;br /&gt;l’orgia incalza, tra zolle arate e fumo.&lt;br /&gt;Lontano il canto di un fagiano.&lt;br /&gt;Nel bosco la filosofia inciampa e resta muta.&lt;br /&gt;Dalla pianta dei piedi al cranio&lt;br /&gt;non c’è una parte illesa.&lt;br /&gt;Le piaghe aperte le cura l’olio&lt;br /&gt;mentre da te eliminerò il piombo&lt;br /&gt;senza vergogna della quercia. &lt;br /&gt;Arrossire nei giardini&lt;br /&gt;come quella volta che mi prendesti nell’orto&lt;br /&gt;parlando in dialetto, recitando il sapore dei segni&lt;br /&gt;e il cantico dell’oroscopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima scultura odora di zolfo,&lt;br /&gt;graffito d’un epoca accesa al silenzio. &lt;br /&gt;Il simbolo è metamorfosi graduale, &lt;br /&gt;è rana che gracida nello stagno adiacente. &lt;br /&gt;Il ruvido del lenzuolo contiene l’immenso. &lt;br /&gt;Fatica l’abbraccio, sul ponte dei custodi. &lt;br /&gt;La madre rovescia la polenta&lt;br /&gt;perché lui torna dall’esilio e dalla galera.&lt;br /&gt;Medioevo e rinascimento cuciti assieme.&lt;br /&gt;Il fiore di San Martino tocca il mio braccio.&lt;br /&gt;E’ il primo passo di un arrivederci.&lt;br /&gt;Il fiume cerca il mare&lt;br /&gt;mentre la nostra terra&lt;br /&gt;quello che si è perso.&lt;br /&gt;Città di riviera, città solcate da onde e polene,&lt;br /&gt;il vostro respiro mi rende vergine,&lt;br /&gt;volpe che annusa l’antico e il nuovo &lt;br /&gt;nello stesso tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-3804521776195006599?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/esasperato-sacello.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-4174486872388418334</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T10:30:15.474+01:00</atom:updated><title>EMILY DICKINSON poesie</title><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SydWruFsFeI/AAAAAAAAIXc/6N-RusV6Qt4/s1600-h/congdon09.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SydWruFsFeI/AAAAAAAAIXc/6N-RusV6Qt4/s320/congdon09.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/i&gt;traduzione di &lt;a href="http://www.massimosannelli.splinder.com/"&gt;massimo sannelli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(a lato&amp;nbsp;&lt;i&gt; Ego sum&lt;/i&gt; di William Congdon) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 958&lt;br /&gt;Ci incontrammo Scintille - Divergenti&lt;br /&gt;Selci scagliate in direzioni varie -&lt;br /&gt;Ci separammo e il Cuore della Selce&lt;br /&gt;Sembrò diviso a filo dalla Scure -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Luce che portammo ci sostenne&lt;br /&gt;Prima che Noi soffrissimo la notte -&lt;br /&gt;Forse - la Selce arriva fino ad Oggi -&lt;br /&gt;Per la nostra Scintilla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;598&lt;br /&gt;Tre volte - ci lasciammo - il Fiato - e Io -&lt;br /&gt;Tre volte - Non andò -&lt;br /&gt;Ma volle muovere il ventaglio fragile&lt;br /&gt;Ma le Acque - non vollero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre Volte - mi innalzarono le Onde -&lt;br /&gt;E poi mi presero - come una Palla -&lt;br /&gt;Fecero visi Azzurri alla mia vista -&lt;br /&gt;E spinsero una vela&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che guizzava a distanza - e a Me piaceva -&lt;br /&gt;E pensavo - Morendo -&lt;br /&gt;E' una gioia osservare qualche Cosa&lt;br /&gt;Che Umani aspetti - ha -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Onde ebbero sonno - e il Fiato - no -&lt;br /&gt;I Vènti - come Piccoli - oscillavano -&lt;br /&gt;E poi il Sole baciò la mia Crisalide -&lt;br /&gt;E Io mi alzai - e vissi -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;789&lt;br /&gt;Su un Io Colonna è agio&lt;br /&gt;Superare l'Angoscia -&lt;br /&gt;O il Pericolo - e bello&lt;br /&gt;Sapere certamente&lt;br /&gt;Che la Lama non taglia -&lt;br /&gt;E il Cuneo non divide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Convinzione - Base&lt;br /&gt;Granitica. Se qui&lt;br /&gt;Nessuno ci sta a Fianco -&lt;br /&gt;Ci basteremo - come&lt;br /&gt;Folla - con Rettitudine -&lt;br /&gt;E l'Assemblea - vicina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al più remoto Spirito - che è Dio -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 260&lt;br /&gt;Leggi - Dolce - che altri hanno lottato -&lt;br /&gt;Perché ci rafforziamo -&lt;br /&gt;Leggi cosa - lasciarono&lt;br /&gt;Per non temere più -&lt;br /&gt;E che ebbero fede&lt;br /&gt;E noi - più consolati&lt;br /&gt;Come amati - da un Regno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggi anche - la fede -&lt;br /&gt;Brillata sopra il rogo -&lt;br /&gt;Chiari segni dell'Inno&lt;br /&gt;Che il Fiume non divora -&lt;br /&gt;Grandi nomi di Uomini&lt;br /&gt;E Donne Celestiali -&lt;br /&gt;Vanno dai Fatti ai - Fasti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 1247&lt;br /&gt;Diventare una massa&lt;br /&gt;Come l'ultimo Tuono&lt;br /&gt;Quando viene dal cielo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre ogni Creato&lt;br /&gt;Si nasconde: sarebbe&lt;br /&gt;Questo Poesia - o Amore -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La doppia Essenza è una -&lt;br /&gt;Proviamo Due o Nessuna -&lt;br /&gt;Questa Esperienza uccide -&lt;br /&gt;Chi vede DIO non vive -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 254&lt;br /&gt;«Speranza» è cosa alata –&lt;br /&gt;Che ripara nell’anima –&lt;br /&gt;E canta il canto senza le parole –&lt;br /&gt;E non si ferma – mai –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E più che dolce – nel Vento – si sente –&lt;br /&gt;E la bufera deve essere frusta –&lt;br /&gt;Per impaurire Questa&lt;br /&gt;Che riscaldò la gente –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io l’ho sentita nella terra guasta –&lt;br /&gt;Sul Mare che non c’è –&lt;br /&gt;Neanche nell’Angustia&lt;br /&gt;Chiese un grammo – di Me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 228&lt;br /&gt;Bruciare in Oro - spegnersi  - nel Viola!&lt;br /&gt;Come il Leopardo - al Cielo&lt;br /&gt;Saltare - e poi al piede&lt;br /&gt;Dell'Orizzonte  antico&lt;br /&gt;Appoggiare venato&lt;br /&gt;Il suo volto - morire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curvo sulla finestra&lt;br /&gt;Della cucina - Tocca&lt;br /&gt;Il Tetto - ridipinge&lt;br /&gt;Il Granaio - saluta&lt;br /&gt;Rivolto al Prato - è andato&lt;br /&gt;L'Acrobata del Giorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poesia 1409&lt;br /&gt;Se una bocca mortale&lt;br /&gt;Potesse divinare&lt;br /&gt;Il Carico che giace&lt;br /&gt;Nella sillaba detta&lt;br /&gt;La ucciderebbe il peso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-4174486872388418334?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/emily-dickinson-poesie.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SydWruFsFeI/AAAAAAAAIXc/6N-RusV6Qt4/s72-c/congdon09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-8675281586400200354</guid><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-14T16:12:49.806+01:00</atom:updated><title>Su Io, Lei e la Romagna di Guido Passini</title><description>&lt;p&gt;lettera all’Autore di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/il-pane-di-montefusco-di-vincenzo.html"&gt;Vincenzo D’Alessio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/coversiacosa/ioleiromagna.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.faraeditore.it/coversiacosa/ioleiromagna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Caro Guido, mi fa piacere risentirti cantare in questa &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ioleiromagna.html"&gt;nuova raccolta&lt;/a&gt;, nonostante tu stia “senza fiato” a risalire le mura di un castello addormentato nei sogni. Mi raccolgo a scriverti una lettera – meglio di una email o di un sms – per dirti che ho cercato di seguirti in questa nuova fase scrittoria. Credimi non è stato semplice. Quella che potrebbe sembrare leggerezza d’Amore è invece inno di lode per una mèta raggiunta. Una mèta raggiunta per tante perse. Non voglio rammaricarti.  Mi sono chiesto, e la scomparsa prematura di mio figlio mi ha fornito la risposta, come fanno gli uomini colpiti da malattie gravi a sorridere fino alla fine? Ebbene la risposta è, allo stesso modo, anche nei tuoi versi: “Riempi il petto, / come una farfalla spiega le ali. / Non ti arrendere, / inizia a volare.” (pag. 51)&lt;br /&gt;Le tre parti della tua raccolta contano ventidue poesie ognuna.&lt;br /&gt;Giovane amico, sei un esempio di vita per molti. Hai  coraggio – altri la definiscono incoscienza dei giovani – per mostrare qual è la via da seguire in questo esistere. Un novello Ulisse che perde i suoi compagni lungo il viaggio: “Ti ritroverai ancora a tu per tu / con l’ignoto, / navigherai nei dubbi / con una piccola zattera di sale.” (pag. 51)&lt;br /&gt;Quella zattera che si scioglierà nel mare Umanità dove ogni essere vivente rinnova l’atto di nascita attraverso l’acqua. Capisco bene cosa significhi vivere ogni istante (perché il giorno è un infinito di istanti quando si soffre) con una spada nei polmoni o sul cuore. Cosa rappresenti la cadenza della flebo paragonata alla pioggia: “Resisti e ritorni a contare: / goccia, goccia, goccia, / fino a quando le confondi con le tue  lacrime.” (pag. 34)&lt;br /&gt;L’umanità di oggi non si accorge della vita che si muove negli ospedali. Di quell’annullamento del tempo quotidiano. Le ore sembrano giorni e i giorni secoli di Storia dimenticati dagli uomini. Proprio come le formiche affaccendate a portare nel buco terreno i resti della vita che cede. Proprio così: gli uomini corrono infreddoliti a prendere la metropolitana, l’aereo, i bus, i tram, le auto e le biciclette. Tutti respirano affannosamente gli interessi della vita. La vita però si ferma quando si varcano le porte dell’ospedale, dell’azienda medica. Chi sente la Poesia di questi esseri viventi? C’è addirittura lo sdoppiamento dell’Io per non soffrire: “Hai pianto sconsolato (io solo so quanto).” (pag. 52)&lt;br /&gt;C’è chi come Guido, e gli amici del suo primo libro &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/neumi/senzafiato.html"&gt;Senza Fiato&lt;/a&gt;, possono trovare una consolazione nella Poesia: “È un vigoroso cordone ombelicale / quello che mi lega stretto alla poesia, / alimentata dall’anima di questo / treno a vapore in corsa per la vita.” (pag. 29)&lt;br /&gt;Credo sia catartico esprimere il proprio dolore. Ma è una pausa breve! Può molto l’Amore, invece.&lt;br /&gt;Sai Guido, vorrei farti sorridere, ho sempre pensato alla Romagna come ad un luogo delle favole, una fonte di eterna serenità, fatta di grappoli d’uva matura e di terra colma di fragranze. La immaginavo così quando imparavo a memoria, alle elementari, la bella poesia omonima di Giovanni PASCOLI: “(…) / sempre mi torna al cuore il mio paese / cui regnarono Guidi e Malatesta, / cui tenne pure il Passator cortese, / re della strada, re della foresta.”&lt;br /&gt;Oggi scopro, tramite te, che è terra d’Amore sincero per la Vita. Vedi che scrivo sempre con la maiuscola le cose vere dell’esistenza per distinguerle dalla normalità selvaggia che attanaglia i nostri giorni. Sono i versi semplici di un adolescente, i tuoi, rivolti alla tua metà. Sanno di stupore e scoperta per quella energia che muove tutto il mondo vivente. Versi semplici e puri, anche quando descrivono la passione per il corpo della propria donna: “(…) / sono le tue carezze che rilassano / la mente quando il silenzio è d’obbligo.” (pag. 115)&lt;br /&gt;Ancora a pag. 90: “Ah, l’amore che sognavo era bello, / non aveva viso, non aveva un corpo, / ma era solo l’anima che cercavo.” &lt;br /&gt;Nei tuoi versi la figura retorica ricorrente è l’anafora che racchiude la tua pervicace essenza di uomo che non molla, che insiste, che tempra la sua penna per una nuova guerra contro quella che continui a definire “bastarda”. A questa dura necessità di confronto bene ha risposto l’introduzione di Marco VIROLI: “Mi è capitato di chiedermi cosa sarebbe stato della poesia di Guido se si fosse trovato libero dalla bestia che gli toglie il fiato e permea ogni istante della sua esistenza.” (pag. 13)&lt;br /&gt;Una richiesta legittima. Un porsi criticamente di fronte ai testi e al valore che essi lasciano nella memoria collettiva: è uno dei motivi ispiratori della nostra poesia. Non l’unico! Caro Guido chiudo questa mia riflessione, sotto forma di lettera aperta, sulla tua ultima fatica con il desiderio di continuarti a leggere. Vivi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dicembre 2009&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-8675281586400200354?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-io-lei-e-la-romagna-di-guido-passini_14.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-2816188283567755363</guid><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-14T12:34:37.277+01:00</atom:updated><title>Nuova Poesia a Sud di Roma  19 dic</title><description>&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;letture di&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Maria Pina Ciancio, Domenico Cipriano, Stelvio Di Spigno &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Interviene Luca Morricone&lt;br /&gt;per la rivista LINFERA &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;coordina&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Luca Benassi &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div align="CENTER"&gt; &lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;b&gt;Sabato 19 dicembre 2009 – ore 18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palazzo delle Regioni&lt;br /&gt;Via Aldrovandi, 16 - Roma &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/maria-pina-ciancio-vince-2-premio.html"&gt;Maria Pina Ciancio&lt;/a&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;ha pubblicato&lt;i&gt; Testualità e interpretazione ne "Il nome della rosa" &lt;/i&gt;(1992), &lt;i&gt;La danza nel silenzio&lt;/i&gt; (Ed. Ermes, 1996)&lt;i&gt;, Legionari di frontiera&lt;/i&gt; (Premio Nazionale Histonium, 2002), &lt;i&gt;La mongolfiera azzurra &lt;/i&gt;(I fiori di Campo, 2002), &lt;i&gt;Itinerari&lt;/i&gt; (Premio CARM - Centro Arti e Ricerche Meridionali, 2002), &lt;i&gt;Donne e Duetto&lt;/i&gt; due libretti d'artista a tiratura limitata con la collaborazione di Cosimo Budetta (Ed. Ogopogo, 2002), &lt;i&gt;La Madonna del Pollino - Festa e devozione popolare&lt;/i&gt; (Il Coscile, 2004), &lt;i&gt;Il gatto e la falena,&lt;/i&gt; Primo Premio "Parola di donna" (2007), &lt;i&gt;La ragazza con la valigia,&lt;/i&gt; Ed. LietoColle 2008 (Premio “Prata Poesia” 2008), &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html"&gt;&lt;i&gt;Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, Ed Fara 2009. È presente in diverse antologie. Suoi scritti e interventi critici sono pubblicati su riviste e quotidiani regionali e nazionali. E’ presidente&lt;i&gt; dell'Associazione Culturale LucaniArt&lt;/i&gt; e in internet cura un blog sul romanzo e la poesia in Basilicata &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://lucaniart.wordpress.com/"&gt;http://lucaniart.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/12/nei-versi-di-cipriano-lanima-della.html"&gt;&lt;b&gt;Domenico Cipriano&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; è nato nel 1970 a Guardia Lombardi (Av) e vive in Irpinia. Ha pubblicato la raccolta &lt;i&gt;Il continente perso&lt;/i&gt; (premio Camaiore “Proposta” 2000”). Interessato al connubio Jazz e Poesia ha dato vita al progetto “JP band” da cui il CD &lt;i&gt;Le note richiamano versi&lt;/i&gt; (2004). Suoi versi e contributi critici sono apparsi su antologie e riviste, fra le quali: &lt;i&gt;Poesia&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;La Mosca di Milano&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Specchio della Stampa&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Gradiva&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Polimnia&lt;/i&gt;. È redattore della rivista &lt;i&gt;Sinestesie&lt;/i&gt;. Una intensa sezione poematica sul sisma del 1980 dal titolo &lt;i&gt;Novembre&lt;/i&gt; (finalista al premio L. Montano 2008) è stata edita sulla rivista statunitense «&lt;i&gt;Italian Poetry Review&lt;/i&gt;» nel dicembre 2008. &lt;b&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.domenicocipriano.it/"&gt;http://www.domenicocipriano.it&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;b&gt;Stelvio Di Spigno&lt;/b&gt; è nato a Napoli nel 1975. È laureato e addottorato in Letteratura Italiana presso l’Università “l’Orientale” di Napoli. Ha pubblicato la silloge&lt;i&gt; Il mattino della scelta&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano&lt;/i&gt; a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos, Milano 2001), i volumi di versi &lt;i&gt;Mattinale&lt;/i&gt; (Sometti, Mantova 2002, Premio Andes; 2ed. accresciuta Caramanica, Marina di Minturno 2006), &lt;i&gt;Formazione del bianco&lt;/i&gt; (Manni, Lecce 2007) e la monografia Le &lt;i&gt;“Memorie della mia vita” di Giacomo Leopardi – Analisi psicologica cognitivo-comportamentale&lt;/i&gt; (L’Orientale Editrice, Napoli 2007). Vive a Gaeta.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-2816188283567755363?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/nuova-poesia-sud-di-roma-19-dic.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-8819035011356800497</guid><pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-14T11:55:47.188+01:00</atom:updated><title>Premio "Daniela Cairoli” 6-2-10</title><description>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 13.5pt;"&gt;Concorso Nazionale di Poesia "Daniela Cairoli" settima edizione&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;Scadenza iscrizione: 6 febbraio 2010&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="margin-top: 0cm;" type="disc"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin-top: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Organizzazione:      Associazione Culturale “Helianto”, Associazione “Per Un Mercoledì Diverso”&lt;/span&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Indirizzo: spedire in busta      chiusa le opere a “Associazione Per Un Mercoledì Diverso”, Via Piave 23 ;      22070, Rovello Porro (CO)&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Email: &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:info@helianto.it"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;info@helianto.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Telefono: 339/5958953.&lt;/span&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Sito internet: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.helianto.it/"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;www.helianto.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt; (dove è possibile scaricare      il bando integrale)&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Sezioni: poesia a tema      libero.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Opere ammesse: sono ammesse      poesie in italiano o in vernacolo.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;N° Copie da spedire: 5 copie      anonime e dattiloscritte per ciascuna poesia inviata.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Quota di adesione: euro 5 a      poesia, è possibile spedire fino a un massimo di 3 poesie. La quota è da      versare su c/c postale 59238485, intestato all'Associazione "Per Un      Mercoledì Diverso ", Causale del versamento: "Concorso di Poesia      Daniela Cairoli". &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Copia del giustificativo      attestante l'avvenuto versamento della quota, Scheda di adesione al      concorso (in alternativa, un documento con i dati dell'autore), vanno      spediti unitamente agli elaborati&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Premi: primo classificato:      euro 500; secondo classificato: euro 300; terzo classificato: euro 200&lt;/span&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Premiazione: sabato 20 marzo      2010 presso il Teatro San Giuseppe di Rovello Porro &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Notizie sul risultati: ai      vincitori e ai menzionati sarà data tempestiva comunicazione tramite      telefono o mail. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Giuria: Anila Resuli      (Presidente); Claudio Pagelli; Giovanna Sommariva.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Patrocinio: Comune di Rovello      Porro, Consiglio della Regione Lombardia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Sponsors: Albergo Munscì di      Rovello Porro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="margin-bottom: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 10pt;"&gt;Note:      i fondi raccolti saranno devoluti in beneficenza.&lt;/span&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-8819035011356800497?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/premio-daniela-cairoli-6-2-10.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-7145801349734721841</guid><pubDate>Sun, 13 Dec 2009 08:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-13T09:29:19.393+01:00</atom:updated><title>Il corpo delle donne a Bologna</title><description>&lt;p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SySlZydIzMI/AAAAAAAAIXE/rb6VtN81WCY/s1600-h/image004.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SySlZydIzMI/AAAAAAAAIXE/rb6VtN81WCY/s320/image004.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vi aspetto per una serata insieme (poesia, letture, dolci delizie)&lt;br /&gt;Loredana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ArciBrecht&amp;nbsp; Via Bentini 20&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; tel. 051 705314&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;a href="http://arcibrecht.bo.arci.it/"&gt;http://arcibrecht.bo.arci.it&lt;/a&gt; – &lt;a href="mailto:brecht@arcibologna.it"&gt;brecht@arcibologna.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVEDI 17 dicembre 2009&lt;br /&gt;ore 21.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione del libro a cura di&lt;br /&gt;Loredana Magazzeni e Vannia Virgili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di testi&lt;br /&gt;Leila Falà e Serenella Gatti Linares&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A conclusione della serata l’ArciBrecht vi invita a restare per un brindisi accompagnato da dolci delizie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-7145801349734721841?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/il-corpo-delle-donne-bologna.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SySlZydIzMI/AAAAAAAAIXE/rb6VtN81WCY/s72-c/image004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-8504968733124443140</guid><pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-09T16:10:39.865+01:00</atom:updated><title>Su Il verso del moto di Narda Fattori</title><description>&lt;p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SwKkwf7JlQI/AAAAAAAAIJY/pOzownAhT4c/s1600/verso.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SwKkwf7JlQI/AAAAAAAAIJY/pOzownAhT4c/s320/verso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.mobydickeditore.it/"&gt;MOBYDICK EDIZIONI&lt;/a&gt; 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;recensione di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/il-pane-di-montefusco-di-vincenzo.html"&gt;Vincenzo D'Alessio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo volume contiene settanta poesie di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/su-il-verso-del-moto-di-narda-fattori.html"&gt;Narda Fattori&lt;/a&gt;. Settanta note scritte sopra un pentagramma che bene potrebbero rappresentare la timbrica strumentale “allegro-adagio-allegro” che si rivela nelle quattro stagioni di Vivaldi. Si apre con l’armonia schietta della Primavera. Raggiunge il fuoco dolce dell’Estate. Si disperde nelle cadute dell’Autunno. Si rasserena (come voleva Seneca) nell’infinità dell’Inverno. Stupendamente serena. Senza ipocrisie. Viva per vivere in mezzo all’energia  Naturale che ci completa.&lt;br /&gt;Questa è  opera matura, completa, svolta secondo i canoni della poesia del Novecento, richiamata nelle epitome dei versi di Sereni, Ritsos, Fortini e Carifi, poste all’inizio dei quattro moti del verso. Una esegesi non facile di fronte ad una poetessa che invoca, di continuo in questa raccolta, la Parola come strumento di riscatto ad una intera esistenza. Le strofe formano ora un corpo unico, ora si armonizzano in codici semantici di assonanze e allitterazioni. La chiave di violino, per leggerne l’armonia, è nella prefazione della Tamburini: “(…) L’autrice non li definisce quartetti, e infatti le parti non hanno la struttura poematica del modello eliotiano, ma una loro circolarità musicale è riconoscibile nel moto a spirale che dall’io poetico delineato nel primo movimento, carta d’identità con foto e storia personale, al plurale del secondo tra gli elementi e la parola, all’intersezione dei diversi piani del terzo, vòlto a sintetizzare i precedenti movimenti, muove nel quarto al ritorno al sé proiettato, tuttavia, nella sua dimensione ultima con l’acquisto di una cifra simbolica che eleva liricamente in crescendo tutta la raccolta.” (pag. 9)&lt;br /&gt;Vorrei dire che questa raccolta è il testamento poetico della Fattori; mi guardo bene dal farlo; perché spero che la rossa vena poetica  comunichi ancora il suo canto. Ho rispetto sincero per questa poetessa che scrive: “Non è mai morta la bambina che fui / si stringe a me con i suoi sogni / sbrindellati / e quanto dolore quanta rabbia / quanto disperato amore…” (pag. 31).  Come non sentire il lievito della crescita poetica in questa strofa? Come non consegnare al presente/futuro questi frammenti di eternità? Sono queste poesie la richiesta vera della Poesia, come la Nostra scrive:”(…) il brivido lungo della vita/ e resistere resistere insistere / perché le noti del canto / si sollevino oltre la polvere / verso quel ponte che mi attraversa / e mi affratella.”(pag.22). La poesia che ci divora è fuoco comune, luogo di ritrovo per quelle anime sincere che nutrono l’amore per l’Umanità.  In questi tempi di continue guerre, lacerazioni sociali, fame e miseria, almeno un pane che sfami la mente e nutra i germogli del nuovo millennio.&lt;br /&gt;Ci vorrebbero molte pagine per descrive l’arco temporale delle settanta poesie messe in armonica sequenza. Ma rischieremo di non essere brevi e questo è un peccato di vanità che non si addice ai poeti. Quindi lascio alla passione del lettore, che come me divora libri per la gioia di leggerli vivendo, il seguito del moto poetico che la Nostra ha voluto trasfondere nelle parti centrali. Mi avvio ad una semplice considerazione finale. La poesia eponima, a pag. 88, della raccolta scandisce un movimento che ricorda il &lt;i&gt;Non chiederci la parola&lt;/i&gt; del nobel Montale. Dove “le storte sillabe e secche come un ramo” sono rastremate in una ironia dolce e sagace che fa dire alla poetessa : la morte “proverà  il rispetto che mi deve”. Vorrei che avesse ragione. Desidero che senza “amarezza” il silenzio dell’eternità prenda il posto della viva voce che ora canta, continuandola!  Un desiderio legittimo. La fiaccola della Speranza.&lt;br /&gt;Tutta l’aria di questa raccolta, ben sistemata sul pentagramma della memoria, dà al lettore quella formula nuova, creativa, non ripetitiva  che la vera Poesia sa inoculare, dagli occhi all’anima, seguendo la strada del cuore. Lo dice con emblematici versi la Fattori: “Io scrivo e altro non so dire. /  E non so a chi chiedere perdono.” (pag. 62)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dicembre, 2009 &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-8504968733124443140?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-il-verso-del-moto-di-narda-fattori.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SwKkwf7JlQI/AAAAAAAAIJY/pOzownAhT4c/s72-c/verso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-7157304582000842389</guid><pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-07T11:36:37.585+01:00</atom:updated><title>Il pane di Montefusco (di Vincenzo D'Alessio)</title><description>&lt;p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxzZa-8akvI/AAAAAAAAIVk/_soqHKRXUXg/s1600-h/100_0446.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxzZa-8akvI/AAAAAAAAIVk/_soqHKRXUXg/s320/100_0446.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Ti elogio pane di Montefusco&lt;br /&gt;impasto di grano solare&lt;br /&gt;e acqua leggera di fonte&lt;br /&gt;lievitato di notte pronto&lt;br /&gt;all'alba per salire nel forno&lt;br /&gt;Diffondi la tua fragranza leggera&lt;br /&gt;per le strade antiche del borgo&lt;br /&gt;&amp;nbsp;ti posi sul sonno profondo&lt;br /&gt;dei tetti nelle ore del campanile&lt;br /&gt;Ti saluto crosta dorata&lt;br /&gt;dal morbido cuore di mollica&lt;br /&gt;profumo delicato di vita&lt;br /&gt;portatore di continuità. &amp;nbsp;&amp;nbsp;(2006)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri,Verdana,Helvetica,Arial;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La poesia è nel volume &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/pubblica07.html"&gt;Pubblica con noi 2007&lt;/a&gt; (la foto ritrae l'ultimo panettiere che lavora il pane con le proprie mani e lo cuoce al forno, acceso con la legna dei campi - merita rispetto - gli abbiamo consegnato un riconoscimento come G.C.F. Guarini assieme ai ragazzi della 3C di Montoro Inferiore in visita al carcere borbonico di Montefusco dove fu rin chiuso "Michele Pironti" eponimo della scuola). &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/pubblica07.html#vincenzo"&gt;Vincenzo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-7157304582000842389?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/il-pane-di-montefusco-di-vincenzo.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxzZa-8akvI/AAAAAAAAIVk/_soqHKRXUXg/s72-c/100_0446.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-5555208327336817117</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 15:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T16:15:38.662+01:00</atom:updated><title>PREMIO «POESIE PER SANTO STEFANO» 15-3-2010</title><description>&lt;div class="line" style="margin-bottom: 12pt;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;La basilica di Santo Stefano, conosciuta dai bolognesi come “le Sette Chiese”, è un complesso monumentale di edifici ricordato fin dall'anno 887 col nome di "Santa Gerusalemme". Un racconto della fine del XII secolo ne attribuisce la fondazione al vescovo bolognese Petronio (431/32-450), che avrebbe riprodotto e dedicato al Protomartire cristiano, Stefano, i luoghi della Passione di Cristo, visitati in un suo viaggio in Terrasanta. Qui il presule è tuttora sepolto. Oggi questo fondamentale monumento religioso, culturale e architettonico necessita di urgenti restauri, per i quali non sono disponibili adeguati finanziamenti pubblici. &lt;b&gt;Il Centro di Poesia Contemporanea risponde all’appello di raccolta fondi per il restauro con il presente concorso di poesia, il cui ricavato sarà interamente devoluto al restauro della basilica. Per questo motivo la partecipazione al concorso è soggetta al versamento di una quota di iscrizione e non sono previsti premi in denaro.&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;1. Il Centro di poesia contemporanea dell’Università degli Studi di Bologna bandisce un premio nazionale intitolato «Poesie per Santo Stefano»&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;2. La partecipazione è aperta a tutti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 18pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 9.6pt 35.7pt; text-indent: -17.85pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 13pt;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Dovranno pervenire, entro e non oltre la data di scadenza: &lt;b&gt;15 marzo 2010&lt;/b&gt;, 5 copie di una silloge di 3 poesie inedite in cui deve comparire uno pseudonimo in ogni pagina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 9.6pt 35.7pt; text-indent: -17.85pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 13pt;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Allegare un foglio contenente i dati dell’autore corrispondenti allo pseudonimo, un breve curriculum e l’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;autorizzazione al trattamento dei dati anagrafici e biografici ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs n. 196 del 30 giugno 2003.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 13pt;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Allegare copia del bollettino postale attestante l’avvenuto pagamento della quota di iscrizione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 9.6pt 35.7pt; text-indent: -17.85pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 13pt;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Verranno selezionati 3 vincitori. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Symbol; font-size: 13pt;"&gt;·&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Il premio consisterà: &lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 72pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings; font-size: 13pt;"&gt;§&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;nella pubblica lettura dei componimenti in un evento che si terrà in basilica, del quale verrà data notizia sui principali mezzi di informazione,&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 72pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings; font-size: 13pt;"&gt;§&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;nell’esposizione dei componimenti in basilica o in un luogo di analoga importanza artistica e culturale della città, accessibile ai visitatori,&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 72pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings; font-size: 13pt;"&gt;§&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;nella pubblicazione dei componimenti in una antologia commemorativa.&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 72pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Wingdings; font-size: 13pt;"&gt;§&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size-adjust: none; font-size: 7pt; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;PREMIO SPECIALE: Gran Premio Santo Stefano&lt;b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 4pt 18pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 4pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;3. La Giuria del premio è composta dai membri del Direttivo del Centro di Poesia. &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 4pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Coordinatore del Premio: Davide Rondoni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;4. E’ possibile spedire il materiale tramite posta ordinaria presso: &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Centro di Poesia Contemporanea&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;c.a. Premio «Poesie per Santo Stefano»&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;via delle Belle Arti, 42&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;40126 Bologna&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;oppure tramite email con oggetto “Poesie per Santo Stefano” presso &lt;u&gt;&lt;a href="mailto:unibo.poesia@unibo.it"&gt;unibo.poesia@unibo.it&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30 tel. 051.2094645&amp;nbsp;- 051220666 o scrivere all’email &lt;u&gt;&lt;a href="mailto:unibo.poesia@unibo.it"&gt;unibo.poesia@unibo.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;5. La partecipazione al premio è soggetta al pagamento di una quota di iscrizione di € 15,00 da versare tramite bollettino postale con causale “Poesie per Santo Stefano” sul conto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Centro Poesia Contemporanea&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;CARISBO filiale DUE TORRI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Piazza di porta Ravegnana 2/B&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;IBAN IT 96 D063 8502 5040 7400 0042 19H &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Garamond; font-size: 13pt;"&gt;Bologna, dicembre 2009&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-5555208327336817117?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/premio-poesie-per-santo-stefano-15-3.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-6902839832531338695</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T15:56:49.511+01:00</atom:updated><title>Premio “I Versi di Dio” 30-01-2010</title><description>Il Clan Verdurin, Associazione Culturale di S. Pietro di Feletto (TV) con la collaborazione delComune di Conegliano V°, indice la quarta edizione del Premio di Poesia Religiosa “I Versi di Dio”, la terza edizione del Premio di Poesia , a tema libero, dedicato a “Mario Luzi” e la seconda edizione del Concorso Nazionale di Poesia “San Pietro di Feletto” a tema libero, riservato ai giovani autori (studenti in particolare), dai 14 ai 20 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bando e regolamento: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sezione A - 4^ Concorso Nazionale di Poesia Religiosa “I Versi di Dio”&lt;br /&gt;Sezione B - 3^ Concorso Nazionale di Poesia “ Mario Luzi”a tema libero&lt;br /&gt;Sezione C - 2^ Concorso Nazionale di Poesia “San Pietro di Feletto” per giovani autori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 1&lt;br /&gt;Ogni autore può partecipare al primo (A) o al secondo (B) concorso oppure ad entrambi con una o al massimo tre composizioni, precisando la sezione a cui si riferiscono i testi inviati.&lt;br /&gt;Art. 2&lt;br /&gt;Le composizioni, edite o inedite, dovranno essere in lingua italiana o dialetto battute a macchina o computer su fogli A4. Le composizioni in dialetto dovranno essere accompagnate dalla traduzione italiana.&lt;br /&gt;Art. 3&lt;br /&gt;Ogni concorrente dovrà far pervenire entro il 30 gennaio 2010 (farà fede il timbro postale) la  o le composizioni, ciascuna in undici copie anonime, con l’indicazione della sezione del o dei concorsi ai quali intende partecipare, contrassegnate in calce da un motto, al seguente indirizzo: Clan Verdurin, Segreteria Concorsi – Via Pianale, 61 – 31020 San Pietro di Feletto – Treviso. Non è prevista alcuna tassa di partecipazione.&lt;br /&gt;La busta dovrà contenere, oltre alla/alle composizioni, una seconda busta  sigillata e anonima nella quale sarà inserito un foglio con il motto, il titolo della o delle composizioni, le sezioni dei concorsi, i dati personali, l’’indirizzo, il numero di telefono e l’eventuale mail, una breve nota biografia e la dichiarazione debitamente firmata, qui sotto riportata come esempio.&lt;br /&gt;Art. 4&lt;br /&gt;Al secondo Concorso Nazionale di Poesia “San Pietro di Feletto”, riservato ai giovani autori, possono partecipare individualmente o in gruppo i concorrenti che non abbiano superato la fascia di età compresa tra i 14 e i 20 anni, seguendo le stesse norme previste per le Sezioni A e B. I concorrenti frequentanti Istituti di Istruzione pubblici e privati, dovranno indicare,anche il nome, il grado e la sede della scuola di appartenenza.. &lt;br /&gt;Art. 5&lt;br /&gt;Le composizioni inviate non saranno restituite. Le poesie premiate o selezionate potranno essere inserite in un’ eventuale antologia pubblicata a cura del Clan Verdurin oppure utilizzate per letture o manifestazioni culturali coerenti con lo spirito dell’ iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giuria &lt;br /&gt;dei concorsi è composta da Toni Toniato (presidente), Mons.  Pietro Coda (teologo), Massimo Donà (filosofo), Mons. Giampiero Moret  (direttore  de L’ azione),  Paolo Ruffilli  (poeta),  Avv. Vittorino Pavan (Presidente dell’Associazione Jaques Maritain), Marco Roncalli (Storico),  Michele Zaggia (filosofo), Lorenzo Morao (storico), Vincenzo Vitiello  (filosofo, critico).&lt;br /&gt;Segretario: Dott. Franco Ragonese.&lt;br /&gt;Alla giuria spetta, con giudizio insindacabile. l’assegnazione dei premi e di eventuali riconoscimenti per gli autori delle opere  più meritevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premi e premiazione&lt;br /&gt;Per ciascun concorso verrà assegnato un primo premio consistente per le due distinte sezioni in un’ opera d’ arte all’ uopo  realizzata da un noto artista, mentre per la sezione dedicata ai giovani sarà assegnata una borsa di studio.&lt;br /&gt;La cerimonia pubblica di premiazione si terrà ia Conegliano in data e luogo da destinarsi e comunque entro il mese di maggio 2010. La sede e la data della cerimonia di premiazione saranno tempestivamente comunicate a tutti i premiati e ai segnalati nei tre concorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esempio di dichiarazione da firmare.&lt;br /&gt;Il/la sottoscritto/a……………………. autorizza al trattamento dei propri dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (L.n.675/1998.D.Lgs. N. 198/2003)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Informazioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clan  Verdurin – Via Pianale, 61 – 31020 San Pietro di Feletto – Treviso -  tel. e fax  0438/784090&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-6902839832531338695?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/premio-i-versi-di-dio-30-01-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-3328802027918082599</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 12:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T13:02:45.299+01:00</atom:updated><title>Intervista a Paolo Saggese (Antonietta Gnerre)</title><description>&lt;style&gt;&lt;!-- /* Style Definitions */p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-font-family:"Times New Roman";}@page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;}div.Section1 {page:Section1;}--&gt;&lt;/style&gt;   &lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;“Fare del Mediterraneo un luogo di incontro e di dialogo, di amicizia e collaborazione come Rete della Cultura”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/Sxj6QwXai5I/AAAAAAAAIUk/CJNHnRXgS6Q/s1600-h/saggese.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/Sxj6QwXai5I/AAAAAAAAIUk/CJNHnRXgS6Q/s320/saggese.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 20pt;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;Mi vado sempre più convincendo che esista un sottofondo letterario, comune in molti luoghi del Sud e del Mediterraneo, almeno per ciò che concerne la percezione di&amp;nbsp; alcuni temi che riguardano la poesia. Un Mediterraneo, che &lt;i&gt;Fernand Braudel&amp;nbsp; &lt;/i&gt;ha voluto rappresentare come “ un mosaico di tanti colori”, come una miriade di città che si tengono per mano. Ne parliamo con &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/05/poeti-del-sud-3-un-libro-sullo-stato.html"&gt;Paolo Saggese&lt;/a&gt;, docente, animatore e fondatore insieme a&amp;nbsp; Giuseppe iuliano, del “Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud” di Nusco (AV), e direttore artistico, insieme a Giuseppe Iuliano , del “ Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo”. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Professor Saggese,&amp;nbsp; perché è nato il Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, che ho fondato con il poeta Giuseppe Iuliano nel 2004, a Nusco, grazie al sostegno degli Amministratori comunali della cittadina altirpina, è nato per salvaguardare la memoria poetica della poesia del Sud, del Sud d’Italia e del mondo. Infatti, a seguito di una scrupolosa analisi delle antologie e delle storie letterarie, avevamo colto un aspetto evidente e che tuttavia sfuggiva a molti, ovvero l’esclusione sistematica della poesia del Sud dalle storie letterarie più accreditate e che sono legate a canoni stereotipati e a nostro avviso non condivisibili. E allora ci siamo detti: occorre un luogo dove conservare queste voci, che altrimenti sono condannate all’oblio, e occorre una équipe di studiosi che analizzi al meglio la poesia del Sud.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Attraverso il “Centro di Documentazione sulla Poesia del sud”, sono nate delle pubblicazioni molto importanti per la storia futura della poesia del Sud? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Certo, la collana “Poeti del Sud”, grazie al sostegno di un editore mecenate come Elio Sellino, e quindi la Mostra e il catalogo “Operai di Sogni. Poeti irpini del Novecento” – grazie al sostegno dell’ Assessore Mainolfi, quindi le raccolte “Quando il terremoto è nell’anima” e “Versi per il Formicoso”. E così si è creato un movimento, in cui Ugo Piscopo, Pasquale Martiniello, Alessandro Di Napoli, Giuseppe Panella, Giuseppe Liuccio, Francesco D’Episcopo, Nicola Prebenna, Franca Molinaro, Salvatore Salvatore, Incoronata Vivolo, Teresa Romei, Antonietta Gnerre, Raffaele Della Fera, Antonella Russoniello, Alfonso Nannariello; Claudia Iandolo, Vincenzo D’Alessio, Emilia Dente, Monia Gaita, sono alcuni dei protagonisti più attivi insieme a me e Giuseppe Iuliano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Dal&amp;nbsp; Festival della Poesia del Sud, al Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, la nascita della rivista “Poesia meridiana”, come contributo alla realizzazione di un Mediterraneo come “ &lt;i&gt;Mare nostrum&lt;/i&gt;”. Ci parli di questa grande realtà culturale? &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sì, prima nella versione “Festival della Poesia del Sud … e per il Sud”, dal 2005 al 2008, quindi “Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo” (le ultime due edizioni), con uno sguardo più ampio rivolto a tutto il Mediterraneo. E quindi la rivista “Poesia meridiana”, edita dall’ottima Delta 3 di Silvio Sallicandro, di cui in questi giorni è stato edito il secondo numero. In tal modo, proponiamo una visione italiana ma anche mediterranea e meridiana della nostra poesia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’ultimo numero della rivista, particolarmente corposa, è così strutturato: dopo gli editoriali di Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano, seguono i saggi sulla poesia del Sud e del Mediterraneo di Giuseppe Liuccio, Francesco D’Episcopo e Alfonso Nannariello, quindi uno speciale dedicato a Ugo Piscopo con saggi di Stefano Lanuzza, Carlo Di Lieto, Giovanni Airola, Angelo Mundula, Franco Trifuoggi, Aurelio Benevento, Mario Gabriele Giordano, Nicola Prebenna, Antonietta Gnerre, giudizi critici di Antonio La Penna, Giorgio Barberi Squarotti e Giovanni Polara, la sezione Mediterraneo e oltre con studi di Dora Garofalo, Paolo Saggese e Nicola Prebenna, la plaquette “Atlante privato” di Sangiuliano con prefazioni di Gennaro Savarese e Mario Lunetta, le poesie dalle Regioni (Campania: Raffaele Della Fera, Alessandro Di Napoli, Stelvio Di Spigno, Antonietta Gnerre, Teresa Romei; dal Lazio: Giuseppe Napolitano e Paolo Battista; dal Molise: Amerigo Iannacone; dalla Toscana: speciale a cura di Giuseppe Panella sulla poesia toscana del Novecento con un saggio dello studioso e con poesie di Rosalba De Filippis, Leandro Piantini, Mario Sodi, Giuseppe Panella e Liliana Ugolini), le recensioni di Alessandro Di Napoli all’antologia di Maffia e Mezzasalma “È morto il Novecento? Rileggiamo il secolo” e agli “Indici” della rivista “Silarus” curata da Antonio Elefante.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ma forse la maggiore acquisizioni di questi anni, un momento culminante del suo lavoro è il recente Primo volume della “Storia della Poesia irpina”. Cosa rappresenta per lei questa pubblicazione?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In effetti, l’ultima fatica è il primo volume della “Storia della Poesia Irpina (dal primo Novecento ad oggi)”, Elio Sellino editore, un’opera in dieci tomi, che ha l’obiettivo di illustrare insieme ad un’antologia tutta la produzione poetica irpina dalle origini ad oggi, e che dovrebbe essere completata entro il 2017.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Occorre chiarire da subito, come del resto ho fatto nelle avvertenze al primo volume, che non si tratta di un’operazione provincialistica – è l’accusa cui il Centro di Documentazione ha dovuto rispondere sin dall’inizio della sua costituzione e che oggi, fortunatamente, sempre pochi sollevano. Inoltre, occorre anche rispondere a qualche critico particolarmente sottile, che potrà obiettare “che molte o alcune delle figure qui ritratte non siano poeti, ma semplici ‘dilettanti della scrittura’, che “la nostra intenzione non era quella di fornire ‘patenti’, ma di ricostruire una ‘carta poetica’ dell’Irpinia”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Poi, tra le tante figure analizzate, alcuni potranno anche guadagnare la ribalta nazionale - cosa che noi speriamo e auspichiamo, ma che non riteniamo l’obiettivo primario del Centro di documentazione, che ha l’obiettivo di archiviare, catalogare, ricostruire, custodire, le forme letterarie e poetiche del Sud d’Italia e del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’opera adesso edita va letta, piuttosto, in un’altra chiave, che è quella di essere un manuale agile, criticamente fondato, costruito con rigore, che possa affiancare i manuali scolastici in uso nelle Scuole Medie di Primo e di Secondo Grado, e accompagnare gli studenti nello studio sinottico della letteratura irpina e nazionale. Ad esempio, gli studenti potrebbero analizzare al contempo la produzione dei lirici nuovi e quella dei lirici irpini, oppure dei futuristi che operano a Milano, Roma, Firenze e Napoli e quelli che operano nella nostra provincia, o ancora Scotellaro e Quasimodo insieme ai poeti meridionalisti della nostra “Terra di mezzo”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E poi, questa storia della poesia rappresenta, a mio avviso, il tentativo di riappropriazione da parte di una provincia del Sud della sua cultura letteraria, troppo spesso letta con atteggiamenti ingiustamente snobistici e ipercritici e non apprezzata nel giusto modo. Ridare dignità a questa produzione significa ridare dignità alla nostra cultura, e significa partire da questa riacquistata dignità per progettare una cultura corale - quella che noi abbiamo indicato come “poesia meridiana” -, una cultura corale che proprio perché corale possa essere di impulso e slancio per altre sfide, per altri obiettivi, per una testimonianza militante, di cui la nostra terra, oggi più che mai, ha bisogno. Forse le Cassandre inascoltate diverranno un giorno oracoli di Delfi, ma sino ad allora molta acqua passerà sotto i ponti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_1259927938834"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/gnerre.html"&gt;Antonietta Gnerre&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-3328802027918082599?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/intervista-paolo-saggese-antonietta.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/Sxj6QwXai5I/AAAAAAAAIUk/CJNHnRXgS6Q/s72-c/saggese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-9054674647588852590</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 09:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T10:35:12.804+01:00</atom:updated><title>Lucio Zinna sulle “Storie minime”</title><description>&lt;div class="note_header"&gt;&lt;div class="note_title_share clearfix"&gt;&lt;div class="note_title"&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="share_and_hide clearfix"&gt;&lt;a class="share share_a" href="http://www.facebook.com/ajax/share_dialog.php?s=4&amp;amp;appid=2347471856&amp;amp;p[]=1321812975&amp;amp;p[]=190415322803" rel="dialog" title="Invia ai tuoi amici o pubblica nel tuo profilo."&gt;http://www.facebook.com/note&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="byline"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/note_redirect.php?note_id=190415322803&amp;amp;h=75546df9fc01c6ab5e36c57a9641999f&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fcianciomariapina.files.wordpress.com%2F2009%2F12%2Farenaria.jpg" target="_blank" title="http://cianciomariapina.files.wordpress.com/2009/12/arenaria.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="ext_img " onload="var img = this; onloadRegister(function() { adjustImage(img); });" src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=245d42f2fb20d70b550039a691095d3f&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fcianciomariapina.files.wordpress.com%2F2009%2F12%2Farenaria.jpg%3Fw%3D197%26h%3D276" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Maria Pina Ciancio, &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ciancio.html"&gt;&lt;em&gt;Storie minime e una poesia per Rocco Scotellaro&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, Rimini, Fara, 2009, pp. 48, € 10,00.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un dato sociologico di fondo attraversa le poesie di questa densa &lt;em&gt;plaquette&lt;/em&gt; di Maria Pina Ciancio: la ripresa dell’emigrazione dai paesi del sud Italia verso quelli del nord peninsulare (in concomitanza dei flussi immigratori che si registrano nel nostro Paese, anche al Sud, e in varie plaghe europee). Storie attuali si correlano ad analoghe storie di ieri. Oggi, le valigie non saranno più di «cartone cotte al sole» e legate con lo spago, come una volta, ma la sostanza non cambia.&lt;br /&gt;L’autrice, nata in Svizzera, di origini lucane e operante a San Severino, in provincia di Potenza, affronta un tema così complesso in maniera eccentrica nei confronti dei tradizionali canoni − realistici e neorealistici − che furono tipici, storicamente, della cosiddetta &lt;em&gt;letteratura dell’emigrazione&lt;/em&gt;. Elementi realistici non mancano, ma circola accanto ad essi un che di trasognato, qua e là anche una fugace aura visionaria. L’asse è spostata dall’oggettivismo (quintessenziale nell’estetica realistica) alla dimensione della soggettività e l’andamento è più impressionistico che descrittivo. L’attenzione è concentrata in prevalenza sugli effetti che le partenze determinano nei luoghi e nelle persone da cui ci si allontana. Le “storie” sono rappresentate non tanto nel loro svolgersi come &lt;em&gt;fatti&lt;/em&gt; quanto piuttosto nel loro impatto emozionale, nelle risonanze interiori, nei fili che si stabiliscono tra quotidianità e memoria. E ieri e oggi si fondono, in un ‘presente’ a valenza psicologica e, per così dire, globalizzato.&lt;br /&gt;“Storie”, dunque, viste &lt;em&gt;da qui&lt;/em&gt;, dall’angolo di visuale di chi, rimanendo, avverte una sempre più delineata e amara percezione dell’assenza, la quale finisce per rivestire di sé uomini e cose e rende mutevole, con le atmosfere, l’aspetto dei paesaggi, perché qualcosa è cambiato dentro, nell’anima. Anche il tempo pare fermarsi: «si arrestano le ore in una smorfia / e il passo della neve si fa lento […] la vita certe volte è ferma / al di là delle finestre chiuse / e il vento lo senti solo dentro / frugare come un clandestino // nelle tasche delle giacche / nei granai, sotto gli archi //dappertutto» (pp. 26-27).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Leit motiv&lt;/em&gt; della silloge diventa allora, a contraltare dell’&lt;em&gt;identità&lt;/em&gt;, lo &lt;em&gt;spaesamento&lt;/em&gt;: che invade chi rimane (in analogia al senso di estraneità di chi ha raggiunto luoghi diversi da quelli familiari) e che rende la vita di chi resta «una guerra senza guerra» (p. 34). Eccone alcuni &lt;em&gt;exempla&lt;/em&gt;: «Al taglio della luce lo &lt;em&gt;spaesamento&lt;/em&gt; / ci prende, nella gola e negli occhi. / Le mani strette l’una all’altra, / come quando i padri o i figli all’improvviso se ne vanno» (p. 30); «Una lotta su due fronti è la nostra / con il quotidiano e con la storia / uno spaesamento/ senza tempo // del cuore e delle mani// vuoto cadenzato di fiato e corpo» (p. 32).&lt;br /&gt;E a mano a mano che si allarga il raggio d’azione, tutto va assumendo dimensione metaforica di una condizione più vasta, al di là del fenomenico e del contingente. La ricerca, vale a dire, di possibili consistenze, nella morsura avvertita dall’essere umano, quando gli occorra di percepirsi (e nessuno può dire di esserne rimasto completamente immune) &lt;em&gt;déraciné&lt;/em&gt; nel proprio iter esistenziale, nell’avventura stessa dell’uomo nel mondo.&lt;br /&gt;Di tale dimensione possono essere indicatori, fra l’altro, i versi di Rocco Scotellaro che la Ciancio pone in esergo al toccante testo conclusivo della raccolta, dedicato al poeta lucano morto trentenne, che fu commosso e vibrante cantore del mondo di umili verghiani e di &lt;em&gt;spaesati&lt;/em&gt; nella loro terra e fuori di essa: «Io sono un filo d’erba / Un filo d’erba che trema / E la mia patria è dove l’erba trema», scrisse il poeta di Tricarico.&lt;br /&gt;«Versi imperfetti» chiama la poetessa i suoi, di questa raccolta, dei quali vanno apprezzati invece il tono pacato e incisivo e l’essenzialità. Sono “imperfetti” tanto quanto sono “minime” − vale a dire solo in apparenza − le “storie” alle quali si accenna nel titolo. Un’imperfezione simbolica, come se i versi ambissero a farsi carico, esteticamente, delle incongruenze di un mondo che non riesce a camminare in maniera più lineare e più giusta.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Lucio Zinna, agosto 2009&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Articolo apparso su ARENARIA – Ragguagli di letteratura moderna e contemporanea 3 - novembre 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-9054674647588852590?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/lucio-zinna-sulle-storie-minime.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-3660931806947208433</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 13:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-02T14:50:07.159+01:00</atom:updated><title>Adernò vince Ossi di Seppia</title><description>&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;PREMIO OSSI DI SEPPIA 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;Arma di Taggia, 6 dicembre 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;Diritto a pubblicazione antologica gratuita, come previsto da Bando di Concorso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;4° classificato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;b&gt;MASSIMILIANO LANCEROTTO (Udine: 1969)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;Con Massimiliano Lancerotto siamo di fronte a un poeta animato da un profondo, sincero e per questo affratellante risentimento morale. L’ironia che detta il tono così riconoscibilmente agro-dolce delle poesie di Lancerotto è il “motore immobile” di un confronto con una realtà sempre di nuovo da accettare, da riconquistare. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;3° classificato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;b&gt;LORENZO DI STEFANO (Termoli – Campobasso: 1989)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;Lorenzo Di Stefano scommette su una poesia scarna, affilata, giocata tutta sul versante “essenzialista” della parola. I suoi sono versi brevi, che non concedono nulla all’effusività del discorso, concentrati come sono sulla forza evocativa della parola in sé, sul suo valore fondativo. Memore del lascito post-ermetico, Di Stefano si muove con abilità in uno spazio sospeso fra storia e (auto)biografia, dando prova di acutezza di sguardo e sentimento. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;2° classificato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;b&gt;MAURIZIO BENEDETTI (Berna – Svizzera: 1968)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;La levità e la leggerezza dei versi di Maurizio Benedetti riescono spesso nel piccolo incanto di trasportare il lettore in un mondo &lt;i&gt;altro&lt;/i&gt;, surreale quanto può esserlo la realtà di tutti noi quand’è sollevata di un semitono… Convincente sul piano della tenuta stilistica e della pregnanza metaforica, godibile sotto il profilo dell’immediatezza comunicativa, la poesia di Benedetti torna a ricordarci di come al gesto del fare-poesia possa, o forse, anzi, debba accompagnarsi l’allegria della mente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;1° classificato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;&lt;b&gt;SEBASTIANO ADERNO’ (Avola – Siracusa: 1978)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style;"&gt;Un singolare, tutt’altro che banale intreccio fra “astrattive” geometrie della mente, precisione nominalistica e religione degli affetti genera il fascino della poesia di Sebastiano Adernò. Poesia difficile, la sua, di precari equilibri sintattico-lessicali, eppure attraversata da capo a fondo da una grazia comunicativa che corrisponde a un’intenzione morale. Con Adernò, ci troviamo di fronte a un poeta autentico, dal quale è lecito attendersi esiti di sicura eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;-- &lt;br /&gt;Sebastiano Adernò&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;نفس الدم&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://aderno.splinder.com/"&gt;http://aderno.splinder.com&lt;/a&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-3660931806947208433?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/aderno-vince-ossi-di-seppia.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-576822109632605090</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-01T18:43:34.260+01:00</atom:updated><title>Su Io, Lei e la Romagna di Guido Passini</title><description>recensione di Matteo Fantuzzi pubblicata su La Voce di Romagna del 30-11-09&lt;br /&gt;scheda del libro &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/ioleiromagna.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxVVmjL7T2I/AAAAAAAAITo/GNqTUO5MiWA/s1600/lavoce30-11-09.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxVVmjL7T2I/AAAAAAAAITo/GNqTUO5MiWA/s320/lavoce30-11-09.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-576822109632605090?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-io-lei-e-la-romagna-di-guido-passini.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxVVmjL7T2I/AAAAAAAAITo/GNqTUO5MiWA/s72-c/lavoce30-11-09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-7114681883868647577</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 17:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-01T18:33:21.027+01:00</atom:updated><title>Premio di Poesia “L’Olocausto” 15-1-10</title><description>In occasione della Giornata della Memoria a ricordo della shoah, il comune di Coreno Ausonio (Frosinone) bandisce il primo Concorso Nazionale di poesia inedita avente per tema l’olocausto, fermo restando il detto vincolo i partecipanti potranno esprimersi in modo libero e personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regolamento: I partecipanti dovranno inviare in busta chiusa una sola poesia su carta e, possibilmente, anche su dischetto in formato Word al seguente indirizzo: Comune di Coreno Ausonio - Assessorato alla Cultura - Concorso Nazionale di Poesia, Piazza Umberto I, 1 - 03040 Coreno Ausonio (FR). Le poesie, corredate dalla scheda d'iscrizione compilata in ogni sua parte, dovranno pervenire entro il 15 gennaio 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è prevista alcuna tassa di lettura. La giuria, il cui giudizio è insindacabile, sarà presieduta da Tommaso Lisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La premiazione, che prevede la presenza obbligatoria dei vincitori, avverrà il 4 febbraio 2010 nella sala polivalente del Comune di Coreno Ausonio, in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria. Al vincitore sarà assegnato il premio di € 300, al secondo classificato € 200 e al terzo € 100.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le poesie dei vincitori, insieme a tutte quelle che saranno ritenute valide, saranno inserite in un’antologia che verrà presentata in concomitanza con la premiazione e la celebrazione della Giornata della Memoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-7114681883868647577?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/premio-di-poesia-lolocausto-15-1-10.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-1102775675108692462</guid><pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-01T11:26:42.010+01:00</atom:updated><title>Su Fiori di vetro di Antonietta Gnerre</title><description>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;di &lt;a href="http://macabor.blogspot.com/"&gt;Bonifacio Vincenzi&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Voglio partire citandovi un verso di un’antica poesia Zen. Recita così:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; “Gli alberi mostrano la forma corporea del vento.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Come a voler dire che senza gli alberi non potremmo vedere la forma del vento. E che senza una continua contrapposizione di opposti non avremmo una forma dinamica della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Dice Hui-Neng, maestro Zen:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt; “Ad ogni domanda che ti si pone rispondi nei termini del suo opposto.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Così il suono e il silenzio, il buio e la luce, l’amore e l’odio, la figura e lo sfondo ti accorgerai che sono inseparabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;E la poesia cos’ha la capacità di dimostrare?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Bisognerebbe chiederselo perché come&amp;nbsp; gli alberi mostrano la forma corporea del vento, così ogni verso ci riporta al suo autore, a tutto ciò che lui è, a tutto ciò che avrebbe voluto essere, a tutto ciò che forse sarà domani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Un libro ci regala sempre la vicinanza di una vita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Questa sera in effetti noi non faremo altro che avvicinarci&amp;nbsp; ad una donna che prima non conoscevamo ma che ora attraverso i suoi versi ci racconta un po’ di sé e nel miracolo che solo la poesia sa enunciare, ci aiuterà a sostare sulle nostre emozioni e sui nostri ricordi, attraverso le sue emozioni e i suoi ricordi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/10/poesie-dautunno-antonietta-gnerre.html"&gt;Antonietta Gnerre&lt;/a&gt;, quindi. E i suoi &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/gnerre.html"&gt;Fiori di vetro&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/coversiacosa/fiorivetro.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.faraeditore.it/coversiacosa/fiorivetro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Ed il vetro mi fa ricordare il grande scrittore francese Edmond Jabès in quella bella immagine dove&amp;nbsp; l’intero universo&amp;nbsp; appare di vetro e dove, a suo avviso,&amp;nbsp; il nostro cammino nella vita è disseminato di schegge che la luce riveste di mille colori riflessi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Ma diamo per un momento voce&amp;nbsp; agli ultimi versi della poesia che apre la raccolta. Leggiamo:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;Tutto prende forma &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;nelle mie pupille&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;d’invenzione Il tempo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;è una certezza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;nell’immagine che resta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;il sogno si alimenta&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;dal cuore e bussa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;sui portoni notturni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;delle scale&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Il punto di partenza&amp;nbsp; è dato&amp;nbsp; da questo abbandonarsi a una dimensione onirica che ha la sua polla direttamente dal cuore e da cui scaturisce il vedere, appunto, attraverso occhi che sfiorano l’essenza della vita.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;E poi, da qui lo scarto, il partire per seguire, sul bianco della pagina, la parola che placa il senso del digiuno con il cibo dei ricordi e che dà&amp;nbsp; nuova luce ai colori della memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Più si va avanti nella lettura di questa raccolta di poesia di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/04/gnerre-tre-versi-e-visioni.html"&gt;Antonietta Gnerre&lt;/a&gt;, più la parola poetica pare ispessirsi, riempirsi di una consistenza magica che ne evidenzia &amp;nbsp;in altri occhi la varietà del senso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Le immagini poetiche formano un piano-sequenza in cui la scelta perfetta di tempi che si snodano intorno al movimento dello sguardo di chi legge, riaprono prospettive nuove cariche di significati, sollecitano stupore e spesse volte struggente condivisione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Il mondo poetico della &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/02/su-fiori-di-vetro-di-antonietta-gnerre.html"&gt;Gnerre&lt;/a&gt; è &amp;nbsp;a volte di vetro ma questo non deve far pensare alla freddezza che discrimina il calore. Tutt’altro. Il vetro qui protegge ricordi ed emozioni, accoglie il perduto per consegnarlo ad un’eternità, come direbbe Blanchot, passeggera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;E ancora il viaggio continua&amp;nbsp; nelle parole in cui si annidano le sensazioni, i ricordi e la precarietà del dover esistere nonostante tutto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Esser poeta allora è come una liberazione, è come ripristinare i piani dell’esistenza in una dimensione da cui si guarda la vita senza l’angoscia della resistenza&amp;nbsp; sollecitata dalla furia degli eventi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Leggiamo la poesia a pag. 43:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;Nell’acqua con i fogli &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;scrivo la parola vagabonda&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;quella che domina sabbia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;oscurità In basso i sogni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;scuotono l’orlo delle onde&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;conservando le orme delle barche&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Viaggio nell’elemosina dei desideri&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;tra i remi che si consumano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;nella rotta marina&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;I remi si consumano certo, come le mostre scarpe&amp;nbsp; e questo ci fa ricordare che il tempo passa inesorabile e quello che salvi alla fine è solo quello che affidi alla poesia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Un buon poeta sa che deve saper mettere una parola accorta che evidenzi la visibilità splendente di ciò che ha irrimediabilmente perso. Leggiamo a pag. 56:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Arriva dalla sabbia &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;la parola che soccorre&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;il nudo foglio Vive&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;con l’inchiostro marino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;immortali danze di ricordi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;dolori pulciosi sulle ore leggere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;dell’orizzonte Si nasconde&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;in liquide qualità di sensazioni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;scorticate dal fogliame&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;da sola la poesia accoglierà&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;gli occhi affilati della vita&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;il grano alto delle critiche&lt;/i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Va notato, inoltre,&amp;nbsp; che nella poesia della &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2008/03/su-fiori-di-vetro-di-antonietta-gnerre.html"&gt;Gnerre&lt;/a&gt; &amp;nbsp;c’è spesso la presenza dell’acqua. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;L’acqua che scorre imprendibile tra i ciottoli, che viene dall’ignoto e va verso l’ignoto e che appartiene allo scorrere della vita e della natura.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Il ritmo del suo fluire è significativo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Forse la &lt;a href="http://www.labileabile-traccia.com/rivista_00008d.htm"&gt;Gnerre&lt;/a&gt;, alla fine, come i maestri &lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/collane/catai/acque_d_autunno.html"&gt;Zen&lt;/a&gt;, è convinta&amp;nbsp; che nell’universo&amp;nbsp; non ci sia nulla di cui impossessarsi, nulla che valga la pena di catturare, eccetto il ritmo del fluire che pure ha le sue regole ma la cui transitorietà è oppressiva solo per chi cerca di bloccarla e non certo per chi sceglie di scorrere con essa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;La poesia a pag.&amp;nbsp; 50 sottolinea tutto ciò in modo chiaro:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;Tra i ricordi difficili &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;creo un nome lo attendo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;sulle case abitate&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;dalle cicale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;senza promesse&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;di giorno in giorno&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;nella sua memoria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;i&gt;per sempre m’inebrio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Il mio breve viaggio nella poesia di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2007/10/su-fiori-di-vetro-di-antonietta-gnerre_22.html"&gt;Antonietta Gnerre&lt;/a&gt;&amp;nbsp; si ferma qui.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;Ci saranno altre occasioni per approfondire ulteriormente la sua opera perché di questa poetessa sicuramente sentiremo parlare spesso perché ha molto da dire e molto da farci condividere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-1102775675108692462?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/12/su-fiori-di-vetro-di-antonietta-gnerre.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-1792791288573777397</guid><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-30T18:12:03.808+01:00</atom:updated><title>Michele COGLIANI, Pietro Paolo PARZANESE e la sua terra (vol. 1° e 2°)</title><description>&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Edizioni del Centro                  Studi Eupliani, Trevico, 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/03/sul-rosaio-dinverno-di-roberta-borsani.html"&gt;Vincenzo D'Alessio &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2009/03/sul-rosaio-dinverno-di-roberta-borsani.html"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;amp; G.C.F.Guarini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’11 novembre 2009 è stato celebrata la memoria della nascita del poeta irpino Pietro Paolo PARZANESE. Non sono tanti i lettori che lo conoscono. Chi lo conosce lo ama svisceratamente per essere l’antesignano campano della lotta culturale contro il potere politico. Cosa rilevante è che la sua lezione, seguendo le direttive vichiane della &lt;i&gt;Scienza Nuova,&lt;/i&gt; ritorna oggi prepotente e collabora ad animare la rivolta culturale in atto verso il potere costituito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Del PARZANESE si sono interessati, nel corso dei loro studi critici, autori come Benedetto CROCE, Francesco FLORA, Francesco De SANCTIS, Luigi BALDACCI e altri. Pochi di questi hanno saputo dare veramente corpo e forza al messaggio cristiano/rivoluzionario del Nostro. Nelle sue molteplici opere, quasi tutte pubblicate dopo la sua morte, è viva e palpitante la dignità di una intera geografia territoriale: la Campania, che Egli conosceva per i suoi viaggi e l’esercizio sacerdotale che svolgeva con prediche appassionate e comprensibili alla gente comune di allora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Una grandezza di studi che mai sommergeva l’affabilità dell’uomo e del sacerdote. Una grandezza d’animo che gli permetteva di comunicare con gli umili alla maniera del Cristo: con parabole. Trovo riscontro a questa diversità nel libro IV della &lt;i&gt;Storia della civiltà letteraria italiana&lt;/i&gt; diretta dal chiarissimo professore Giorgio BARBERI SQUAROTTI, UTET, 1992, dove Folco PORTINARI scrive testualmente: «È probabile che la voce solista più identificabile tra le voci del coro dei “minori” sia quella di Pietro Paolo PARZANESE, il sacerdote di Ariano Irpino, morto ad appena quarantatré anni nel 1852. Un “poeta del villaggio”, secondo desanctisiana dizione, eppure ricco di promesse, aperture intravedibili, suggerimenti innovativi.”&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E l’opera di maggior rilievo, citata da quest’ultimo, sono &lt;i&gt;I canti del Viggianese&lt;/i&gt;. Quest’opera è l’allegoria perfetta del cantore (similitudine dello stesso PARZANESE) che parte da un luogo e gira libero su interi territori portando il suo canto di Libertà, di Speranza per i poveri, gli orfani, gli emarginati, in uno Stato borbonico dove di Libertà non si doveva né poteva pensare. Viggiano è in provincia di Potenza; emblematicamente però assume l’identità del luogo degli uomini liberi, che vivono con l’arpa a tracolla, non solo per procacciarsi il necessario ma per alleviare, acculturare, insegnare un nuovo linguaggio alla gente dei luoghi dove si portavano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Della veridicità di quanto affermo trovo conferma nell’autorevole voce di Vittorio SPINAZZOLA, che nel volume VII del libro &lt;i&gt;L’Ottocento,&lt;/i&gt; Garzanti,1969, assegna al Nostro poeta l’identità di una lingua nuova ed autentica per quegli inizi del XIX secolo. Una lingua rivoluzionaria che  si avvaleva dei canoni del Romanticismo per sfociare nelle innovazioni civili ed etiche contro le canaglie che affamavano il popolo e lo rendevano sofferente nella vita quotidiana. Questi insegnamenti sono oggi, più di allora, vivi e fulminanti nel territorio campano. Oggi come allora dalla cultura e dal clero si aspettano testimonianze di Verità e di Lotta contro lo strapotere della Mafia e della Politica, in una regione-stato lontana dal progresso morale e civile desiderato dal PARZANESE. Stupende sono in tale senso le parole dello stesso Autore: “Va, buona gente, va a compiere la tua giornata, ed i duri travagli della vita tollera con rassegnazione; poiché mangi il tuo pane senza vergogna e senza rimorso: a te il Signore diede giorni di fatica, ed ai ricchi la noia e le passioni divoranti del cuore. Chi stia peggio lo sa Dio!” (da &lt;i&gt;Un viaggio dieci giorni, &lt;/i&gt;Ediz. La Ginestra, 1996). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Si dovrebbe dire ancora tanto della bella vita di un giovane Poeta morto per gli affanni che la polizia borbonica gli procurava continuamente, anche nell’esercizio del suo sacerdozio. Una vita terrena, quella del Nostro, spesa per il Cielo. Un’esistenza vissuta con intensità, orgoglio sincero, maturità, nell’esempio del Cristo della rivoluzione sociale: beati i poveri!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Chi poteva raccogliere una eredità tanto pesante se non un altro sacerdote? In questo ventunesimo secolo appena agli inizi, durante il quale nessuna guerra si è spenta nel nostro pianeta, anzi se ne annunciano altre per la sopravvivenza: l’immigrazione, il clima, l’acqua per tutti, la fame e le malattie, l’insofferenza tra le culture e le religioni, lo sfruttamento senza pietà, il diodenaro che divora l’anima di troppi. L’eredità è stata raccolta da un altro sacerdote, don Michele COGLIANI, di una cittadina perduta sulle sommità appenniniche. Un sacerdote, per il sacerdote PARZANESE. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per l’amore portato alla missione civicomorale del PARZANESE, don COGLIANI si è fatto carico di pubblicare, per tutti coloro che desiderano leggere di Libertà e metterla in pratica, due pratici volumi sulle opere del Nostro poeta, munendo le stesse di tutti i dettagli tecnici e critici tali da far riemergere nella memoria collettiva, attuale, la figura poliedrica e vivificante del grande Autore irpino. Irpino per nascita ma che appartiene all’ Umanità e alla Storia Letteraria Nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Novembre, 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-1792791288573777397?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/michele-cogliani-pietro-paolo-parzanese.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-4290942906638749236</guid><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 13:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-30T14:34:30.244+01:00</atom:updated><title>Su Ferruccio Benzoni</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxPJ3De6jeI/AAAAAAAAITg/27AnVv2pLGk/s1600/benzoni.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxPJ3De6jeI/AAAAAAAAITg/27AnVv2pLGk/s320/benzoni.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-4290942906638749236?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/su-ferruccio-benzoni.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/SxPJ3De6jeI/AAAAAAAAITg/27AnVv2pLGk/s72-c/benzoni.png' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-5409556939094813600</guid><pubDate>Mon, 30 Nov 2009 11:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-30T12:18:22.612+01:00</atom:updated><title>CANZONI E PENSIERI</title><description>&lt;style&gt;&lt;!-- /* Font Definitions */@font-face {font-family:Garamond; panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:auto; mso-font-format:other; 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imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/RbYRo_fq7iI/AAAAAAAAADg/-tFMuHQAwAk/s320/carmelo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;di &lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2007/01/nuove-poesie-di-carmelo-calabr.html"&gt;Carmelo Calabrò&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Canzone civile per Peppino Impastato&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non passeranno treni stanotte&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A coprire il mio sangue sui binari&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Madre, mi piacevano i treni per viaggiare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per andare lontano con la mente lontano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sento buio e freddo qui da solo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma non sento e non vedo nel nulla&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ricordo però, ricordo tutto di me&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Della vita caduta, della voce rubata&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Madre lo sai, mi piaceva la vita&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le onde del mare in inverno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E l’odore salmastro nel naso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E la pelle tirata dal sale, dal sale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Mi piaceva la terra arida e spoglia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E l’arbusto che cresce comunque&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E la foglia che promette quel fiore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Che le mie mani non ti hanno portato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Saluta il padre e il fratello&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Saluta gli amici più cari&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per tutti un sorriso una voce&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La carezza che cura e consola&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;So di chiederti tanto madre mia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ancor più dell’amore che hai dato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Coi silenzi chiusi e tenaci &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non capivi eppure accettavi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Questa gente che rimane sola&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non cacciarla per odio o rancore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Verranno a baciarti la mano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non ritrarti per paura o dolore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ricorda di me la lieve risata&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le parole gettate nel vento&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli occhi larghi la corsa le mani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I gesti antichi da me tanto amati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ora vado madre mia non temere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non affido l’anima a dio per domani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non l’affido al partito o al demonio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma a te madre mia, solo a te, capirai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Disincanto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(per sopravvivere)&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ognuno ci è estraneo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è un’angoscia del pensiero &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a suggerire l’alterità&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;irriducibile all’io solo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;non è filosofia, è vita&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;perché se ti dormo accanto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;mi sveglio e non ti conosco?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I nostri corpi si mischiano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ho la tua saliva e il resto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;gli occhi si guardano, dicono&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;insistono, trovano ma&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;perché c’è un te in te&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;che non è né sarà mai me?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Ricordare, ricordare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E non ricordo più cosa ho scordato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Senza neanche la fatica di dimenticare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È andato via quel pensiero così caro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Volato via come finisce una malattia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come scompare una ruga quando&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La notte sogni di tornare bambino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E ti senti leggero e incosciente&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Leggero e incosciente, leggero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Adesso ogni tanto qualcosa ritorna&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;una vertigine di smemoratezza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;il sapere di non sapere più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;l’affetto per un dolore che non c’e&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;passerà il tempo e forse svanirà&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;questo sentirsi orfano di una ferita&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;il girarsi come se qualcuno per strada&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ti chiamasse, una voce alle spalle&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;tu ti giri e sorridi nel vento zitto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e poi continui, la strada che va&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e un altro giorno è passato piano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un giorno normale, una vita normale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Estate&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nell’aria calante e distesa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Agosto finisce in un pranzo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dalla terrazza il mare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nell’ora del riverbero acceso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Infinite schegge d’oro bianco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Barche vicine e lontane&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bambini urlano in spiaggia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli uomini sudano, le mogli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vorrei toccarle con pigrizia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si compie l’egoismo sensuale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Della involontaria, ironica&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Solitudine dello scapolo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Il Barbone&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo sul ciglio negletto del mondo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Al confine invisibile che presidio di giorno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Da un lato i passanti dall’altro i cassoni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo tendendo la mano nel fondo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo nel neon delle stazioni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non treni da prendere né da salutare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sotto il cartone metropolitano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo le notti senza finzioni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo le rughe con distrazione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I sandali sporchi ed i pantaloni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bucati di soldi abbandonati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo ridendo come un aquilone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono la macchia del marciapiede&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La crosta di pane sopra il tappeto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il resto lo scarto il ferro buttato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’anima sporca di un sogno mancato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono la crepa che segna la diga&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La rotella mancante dell’ingranaggio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono il rovescio della pagina bianca&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il giocoliere di una civiltà stanca&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo di cicche e di rosso in cartone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Giocando a scacchi con il mio cane&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Conosco la mossa del Dio buffone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo di freddo e disattenzione&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo l’oblio di un tempo migliore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di sentieri persi e strade sbagliate&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di anni lontani e carte truccate&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo il silenzio del male minore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vivo per voi pubblico pulito&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perbene distratto fugace e smarrito&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono la zecca che punge seccante&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’imbarazzo che passa, dopo un solo istante&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Pasquilio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Foschia immobile&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il bosco scricchiola&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Impercettibile&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La minima spia rossa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Della sigaretta&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Distoglie gl’occhi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dal bianco impalpabile&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dell’aria, dal verde&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Scuro dei pini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;L’incidenza dell’orrore&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Abbracciami&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Riscaldami&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Illumina&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Se puoi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’incidenza dell’orrore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella macabra risata&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Del bravo presentatore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Della vittima predestinata&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’incidenza dell’orrore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Contro ogni assicurazione &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel destino per errore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella mano del padrone&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’incidenza dell’orrore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella voce senza parole&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nei corpi senza candore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con le luci senza sole&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Proteggere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Comprendere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per sempre &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lo vorrei&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Nonna Agatina&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con cocciutaggine infantile &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Volevi festeggiare il natale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La dolcezza della costrizione &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Faceva sorridere di te noi che&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Misuravamo sui tuoi passi lenti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lo scorrere del nostro tempo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nell’ovatta dell’età bianca&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di quaranta, venti o cinque&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Anni cosa vuoi che importi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il tuo bastone precedeva &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’ironia apprensiva nel &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Brillare dei tuoi occhi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dietro le lenti signorili&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E il corpo ridotto a scrigno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Buon natale nonna&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Lampedusa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con una moneta vera &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Abbiamo pagato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Una parola falsa&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con gli occhi asciutti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E in tasca il deserto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Siamo partiti ieri&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sperando il domani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I volti scolpiti &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di ebano triste&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le mani nude&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le vene ferme&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In questo mare madre&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come salvare l’acqua dal sale?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come distinguere il bene dal male?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Chi maledire e chi perdonare?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In questo mare madre&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ora beviamo l’acqua di sale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non distinguiamo il cielo dal mare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dentro il dolore ad annegare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La terra ci copre &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;dura e lontana&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;l’isola al sole&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ci offre una croce&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ci toglie il nome&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;senza preghiere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ci impone un dio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;che non conosciamo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a noi che vi amiamo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a noi che vi odiamo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Se tutto passa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Se tutto passa o qualcosa rimane&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A lume spento continuo a chiedere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quando le gambe sentono il riposo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E il cuscino ha l’odore della calma&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dentro nel buio cresce la domanda&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La voce dei rimorsi, quella dei rimpianti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’io che già c’era e ora non c’è più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quante persone mi muoiono dentro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tutti i pensieri perduti nel tempo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come capelli ossidati e caduti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sguardi non colti e svaniti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Giorni su giorni coltivati a oblio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Lo santo patrono&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Intorno ai ceri delle cosche &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ronzano ebbre e pie mosche&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di ori e argenti trasuda il santo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lungo la strada di vino e canto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Urla di bestie e viva maria&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per il perdono larga la via&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;talare e mitria, fumi d’incenso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;spari per aria dal mare denso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;vesti di fiori poppe e creature&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;bocche sdentate, crepe nei muri&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;torrone e zucchero sniffato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;nella calura senza più fiato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;milza di bue trippe di porco &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a sfrigolare per mano d’orco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;in canottiera e croce di panza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sono i maschi di vera sostanza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ecce Agnus Dei, ecce Qui tollis peccata mundi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lava signore le nostre colpe passate e future&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Proteggi le nostre case dalle mille sventure&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non lasciarci soli con le nostre paure&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Scema la folla, sgonfia la bolgia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con la frescura si placa l’orgia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con gli ultimi botti della mattanza&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Chiude la festa, scema la piazza&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;cala la sera dal cielo ambrato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;scende la pace di chi è salvato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;seduto solo davanti al mare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sorride piano, continua a fumare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Malinconica in 3/4&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Estate che m’incolla&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Come serra che non culla &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e dopo tutto questo tempo&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;chi mi scrolla non c’è più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ambascia che non lascia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nella notte già posticcia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ed il mio letto&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È una ganascia in fondo al blu&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ritorno di un eterno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Stanco e uguale gioco al-terno &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Riflusso senza lusso &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;che allontana la mia età &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;minaccia che non morde&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;come sonno che confonde&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;il tempo è andato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e non ritornerà mai più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sento l’anima come una giostra rotta ormai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;questo odor di gelsomino non risana più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;vedo luci colorate giù in città&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;detesto il mondo e la felicità&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è vero non è molto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;quel che ho dato quel che ho tolto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ma il regno astratto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e matematico non so cos’è&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;di colpe ne ho commesse&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;poche molte un po’ le stesse&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ma il senso del rimorso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;l’ho seppellito già&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e allora vado avanti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;nonostante gli occhi stanchi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ho deciso che reagisco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;la commedia la finisco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e scrivo la mia parte&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;con l’ipocrisia dell’arte&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e per non sfiguare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;mi riservo il gran finale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;resto nel mio letto sono desto più che mai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;come gufo sbatto gli occhi forte e poi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;sento vive le mie vene dentro me&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;è l’alba e voglio vivere anche se….&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Un annuncio mortuario&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un annuncio mortuario&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con catastale geometria&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;In bianco e in nero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Concedeva il professore&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A un ultimo sguardo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Burocratico della gente&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tre giorni dopo &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con meccanico dispetto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli si sovrapponeva&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un impiegato di banca&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Contabilità d’anime&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Affissa al muro&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;O’ pugile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La faccia scolpita dai pugni presi &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È una roccia scavata dall’acqua e dal vento&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le sue mani piccole e dure &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Hanno colpito la sfortuna d’essere nato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nei suoi occhi di terra &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;C’è la polvere di antiche civiltà meticcie&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La paura esorcizzata da stregone &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Proletario ritorna sempre e se ne va&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La sua pesantezza di bisonte&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Svanisce nella danza libellula sul ring&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il “fuori i secondi” è la sua trance&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E allora morde colpendo l’amaro mondo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non sa scrivere il suo nome&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;I banchi di scuola erano troppo stretti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per la sua faccia povera &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma i compagni non ridevano mai&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Solo “Tomaia” lo capiva e guidava&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il vecchio ciabattino allenatore di mani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Col suo volto storto e triste&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Di caffè, nicotina e delusione infinita&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Quando è tornato con la medaglia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;al paese c’era la banda nella piazza e il prete&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e ancora bambini scalzi &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e donne in nero come vele greche del non ritorno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;a un certo punto ha sorriso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;un raggio di sole obliquo, minimo e scarno &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;ha colpito il suo volto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;e una lacrima è scesa: l’unico pugno felice&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Sonetàula&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Gli uomini si riconoscono dalla risata Zuà&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’ho imparato in miniera coi polmoni sporchi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’ingegnere sorrise grasso quando dissi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Che lo sputo sapeva di rosso e nero&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Meglio le pecore e la fame Zuà&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E il vino forte per non pensare&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E le notti al freddo di stelle dure&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con il mare lontano giù in fondo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sonetàula volto di randagio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Col coltello pronto e la paura&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nascosta nel dolore rappreso&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sonetàula ferito e braccato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dallo stato nemico di sempre&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Solo fugge col fucile in mano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tuo padre mandato al confino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tua madre muta davanti al fuoco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E Maddalena che hai amato con rabbia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Senza riuscire mai neanche a sfiorarla&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non hai visto la vita Zuà&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il continente e l’America lontana&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La violenza ti ha reso adulto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ti ha negato di vivere a lungo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sonetàula occhi di brace&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Coi capelli duri di pece&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E le braccia secche di legno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sonetàula contro la giustizia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Che ti insegue perché sei nato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nel tempo e nel luogo sbagliato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Stalingrado&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Le mani, generale, e i piedi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Diventano grumi neri&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Dentro le trincee di fango&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Rigano di sangue il bianco&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Della neve infinita e sola&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A stento stringo la penna&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Per scrivere a mia moglie&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sono un soldato, generale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ho creduto alle parole&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Del nostro grande Führer&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Con tanti altri, ho ascoltato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ein Volk, ein Reich, ein Führer&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perché ora cerco Dio?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perché penso a mia madre?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È grave mio generale?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vorrei solo tornare bambino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perdermi di nuovo tra i campi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Sentire l’odore del fieno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Vedere la luce del tramonto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Rientrare a casa, stanco e felice&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non sono un bravo soldato&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non voglio morire generale&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Se potessi scapperei, lo so&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Verso i campi lontani&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;A giocare per sempre &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;«Mi piaceva la terra arida e spoglia / E l’arbusto che cresce comunque»; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;«La faccia scolpita dai pugni presi/ È una roccia scavata dall’acqua e dal vento»: i versi di Carmelo Calabrò sono pervasi da una nostalgia attiva che non si “riposa” sull'idillio, né si rifugia nel privato, ma ha un profondo legame con la realtà, con la storia di ciascuno di noi, da cui l'alienazione omologante ci vorrebbe “astrarre” («ognuno ci è estraneo / è un’angoscia del pensiero»), ma il poeta (filosofo) sa riconoscere il tu, sa che non potrai mai assimilarlo, ma che gli è necessario per definirsi. La lingua è fluida eppure si increspa in domande inquietanti, a tratti leopardiane o esistenziali, e sa descrivere immagini intense e belle in cui ci è facile (magari doloroso) immergerci: «tu ti giri e sorridi nel vento zitto»; «In questo mare madre / Come salvare l’acqua dal sale?»&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-5409556939094813600?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/canzoni-e-pensieri.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4Lpx2DJSCiU/RbYRo_fq7iI/AAAAAAAAADg/-tFMuHQAwAk/s72-c/carmelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-3789438377399913557.post-8074574122539503064</guid><pubDate>Thu, 26 Nov 2009 10:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-26T11:39:30.771+01:00</atom:updated><title>Roberta Borsani vince I Premio Natale di Tremestieri Etneo!</title><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/borsani.html" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.faraeditore.it/coversiacosa/rosaio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Gentilissima Roberta Borsani,&lt;br /&gt;ci è gradito comunicarLe che il suo libro di poesia&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.faraeditore.it/html/siacosache/borsani.html"&gt;Il rosaio d'inverno&lt;/a&gt; ha vinto il I premio ex aequo del&amp;nbsp; &lt;a href="http://www.concorsiletterari.it/concorso,1129,Premio%20Natale%20-%20Citt%C3%A0%20di%20Tremestieri%20Etneo"&gt;Premio NATALE-CITTA' DI TREMESTIERI ETNEO XXI EDIZIONE 2009&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La invitiamo, pertanto, alla cerimonia di premiazione che si svolgerà il &lt;b&gt;12 dicembre&lt;/b&gt; p.v. a &lt;b&gt;Tremestieri Etneo&lt;/b&gt;, alle ore 18:00, presso il Centro Culturale comunale "Villa Immacolata", in via Etnea (largo Immacolata), per il ritiro del premio.&lt;br /&gt;In attesa di un Suo cortese riscontro, inviamo distinti saluti.&lt;br /&gt;Dott. Vincenzo Caruso &lt;br /&gt;Segretario del Premio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3789438377399913557-8074574122539503064?l=farapoesia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://farapoesia.blogspot.com/2009/11/roberta-borsani-vince-i-premio-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (alessandro)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>