giovedì 26 febbraio 2009

È uscito Lattice di Andrea Garbin



www.faraeditore.it/html/siacosache/lattice.html

€ 11,00 pp. 70 (Sia cosa che)
ISBN 978-88-95139-60-9

Capite quello che io intendo
sono solo i versi che portano
la speranza e comprensione del ché

Le evidenti ascendenze padane (sobrietà di lingua e di tematiche, analisi obbiettiva dei fatti…) si declinano in Garbin con un humus ironico (venato appunto di umorismo) e immaginifico che può risalire per certi tratti al Boiardo e all’Ariosto e ambisce a una forma che potremmo definire neoepica: insomma ci pare che il lettore si trovi di fronte a un’opera compatta e ricca di suggestioni, poetica in molti sensi, anche in quello di essere piacevole da leggere a voce alta e accattivante per le scene, le metafore, le sinestesie, le allitterazioni, i giochi sintattici… e le “storie” che ogni pagina offre. (dalla Prefazione di Alessandro Ramberti)

Nato a Desenzano d/G nel 1976 e residente in provincia di Mantova, Andrea Garbin è costretto a lavorare come molti, anche se alla fine si diverte maggiormente praticando
lo snowboard e la mtb e, quando il tempo lo concede, viaggiando qua e là. I libri sono una componente antica nella sua vita ma, anche se scrive da molto tempo, è solo di recente che si è calato nella parte di colui che li riempie. Dopo alcune pubblicazioni su riviste e antologie, ha esordito per Aletti con la raccolta di poesie Il senso della musa (2007). Per la narrativa, il suo racconto “Un pacco di Natale” è pubblicato
da TranseuropaLibri in Per Natale non esco (2008). È membro del gruppo “la confraternita dell’uva” col quale ha pubblicato Il rumore degli occhi (2009), antologia per Ed. Creativa che contiene il suo racconto “Metri 27”. È ideatore degli “Incontri di poesia del Galetèr” che si svolgono al Caffè Galetèr di Montichiari (BS) dove tra gli altri ha incontrato Elisa Biagini
e Jack Hirschman. Recentemente è stato ospite di Beppe Costa alla PellicanoLibri di Roma, dove Arianna Cigni ha dato voce
alle sue poesie.

Premio "TERMOPILI D'ITALIA" 21-3-09

AIUTATECI A REALIZZARE ANCHE PER IL 7° ANNO QUESTO GRANDE CONCORSO DI POESIA NAZIONALE- GIRA LA MAIL AD ALTRI POETI ED AMICI UNA GRANDE CATENA DI AMORE PER LA CULTURA

GRAZIE DELLA PARTECIPAZIONE

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE "TERMOPILI D'ITALIA"
Registrata al n° 6451 Agenzia delle Entrate Caserta 3\10\2005 codice fiscale
numero 93059370614
Via Nicchio snc -81020 Castel Morrone (Caserta)- 0823390999


Organizza la VII ª edizione del Premio Nazionale di Poesia
"TERMOPILI D'ITALIA"
con il patrocinio:
Amministrazione Provinciale di Caserta, Comune di Caiazzo, Comune di San Martino Valle Caudina, Istituto Italiano di Cultura di Napoli, Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Fondazione "Giovanni Pascoli" di CASTELVECCHIO PASCOLI (Lucca), Casa Museo Laboratorio della Civiltà Rurale di Castel Morrone, Poetilandia - Sito d'arte e di cultura on line www.poetilandia.it
Associazione di volontariato SAN MICHELE ARCANGELO di Sant’Agata dei Goti, "Sub-Priorato del Piemonte dell'Ordine di San Fortunato onlus in Torino", A.I.D.O. REGIONALE CAMPANIA - Via Turati, 46 Caserta, Biblioteca Parrocchiale "Giustino De Jacobis" - Castel Morrone,
Associazione Culturale "Nuovo Mondo" Roma, AIL Caserta ONLUS "Valentina Picazio", Associazione "Leparoleperte" di Caivano, Associazione "Liber@mente" di Caserta

Il premio vuole ricordare l'appellativo che Giuseppe Garibaldi diede dello scontro di Morrone del 1\10\1860, allorquando Pilade Bronzetti, "novello Leonida" difese la posizione assegnata "fino agli estremi" consentendo la vittoria dei garibaldini nella battaglia del Volturno.

"PREMIO TERMOPILI D'ITALIA " POESIA A TEMA LIBERO


Regolamento:

La partecipazione è consentita a tutti gli autori di ogni nazionalità,
razza, religione e sesso, i quali hanno l'obbligo di inviare liriche in
lingua italiana oppure dialetti d'Italia con relativa traduzione .
Possono partecipare al premio poesie sia edite che inedite senza alcuna
limitazione.
Il giudizio della Giuria è insindacabile.

Il Presidente Onorario del premio è l'on.Alessandro De Franciscis,
Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Caserta
Ogni autore può inviare un numero di poesie a LIBERA scelta.
Di ogni poesia inviata al Premio ne sono richieste 5 (cinque) COPIE di cui
una sola con la firma, indirizzo e dati personali dell'autore con
indicazione della sezione .

E' richiesto un contributo di partecipazione alle spese di organizzazione di
Euro 5 (Cinque) per ogni Poesia . La quota di partecipazione potrà essere versata sul conto corrente postale numero 92402734 intestato ad ASSOCIAZIONE CULTURALE TERMOPILI D’ITALIA – CASTEL MORRONE oppure contanti nella busta delle liriche ;con bonifico sul conto corrente postale 92402734 codice IBAN IT-76-W07601-14900- 000092402734,oppure in contanti nella busta con le liriche inviate

Le liriche vanno indirizzate a:
PREMIO "TERMOPILI D'ITALIA"
Pres. FRANCESCA PRATA - VIA NICCHIO SNC 81020 CASTEL MORRONE (CE)
Le opere e le quote di partecipazione dovranno essere inviate
improrogabilmente entro il 21 MARZO 2009- GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA
I poeti diversamente abili, con invalidità riconosciuta superiore al 45%
partecipano al concorso SENZA VERSARE ALCUNA QUOTA DI ISCRIZIONE, allegando
alle poesie una copia del provvedimento che riconosce lo status.
I ragazzi che frequentano le Scuole Elementari e Medie partecipano senza
versare alcuna quota di iscrizione, allegando il certificato di frequenza.
Le Scuole possono inviare in unico plico le poesie degli alunni con relativo unico attestato.

Le Giurie del Premio Termopili d'Italia seguiranno il seguente schema di lavoro.
Una Giuria tecnica , composta dai critici letterari Ing. Dr. GIORGIO AGNISOLA, DR. VINCENZO BATTARRA, prof. ALDO CERVO, prof. MADDALENA VILLANO, prof. GIUSEPPE PEPE, Prof. LILIANA RIELLO, dott. ROSSELLA TEMPESTA poetessa, Prof. Anna Crocco;
selezionerà un numero di poesie tra il 10 ed il 20 % del totale. Le liriche così scelte saranno consegnate alle Giurie per la selezionefinale. Nel contempo alla lirica che riceverà maggiori voti sarà assegnato dalla Giuria Tecnica il Trofeo CARDINALE LUIGI LAVITRANO.

TERMOPILI D'ITALIA
La Giuria del Premio Termopili d’Italia sarà composta da studenti che frequentano la Terza media, le Scuole medie Superiori e l'Università, in numero non inferiore a 10, i quali sceglieranno le dieci liriche da premiare

PREMI IN PALIO -QUADRI OFFERTI DAI MAESTRI
GIUSEPPE CASCELLA
GIOVANNI TARIELLO
ANNA MARIA FAZIO
ROBERTO ASCOLI

Il poeta che risulterà primo classificato al TERMOPILI D'ITALIA - avrà
diritto al PERNOTTAMENTO E COLAZIONE GRATUITA PER DUE PERSONE C\O HOTEL
CASERTA ANTICA - A CASERTAVECCHIA , se residente fuori Regione.
dal 2° al 10° Classificato - TARGA

Le targhe originali ed uniche rappresentano dal 1 al 10 classificato le contrade che compongono il Comune di Castel Morrone: SAN MAURO, TORONE, PIANELLI, BALZI, ANNUNZIATA, SANT'ANDREA, CASALE, GROTTOLE, LARGISI E GRADILLO.

"TERMOPILI D'ITALIA JUNIOR"
Tra tutte le poesie inviate dagli alunni delle scuole elementari e medie, saranno scelte le prime 6 classificate che riceveranno la TARGA TERMOPILI D'ITALIA JUNIOR per incentivare i giovani autori a proseguire sulla strada della poesia e della cultura.

TROFEO "FRANCESCO PRATA “-MEDAGLIA D’ORO

Una Giuria popolare, presieduta dalla Prof. Donatella Solidone, , con non
meno di 25 membri sceglierà tra le liriche pervenute al concorso UNA SOLA
LIRICA, la quale sarà premiata con il trofeo.

PREMIO AD HONOREM "PILADE BRONZETTI"
L'Associazione Termopili d'Italia, assegna, ogni anno 3 premi ad honorem a personaggi che si sono distinti nel mondo della Cultura, Letteratura, Musica, Spettacolo, Arte, Medicina.

"TROFEO ARA MARTIS DEDICATO A MATTEO RENATO IMBRIANI"
Tra tutte le liriche che perverranno al Concorso, il Comune di SAN MARTINO
VALLE CAUDINA, ne sceglierà UNA al quale sarà conferito il Trofeo ARA MARTIS
La serata finale di premiazione dei poeti si terrà il giorno 4 Luglio 2009, alle ore 17,00 .

I Poeti premiati e segnalati verranno avvertiti telefonicamente o per lettera.
Ogni autore è responsabile di quanto contenuto nei propri elaborati. Le poesie non saranno in nessun caso restituite. Ai sensi dell'art. 10 della legge n° 675 del 1996, si informa che i dati personali saranno utilizzati unicamente ai fini del premio. Le opere pervenute non saranno restituite.

Il presidente dell'associazione
(Francesca Prata )
Castel Morrone 1\11\2008 Email:mic.marra@alice.it

HOTEL
CASERTA ANTICA

VIA TIGLIO CASERTAVECCHIA-81020 CASERTA
TEL./FAX 0823371158-0823371333 -P.IVA 0163095061

IN OCCASIONE DEL CONCORSO PREMIO TERMOPILI D'ITALIA PER I POETI CHE
ALLOGGERANNO PRESSO LA STRUTTURA UNO SCONTO - 20% SULLE TARIFFE.

Pablo Gozalves nella traduzione di Caterina Camporesi


da ilibrintesta.splinder.com
scritto da Alessio Brandolini alle ore 12:23 | link | commenti
categorie: poesia, libri

Sulla scia dei grandi poeti boliviani (come Jaime Saenz, Blanca Wiethüchter e tanti altri) Pablo Gozalves, nato a La Paz, dove vive, nel 1977, fa il suo esordio letterario nel 2005, con la raccolta poetica La espera, tradotta in italiano dalla poetessa Caterina Camporesi, con il titolo L'attesa (libro diviso in quattro parti o momenti) e pubblicata dalla casa editrice veneziana Sinopia, che molto sta facendo per diffondere in Italia la buona poesia boliviana. Pablo Gozalvez è anche artista grafico e pittore, e le sue opere sono state esposte non solo in Bolivia ma anche all'estero. Lo scrivo perché il libro contiene quattro disegni a china dell'Autore, simbolici-grotteschi, di volti che sembrano maschere deformate dal dolore (o dall'attesa?). L'attesa è un esordio che convince, meditato nella costruzione, maturato nel silenzio ("La poesia è silenzio /e il silenzio /macchia / dello spirito") e nella contemplazione, "masticando idee" tutti i giorni, fatto di poesie intense e simboliche, levigate nel linguaggio, che spesso dicono tutto in pochi versi:

Pablo Gozalves, L'attesa
Fermarsi
al filo dell'abisso
e comprendere
che lo spirito
attende nel limite.

Solitudine vedetta.

Come scrive Caterina Camporesi (che da poco, ma lo fa bene, si cimenta nell'arte della traduzione) nel saggio che chiude la raccolta "la poesia, grazie al misterioso intreccio di suoni e senso, possiede il meraviglioso dono di comunicare l'essenza del suo significato letterale". Ecco, L'attesa comunica qualcosa di profondo ed essenziale, come un desiderio d'avvicinamento e di scoperta, i passi fatti in solitudine, le titubanze e le speranze dell'atto creativo, le discussioni con un se stesso osservato dall'esterno, e poi di un'altra presenza ("un terzo Occhio") e quella della donna amata con il suo corpo che risplende ("La tua pelle / delinea / il silenzio / le tue mani / infiammano / l'infinito"). Lo fa per gradi, per "pennellate", allargando il verso e ampiando il respiro del testo nella parte finale del libro, ma sempre tacendo sui particolari, sui dettagli - affidandosi ai suoni e al ritmo - di una ricerca esistenziale e sentimentale che intreccia il dolore al desiderio e all'estasi, la fragilità dell'essere e dell'sistere alla forza dell'amore, dei gesti e dell'erotismo. Così come avvicina (e fonde) i versi alla pittura:

Uno specchio in un foglio.
Un pezzo di carbone che penetra nello specchio
e abbozza una figura.
Varie orme rincorrono altre orme.
Alla furia delle linee sovrapposte
seguono ore di contemplazione e di distanza.

All'improvviso, la presenza si manifesta,
ordina e delinea le tracce;
le agita e le mette in discussione.

Lo specchio e il foglio si separano,
divorziano nel limite per liberare un esito.
Una rivoluzione nei sensi.

Anche La Paz rimane sullo sfondo, avvolta in un alone metafisico, soltanto in chisura si delina ma subito "si dissolve nello specchio". Nella città "Uomini di cera abitano vie e strade, /avanzano, /travalicano la giuntura secca delle mani. /Goccia a goccia / si sciolgono all'orizzonte".

Pablo Gozalves, (Sinopia, Venezia 2007, a cura e traduzione di Caterina Camporesi, pagg.86, s.i.p. – con una prefazione di Martha Canfield e quattro disegni dell’Autore)

Fariani in modulazioni

*****
Franco Santamaria
Scrittore, Pittore, Membro Onorario CDAP-UPCE

Su www.modulazioni.it ha pubblicato le seguenti pagine che riguardano Mori e Crozzoletti:

www.modulazioni.it/Salotto/Poesia/alberto-mori
www.modulazioni.it/Salotto/Critica-Saggistica/maria-grazia-martina
www.modulazioni.it/Salotto/Critica-Saggistica/ottavio-rossani

www.modulazioni.it/Poesia/stefania-crozzoletti
www.modulazioni.it/Critica-Saggistica/guido-passini
www.modulazioni.it/Critica-Saggistica/narda-fattori

È uscito Cocci d'ombra di Vincenzo Celli



www.faraeditore.it/html/siacosache/cocci.html

€ 12,00 pp. 88 (Sia cosa che)
ISBN 978-88-95139-59-3

«L’apparente semplicità del dettato poetico di Celli non ci deve trarre in inganno. Le parole sono limate e cesellate alla perfezione dallo scavo interiore che l’Autore compie nell’anima dei suoi pensieri. La fluidità del verso è un’ulteriore affascinante scoperta che ci trascina dentro le parole, nel fulcro delle emozioni, che sono ben definite, collocate nel punto in cui è possibile vederle, anche se non sempre hanno nome certo: “forse sarà quest’area costruita sui cateti / forse sarà perché ho perso l’ipotenusa / ma non riesco più a calcolare / la radice quadrata di noi due”.
La poesia non ha bisogno di grandi avvenimenti, la sua bellezza è racchiusa nei gesti semplici e nello sguardo che si avvicina agli oggetti e ne sa riconoscere la forza: “una poesia / nasce anche così / solo guardando il coraggio / di una casa a picco sul mare”. È un percorso che si snoda tra affetti, amicizie e vita familiare, questa bella raccolta. Un percorso che assomiglia al vivere di tutti i giorni, al nostro affannarci tra mille cose da fare e il poco tempo che dedichiamo ad assaporarle. Se è ancora vero [possibile] che il Poeta ci mostri le cose che non riusciamo a cogliere, Vincenzo Celli ci regala questi Cocci d’ombra in cui specchiarci e ritrovare la luce che abbiamo perso negli angoli della vita.»

(dalla Prefazione di Morena Fanti)

Vincenzo Celli nasce a Rimini il 2 luglio 1960, città in cui vive. Dopo avere conseguito il diploma di maturità tecnica e dopo una breve parentesi, come dipendente, entra nel mondo del commercio, attività che svolge ancora oggi. Nell’ottobre 2005 scopre alcuni siti di scrittura su internet ed inizia, prima, a leggere le poesie degli altri autori, poi, a cimentarsi nello scrivere le proprie.
Sue opere sono presenti in vari siti e blog fra i quali:

cino720.splinder.com (blog personale)
farapoesia.blogspot.com
viadellebelledonne.wordpress.com
poetare.it
apostrofo.com
millestorie.it
inpuntadipenna.org
descrivendo.com
lunegitane.it
rossovenexiano.splinder.com
scrivere.info
gentechescrive.com
lettori.net

mercoledì 25 febbraio 2009

Tevere in fiamme 7 mar


Sabato 7 marzo 2009, alle ore 18.30

ROMA, LIBRERIA CROCE
Corso Vittorio Emanuele, 156
I libri in testa

TEVERE IN FIAMME

(Azimut , 2008)

un incontro
con la nuova raccolta poetica di

ALESSIO BRANDOLINI


www.ilibrintesta.it

Ardea Motebelli a Santarcangelo 26 feb



Nell'ambito dei Giovedì della Biblioteca, il 26 febbraio 2009 alle ore 21.00 presso la Biblioteca “A. Baldini” di Santarcangelo
Ardea Montebelli presenta la sua ultima raccolta di versi e fotografie (scattate agli eremi abruzzesi in cui è vissuto anche Celestino V): Ma il cielo ci cattura, con prefazione del biblista Paolo De Benedetti e introduzione del critico e poeta Giorgio Barberi Squarotti. Interviene l'editore Alessandro Ramberti.

martedì 24 febbraio 2009

Vicino alle nubi sulla montagna crollata a Forlì 28 feb


Sabato 28 febbraio alle ore 18,00

Presentazione del volume

VICINO ALLE NUBI
SULLA MONTAGNA CROLLATA


a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano

Campanotto editore

Intervengono

Luca Ariano e Stefano Leoni

Saranno presenti i poeti

Mimmo Cangiano, Chiara De Luca, Gianfranco Fabbri
Matteo Fantuzzi, Gianfranco Lauretano


Presso la Saletta della Banca di Forlì',
Via Bruni n.2 (angolo Corso della Repubblica).

Antologia di versi ecologici

“… Questa antologia è nata con spirito pasoliniano, mi spiego meglio. Il nostro obiettivo non è certo “scimmiottare” le battaglie politiche e culturali di Pasolini né osiamo considerarci suoi eredi o vediamo nella figura di Pasolini un profeta, solo vorremmo che quello spirito critico del poeta friuliano e di tanti altri intellettuali della sua generazione come Volponi o legati a quella stagione come Fortini, Vittorini, Alfonso Gatto ed altri fosse presente in questo lavoro. In questa stagione post guerra fredda, post muro di Berlino, post ideologie, post-post-post non guardiamo a certa ideologia con nostalgia o dietrologia (certe logiche oggi sarebbero impensabili) ma vorremmo che un tipo di intellettuale impegnato civilmente (nel senso di ’cives’) e politicamente (sempre nel senso etimologico del termine ’polis’) si affacciasse nel panorama attuale. Non siamo certo così ingenui da pensare che un’antologia (che non ha nelle nostre intenzioni valenza critica, ma di sensibilità verso una certa situazione) possa modificare nell’immediato le cose, ma ci piace credere, pensare e tentare di fare in modo che attraverso una poesia, un semplice verso qualcuno possa accorgersi che i poeti non vivono nel loro mondo, ma sono parte attiva e con la loro voce cercano di migliorare, far riflettere e cambiare le cose. Proprio in quest’ottica abbiamo inserito anche due nostre poesie, proprio perché non di lavoro critico si tratta, bensì di testimonianza di dissenso e sofferenza verso la realtà contemporanea.”
(dalla presentazione di Luca Ariano e Enrico Querceglini)

Poesie di:
1) Adriano Padua
2) Alberto Bertoni
3) Alessandro Ghignoli
4) Alessandro Ramberti
5) Alessandro Ansuini
6) Alessandro Moscè
7) Alessandro Seri
8) Angelo Ferrante
9) Anna Lamberti Bocconi
10) Anna Maria Farabbi
11) Annalisa Teodorani
12) Antonella Pizzo
13) Antonello Danni
14) Antonio Fiori
15) Attilio Lolini
16) Carmine De Falco
17) Caterina Camporesi
18) Chiara De Luca
19) Christian Sinicco
20) Corrado Benigni
21) Cristina Annino
22) Cristina Babino
23) Daniele Piccini
24) Davide Nota
25) Emanuele Kraushaar
26) Enrico Cerquiglini
27) Erminia Passannanti
28) Fabio Franzin
29) Fabrizio Centofanti
30) Federico Scaramuccia
31) Flavio Santi
32) Francesca Matteoni
33) Francesco Marotta
34) Franco Buffoni
35) Gabriel Del Sarto
36) Gabriella Bianchi
37) Gennaro Grieco
38) Giacomo Cerrai
39)Gian Ruggero Manzoni
40) Giancarlo Sissa
41) Giancarlo Tramutoli
42) Gianfranco Fabbri
43)Gianfranco Lauretano
44) Gianni D’Elia
45) Giovanni Nuscis
46) Guido Monti
47) Italo Testa
48) Jacopo Galimberti
49) Leonardo Mancino
50) Lugi Di Ruscio
51) Luigi Nacci
52) Luca Ariano
53) Luca Paci
54) Lucio Zinna
55) Marco Giovenale
56) Marco Saya
57) Marco Simonelli
58)Maria Pia Quintavalla
59)Maria Grazia Calandrone
60) Massimo Orgiazzi
61) Massimo Pamio
62) Massimo Sannelli
63) Matteo Fantuzzi
64) Maurizio Terzetti
65) Mauro Ferrari
66) Mimmo Cangiano
67) Monica Borettini
68) Paola Castagna
69) Paolo Fichera
70) Renato Morelli
71) Roberto Ceccarini
72) Rossella Tempesta
73) Salvatore Ritrovato
74) Sandra Palombo
75) Sebastiano Aglieco
76) Simone Lago
77) Stefania Cavazzon
78) Stefano Guglielmin
79) Stefano Lorefice
80) Stefano Massari
81) Stefano Sanchini
82) Tito Truglia
83) Tommaso Lisa
84) Tommaso Pippucci
85) Vittoria Bartolucci
86) Walter Cremonte
87) William Stabile

Su Prima vita di Stefania Crozzoletti


recensione di Narda Fattori

Stefania Crozzoletti, Prima Vita, Fara Editore 2009 , € 11

Prima Vita, opera in versi di Stefania Crozzoletti chiude la prima poesia con una riflessione che fa maturare attese e soccorre la memoria di tante opere lette : “guai ad essere/ beatamente infelici”. D’acchito ho ricordato Shakespeare, quello delle tragedie, dove mai l’infelicità è beata, ma si pone all’origine degli accadimenti; solo in un secondo momento ho colto l’ossimoro del verso, quindi il controllo, la messa in ordine delle emozioni.
Parto da questi due versi per un percorso nel testo che non li smentisca e non resto delusa : conosco la difficoltà (l’impossibilità?) di chiamarsi fuori dai giochi, di farsi identità al di fuori delle categorie del gregge, dei cani-pastore, dei pastori, dei rifiuti creaturali di marginalità. Stefania non ama essere consolatoria, né con l’esistenza degli altri né con la propria.
Anche a lei succede di avere la “mente colma di antipensiero/ … / Intanto/ il pianeta ruota.” quasi fosse indifferente al suo affannarsi, agli affanni delle creature, al dolore e al male e anche alla fatica di consacrarsi ad un’etica sempre più assediata; ad una reticenza del cosmo anche a lei succede di rispondere con una rassegnazione inquieta e in fuga.
C’è molto dolore nelle parole che disegnano lo stare della poetessa in una situazione che si potrebbe definire borderline: da una parte la ribellione e un gran senso di impotenza, dall’altra la consapevolezza di essere contaminata e non esente dal rischio di essere “beatamente infelice”.
Altri versi che trovo emblematici e ossimorici ancora del suo percepirsi creatura uguale diversa, donna di quiete e di tempesta, sono: “… occupo uno spazio ridotto/ poco più di un vaso di fiori/ poco meno di un cassonetto.” E poco più avanti ci interroga, chiama a sé chi è vocato alla sua stessa solitudine spirituale, qui da intendersi in maniera lata: solitudine dello spirito.
E l’ineguatezza riaffermata di chi arranca, fatica, si affanna, non trova nido, casa, perché l’arrivo, la quiete, la casa appunto, è sempre più in là o non si è scorta sperduti nei propri affanni.
Credo che a tutti sovvenga Quasimodo e i suoi Gabbiani (anche se lei non riesce a balenare in tempesta) e lo stesso Montale con il suo irraggiungibile più in là.
C’è nella Crozzoletti un “passato che ringhia”, un presente che la lascia indietro, un futuro che “intravedo con occhi agnostici/ e cerchiati di indolenza”.
Dunque siamo ad una poesia inclusiva, che ha una sguardo lucido su un presente dolente, a cui mancano tracce di consolazione, ma mai a lei straniero: la poetessa è ingranaggio di questa macchina demolitrice e il suo grido è cigolio di ferraglia e pianto di creatura che cerca condivisione fraterna.
Piccola cosa, non può ergersi a giudice, non può perché fatta della stessa materia che impasta la terra nella sua folle corsa verso una “ beata infelicità”. La consapevolezza rasenta la spietatezza:
“calca di apparenti strati leggeri/ ammasso di pietre/ praticamente una tomba” e non tutte le vittime sono innocenti; la sua ribellione è guscio, oltre che pietra, conviene alla vittima non compiangersi troppo e adeguarsi.
E tuttavia in questa “Prima (e unica?) Vita” non ce la fa la poetessa a riassemblare un puzzle di sezioni scomposte del mondo, lo scoramento raggiunge l’immobilità non fosse che, viva e senziente e anche pensante può formulare esorcismi di parole (la poesia) tuttavia insufficiente e incapace di dare ragione del malessere e se i quattro versi che chiudono la raccolta segnalano una stare nella quiete, essa è auspicio, formula beneaugurate, percezione provvisoria.
Il titolo della raccolta presume una seconda vita ma nei versi non ne troviamo traccia, semmai si riafferma la pochezza di questa che non ci basta a formare un itinerario di significati degni.

Su Fashion di Alberto Mori

  • corriereblog
Poesia
22/02/2009

RECENSIONE: Dalla moda Alberto Mori trae lingua e contenuti per una poesia ironica e giocosa in "Fashion"

Scritto da: Ottavio Rossani alle 19:00

Da alcuni anni un poeta "sperimentale" si muove lungo alcune direzioni di ricerca diverse dal solito, stimolanti, poco frequentate. Si tratta di Alberto Mori (1962), poeta, performer, animatore culturale, organizzatore del festival "Poesia a strappi" a Crema, dove abita. Gli argomenti che elabora nei suoi testi poetici sono tratti dalla vita quotidiana, precisamente dai comportamenti e dai linguaggi della comunicazione, della pubblicità, della moda. Già in passato aveva affrontato e risolto in poesia "zone" contemporanee come il bar, i centri commerciali, i meccanismi di distribuzione delle merci e i nuovi luoghi di aggregazione come appunto i megastore o i cinema multisale con annessi bar e pizzerie. Dopo le tre più recenti raccolte Utòpos (2005), Bar (2006) e Distribuzione (2008), ora propone Fashion (Fara, 2009, pagg. 58, Euro 10), un'agile silloge sul più specifico tema della moda e del glamour, cioè fascino, prestigio, incantamento, e soprattutto della contaminazione dei linguaggi, tenendo conto delle varie incidenze linguistiche provenienti non solo dalla moda ma anche dal più ampio mondo mediatico (varia comunicazione, pubblicità, immagini digitali, marketing e quant'altro). Certo, già Beaudelaire si occupò della moda, nobilitandola come arte. Ma qui Mori compie un'operazione diversa. Parte già dal fascino consolidato della moda per arrivare a una sublimazione psicologica della sua esternalità.

Nei testi di Mori quindi passano grandi griffe (le italiane marche o firme sono proprio brutte, vero?) dell'abbigliamento, della cura del corpo, dei capelli. I vari prodotti sono citati come introduzione a versi pieni d'ironia o addirittura di sarcasmo o anche di cinici disprezzi o di semplice giocosità. Scrive l'autore in una nota finale: "Le espressioni derivano dal francese inglese, giapponese, arabo, hindi e sono tutte creazioni idiomatiche di carattere commerciale reinventate come calchi linguistici simultanei dal linguaggio proliferante della moda. Solo in alcuni casi l'autore interviene con invenzioni personali sui materiali linguistici?. La raccolta si chiude anche con un piccolo dizionario delle espressioni straniere usate nei testi con rapide spiegazioni.

Ora trascrivo un testo che altro non è se non una parodia dell'italinglese in uso tra moda e pubblicità. La poesia risulta, oltre che ironica, anche una seria e grave denuncia della manipolazone della lingua italiana che ogni giorno si impoverisce, da ricca che è sempre stata., per l'uso indiscriminato di espressioni inglesizzanti, spesso non necessarie.

Il grembiule per cocktail Mondrian

coordina e sospinge

Standa By

tavolo/carriola per picnic

pronto per situazionare

aperitivi brunch merende

after hours fast foot night

nei parchi

Accanto sentieri di gazebo

sui prati green relax

Accessoriato con sgabello detraibile

per creare un piacevole disequilibrio elastico

appena sotto al pianale del mobile

Alberto Mori

Come si può notare, l'atteggiamento è demistificatorio, ma anche testimoniale di un'epoca malata, tutto sommato in decadenza, in cui le lingue si degradano per la predominanza della lingua inglese strumentale nel mondo. Nonostante ciò, i prodotti "made in Italy" (soprattutto quelli dei settori abbigliamento ed enogastronomia) sono ancora tra i più acclamati all'estero. Quindi il "morismo", inteso come il tentativo di Mori di cercare nuove frontiere poetiche, è un fenomeno che riguarda sia l'economia sia il costume. La domanda che bisogna porsi è se la sua ricerca porta a risultati poetici di rilievo. La risposta, dal mio punto di vista, è sì. Mi rendo conto però che, trattandosi di un lavoro sperimentale, spesso il significato si perde nei meandri della visionarietà o del dettaglio tecnico, per cui il lettore può perdere il filo della passione che dovrebbe avvilupparlo dentro la poesia. I passaggi misterici e le riflessioni etiche (non moralistiche) comunque non appesantiscono l'epos di questo nuovo territorio di scavo, anche perché, come detto, la continua via d'uscita è l'ironia o il gioco. Come si può evincere da quest'altra breve poesia:

Dal deserto dei cactus

spazzato da nuvole rade di polvere

lo spolverino tagliato a laser frangia lucente

Si apre e lascia riverberare

l?amuleto eolico di caolino fucsia

L?enigma entra poi nella scogliera

N ell?anfratto resta appesa la cintura

ad intarsio labirintico

Alberto Mori

Da Fashion (Fara, 2009)

Scrive Maria Grazia Martina nella prefazione: "L'azione poetica è volta a disarticolare gli slogan e le definizioni delle fogge per iscriverle in uno spartito di note trascritte dal cuore della città, palcoscenico della pubblicità che irrompe nel e dal quotidiano mondo del lavoro, nell'analogia del verso".

Queste poesie possono anche provocare un rigetto se il lettore si aspetta un?intellegibilità razionale. Alberto Mori compone testi sperimentali, come ho detto all'inizio, che passano attraverso i nuovi idiomi mediatici. Dopo i primi versi declaratori, ogni poesia volge verso una visione inedita, spesso gratuita, talvolta anche spaesante, ma sempre efficace sul piano della sorpresa e della denuncia. Poesie queste che contribuiscono a irrobustire il mito moderno degli oggetti (spesso peccaminosi o oltraggiosi) della vita quotidiana, ma nello stesso tempo a condurre tale mito verso una sua possibile "redenzione". Ottavio Rossani


Assiri e De Luca su Report On Line

Attualità: ''Sui passi per non rimanere'' - Fara Editore
di Luigi Ciamburro Pagina Stampabile Invia questo Articolo ad un Amico Discutiamo di poesia con gli autori Alessandro Assiri e Chiara De Luca

D: Sui passi per non rimanere è una raccolta lirica originale, sperimentale, in quanto vi si alternano i versi di due poeti: Alessandro Assiri e Chiara De Luca. Come nasce l’idea di quest’opera, che rapporto c’è tra voi e come è stata decisa questa struttura “amebea”?

CHIARA DE LUCA: In realtà non c’era un disegno preciso inizialmente. Alessandro ed io ci siamo incontrati nella poesia, nella scrittura. Come spesso avviene se somigli a ciò che scrivi, siamo diventati amici anche nella vita. Amici nel senso antico della parola, che implica quel cercare insieme l’autenticità del discorso, condividendo esperienze e ricordi, confrontandosi rispetto a quanto si ritiene davvero nostro, prezioso e importante. A un certo punto, complice la distanza, che ci induceva a scrivere per comunicare, ci siamo ritrovati a parlare in versi. E per molti aspetti sembrava l’unico modo per poter mettere a fuoco determinate cose che ci stavano a cuore. Da parte mia questo è conseguenza del fatto che ho iniziato a scrivere per dire quel che altrimenti non riuscirei, per riandare a memorie e sensazioni all’apparenza rimosse, cui solo in poesia riesco a dare forma.
Poi nel tempo abbiamo visto che cresceva un discorso, si apriva un dialogo.
Credo che la comunicazione virtuale abbia i suoi pro e i suoi contro. L’aspetto negativo, spesso portato alle estreme conseguenze nella società attuale, consiste nel pericolo di assecondare la virtualità dell’esperienza, favoriti dall’opportunità di nascondere gli occhi e i gesti dietro uno schermo. Inventandosi, modificando a proprio (s)vantaggio il peso delle parole, compiacendosi nel sentirle risuonare. Senza considerare il loro riverbero, il loro potenziale metamorfico, nutrito dall’ampia libertà intepretativa – non supportata dagli elementi non verbali del discorso – di chi le accoglie. In questo senso il virtuale ha cambiato in negativo il nostro modo di comunicare. Alessandro ed io ne abbiamo sfruttato i pro, specie l’immediatezza, la velocità nel valicare le distanze. Continuando però a misurare il peso delle parole, custodendone la verità, preservando al contempo tutte le caratteristiche di una lettera scritta del passato: la cura formale, la rilettura e riflessione prima di inviare…
E pian piano ci siamo accorti che questo insieme di scambi in versi e pensieri sarebbe potuto diventare un libro. Ci abbiamo lavorato, come sempre si fa con la poesia, ed ecco sui passi per non rimanere.
Alex e Chiara
ALESSANDRO ASSIRI: Sui passi per non rimanere, nasce da una comunicativa spigolosa, di due persone che oltre che essere amici nella vita, scoprono di riuscire a dirsi in versi, due amici che cercano di impararsi nell'urgenza di comunicare all'altro un emotività sgorgante. Durante la stesura del libro Chiara non era un interlocutrice privilegiata, ma unica destinataria possibile.


D: Le poesie di questa raccolta sono state composte via sms, in treno, aspettando il bus, facendo la fila al supermercato… Sembra proprio che la poesia debba lottare contro i ritmi frenetici dell’ odierna società…? Secondo voi è giusto definire la poesia come “linguaggio del contropotere?”

CHIARA DE LUCA: Non saprei… la bellezza e la verità hanno un grandissimo potere. Ma d’altro segno. Non sarà mai il genere di potere che potrà guidare il mondo, né contrastare il moto di ciò che ci schiaccia, il vuoto di quel che cerca d’uniformarci. Può solo aiutarci a (r)esistere, a non smarrirci del tutto. La poesia non lotta contro i ritmi della società, non ne tiene conto. Ha un suo ritmo che la impone. Questo avvenire all’improvviso, inattesa. È la sua prerogativa, qualsiasi andatura e movimento stia seguendo la tua vita. Non puoi mai sederti alla scrivania e decidere quando. Ci sono momenti in cui la poesia si nega e si sottrae, e tu la chiami, perché avresti tempo e quiete per accoglierla e ascoltarla. Ma non avviene. E momenti in cui un verso ti assale, qualsiasi cosa tu stia facendo, ovunque tu stia andando. E se non lo fermi subito svanisce, lasciandoti un senso di perdita. Per questo si gira armati: di moleskine, foglietti, quaderni, in modo da non perdere quell’attimo che è la poesia.
A me accade spesso mentre corro ai giardini. Allora devo rigirare i versi nella testa, senza pensare ad altro, finché non sono tornata a casa e posso scriverli, fermarli. Oggi tra i vari strumenti che abbiamo a disposizione per catturare un verso c’è anche la memoria del cellulare. Io lo tengo sempre accanto quando dormo, perché i versi che arrivano nel dormiveglia o nel sogno sono spesso i più belli, ma se non li trascrivi subito, al mattino non ne resterà traccia. Però non abbrevio, non taglio, non condenso. Scrivo e osservo le parole nella loro interezza, come quando le traccio su un foglio.
La poesia è sempre dialogo. Si presuppone sempre la possibile presenza di un tu, qualcuno che ci leggerà e ascolterà. Averne la certezza, sapere che c’è già una persona cara che attende una risposta, in rete, o via etere, o all’altro capo del filo, pronta ad accoglierti e capirti, ti aiuta a interrogarti con più intensità, sincerità, senza bisogno di indossare maschere, difese. Senza costringerti a tradurti, spiegarti. E acquisisci coraggio dal sapere che non sarai solo ad affrontare ciò che ti scoprirai dentro. Perché qualcuno sta chiamando la tua poesia insieme a te.

ALESSANDRO ASSIRI: Poesia è un ritmo, un suono, un urlo, compito del poeta è radunare il disperso, e compito di ogni parola è destinarsi all'ascolto, "linguaggio del contropotere" mi piace poco, diventa come poesia civile, alla quale preferisco sempre la civiltà della poesia.


D: Da dove proviene quel fondo di nostalgia presente nelle poesie e perché la scelta di un linguaggio quasi ermetico?

CHIARA DE LUCA
: Difficile rispondere… la nostalgia viene da lontano… è nostalgia del bello e del bene, di quello perduto, ma più ancora di quello mai avuto, di quello “intuito dalla negazione”, con “mani di selce che aprono / a poterlo sfregare” (De Luca).
Credo che la nostalgia per ciò che non si conosce, eppure si sa, in “questo sapore scondito / di festa mancata” (Assiri), “la nostalgia di un luogo / mai visitato nel cambiare” (De Luca), sia la più intensa, la più tormentosa. Ed è anche ciò che più spinge con forza all’azione e alla ricerca.
Più che frutto di una scelta, il linguaggio è stato necessità. Fino a qualche tempo fa scrivevo in modo più “chiaro” e diretto, mi sforzavo, forse, per poter essere in potenza compresa da chiunque. O così pensavo. Ma la poesia, il suo linguaggio, si trasforma ed evolve con noi e la nostra interiorità sulla base dell’esperienza. Circa due anni fa un evento ha cambiato me, la mia vita, la visione forse più fiduciosa e in fondo ingenua che avevo del mondo e dell’altro. E mi ha fatto al contempo comprendere che non c’è bisogno di sforzarsi per aderire alle istanze di chi ci sente, perché chi vuole ascoltare riuscirà a comprenderci comunque. Allora sono scesa senza difese in quei territori interiori che stavano tanto in fretta mutando, tra luci e ombre, frugando tra macerie, accogliendo immagini più inquiete, angosciose, talvolta oniriche, che scopro e decifro nel momento stesso in cui si di-segnano nei versi sul foglio. Seguendo un ritmo interiore che avverto, assecondando il darsi meno immediato, forse più formalmente involuto della parola esplosa.

ALESSANDRO ASSIRI: Credo che scrivere appartenga a una forma di lontananza, così come ogni immagine altro non è che una falla della presenza, probabilmente la nostalgia deriva da questo. Il linguaggio usato credo non sia particolarmente ermetico, ma appartenendo a una sorta di intimita assoluta, " sui passi per non rimanere" potrebbe avere anche questa chiave di lettura


D: Qualche critico letterario dice che oggi la poesia viene coltivata da molti, forse troppi, ognuno ha una sua raccolta segreta nel cassetto; ma i lettori sembrano una specie in via di estinzione. Siete d’ accordo?

CHIARA DE LUCA: In effetti talvolta sembra che tutti abbiano una raccolta più o meno segreta nel cassetto… Ciò che spesso chi scrive non comprende è che la poesia ha bisogno di tempo, umiltà e infinita pazienza. E che la lettura, curiosa, onnivora, incessante, attenta è la più efficace palestra, il più grande arricchimento per migliorarsi e trovare la propria vera voce inconfondibile. Se tutti quelli che scrivono acquistassero almeno un libro al mese, la poesia sarebbe il settore trainante dell’editoria italiana !

ALESSANDRO ASSIRI
: Mi piace pensare che nei cassetti di tutti dimorino sogni di scorta, per quello che riguarda i lettori, le acque in cui naviga la poesia le sappiamo tutti, penso sia necessario accompagnare in giro le proprie parole, renderle nomadi, porgerle, questo la poesia dovrebbe oggi fare senza supponenza, senza cattedre. Solo così si può creare una necessaria civiltà della lettura.


D: Alessandro Assiri e Chiara De Luca cosa fanno nella vita oltre a scrivere poesie?

CHIARA DE LUCA: Dopo una serie di svariati lavori di cui ricordo poco, nell’ottobre del 2008 ho aperto una casa editrice di poesia italiana e straniera contemporanea che si chiama Kolibris (www.edizionikolibris.eu). Così oltre a scrivere poesia… leggo, traduco, recensisco, impagino, propongo, porgo e diffondo poesia. Con incursioni nella traduzione tecnica e legale per arrotondare. Perché il bello e la verità non influiscono neppure sul potere d’acquisto.

ALESSANDRO ASSIRI: Alessandro ha un agenzia di rappresentanza di calzature e si occupa di moda da 25 anni


Report On Line
L'informazione (che) aiuta la vita

lunedì 23 febbraio 2009

Colombe raggomitolate in video

Link al video girato nel salone industriale di Lecco della poesia "Se sei cosi" tratto dal libro Colombe raggomitolate.

http://ghonim-ghonim.blogspot.com/2009/02/se-sei-cosi.html

4 poeti a Roma 26 feb

A Roma, giovedì 26 febbraio 2009, dalle ore 19:00

presso la Libreria Empiria (via Baccina 79)


POVERI MA VECCHI

-- rassegnetta di suoni apparentemente italiani --

quattro giovani poeti attestati negli anta
introducono testi nuovi :

Andrea Inglese, Andrea Raos, Marco Giovenale, Michele Zaffarano

leggono pagine inedite e èdite.

da
A.I. : La distrazione (Sossella, 2008)
A.R. : Le api migratori (Oèdipus, 2007)
M.G. : La casa esposta (Le Lettere, 2007)
M.Z. : A New House (La camera verde, 2008)

*

reading presso

Edizioni Empirìa

Via Baccina 79, Roma (quartiere Monti)
tel.0669940850 -- email: info [at] empiria [dot] com


*

Andrea Inglese (1967) ha pubblicato un saggio di teoria del romanzo dal titolo L'eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e le raccolte poetiche Prove d'inconsistenza, in Poesia contemporanea. Sesto quaderno italiano (Marcos y Marcos, 1998), Inventari (Zona, 2001), Bilico (d'if, 2004), Quello che si vede (Arcipelago, 2006), Prati / Pelouses (La camera Verde, 2007), La distrazione (Luca Sossella, 2008) e l'e-book L'indomestico (Biagio Cepollaro E-dizioni, www.cepollaro.it , 2005). In Francia, è stato pubblicato Colonne d'aveugles, in edizione bilingue con traduzione di Pascal Leclercq (Le Clou Dans Le Fer, 2007). È uno dei fondatori del blog letterario Nazioneindiana (www.nazioneindiana.com ) e cura Per una critica futura, trimestrale di critica in rete (www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CRITICA/critica.htm ). È redattore di www.gammm.org .

Andrea Raos (1968) ha pubblicato Discendere il fiume calmo, in F. Buffoni (a cura di), Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano (Crocetti, 1996), Aspettami, dice. Poesie 1992-2002 (Pieraldo, 2003), Luna velata (CipM - Les Comptoirs de la Nouvelle B.S., 2003) e Le api migratori (Oèdipus - Liquid, 2007). Collabora a www.nazioneindiana.com . Traduce dal francese, dall'inglese e dal giapponese. È redattore di www.gammm.org .

Marco Giovenale (1969) è redattore di www.gammm.org , «bina» e «OR». Con la Camera verde ha pubblicato Curvature (2002, con F.Vitale), Altre ombre (2004), Superficie della battaglia (2006), Spleen / Macchinazioni per fiori (2007, con A.Anzellini). Altri libri recenti: Numeri primi (Arcipelago, 2006), Criterio dei vetri (Oèdipus, 2007), La casa esposta (Le Lettere, 2007). L'e-book Endoglosse è ospitato da Biagio Cepollaro E-dizioni. È presente in alcune antologie, tra cui Parola plurale (Luca Sossella, 2005) e Poesia contemporanea. Nono quaderno italiano (Marcos y Marcos, 2007). Ha curato il volume di Roberto Roversi Tre poesie e alcune prose (Sossella, 2008). Pagine web: www.slowforward.wordpress.com , www.differx.blogspot.com .

Michele Zaffarano è nato nel 1970 a Milano e vive a Roma. Suoi testi sono apparsi su «Qui. Appunti dal presente», «Poesia», «New Review of Literature», www.cepollaro.it , www.nazioneindiana.com , www.absolutepoetry.org , www.sitaudis.com , «Nioques», «International Exchange for Poetic Invention», www.nuovetendenze.org , «OEI», e in antologie. Per La camera verde sono usciti: E l'amore fiorirà splendidamente ovunque (2007), Il culto dei feticci nell'Italia contemporanea (2007) e A New House (2008). Come traduttore dal francese (Denis Roche, Jean-Marie Gleize, Claude Royet-Journoud, Olivier Cadiot, Christophe Tarkos, Jean-Michel Espitallier, ecc.) ha collaborato con «Testo a fronte», «Exit», «Nuovi argomenti», «L'Ulisse», «L'immaginazione». Dirige la collana «chapbooks» (ed. Arcipelago, Milano). È redattore di www.gammm.org . Si occupa di installazioni sonore.


Concoso di poesia haiku 31-5-09

CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
info@cascinamacondo.com - www.cascinamacondo.com


BANDISCE
7° EDIZIONE - CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA HAIKU IN LINGUA ITALIANA

possono partecipare: autori di ogni nazionalità e di ogni età
partecipazione: GRATUITA
sezioni: individuale (autori singoli) - collettiva (scuole e area handicap)
quantità: massimo tre haiku classici INEDITI (5-7-5 sillabe) in lingua italiana.
invio: solo attraverso la compilazione del modulo on line www.cascinamacondo.com (previa registrazione)
scadenza: 31 MAGGIO 2009
premiazione: domenica 22 NOVEMBRE 2009 a Cascina Macondo - cerimonia ufficiale

premi: 114 haiku classificati (57 sezione singola + 57 sezione collettiva) pubblicati in volume

1°- 2°- 3° PREMIO SEZIONE SINGOLA:
- preziosa ciotola Raku, attestato, libro degli haiku
- al PRIMO PREMIO anche un soggiorno di una settimana per 2 persone alle CINQUE TERRE ospiti in un villino del Villaggio La Francesca (Bonassola-La Spezia-Italia)
- al SECONDO PREMIO anche un soggiorno di una settimana per 2 persone presso la PENSIONE SIGNORINI (Castiglioncello-Livorno-Italia)


1°- 2°- 3° PREMIO SEZIONE COLLETTIVA:
- targa in ceramica Raku alla Scuola
- attestato e libro degli haiku all'alunno
- libro all'insegnante

AI PRIMI DIECI CLASSIFICATI DI OGNI SEZIONE ATTESTATO DI MERITO

nota 1: tutti gli haiku pervenuti sono visibili sul sito di cascina macondo
nota 2: il pubblico può votare gli haiku messi on line
(Il voto del pubblico è utile parametro di riferimento per dirimere i casi che hanno ottenuto parità di voto dalla giuria)



clicca qui per il bando completo IN 14 LINGUE (grazie per averlo stampato e appeso in qualche luogo)

http://my.cascinamacondo.com/site/bando.asp





giuria

Alessandra Gallo (scrittrice-poetessa-insegnante)

Annette Seimer (traduttrice)

Antonella Filippi (scrittrice-poetessa-Haijin)

Domenico Benedetto (fotografo)

Fabia Binci ( scrittrice-Haijin-insegnante)

Fabrizio Virgili (Haijin-insegnante)

Giorgio Gazzolo (Haijin)

Michele Bertolotto (web master-Haijin)

Pietro Tartamella (scrittore-poeta-Haijin-insegnante)



membri onorari della giuria

Ban'ya Natsuishi (Japan)

Danilo Manera (Italy)

David Cobb (UK)

Jim Kacian (USA)

Max Verhart (Holland)

Nico Orengo (Italy)

Visnja Mcmaster (Croatia)

Zinovy Vayman (Russia)


Sponsor e Patrocini
Regione Piemonte www.regione.piemonte.it
Comune di Riva Presso Chieri www.comune.rivapressochieri.to.it - Fondazione Italia-Giappone www.italiagiappone.it
Liceo Europeo Convitto Nazionale Umberto I www.cnuto.it/CNUTO/CNUTO/SitoPubblico/Sezioni/11
Villaggio La Francesca www.villaggilafrancesca.it - Pensione Signorini www.pensionesignorini.it
Cogest M&C-Business & Travel www.cogest.info - Edil.Dan.Pi. Costruzioni s.a.s www.edildanpi.it
Gruppo Piotto - Gruppo Haijin di Arenzano - Edizioni Angolo Manzoni www.angolo-manzoni.it
Deart Web Agency www.deart.org - Colombre Film www.colombre.it - Circolo dei Lettori www.circololettori.it

dalla Casa della poesia

"Ci sono libri che creano la magia nella nostra vita".

"La meraviglia di essere trasformati dalle parole di un libro".

Partendo da queste considerazioni abbiamo chiesto a poeti, scrittori, intellettuali di parlarci del loro "libro della vita".

Il primo testo è del poeta Paolo Ruffilli.

http://www.casadellapoesia.org/blog

Saluti

La via della notte e del suo liquido respiro



In margine a Impronte sull’acqua di Francesco Marotta (Edizioni Le Voci della Luna, 2008)

recensione di Mario Fresa

Quale rapporto stringe, in una costante unione e disunione, la parola e l’assenza, il corpo del testo e la fuga dell’immagine? La poesia tenta la sacra coincidenza dell’istante con l’assoluto, del tempo finito con l’eterno e irripetibile accadere degli eventi; Francesco Marotta è immerso nella ricerca di questa congiunzione amorosa di opposti, in cui l’io - scheggia e frammento di una realtà in perenne disfacimento e rinnovamento - scorge la bellezza e il dolore di quel legame provvisorio che annuncia, per un momento solo, la possibile identificazione dell’ora con il sempre, dell’individuale con il Tutto.
Eppure il linguaggio sembra in aperta lotta con ciò che scivola verso un continuo sperdimento di sé, di ciò che vive e, contemporaneamente, muore in un’inarrestabile essere-per-finire; è possibile, dunque, fissare il volto di quelle immagini che sempre si disciolgono come liquide ombre, come fantasmi che compaiono e dispaiono - dèmoni ansiosi, imprendibili e fuggenti?
Marotta evoca il dolce e duro conflitto che lega la parola all’acquatico apparire dei luoghi e dei pensieri con il dono di una lingua che sembra, appunto, farsi acqua essa stessa; una lingua che pare, cioè, diluirsi interamente in un magico stupore che non tenta di appropriarsi di ciò che le si mostra, ma che desidera, piuttosto, perdersi e annullarsi nella dolcezza di quella medesima visione, nel vortice di un abbandono e di un sonno che accoglie tutto il possibile, tutti i suoni e i colori e le più antiche e sconosciute cose; queste ultime si rivelano, insieme, reali e oniriche, presenti e scomparse, tangibili e fumose («la forma che/ brancola nel buio del/ la mente/ sente la pupilla/ divaricarsi al passo e/ nel respiro/ superare il furore di ogni/ distanza,/ ho eletto/ a mia dimora / la materia in/ differente/ di un’/ ombra/ che resta/ ombra anche in pieno/ giorno»). C’è ansia e dolore - eppure amore infinito - in questa veglia perenne su cui si basano i versi di Francesco Marotta: la ferita insopportabile nasce dall’impotenza del dire (e del comprendere) la festa incomprensibile dell’esistenza; la gioia, al contempo, viene - sognata e inaspettata - poiché quel disperato dire e quel cercare di comprendere la vita si attuano, saggiamente, in virtù di una fuga dallo sguardo soggettivo e in un totale consegnarsi a quell’infinita notte del non sapere, in cui l’identità si azzera per accogliere, nel fondo dell’anima, la congiunzione del singolo con l’eterno - in cui tutto è riabbracciato dalla matrice indescrivibile (perché solo sperimentabile) del Nulla.
Necessario è tale immergersi nell’acqua del non essere, perché allora la poesia si fa assoluta, ovvero priva di scopo e tutta destinata a una contemplazione felicemente distaccata; ed è la poesia a pretendere un tale venir meno dell’esserci e del volere; infatti: «qualunque poesia o scrittura, o qualunque parte di esse esprime o collo stile o co’ sentimenti, il piacere e la voluttà, esprime ancora o collo stile o co’ sentimenti formali e con ambedue una noncuranza una negligenza una specie di dimenticanza d’ogni cosa. E generalmente non v’ha altro mezzo che questo ad esprimere la voluttà! Tant’è, il piacere non è che un abbandono e un oblio della vita, e una specie di sonno e di morte» (Leopardi, Zibaldone, 19 aprile, Lunedì di Pasqua, 1824). Francesco Marotta conosce l’inevitabile e dolente necessità di essere accolti, con una resa incondizionata e felice, dal fiume del divenire dell’esistenza; poeta dall’orecchio altissimo (l’ascolto è il primo, irrinunciabile passo per cedere alla vertigine di quella intermissione della vita suggerita da Leopardi) e sceglie una «tenebrosa sapienza», in cui l’occhio impara dall’ombra, in una prospettiva più consapevole, più autentica e più ancora sconvolgente: «forse è un pianto, un/ parto, dove/ si affolla la ferita/ per emergere al/ la luce, ma il crepuscolo/ preme, impolvera/ gli orli, la/ pelle slabbrata/ le finestre dischiuse/ accese per il volo, noi/ ci legammo al/ respiro degli alberi/ intravisti all’ultima sosta/ come ombre che/ imitano il sentiero/ carnale, la strada/ in mezzo a/ gli occhi, una/ forbice/ che recide le ore al/la radice».


Mario Fresa (Salerno, 1973) ha pubblicato questi libri di poesia: Liaison (2002), L’uomo che sogna (2004), Il bene (2007) e Alluminio (2008).
Sue poesie sono state pubblicate sulle principali riviste letterarie, tra cui «Nuovi Argomenti», «Paragone», «Almanacco dello Specchio».

sabato 21 febbraio 2009

Ciclo di letture di Kolibris


A marzo 2009 Kolibris avvia un ciclo di letture e presentazioni di libri di giovani poeti contemporanei a cura di Chiara De Luca
che si svolgeranno presso la saletta multimediale della Biblioteca Ruffilli, in Vicolo Bolognetti 2 (traversa di Via San Vitale) a Bologna

cominciando con

17 marzo 2009
ore 20:45
Matteo Fantuzzi legge da Kobarid (Raffaelli, 2008)


24 marzo 2009
ore 17:30
Simone Molinaroli legge da Cani al guinzaglio nel ventre della balena (Fara, 2008)



Simone Molinaroli in tournée



Presentazioni di Cani al Guinzaglio nel Ventre della Balena

ENDURING POETRY
:::domenica 22 marzo 2009 ore 18.30 Caffé Galeter -
Montichiari (Brescia)
via guerzoni 92h, Borgosotto di Montichiari, (BS)


:::martedì 24 marzo 2009 ore 19.00 Saletta Multimediale
della Biblioteca Ruffilli
Vicolo Bolognetti 2 (traversa di Via San Vitale) Bologna.
Introduce Chiara De Luca

ENDURING POETRY
:::martedì 24 marzo 2009 ore 21.00 Zammù
(www.myspace.com/zammu)
via saragozza 32/a Bologna. A cura di Casa Lettrice
Malicuvata
Inserisci link

:::giovedì 9 aprile 2009 ore 18.30 Libreria Chiari
Piazza Salvemini 18 Firenze.
Introduce Massimo Baldi


:::venerdì 24 aprile 2009 ore 18.30 Libreria Odradek
Via Principe Eugenio 28 20155 Milano.
Introduce Chiara De Luca

:::::::::::::::::
Simone Molinaroli - www.asscultpress.com/molinaroli
Ass Cult Press - www.asscultpress.com
Enduring Poetry - www.myspace.com/enduringpoetry
:::::::::::::::::Inserisci link

venerdì 20 febbraio 2009

Poesia Canzone e traduzione, Bologna 24 feb

Il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna ed il Centro Internazionale della Canzone d’Autore

presentano

Laboratorio di Poesia
Laboratorio della Canzone d’Autore

Primo incontro: MARTEDI’ 24 FEBBRAIO 2009 ore 15.00
Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Bologna, via delle belle arti 54.

Interverranno:

Ezio Raimondi (Italianista - Presidente del Centro di Poesia Contemporanea) sul tema “Mandel’stam lettore di Dante”

Davide Rondoni (poeta e direttore del Centro di Poesia Contemporanea) che introdurrà il Laboratorio di Poesia.

Guido Elmi (storico produttore di Vasco Rossi e general manager dell’etichetta indipendente NOPOP) che parlerà della sua esperienza da produttore e del percorso delle canzoni all’interno del mercato discografico.

Francesco Giardinazzo (docente di Ermeneutica Testuale presso la Scuola per Interpreti e Traduttori di Forlì, Università di Bologna) che introdurrà il Laboratorio della Canzone d’Autore.

L’ingresso è aperto a tutti fino ad esaurimento posti disponibili.

Prossimamente saranno ospitati, tra gli altri, i poeti Cesare Viviani e Beatriz Russo, e gli artisti Lucio Dalla, Massimo Bubola e Ornella Vanoni.
E’ possibile trovare il programma completo dei laboratori sui siti:

www.centrodipoesia.it
www.centrodellacanzone.net

Vi mandiamo inoltre, in allegato, il bando del CONCORSO NAZIONALE DI TRADUZIONE PER STUDENTI UNIVERSITARI proposto da RAFFAELI EDITORE.

1. OBIETTIVI DEL CONCORSO
• Promuovere opere ritenute fondamentali per la letteratura
occidentale, mai tradotte o fuori commercio in Italia.
• Promuovere nuovi traduttori e una nuova linea di condotta
nel panorama editoriale italiano.
• Fornire alle Università uno strumento che offra agli studenti
la possibilità di lavorare come traduttori per una casa
editrice.
2. A CHI È RIVOLTO IL CONCORSO
Il concorso è aperto agli studenti Italiani delle Facoltà
umanistiche e degli istituti di traduzione.
3. I QUATTRO TESTI SU CUI CI SI POTRÀ
CIMENTARE PER L’EDIZIONE 2008/2009
- dall’inglese:
• A Child's Garden of Verses di Robert Louis Stevenson
• At the back of the north wind di George Mac Donald
- dal francese:
• Anabase di Saint-John Perse
- dallo spagnolo:
• Macías di Mariano José de Larra
L’editore Raffaelli, cosciente della difficile reperibilità delle
opere, invierà via internet le prove di traduzione dei testi
per i quali si intende concorrere, ma solo su richiesta e
solo dopo aver verificato l’effettiva iscrizione del richiedente.
4. IL PREMIO
consisterà in € 1.000,00 più la pubblicazione nell’ambito
della collana Dromos di Raffaelli Editore.
5. ISCRIZIONE AL CONCORSO
L’iscrizione al concorso dà il diritto di partecipare al concorso
per la traduzione di una delle quattro opere tra
quelle sopra elencate. Unica condizione per l’iscrizione è
il versamento di € 50,00 sul c/c postale n.15315476 (intestato
a: Raffaelli Editore - Rimini; Causale: iscrizione
Dromos).
Per consentire la verifica dell’iscrizione lo studente dovrà
inviare all’editore una fotocopia (per via postale o via
email) del bollettino all’indirizzo: Raffaelli Editore - Vicolo
Gioia 10 - 47900 Rimini.
Con tale versamento ogni partecipante riceverà in omaggio
l’abbonamento al trimestrale di Letteratura e Poesia
clanDestino, comprensivo dei quattro numeri della rivista
e dei libri di poesia contemporanea pubblicati durante
l’anno nella collana del medesimo periodico.
6. DATA DI SCADENZA PER L’ISCRIZIONE
E PER L’INVIO DEI LAVORI
L’iscrizione dovrà essere effettuata entro il 15/06/2009.
L’invio degli elaborati dovrà essere effettuato entro il
31/07/2009.
Le traduzioni dovranno pervenire obbligatoriamente in
quattro copie cartacee presso: Raffaelli Editore - Vicolo
Gioia 10 - 47900 Rimini e via e-mail all’indirizzo:
raffaellieditore@rimini.com e dovranno essere firmate
dal concorrente con uno pseudonimo.
Nella stessa busta che conterrà il lavoro di traduzione
svolto, dovrà essere inviato un foglio a parte (in un’altra
busta chiusa), contenente lo pseudonimo e il vero nome
del traduttore a cui corrisponde (con i suoi dati anagrafici,
i suoi recapiti, una breve nota biografica e la seguente dichiarazione
firmata: “Dichiaro che l’opera di traduzione
presentata a codesto concorso è di mia personale creazione,
inedita e di mia esclusiva disponibilità; dichiaro altresì
il consenso al trattamento dei miei dati personali in
riferimento al punto 10 del bando di concorso al Premio
Dromos 2008/2009”).
7. DATA DELLA PREMIAZIONE
La premiazione avverrà nel mese di Novembre 2009.
Consisterà nell’assegnazione del premio in denaro al vincitore
alla presenza di importanti esponenti della letteratura
internazionale.
Da quella data il traduttore sarà ufficialmente ingaggiato
dall’editore per l’intera traduzione dell’opera al fine della
sua pubblicazione.
8. GIURIA
La giuria sarà composta da professori universitari e importanti
esponenti del panorama letterario nazionale e
internazionale tra i quali:
- per le traduzioni dal Francese:
• Massimo Arcangeli - preside e professore della Facoltà
di Lingue dell’Università di Cagliari, linguista,
critico letterario e scrittore.
• Daniela Fabiani - docente di Lingua e Letteratura
Francese presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere
dell’Università di Macerata.
• Davide Rondoni - poeta e direttore del Centro di
Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna.
• Maria Luisa Vezzali - poeta, traduttrice e docente di
materie letterarie al liceo.
- per le traduzioni dall’Inglese:
• Antonella Anedda - poetessa.
• Jamie McKendrick - poeta inglese e professore all’Università
di Oxford.
• Edoardo Rialti - traduttore.
- per le traduzioni dallo Spagnolo:
• Stefano Arduini - direttore del Centro Europeo per
l’Editoria dell’Università di Urbino; presidente del Comitato
tecnico-scientifico della Scuola Superiore per
traduttori e mediatori linguistici “San Pellegrino” di
Misano Adriatico.
• Piero Menarini - professore di Letteratura Spagnola
presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università
di Bologna.
- Presidente della giuria è il Prof. Stefano Arduini
- Il giudizio della giuria è insindacabile.
- Responsabile organizzativo e membro della giuria è
Pietro Federico (poeta, direttore editoriale del progetto
Dromos per Raffaelli Editore, membro al direttivo del
Centro di Poesia Contemporanea di Bologna, redattore
della rivista nazionale di letteratura e poesia clan-
Destino).


giovedì 19 febbraio 2009

Premio Giovanni da San Piero 25-4-09

È in rete il numero 13 di Fili d'aquilone


rivista web d'immagini, idee e Poesia www.filidaquilone.it/num013.html


Il titolo del numero è NUTRIMENTI e dentro ci trovate:


§ Una ricetta esemplare, racconto di Stefano Cardinali
§ Volgendo le spalle a chi muore, di Armando Santarelli
§ Pobrecito poeta que era yo... Sulla poesia di Roque Dalton, di Irene Campagna
§ Poesia e spiritualità. Intervista a Luisella Carretta, di Viviane Ciampi
§ L'aranceto, di Giuseppe Manfridi
§ Mattini antartici, poesie di Roberto Agostini. Essere nutriti dalle domande: rinascere?, di Fausta Squatriti
§ La poesia di Alfonsina Storni, di Alessio Brandolini
§ Il coltello nel pomodoro, foto di Valentina Pasquinelli, testo di Ambra Laurenzi
§ Natura nutrice, foto di Adriano Perini, testo di Ambra Laurenzi
§ Come nutrire una rivoluzione senza popolo, di Bernard Noël
§ Testavuota e Testapiena, racconto di Annarita Verzola
§ Letteratura slovena per l'infanzia (4). Lojze Kovačič, Marjan Manček, Tatjana Pregl Kobe, a cura di Jolka Milič
§ Antonio D'Alfonso. Nutrirsi alle radici, di Claudine Bertrand e Viviane Ciampi
§ Nutrimenti della grande poesia, di Fabio Pierangeli
§ La carne quando è sola, di Vera Lúcia de Oliveira
§ Sul Requiem di Lêdo Ivo, di Alessio Brandolini
§ La poesia di Barbara Korun, a cura di Jolka Milič
§ Unità e molteplicità. Auerbach e il ritratto della civiltà europea, di Massimo Mastrogregori
§ Che fine ha fatto la sinistra italiana?, di Emiliano Sbaraglia
§ Nutrire la poesia: i poeti del Merendacolo, di Vera Lúcia de Oliveira
§ Álvaro Mutis, Le opere perdute, di Martha Canfield
§ Alessio Brandolini, Tevere in fiamme, di Alberto Casadei

RUBRICHE
§ L'ANGOLO DI ED
Cibi, a cura di Giuseppe Ierolli
§ ASCOLTARE, UNA RUBRICA PER LE ORECCHIE
Un menu di portate musicali, di Federico Platania
§ IL CINEMA A PAROLE
Cous-Cous, di Abdel Kechiche, di Verónica Becerril
§ LA VOCE DELLA TERRA
La lezione del maiale, di Elvio Cipollone

L'indirizzo: http://www.filidaquilone.it

redazione@filidaquilone.it

mercoledì 18 febbraio 2009

Giovanni Fierro in alveare

Alcuni miei nuovi scritti sono ospitati qui:

www.alveare.splinder.com

una bella realtà che mi piace molto.

Si può lasciare un messaggio/commento.

Giovanni

Gli orti dell'olocausto


di Luigina Bigon qui

Premio Italo Carretto 30-4-2009

COMUNE DI BARDINETO E ASSOCIAZIONE CULTURALE “VARCHI”

8° PREMIO NAZIONALE DI POESIA “ITALO CARRETTO” 2009


Scadenza 30 aprile 2009
SEZ. A: poesia singola in lingua italiana a tema: “Lasciarsi andare”
SEZ. B: poesia singola in lingua italiana a tema: “Bardineto”
SEZ. C: poesia singola in lingua italiana a tema libero.
SEZ. D: poesia singola in dialetto a tema libero.
SEZ. E: poesia singola riservata ai ragazzi fino ai 18 anni;
SEZ. F: poesia singola riservata alle scolaresche.


TESTI: i testi, che non devono superare i 36 versi, possono essere sia editi che inediti; devono essere dattiloscritti o fotocopiati su formato A4. Coloro che usano il P.C. sono pregati di utilizzare il carattere Times New Roman. Per la sez. D dovranno riportare in calce la traduzione in lingua italiana. E’ ammesso un solo elaborato per ogni sezione.


NUMERO COPIE: i concorrenti dovranno inviare n° 9 copie di cui 8 anonime ed una con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, dichiarazione firmata che trattasi di opera di propria esclusiva produzione e l’indicazione della sezione cui si partecipa.


QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 15 per ciascuna sezione. Le sezione E e F sono gratuite.


PAGAMENTO QUOTE DI PARTECIPAZIONE: assegno non trasferibile, versamento sul c/c postale n° 45300159 intestato a Ines Gastaldi Loc. Geirolo 12, 17057 BARDINETO (SV) oppure in contanti (in questo caso spedire a mezzo raccomandata o assicurata).


SPEDIZIONE: spedire gli elaborati alla Segretaria del concorso Ines Gastaldi Loc. Geirolo 12, 17057 BARDINETO (SV) allegando l’attestazione del versamento, entro il 30 Aprile 2009.
GIURIA: sarà formata da esperti del settore e resa nota a graduatoria ultimata.


PREMIAZIONE: avverrà in Bardineto nel Salone A. Mazza, adiacente alla Chiesa Parrocchiale, sabato 5 settembre 2009 alle ore 16. Tutti i premiati saranno tempestivamente avvisati a mezzo lettera e tutti i partecipanti riceveranno copia del verbale della giuria.


PREMI: medaglia d’oro e diploma ai primi tre classificati delle sezioni A, B, C e D; il 1° classificato della sez. A avrà inoltre diritto a un “Week-end romantico” con cena a lume di candela in appartamento con caminetto offerto dall’agriturismo F.lli Oddone, il 1° classificato della Sez. B a un’opera offerta da un artista, il 1° classificato della Sez. C al trofeo offerto dall’Albergo Monte Carmo; il 1° classificato della sezione D ad un 2° premio che verrà deciso in seguito; sono previsti ulteriori premi: coppe, targhe e opere artistiche come nelle precedenti edizioni. I premi per le sezioni E e F saranno decisi successivamente.
Si sta inoltre valutando la possibilità di riprodurre su piastrella le poesie prime classificate delle tre sezioni A, B e C per collocarle in un sito all’aperto che sarà individuato dal Comune; in tal caso le poesie oltre al limite di 36 versi non dovranno superare gli endecasillabi.


ELABORATI: saranno distrutti a manifestazione ultimata.


DATI PERSONALI: saranno utilizzati esclusivamente per il concorso. Gli interessati hanno diritto all’accesso, modifica e cancellazione dei propri dati. Partecipando al concorso i poeti manifestano il consapevole consenso all’uso dei propri dati e accettano le norme del concorso stesso.


ANTOLOGIA: verrà valutata la possibilità di pubblicare un’antologia delle poesie premiate e di quelle considerate meritevoli. Partecipando al concorso gli autori acconsentono alla pubblicazione delle loro opere sull’antologia, riviste letterarie e giornali.


CONCORSO ORGANIZZATO dal Comune di Bardineto e Associazione Culturale VARCHI con la collaborazione di: Provincia di Savona, Comunità Montana Alta Valle Bormida, Pro Loco di Bardineto, Centrale Latte Frascheri, Lavorazione Funghi Tabò, Banco Azzoaglio di Ceva, Cassa di Risparmio di Savona Ag. Bardineto, Alberghi: Marianella, Monte Carmo, San Nicolò, Agriturismo F.lli Oddone; artisti: Giorgio Canepa, Laura Canesi Macchia, Beppe Cerutti, Mabi Col, Attilio Giovannini, Silvana Prucca, Anita Oliveri.


ULTERIORI CHIARIMENTI: Telefonare alla segretaria al n. 019/7908068 oppure e-mail inesgastaldi@alice.it

2 premi LietoColle

IL SEGRETO DELLE FRAGOLE ed 2010

http://www.lietocolle.info/it/bando_il_segreto_delle_fragole_2010.html





OPERA PRIMA 2009

http://www.lietocolle.info/it/opera_prima_2009_bando.html


Su La sede dell'estro di Antonio D'Alessio

Edizioni G.G. Guarini, pp 63, 2009
via Sala 29 - frazione S. Felice
83025 Montoro Inferiore (AV)

(I Proventi di questa raccolta/testimonianza verranno devoluti al Centro Ricerca Tumori di Avellino).

nota critica di Antonietta Gnerre

Non so se Antonio D’Alessio prevedesse, per questa sua raccolta un destino postumo. Certo è che, a leggere i suoi versi ora che non c’è più (Antonio è scomparso per una malattia il 9 settembre 2008 a soli 32 anni a Solofra), certi passaggi acquistano un'importanza che non si può non definire epigrafica. La poesia del Nostro, raggiunge una limpidezza straordinaria, di fronte al sole della vita che tramonta. Per cui, il lettore in quest’opera si ritrova a percorrere il baricentro di un’anima, che si ferma, per permettere alla parola di lasciare ogni pesantezza al fondo del fiume – “Sotto il ponte/ agli argini del fiume/ ti verranno a cercare/ credendoti morto/ ti vogliono togliere / anche l’ultimo respiro/ liberati dalle oppressioni/ fa quel che vuoi/ non farti togliere/ dagli argini del fiume/ quella è la tua casa” – un vento pulsa in questi versi come metafora di un sentimento che scorre – “Nessuno si ferma ad ascoltare/ il vento/ perché i suoi problemi sono/ i problemi dell’uomo”. Questa è una plaquette che ci fa riflettere, sui silenzi e sulle pause della vita, ci fa riflettere sullo spazio autentico e sul punto fermo che è l’amore, con una forma stilistica che somiglia molto alla struttura degli haiku – “Camminando: e riascoltare/ il mio cammino” – oppure – “Da piccolo cercavo calore/ oggi ho capito che il fuoco/ è dentro me”. Un pensiero armonioso e puro riposa spontaneamente sul tessuto della raccolta, con una voce che ci arriva limpida, serena, chiara e levigata. Infatti, le parole diventano il mezzo attraverso il quale i frammenti dei sogni incontrano con l’occhio del disincanto l’opacità dell’esistenza: “… sono in un brutto incubo/ sto cercando/ la porta per fuggire/ alle mie/ illusioni, delusioni, sofferenze”. Questo lavoro è un diario poetico infinito perché resta nel tempo di chi lo legge e di chi lo saprà custodire per sempre sul cuore del tempo perché: “(…) La poesia/ ritorna come l’aurora e il tramonto./ A volte nelle sere una faccia/ ci guarda dal fondo di uno specchio;/ l’arte deve essere come quello specchio/ che ci rivela la nostra propria faccia.”( J.B. Borges, Arte poetica, Il creatore). Per cui, come sottolinea la poetessa Narda Fattori nell’introduzione al testo: “Antonio ci ha lasciati nella carne, ma il suo spirito vive oltre lui, nell’aria, nei ricordi, nell’amore della famiglia, nei versi che, già ordinati e scelti di suo pugno, ha donato alle mani che avrebbero aperto il cassetto” – come echi custoditi nel vinile di una vita ricca di pensieri e di desideri, ma anche di tanta musica e di tanti sogni che, scorrono ancora tra noi: “Scruto, e/ sono in volo/ cerco, e lì/ è andato/ e via, vado” – con una grande dolcezza spirituale, scritta sulle acque di questo mondo. (Scrive il poeta siriano Adonis in un saggio sulla poesia: “… il futuro appartiene alla poesia, è la poesia. Il tempo che vedrà morire la poesia sarà anch’esso un’altra morte. La poesia non ha tempo: è il tempo”).

Il rosaio d'inverno nella newsletter Kolibris

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Roberta Borsani, Il rosaio d'inverno, Fara Editore, 2009

OGGI DIO NON OSA

DIO PADRE LA NATURA TI AMA

dio padre la natura ti ama

guardala come stacca
dalle braccia esiliate del legno
i piccoli di ciliegio

guardala come sorseggia il cielo
sbrodolando in grembo
guardala come
sprigionando ti chiama
guarda come ti ama

(cosa sono chiedo i fiori
se non ciotole d'incenso?)


NELLA TENEBRA IMMENSA

nella tenebra immensa
di una notte
senza usignolo e
vuota di luna
Tu
m'inviasti parole
con la punta delle dita

sbocciavano
all'improvviso nell'aria
tumide
come marcisi
esalati dalla penombra
dalle mandrie del fiume


PADRE CHE NON SALVI

padre che non salvi
padre che lasci cadere

si assorbono
nel niente le tue strade
come macchie d'acqua
sopra ombrelli di seta

l'orbita
vuota di una stella
estinta
da un milione di anni
è lo specchio morto del tuo gelo
quando scruti
con sguardo implacabile
sopra i sassi
tra i fiori
e discerni gli umani da amare
gli altri destini all'orco

come posso chiamarti
come posso cambiarti
(e sciogliere
la tua stretta di neve
padre che non salvi
padre che lasci cadere


OGGI DIO NON OSA

oggi dio non osa

aguzzi
frammenti d'anima
gli si sono
conficcati nel cuore

si è uccisa una donna

dio non c'era
(e perché
pensava a qualcosa
che si spezza?)

milioni di uccelli gridavano
nell'aria liquefatta
(non sono stati creduti)

si destavano le madri
delle acque di palude
segnando l'aria
di enigmi terribili

oggi
dio non osa
si lascia calpestare
come una pratolina

una donna si è uccisa

ci saranno bisbigli
(quel suo cane
cieco da tempo
forse
l'ha portata lontano...)

Primavita nella newsletter Kolibris

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Stefania Cozzoletti, Prima vita, Fara Editore, 2009

(NON SONO UN) POETA

Se volgo lo sguardo al cielo
non vedo soffici cuscini
dove gli Dei posano
mollemente il capo

Vedo nuvole

Non vergo sonetti
non torturo le rime
il nuovo verso inizia
se lo decreta il respiro

Seguo il ritmo
dello stomaco
non sono intrattabile
ossuta canuta dannata
non declamo versi
al calar del sole

La mia biblioteca
una parata di colori
orizzontali verticali diagonali,
dimensioni, buoni consigli
criteri certamente
poco letterari

Non sono un poeta
mi limito a spazzare
di tanto in tanto l'anima
occupo uno spazio ridotto
poco più di un vaso di fiori
poco meno di un cassonetto

GRANDE FESTA, PICCOLA TESTA

La gigantesca parata del mondo
mi ferma
è tutto troppo grande
per una testa fasciata

Qualcuno come me
è là fuori?
Non politicamente
non eticamente
spiritualmente intendo

Credo a volte di avere
paure speciali
anomale perplessità
domande gravose

e non c'è prete
teologo
filosofo
maestro
che sia riuscito a rinfrancarmi

C'è qualcuno come me
là fuori?
Un gemello dell'anima
una sorella figlia dello steso spirito
un poeta che sappia meglio di me
parlare alla vita?
Non riesco a contenere tutto
non riesco a farlo entrare
nella mente e fermarlo

Non si fissa
mille volte gira
e ogni immagine si discosta
dalla precedente
più soffice
più fredda
più verde

Fotogrammi continuamente diversi
si burlano di me
e della mia scarsa cultura
Non sono abbastanza
sapiente
per essere considerata

Il primo nato in casa Kolibris

ISBN: 978-88-96263-00-6
pp. 88, € 10

Introduzione di Milo De Angelis

Testi di:

Paola Loreto
Sergio Rotino
Caterina Camporesi
Gialuca Chierici
Alessandro Ramberti
Carla De Angelis
Narda Fattori
Stefano Leoni
Simone Molinaroli

Chi volesse acquistarlo può richiederlo direttamente all'indirizzo e-mail

chiadeluca@hotmail.com

o acquistarlo con carta di credito nella libreria online di Kolibris, che sarà attiva a partire dall'inizio della settimana prossima all'indirizzo:

http://www.kolibrisbookshop.com

Il volume antologico che inaugura Chiara, collana di poesia contemporanea della casa editrice Kolibris, contiene i testi di vincitori e segnalati nella sezione poesia inedita del concorso

L'amore è un cane che viene dall'inferno.

organizzato dal Comune di Bellaria Igea-Marina

in collaborazione con
l'Associazione Isola dei Platani,
l'Associazione Agorà 2000

la casa editrice Kolibris

per visualizzare le foto della premiazione, clicca qui sotto

o sul seguente collegamento

http://www.facebook.com/album.php?aid=20734&id=1216358225&l=cc814

Sfida poetica a Faenza 20 feb

martedì 17 febbraio 2009

Ultime poesie di Mario Luzi

Su Rosaio d'inverno di Roberta Borsani



recensione di Guido Passini in respirandopoesia


www.faraeditore.it/html/siacosache/borsani.html

Cenni biografici

Roberta Borsani è nata nel 1959 in provincia di Milano, dove vive e lavora come insegnante di lettere in una scuola superiore. Negli anni ha coltivato l’amore per la poesia e lo studio del simbolismo nelle sue diverse dimensioni interpretative (folclore, psicologia del profondo, fenomenologia religiosa). La sua ricerca è orientata a rivelare il sostrato mitico da cui scaturisce la parola poetica. Nel 2009 esce la sua prima raccolta Il rosaio d’inverno edito dalla Fara Editore.


Recensione

Roberta ha nella sua poesia una genialità impressionante. In questo libro l’autrice crea una tela con i colori della propria anima, dando libero sfogo all’immaginazione e al sentimento. Sfogliando le pagine di questo libro ho trovato poesie ricche di pathos e di immagini forti, reali. La cosa che mi colpisce de Il rosaio d’inverno, è la leggerezza e spontaneità dei versi nonostante le tematiche trattate e la rabbia che potrebbe impadronire la penna. Al lettore non resta che assaporarne la consistenza e l’introspettività del momento. Il paragone con la natura riporta il senso della vita, il percorso indiretto di un’emozione, una sensazione, un dolore, o tutto quello che l’autrice vi consentirà di ricevere dalla lettura dei suoi versi.
Il libro viene suddiviso in più sezioni, ognuna con una serie di tematiche rappresentative sotto più punti di vista. A mio avviso l’esordio di Roberta avrà un grande impatto sul lettore, cosi come è stato per me, in quanto riesce a catturare l’attenzione, delicatamente ma con grande passione per la poesia e per ciò che rappresenta. Un libro coinvolgente e bene definito, che ho apprezzato molto. Il rosaio d’inverno è uno di quei libri che silenzioso arriva tra le nostre mani e con un boato ridondante arriva alla mente.
Un sentito complimento all’autrice di questo libro per quanto è stata in grado di costruire e di dare con fermezza e ricercatezza del verso.

Su Prima vita di Stefania Crozzoletti

recensione di Guido Passini in respirandopoesia



www.faraeditore.it/html/siacosache/primavita.html

Cenni biografici

Stefania Crozzoletti è nata e vive a Isola della Scala (Verona). Laureata in Economia e Commercio, si occupa di studi e ricerche economiche. Sue poesie sono state pubblicate nelle antologie della Giulio Perrone Editore Pensieri d'Inchiostro III edizione e La notte. I grandi temi della poesia. La sua raccolta (Non sono un) poeta è stata segnalata nel concorso di Fara Editore “Pubblica con noi 2008”. Nel 2009 esce il libro Prima Vita edito da Fara Editore.

Recensione

Recensire un libro che rappresenta l’esordio di un’autrice è sempre stimolante, non si hanno termini di paragone e non si ha, come nel mio caso, una _base_ di conoscenza sulla persona di Stefania. Il percorso che ho intrapreso nel sorseggiare questo libro è del tutto inverso al normale percorso di un libro. Sono partito dal leggere l’indice e ho proseguito con le poesie il cui titolo mi ispirava di più. Cosi mi sono costruito una mia “teoria” sulla poetica e la figura di Stefania Crozzoletti, e l’ho rafforzata rileggendo il libro dall’inizio alla fine, con la sola esclusione della prefazione. Questo per non essere contagiato dall’interpretazione di un’altra persona. Reputo Prima Vita un buon libro di poesia: vi ho letto versi che ricordano l’incisività e la linearità di Alda Merini, altri che ben rappresentano la genuinità, il ritmo, e la rappresentazione della poesia di Sylvia Plath, ma la cosa più importante è degno rappresentante dell’anima di Stefania.
La poesia di Stefania scorre piacevolmente, tocca svariati temi e mostra le varie sfaccettature dell’autrice.
Ho notato nell’evolversi della poetica dell’autrice, un approccio sicuro con il verso, a volte quasi una necessità smisurata di infondere un messaggio, o meglio un valore aggiunto alle realtà odierne.
Interessante “l’esame” che Stefania fa di se stessa, mettendo in fila tessere del mondo di oggi. Osserva, deposita, ragiona e sfoga il suo sentire con versi ben costruiti e soffici nonostante i temi trattati.
La mia impressione è quella che Stefania in realtà non si senta completamente poeta, forse più una pedina delle proprie emozioni, ma soprattutto degli eventi che la circondano. Un libro da leggere per intensità e apparente semplicità dei versi, che in alcune pagine appaiono sotto forma di monologo interiore.
Esistono pagine che da sole implodono in un fragore di emozioni che le rendono uniche. Ne scelgo una da citare:

Oggi nelle tasche della mente / trovo accartocciate solo / facili risposte che mi convincono / mio malgrado // È pace viziata / tregua armata al mio / maledetto affanno.

Prima vita rappresenta a mio avviso il percorso che Stefania ci vuole mostrare senza l’ausilio di agenti artificiali … lascio a voi la chiusura finale di questa recensione.
Personalmente reputo questo libro un ottimo inizio per Stefania, e quindi in bocca al lupo per il futuro.


La nuova poesia marchigiana sbarca a Bruxelles

I poeti marchigiani Cristina Babino (Ancona, 1976) e Alessandro Seri (Macerata, 1971) saranno ospiti lunedì 2 marzo, alle ore 19, della libreria-enoteca Piola di Bruxelles, luogo di incontro privilegiato e vero punto di riferimento culturale della nutrita comunità italiana nella capitale belga.
Nell’occasione verranno presentati i libri “La donna d’oro” di Cristina Babino e “Rampe per alianti” di Alessandro Seri, entrambi volumi di poesia editi, rispettivamente nel 2008 e nel 2005, dalla casa editrice peQuod di Ancona. Presenterà l’incontro Marilena Di Stasi, conduttrice radiofonica del programma “Brussellando”, di Radio Alma Bruxelles.
Cristina Babino e Alessandro Seri sono, tra le loro numerose attività, animatori dell’Associazione Culturale Licenze Poetiche di Macerata, gruppo di giovani talenti particolarmente impegnati nella diffusione della poesia e nell’organizzazione di importanti eventi letterari, come l’annuale Licenze Poetiche Festival Internazionale di Letteratura Aggiornata.
Un’altra importante occasione internazionale per i due giovani poeti, che nel 2007 erano già stati chiamati a rappresentare l’Italia al VI Meeting Mondiale di Poesia “Poetas”, organizzato con cadenza triennale a Coimbra, Portogallo, e un’altra vetrina di rilievo per la promozione della giovane poesia marchigiana a livello europeo.

NOTE BIO
Cristina Babino è nata ad Ancona nel 1976. Vive tra la Costa Azzurra e le Marche. E’ laureata in Letteratura Italiana presso la sezione Arte del DAMS di Bologna. In poesia ha pubblicato L’abitudine del cielo (Blu di Prussia, 2003), La donna d’oro (peQuod, 2008) e suoi testi sono inclusi in varie antologie, tra cui L’opera continua (Giulio Perrone Editore, 2005), Nodo Sottile 5 (Le Lettere, 2008), Nostro Lunedì (a cura di Francesco Scarabicchi). Suoi scritti critici sono pubblicati sulle riviste letterarie Poesia, Le voci della luna, Stilos, Incroci. E’ vincitrice di numerosi premi letterari, tra cui il Premio Rabelais (edizioni 2004 e 2005). E’ vincitrice unica per l’Europa del bando internazionale Poets in Residence 2008, promosso dall’Università di Coimbra.
Alessandro Seri ha pubblicato il suo primo libro, “E mi guardi con gli occhi di un gatto nero” (Blu di Prussia), nel 1998. Nel 1999 ha pubblicato il racconto “Alienor d’Alpais” (Blu di Prussia), incluso nell’antologia “Temi d’Autore”. Nel gennaio 2006 è uscito il secondo libro “Rampe per alianti” per Pequod. È presente nelle antologie “L’apparecchio di Junior” (Zona, 2002), “Nodo Sottile 3” (Crocetti, 2002). Ha curato per otto anni la sezione letteraria del Festival “Artistrada” di Colmurano ed è stato ideatore del premio letterario Poesia di Strada, giunto alla XI edizione, del qua le presiede la giuria. Cura le attività letterarie del Comune di Macerata e coordina diversi gruppi di lettura. È direttore artistico del Festival Licenze Poetiche.

INFO:
http://www.licenzepoetiche.it
http://www.piolalibri.be

Tomada e Marotta a Vicenza 20 feb

due poeti, due libri, un editore
Francesco Marotta, Impronte sull'acqua (Le Voci della Luna)
Francesco Tomada, A ogni cosa il suo nome (Le Voci della Luna)

(a cura di Stefano Guglielmin)


VENERDI' 20 FEBBRAIO

ore 21,00
LIBRERIA MONDADORI
(Piazza delle Erbe, Vicenza)


Grazie in anticipo se potrete esserci, così come se darete diffusione a questa mail ai vostri amici a cui pensate possa interessare..
Ciao
Francesco

venerdì 13 febbraio 2009

Tribù dalle Pupille Ardenti - Bottega di Scrittura

Potete trovare qui http://alessandroseri.wordpress.com/ una specie di resoconto della terza serata della Tribù dalle Pupille Ardenti - Bottega di Scrittura. Chi vuole può mandarmi i versi che ha scritto sul tema del nero in modo da poterli pubblicare insieme agli altri che già mi sono stati recapitati.

Un caro saluto a tutti

Alessandro

giovedì 12 febbraio 2009

Poeti a St Andrews 27 mar


Stiamo mettendo a punto gli ultimi aspetti organizzativi della giornata all'università di St Andrews. Ricordiamo che l'incontro si tiene il 27 marzo, comincia alle 10 del mattino e finisce alle 6 di sera. Questa è un'opportunità unica per tutti quelli che vogliono parlare di poesia e praticarla in mezzo ad un ambiente internazionale. È il primo tentativo di AnarchicA di legare relazioni e amicizie con poeti e critici all'estero.
La giornata sarà organizzata come segue:

Mattina: discussione e workshop sui diversi tipi di poesia in Italia, Gran Bretagna, Spagna, Francia ed Irlanda. Iniziative ed esempi di 'poesia militante'.

Pomeriggio: performance. I poeti leggono e commentano i loro pezzi.

Questo a grandi linee il programma. Chiediamo a tutti quelli che verranno di comunicarcelo entro la fine di questa settimana così possiamo stendere il programma definitivo e prenotare un posto letto al bed & breakfast di Leuchars (St. Andrews). Purtroppo non siamo in grado di pagare vitto e alloggio, né le spese di viaggio. Ma se venite saranno soldi ben spesi!

un abbraccio

Luca Paci

www.anarchica.net

Su La sede dell'estro di Antonio D'Alessio


Edizioni G.C: “F. Guarini” – Montoro Inferiore, 2009, pp. 64, € 10,00

«Alla vita sorriderò sempre / anche se non per tutto; / ma non so se sorriderò alla / mia morte» (ivi, p. 36)

Come scrive nella Prefazione Narda Fattori: «Sono poesie che risalgono agli anni 1991-1994, dai 15 ai 19 anni e Antonio stesso le ha raccolte sotto il titolo, per chissà quale presagio, de “L’adolescenza mai finita”. Non è il facile sociologismo dei Peter Pan, ma la consapevolezza che l’unica certezza può venire dalla fede; il resto è una selva di domande dalle risposte provvisorie a domande poste da sempre: chi siamo, dove andiamo, perché andiamo, quale la meta e il percorso.»

Solo l'ultima poesia risale al 1999 e contiene questo splendido distico: «tutto è com'è; / è quotidiano» (p. 39), icastico come il “Je est un autre” di Rimbaud. Come sostiene Massimo Sannelli la poesia contiene in sé una profezia di cui il poeta stesso non si rende completamente conto, ma che costituisce per lui la densa cifra del suo cammino, dei suoi passi.

Questi versi, raccolti e impaginati con amore infinito dal padre Vincenzo, ci offrono lo sguardo sensibile di chi si definisce «… una piccola formica / che cerca di passare / sotto la grande porta / dell'incoscienza» (p. 12) o «… una / carta / sfruttata / da gettare!» (p. 17). Di chi è già arrivato al fondo di sé: «Da piccolo cercavo calore; / oggi ho capito che il fuoco / è dentro di me» (p. 21). Di chi «già sa dove / andare, il tempo / da trascorrere non è troppo / lontano» (p. 24). Di chi sente con particolare forza i legami ancestrali coi defunti: «farò cantare insieme / a me / il corpo di / quelle persone ormai / marcite / nelle tavole di legno» (p. 28). E quest'ultima immagine mi ricorda mio padre Roberto a cui ho dedicato La simmetria imperfetta (imperfetta già nello pseudonimo islandese): la narrazione/condivisione oso dire abbastanza poetica, almeno per densità e ritmo, di un cammino, con le sue domande, le sue divagazioni, le paure, il mistero dell'oltre, la ricerca di una meta, di un amore fedele per cui valga la pena “faticare sotto il sole” nonostante l'apparente scetticismo del Qohèlet: «ti vogliono togliere / anche l'ultimo respiro, / [ci dice Antonio] lìberati dalle oppressioni / fa quel che vuoi / non farti togliere / dagli argini del fiume / quella è la tua casa» (p. 30).
Ricordare la prematura scomparsa di un figlio con queste pagine che saranno ufficialmente presentate a Solofra il prossimo 27 febbraio (giorno in cui avrebbe compiuto 33 anni), arricchite dalle testimonianze di Teresa Armenti, Emilia Dente, Antonietta Gnerre, Michele Luongo, Paolo Saggese, Maria Giovanna Vitale e dei familiari, penso sia la maniera meno effimera di rendere “vivo” e presente Antonio.

Alessandro Ramberti

Salotti d'inverno

Alla VS Cortese Attenzione: www.viadepoeti.it ,

nuovo appuntamento con I SALOTTI D'INVERNO organizzati dall'Associazione Culturale VIA DE' POETI:
Domenica 15 febbraio, h.18,30
al Circolo Pavese, via del Pratello n.53, Bologna.

Gli incontri, contestualizzati negli eventi caratterizzanti
IL 1° CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE ideato e curato dall'ass.ne (e che ha ottenuto il Patrocinio del Comune e della provincia di Bologna, della Regione Emilia Romanga ed il Riconscimnto del Presidente della Repubblica),
vedono il coinvolgimento di POETI, MUSICISTI, ATTORI che al Circolo Pavese possono usufruire di un PALCO APERTO per condividere la propria arte: una sorta di OPEN MIKE a tutto tondo in presenza di un pubblico attento e partecipativo.
Gli ospiti di domenica sono il cantautore JACOPO MEZZANOTTE, SALVATORE PANU,fisarmonicista profondo conoscitore di canti popolari e tradizionali, l'attore GIOVANNI RICCI VALENTINA GAGLIONE, video performer dal mediablog RISONANZE RIDONDANTI.

Durante la serata GIRONE DI QUALIFICAZIONE AL 1° CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE: otto poeti si sfideranno a suon di versi e sarà il pubblico con il suo insindacabile voto palese a decretare chi tra di loro accederà di diritto alla fase Finale del Campionato in programma a Bologna a luglio '09.
Riprendendo dalla ANTICA TRADIZIONE ORALE, i poeti concorrenti possono decidere se presentare la propria poesia con una semplice declamazione oppure se "PERFORMIZZARLA" accompagnandosi con uno strumento, ad esempio, oppure teatralizzandola, o indossando un costume di scena, ecc.

Si cena con il Ricco Buffet del Circolo Pavese.
Entrata con Drink Card

per info
postapoeti@libero.it
3403479570
www.viadepoeti.it

Da febbraio il Campionato Nazionale di Poesia Orale toccherà varie città d'Italia:
20/02 FAENZA -Lumi di Aromi Caffè-
15/03 VENEZIA -Paradiso Perduto-
26/03 GENOVA -Berio Caffè-
19/04 REGGIO EMILIA -Ostello della Ghiara-
26/04 PERUGIA -Zibaldone-
Ed altre date sono in programma a Padova, Milano, Forlì, Roma, Torino.

Grazie per l'attenzione

mercoledì 11 febbraio 2009

Recensione a sui passi per non rimanere

di Alberto Mori

scheda del libro qui

Nelle passeggiate degli astronauti, il senso della gravità è relativo.
I corpi emanano sospensività pneumatiche in danze dal capovolgimento improvviso
oppure repentini sollevamenti direzionati dopo staticità galleggianti nelle atmosfere
dello spazio cosmico.

Da qualche parte nell’universo la poesia riprende sempre un sentiero interrotto.

Compito d’ astronauti / poeti trovare traccia.
Un punto di transizione verso l’universale, prima di rientrare nella navicella umana.

Così era per “La natura delle cose” nelle amplitudo di conoscenza del verso classico ed enciclopedico di Lucrezio, fino ai “Fourth Quartet” di T.S. Eliot, dove questo punto, è quello decisivo e da tutti noi intoccabile, poiché generazione ininterrotta ed energia
senza sforzo del movimento nel tempo.


Affascina, quando invece due voci si accostino in stretto giro di verso e vadano camminando insieme nella direzione della impemanenza, con gravità abolita e
attraverso la dinamica del comune sentimento della parola per “Sentire il moto
inverso della vita comporsi sotto il passo del tallone”
verso la chimera della lontananza sempre richiamante, sempre presente.


Per questo le traiettorie del corpo lirico sono ben presenti nella plaquette:
“Derivare è provenire” (p. 50) “Ma l’amore è proseguire” (p. 25) “Dove eravamo dimmi”
(p. 18), locazioni di parole temporanee che disegnano movimenti al sentire, il quale
globalmente, nel libro rimane sempre ascolto, poiché esso “sposta” sempre in avanti
l’interlocuzione interiore fra i due poeti ed allo sfogliare progressivo delle pagine, manifesta il tempo delle stagioni. La vanità. L’indistinzione.


Sui passi per non rimanere è nella forma una piccola drammaturgia lirica.
Freme verso la parte attorale del verso e lo fa con sorvegliata calibratura della
tonalità per “abitare insieme alle proprie parole”, come afferma Assiri nelle premesse,
e per attuare questa consapevolezza, modella un corpo poetico che si espone e si dispone.


Alla fine troviamo l’orma cancellata dall’aria durante il cammino,
ma le risonanze delle parole hanno reso fertile la terra della poesia.



Febbraio 2009


Reading a lume di candela a Napoli 13 feb

M’ILLUMINO DI MENO / M’ILLUMINO D’IMMENSO

Reading di poesia e prosa a lume di candela, in occasione della Giornata Internazionale del Risparmio Energetico.


In adesione alla Giornata Nazionale del Risparmio Energetico ideata da Caterpillar Radiodue Rai, avrà luogo venerdì prossimo, 13 febbraio 2009, a partire dalle ore 17.30 (17 per i partecipanti "attivi") presso l'mh Design Hotel in via Chiaia 245 a Napoli, un libero reading poetico a lume di candela. I poeti, gli scrittori e gli attori presenti leggeranno e declameranno poesie e brani delle proprie opere al pubblico presente.
Le letture avranno luogo contemporaneamente e parallelamente in più ambienti dell'hotel: la hall, i corridoi, le stanze , la saletta centrale. Gli ambienti sono piccoli ma suggestivi, arredati in stile minimalista di ispirazione francese. Saranno illuminati da candele e torce.
All'ingresso la direzione dell'hotel, nelle persone dei Signori Federico e Nunzio Manetti,
ha provveduto alla presenza di due hostess che introdurranno il pubblico, regolando anche l'afflusso.
Alla fine dell'evento i proprietari dell'mh Design Hotel offriranno un piccolo aperitivo, e la Cioccolateria Dolce e Amaro le sue squisitezze.
I poeti partecipanti potranno offrire al pubblico le proprie poesie autografate o comunque mostrare in modo evidente le proprie opere, testimoniando così che i poeti, gli scrittori e i letterati sono utili e presenti alla realtà che attraversiamo, tanto da esporsi con la loro arte in un contesto che vuole sensibilizzare il pubblico sulla necessità di un consumo responsabile delle risorse energetiche, e di un consumo più responsabile in genere, così da poter sperare in un futuro vivibile.

I partecipanti:
Davide Rondoni – Bologna
Rossella Tempesta - Napoli
Antonella Ossorio - Napoli
Franco Armino - Avellino
Claudio Carbone - Formia
Giovanna Marmo - Napoli
Antonella Del Giudice Napoli
Giancarlo Marino - Napoli
Rosalia Catapano - Napoli
Aldo Putignano - Napoli
Michele Serio - Napoli
Nando Vitali - Napoli
Pasquale Corsaro - Torre del Greco
Giovanni Nurcato - Napoli
Sergio Saggese - Napoli
Eugenio Lucrezi - Napoli
Paola Nasti - Napoli
Maurizio De Giovanni - Napoli
Lino Lista - Napoli
Giovanni D'Amiano - Torre del Greco
Carmine De Falco - Pomigliano D'Arco
Antonietta Gnerre - Avellino
Domenico Cipriano Avellino
Giuseppe Vetromile - Sant'Anastasia
Giuseppe Napolitano - Formia
Irene Vallone _ Formia
Amerigo Iannacone - Venafro
Prisco De Vivo - S. Giorgio a Cremano
Vera D'atri - Napoli
Bianca Madeccia - Roma
Lucia Pinto - Torre Annunziata
Regina Pereira Da Silva - Portogallo/Napoli
Licia Vetere - Napoli
Antonio Cuccurullo - Napoli
Ciro Vitiello - Napoli
Innocenzo Datri - Napoli
Marcella Mariani - Napoli
Livio Boriello - Avellino
Gaetano Calabrese - Avellino
Cosimo Caputo - Avellino
Raffaele Barbieri - Avellino
Giancarlo Tommasone Torre del Greco
Carlangelo Mauro - S.Paolo Belsito
Luigi Sansone - Napoli
Costanzo Ioni - Napoli
Marina Pierannunzi - Torre del Greco
Miriam De Michele - Torre del Greco
Ciro Tremolaterra S. Giorgio A Cremano
Cinzia Pomilio - S.Giorgio del Sannio
Marco De Gemmis - Napoli
Raffaele Di Stasio - Napoli
Bruno Galluccio - Napoli
Raffaele Urraro - Napoli
Bruno di pietro - Napoli
Renata Cagno - Napoli
Anna Giordano - Ariano Irpino
Paola Santucci - Napoli
Concetta Miele - Napoli
Salvatore Violante - Terzigno
Pasquale Tabacchino - Pietramelara
Gli attori: Enzo Marangelo (Avellino), Piera de Piano (Avellino), Andrea Messina –(Napoli), Giuseppe Nutini (Napoli).
Le associazioni: Una Piazza per la Poesia , Libreria Treves (Napoli); Laboratorio Homo Scrivens (Napoli); Comitato Dante Alighieri (Napoli).
Grazie,
Rossella Tempesta

Situazione temporanea a Milano

s'azzannano l'un l'altro come sparvieri

Nuova poesia di Caterina Camporesi qui

Eluana

di Luigina Bigon qui

Le ultime parole di Eluana sulla croce


nuova poesia di Franco Casadei qui

T O R I N O P O E S I A news

Edizioni Torino Poesia

Febbraio duemilanove | n e w s l e t t e r

a) Novità editoriali

Collana " I sassi"

L'albero dei nomi - antologia della poesia di Edimilson de Almeida Pereira

Introduzione e curatela Prisca Agustoni, testo originale a fronte

[pagine centocinquantadue, euro dodici], ISBN 9788875471620

Una voce poderosa della nuova poesia brasiliana. Edimilson de Almeida Pereira è nato nel 1963 a Juiz de Fora - la città natìa di uno dei grandi poeti surrealisti del Novecento brasiliano, Murilo Mendes - nello stato di Minas Gerais - di cui era un'altra delle massime voci della poesia sudamericana contemporanea, Carlos Drummond De Andrade - è saggista e professore di letteratura ma soprattutto autore di venti raccolte di poesie, un'opera recentemente raccolta in quattro volumi. La sua poesia è tradotta e pubblicata in inglese, spagnolo ed italiano.

«É attraverso la manipolazione linguistica, la proprietà con il linguaggio, la combinazione di parole, espressioni e situazioni apparentemente insolite e paradossali che Pereira recupera tratti culturali e linguistici ed estrae nuovi significati dalle parole e dalle situazioni» (Maria José Somerlate Barbosa, Università di Iowa)

Collana "I Sassi"

Pollockiana. Poeti italiani contemporanei per la nuova pittura americana

Antologia a cura di Francesca Tini Brunozzi

[pagine centosessantadue, euro dodici], ISBN 9788875471613

«Per me l'arte moderna non è altro che l'espressione degli ideali dell'epoca in cui viviamo» (J. Pollock)

In coincidenza con la mostra Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana allestita all'Arca di Vercelli, Torino Poesia e la Casa della Poesia di Vercelli hanno commissionato a 54 poeti italiani altrettante poesie originali in abbinamento ai dipinti dei pittori William Baziotes, James Brooks, William Congdon, Sam Francis, Adolph Gottlieb, Arshile Gorky, Grace Hartigan, Hans Hoffmann, Franz Kline, Willem de Kooning, Morris Louis, Conrad Marca-Relli, Roberto Sebastian Matta, Robert Motherwell, Charles Pollock, Jackson Pollock, Richard Pousset-Dart, Mark Rothko, Charles Seliger, Jack Tworkov. Postfazione di Giuseppe Zaccaria.

I poeti che hanno contribuito sono: Maurizio Aleo, Nanni Balestrini, Annamaria Balossini, Eleonora Bellini, Corrado Benigni, Marco Berisso, Giorgio Caione, Giuseppe Caliceti, Tiziana Catenazzo, Biagio Cepollaro, Ugo Ceria, Alessia Cipitì, Gianmario Coppo, Roberto Crosio, Leonardo di Bari, Paola di Carlo, Luisa Facelli, Aldo Ferraris, Francesco Forlani, Tiziano Fratus, Marcello Frixione, Giorgia Genatiempo, Francesca Genti, Piera Giordano, Tomaso Kemeny, Franz Krauspenhaar, Anna Lamberti Bocconi, Pierlugi Lanfranchi, Eliana Deborah Langiu, Paola Lazzarini, Serena Leale, Isabella Leardini, Rosaria Lo Russo, Stefano Lorefice, Gianni Marchetti, Giovanna Marmo, Guido Michelone, Carlo Molinaro, Tommaso Ottonieri, Brunella Pelizza, Umberto Petrin, Alfonso Maria Petrosino, Susanna Piano, Max Ponte, Gabriele Quartero, Mirko Romano, Giacomo Rossi Precerutti, Sparajurij, Fausta Squatriti, Francesca Tini Brunozzi, Tito S. B. Truglia, Clara Vajthò, Agnese Vellar, Enrica Visconti.

b) Incontri & presentazioni

VERCELLI | 14 febbraio 2009 - ore 17.00, Salone Dugentesco, Vercelli - letture di Lucilla Giagnoni e musiche di Carlo Actis Dato Atipico Trio su poesie pubblicate in Pollockiana. Poeti italiani contemporanei per la nuova pittura americana.

d) Traduzioni

La poesia Le ombre di Hart Crane (pubblicata nel volume La staticità dei pesci martello, collana "Le Vene") di Tiziano Fratus è stata tradotta in tedesco da Georg Hollander e pubblicata sulle pagine della rivista "Frau und Hund").

E' in uscita Doubleskin. New Poetry Voices from Italy and Singapore, a cura di Tiziano Fratus e Alvin Pang, Ethos Books, Singapore; il volume include i poeti Andrea Bonnin, Valentina Diana, Tiziano Fratus, Eliana D. Langiu, Francesca Tini Brunozzi, Hsien Min Toh, Alvin Pang, Cyril Wong, Qian Xi Teng, Ng Yi-Sheng.

c) Anteprime

In marzo escono nuove traduzioni di poeti delle Edizioni Torino Poesia sulle riviste parigine "Le Citadelles " e "Borborygmes".

Si celebrerà la Settimana Mondiale della Poesia nelle città di Torino, Vercelli, Novara, Cuneo, Pinerolo, Avigliana, dal 17 al 23 marzo 2009.

21 marzo 2009: Giornata Mondiale della Poesia: incontro al Circolo dei Lettori di Torino

Ore 17.00: presentazione dell'antologia internazionale e bilingue Doubleskin. New Poetry Voices from Italy and Singapore curata dai poeti Tiziano Fratus e Alvin Pang, pubblicata dalla casa editrice singaporese Ethos Books

Ore 18.00, incontro con i redattori della rivista parigina «Borborygmes», letture di Julien Derôme, Michela Orio e Robin Czarniak

Ore 18.30, Giovanni Tesio di TTL / La Stampa introduce La bottiglia di Klein di Tiziano Fratus

Escono i volumi Lingue di confine. Dodici poeti cuneesi, introduzione e curatela Brunella Pelizza (collana "Le Vene") e La bottiglia di Klein (poema liquido in 85 bocche) di Tiziano Fratus, ELR Edizioni Le Ricerche / Edizioni Torino Poesia (presentazioni il 12 marzo a Roma al Beba do samba, il 6 aprile a Milano allo Spazio Mohole)

Esce il volume 5PX2. Five Italian Poets and Five Scottish Poets, coedizione Luath Press (Edimburgo) / Edizioni Torino Poesia, volume che sarà presentato il 9 aprile 2009 presso l'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo. L'antologia include i seguenti poeti: Dome Bulfaro, Tiziana Cera Rosco, Tiziano Fratus, Federico Italiano, Eliana D. Langiu, Claire Askew, Matthew Fitt, Hazel Frew, Andrew Philip, Christie Williamson.

Edizioni & Festival Torino Poesia
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website: www.torinopoesia.org
phone : +39 320 3621630
email : info@torinopoesia.org
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la poesia è materia
in cerca di definizione

martedì 10 febbraio 2009

È uscito Fashion di Alberto Mori


scheda del libro qui
€ 10,00 pp. 60 (Sia cosa che)

ISBN 978 88 95139 58 6

«(…) In Fashion l’inclusione di lemmi correnti, mass-mediali, nella poesia, è da leggersi in una ricerca sperimentale, di ascendenza baudeleriana più che barthesiana, ovvero della parola di e della moda come complessa meraviglia, corrispondenza visivosensoriale dall’oggetto al corpo attraverso lo sguardo.

La parola, eco immaginifica, rimbalza dalla strada alla pagina. (…)

Ecco che in queste visioni, multiple luminose trascendenti, si compie il disvelarsi poetico nel fluttuante incanto glamour.
L’interazione simbolica dello sguardo, della parola nella scrittura quale poetica di una “nuova natura”, costituisce l’aspetto pregnante, insieme melanconico e metalinguistico, di Fashion, in conseguenza logica con i precedenti lavori di Alberto Mori che ri-guardano il mondo della meraviglia, del nuovo, dell’antiumano.»

(dalla Prefazione di Maria Grazia Martina)


Alberto Mori è nato a Crema (CR) nel 1962. Poeta, performer, artista, dal 1986 scrive saggi di poesia e d’arte, racconti, prose; effettua readings, letture pubbliche, installazioni, video e performance. Collabora a progetti d’interazione della poesia con tutte le espressioni artistiche. Suoi testi sono presenti in riviste e in diverse antologie. Tra le pubblicazioni recenti: Iperpoesie (1997) e Percezione (2000) con Multimedia Edizioni; Cellule (2001) e Raccordanze (2004) con Cierre Grafica; Urbanità (2001), Non Luoghi A Procedere (2003), Utópos (2005), Bar (2006) e Distribuzione (2008) con Scrittura Creativa Edizioni; Suonetti (2006) con Alla Pasticceria del Pesce; Il libro di te ovunque (2007) con LietoColle; Raccolta (2008) con Fara Editore. Iperpoesie (2001) per Save As Edición, Utópos (2006) per Emboscall Peccata Minuta sono stati tradotti in Spagna. Nel 2007 è segnalato per la poesia inedita dalla XXI edizione del premio “Lorenzo Montano”. Nel 2008 è segnalato dalla XXII edizione dello stesso Premio per la silloge Raccolta. La produzione di videopoesia dell’ultimo decennio è consultabile al centro di documentazione per le arti visive del Careof e Via Farini di Milano e on-line sul loro sito www.docva.org e sul Canale You Tube dell’Autore www.youtube.com/user/AlbertoMoriPoeta
È tra i fondatori del Circolo Poetico Correnti che opera dal 1995.

Website: www.albertomoripoeta.com

Paul Laraque in Casa della poesia

Un nuovo testo e una nuova "categoria" nel blog di Casa della poesia.
Un bellissimo testo narrativo del grande poeta e scrittore haitiano, Paul Laraque, dal titolo "L'esilio e la memoria".
La traduzione è di Giancarlo Cavallo.

www.casadellapoesia.org/blog

A presto per nuove sorprese.

performance poetica di IGOR COSTANZO 12 feb

Il Galetér
via Giuseppe Guerzoni, 92h
25018 Montichiari – Brescia



Giovedi 12 Febbraio alle ore 21:00.

Dopo la bella esperienza del 2008, che ha visto tra gli altri la partecipazione di autori noti come Elisa Biagini, Agneta Falk e Jack HIrschman, ma anche di numerosi poeti locali e non, che da poco si sono affacciati nel mondo della poesia contemporanea, siamo lieti di invitarvi all'inaugurazione del nuovo ciclo di "Incontri di poesia del Galeter" che per la prima serata offre un reading di IGOR COSTANZO, accompagnato dalla chitarra di Moreno Pedrotti e dal basso di Andrea Tortelli.


IGOR COSTANZO nasce a Desenzano del Garda nel 1980. Poeta, scrittore e performer, laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Verona, collabora con Enrico Ghedi (Timoria) , con il quale svolge numerosi reading, esibendosi anche alla Shakespeare & Co di Parigi. Dal 2001 collabora con l’Archivio F.Conz di Verona partecipando alla promozione culturale e alla realizzazione di reading e collaborando anche con L.Ferlinghetti, Agneta Falk, Alberto Masala e Alda Merini. Nel 2005 esce negli Stati Uniti la raccolta I WISH TO BE LIGHT, tradotta da Jack Hirschman, autore con il quale Igor si esibisce nel 2008 in una serie di reading nella città di San Francisco. In Italia pubblica nel 2006, per Zanetto Editore, la raccolta INNOCENZA IN BILICO.

lunedì 9 febbraio 2009

Su Bitume d'intorno


recensione di Matteo Fantuzzi pubblicata su «La Voce di Romagna» del 9-2-09

Poesia in Val

POESIAPRESENTE2009



Poetiche per costruire
Secondo ciclo della stagione poetica PoesiaPresente, giunta alla III edizione
2 incontri al Teatro Filodrammatici di Milano

INGRESSO LIBERO

Lunedì 16 febbraio h. 21.00

MILANO Teatro Filodrammatici via Filodrammatici 1 (ingresso Piazzetta Paolo Ferrari, 6 - MM Duomo, linee 1 e 3)

SPAZIO POETICO URBANO
Giancarlo Consonni (poeta, urbanista)
Ugo La Pietra (artista, architetto)
Giulio Calegari (artista-performer e paletnologo)
Valentino Ronchi, (poeta, libraio e editor)
Paolo Valentino e Marco Bin (la giovane poesia a Milano)

Giancarlo Consonni, poeta e urbanista, non si rassegna alla lenta apocalisse che avanza: “- i quattro cavalieri sono oggi l’insicurezza, l'esaurimento del ciclo vitale, la bruttezza e la perdita di senso -, un’azione trasformativa responsabile non può che assumere come riferimento il trinomio urbanità, sostenibilità e bellezza.” Ne sono testimonianza i versi del suo “Poesia tra campagna e città”.
Il film d’artista “Interventi pubblici per la città di Milano” di Ugo La Pietra ironizza sulla esasperante presenza di “paletti e catene” (dissuasori urbani simbolo di violenza e separatezza): da quando è stato girato (1979) ad oggi cosa è cambiato?
Valentino Ronchi con “Milano e i libri” narra di un giovane che, dopo la scelta di un totale disimpegno intellettuale, vive comprando e rivendendo vecchi libri. Paolo Valentino con “L'orologio sul cantiere” racconta della Fiera di Rho-Pero, il cantiere più vasto d’Europa che prende forma alle porte di Milano. Il canto lento, quasi pregato, inutile quanto vitale di Marco Bin punta i riflettori su “Clara memoria” e Milano (sassofono contralto di Nicolò Francesco Ricci, chitarra di Marco Giongrandi).
Giulio Calegari nella performance “Centro d'attenzione fluttuante - Milano” (voce Stefania Romano), mostra la vocazione di Milano ad essere una grande zattera che galleggia sulle sue acque sotterranee. (courtesy Dieci.Due! International research contemporary art - Milano)

Installazione “Una terra altrove” della ceramista milanese Gabriella Sacchi abiterà il Teatro Filodrammatici. L’opera della Sacchi, felicissimo connubio tra scrittura e ceramica, tridimensionale “letteratura da viaggio” in grés, costituisce uno stimolante contributo estetico-critico al senso del migrare oggi.

PoesiaPresente 2009, la stagione poetica che da tre anni porta la poesia contemporanea attraverso i luoghi della nuova provincia di Monza e Brianza, fa tappa al Teatro Filodrammatici di Milano con un doppio appuntamento: “Spazio poetico urbano” (lunedì 16 febbraio 2009) e “Milano terza generazione” (lunedì 23 marzo 2009)
L’intento è quello di contribuire al progetto della città di Milano anche riqualificandone il senso poetico.
Le parole del poeta, la sensibilità e l’esperienza di artisti, urbanisti, architetti, insieme alla voce degli abitanti, possono indicare le vie per costruire quel luogo in cui è possibile ritrovare ciò che Ugo la Pietra ha riassunto nello slogan: “abitare è essere ovunque a casa propria”.


organizzazione: Mille Gru ass. culturale
In collaborazione con: PeACe – Periferie al Centro
Con il sostegno di: Confcooperative Lombardia; eThica? (Teatro Filodrammatici)

INFO: www.poesiapresente.it – info@poesiapresente.it – 340/2880586 – 347/0685951




venerdì 6 febbraio 2009

I giovedì della Biblioteca 2009 a Santarcangelo

BIBLIOTECA COMUNALE 'Antonio Baldini'
Santarcangelo di Romagna
www.biblioteca.comune.santarcangelo.rn.it
BI.BA.S. MAIL - Febbraio .09

Certi di fare cosa gradita, si invia il programma delle prossime iniziative proposte
dalla scrivente Biblioteca comunale 'A. Baldini' di Santarcangelo e/o da altre
associazioni e istituti culturali del territorio.
L'occasione è gradita per inviare cordiali saluti.
****************

I GIOVEDÌ DELLA BIBLIOTECA

“Incontri con libri ed autori”
Febbraio-marzo 2009

12 febbraio - ore 21,00 – Teatro Supercinema – Piazza Marconi - Santarcangelo.
Piero Ricca “ Alza la testa! I potenti italiani contestati da un gruppo di cittadini informati” - Chiarelettere (2008)
Incontro organizzato assieme all’Ass. Ora d’Aria

19 febbraio - ore 21,00 - Biblioteca comunale "A. Baldini" – Santarcangelo
Salvatore Capobianco “ L’america ci salverà. The black president! (2008)
Intervengono, assieme all’autore, Mauro Vannoni, Claudio Graffi, Annamaria Pieraccini

26 febbraio - ore 21,00 - Biblioteca comunale "A. Baldini" – Santarcangelo
Ardea Montebelli “Ma il cielo ci cattura” (Fara, 2008)
Elena Bellocco “L’istinto e la parola – Antologia poetica: Poesia Pace 2008” (Artecultura, 2008)

5 marzo - ore 21,00 - Biblioteca comunale "A. Baldini" – Santarcangelo
Miriam Turci “Cercando di non svegliare la notte. Parole ed immagini”
(Psiche, 2008)
Elisabetta Giovetti “Via Belletti 10” (Il Filo, 2008)

12 marzo - ore 21,00 - Biblioteca comunale "A. Baldini" – Santarcangelo
Valerio Lessi “Don Oreste Benzi. Un infaticabile apostolo della carità”
(San Paolo, 2008)

Raccolta fondi per Gaza.



I francescani della Custodia di Terra Santa in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme, promuovono una campagna di solidarietà in favore dei cristiani di Gaza e delle loro opere di carità.
Puoi versare un'offerta con le seguenti modalità:
ATS - Associazione di Terra Santa, via Matteo Boiardo 16, 00185 Roma
Banca Popolare Etica
Codice Iban: IT67 W050 1812 1010 0000 0122 691
Causale versamento: «Gaza»
Per accrediti da fuori l'Italia: Codice Swift: CCRTIT2T84A
Oppure:
Conto corrente postale n. 756205
intestato a: Terrasanta Gerusalemme
via Gherardini, 5 - 20145 Milano
Causale versamento: «Gaza»
Donazioni online con carta di credito sul sito:
www.ats.custodia.org
I fondi raccolti verranno consegnati alla parrocchia cattolica latina di Gaza City e alle Missionarie della Carità (le suore fondate da Madre Teresa di Calcutta) che operano nella Striscia.
Terrasanta.net,
Milano, 16 gennaio 2009

Aiutare le vittime della guerra nella Striscia di Gaza. Si può fare e bisogna farlo subito. La Custodia di Terra Santa lancia con forza l'appello alla solidarietà verso i più deboli della Striscia. E avvia per questo una raccolta fondi attraverso la propria ong-onlus Ats (Associazione di Terra Santa), raccolta che andrà a beneficiare due realtà cristiane di Gaza: la parrocchia cattolica e le suore di Madre Teresa.
Padre Manuel Mussallam è il parroco della parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza e il direttore della omonima scuola: in questi giorni è rimasto tra la sua gente e instancabilmente ha gridato alle atrocità della guerra, correndo in soccorso - con aiuti, presenza e preghiere - delle persone colpite dal conflitto.
«È una tragedia umanitaria: manca acqua, elettricità, cibo, supporto umanitario. Migliaia di bambini stanno sperimentando il trauma della guerra - ha raccontato il parroco -. Migliaia di persone sono ferite, e rimarranno per sempre disabili. Tutte le famiglie della Striscia di Gaza stanno soffrendo e piangendo le loro vittime».
Le Missionarie della Carità, fondate da Madre Teresa di Calcutta, invece sono presenti da anni nella Striscia e si occupano, come è loro consuetudine in tutto il mondo, dei più poveri e dei bambini.
www.terrasanta.net

Alberto Mori a Crema 19 feb




APERITIVO IN MUSICA 2009

Giovedi' 19 Febbraio 2009

alle ore 18:00

Teatro San Domenico Crema (Cr)

presentazione del libro

Distribuzione di Alberto Mori (Scrittura Creativa Edizioni)

Sarà presente l'autore con Performance e Videoproiezioni

Interviene il filosofo Franco Gallo

Per informazioni: 0373 85418
info@teatrosandomenico.it


info sull'autore:
www.albertomoripoeta.com
http://www.youtube.com/user/AlbertoMoriPoeta



giovedì 5 febbraio 2009

Casa della poesia blog

Cari amici di Casa della poesia,
inauguriamo un nuovo spazio nella rete e nel nostro sito, un blog che organizzato in categorie ci consentirà di presentare una serie di materiali, scritti, riflessioni, articoli, poesie, che sono parte essenziale del nostro archivio, delle nostre relazioni e del nostro circuito.
Nei prosssimi giorni troverete la serie "poesie come pane" che tanto successo riscuote tra i nostri affezionati amici.
Poi altre "categorie" (Saggi, Racconti, Il libro della vita, Monografie, Poeti, Audio, Video, Interviste, Una poesia per Gaza, ecc. ecc.).
Inizieremo comunicando man mano l'inserimento di nuovi articoli, argomenti e categorie.
In questo modo vi giungerà solo l'annuncio con il link e quindi le mail saranno estremamente "leggere".
In seguito segnaleremo solo le cose più importanti.
Ci auguriamo che questo nuovo spazio di Casa della poesia riceva la vostra attenzione e il vostro interesse.
Iniziamo con una lettura in video di Janine Pommy Vega: Dall'altra parte del tavolo (Across the Table), approfittando che oggi, 5 febbraio, è il suo compleanno.
La registrazione è stata realizzata nel corso degli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, nel 2003.
Janine è accompagnata da un quartetto jazz composto da Marco Collazzoni (sax), Luca Colussi (Batteria e percussioni), Riccardo Morpurgo (pianoforte), Almir Nezic (basso).
Buona visione.

Raffaella Marzano & Sergio Iagulli

http://www.casadellapoesia.org/blog/

Su Alluminio di Mario Fresa

Edizioni Lietocolle, 2008

recensione di Vincenzo D'Alessio

Mario FRESA, Alluminio,
La veste editoriale della raccolta Alluminio di Mario FRESA è ispirata alla elasticità di Umberto BOCCIONI e alla frequenza dei Futuristi. Le diciannove poesie contenute, invece, sono pervase da una musicalità che bene conosciamo: il verso disposto alle analogie e al suo correlativo oggettivo: lezione che Luciano ANCESCHI ha dettato per il filone poetico dell’Ermetismo.
Il lessico poetico adottato nella raccolta è soffuso di un “pallore” orfico, velatamente magico. Ritornano alla memoria i versi stupendi del poeta ermetico Alfonso GATTO: “E dirla noi vorremmo mare pane / la donna sfatta che ci prese all’alba / dentro il suo petto e ci nutrì di sonno” (All’alba). Allo stesso modo scrive FRESA: “Ma non importa, questo, noi siamo / ingarbugliati in ciò che avviene: / in questo largo sacco / abbiamo infine trattenuto / voglia e sostanza (…)” (pag. 21).
La musicalità del verso è legata alla paratassi della poesia del nostro Novecento. Le parole che vengono usate sovente nei versi sono: riposo, sonno, notte, precipizio, oscuro. Tutte protese a svelare il dialogo tra le divinità della luce e l’allegria sperata dell’amore per la vita. Dialogo intenso e sfuggente. Una “rincorsa vera” per sfuggire alla notte, alla solitudine “nera”, alla lotta intesa come fine dell’ora: “dunque abbàssati nel sonno breve” (pag. 31).
Sono un corpo netto, sobrio, le poesie comprese in questa raccolta. Una amalgama stupenda di alghe immaginarie dove lasciarsi prendere. Una fonte cristallina che accende nel lettore un dialogo con “superbe luci” mentre china la testa alla melanconia dell’ “allegrezza che verrà”, annunciata dall’orpello “dell’alluminio” che forma l’anima pulsante dell’intera poetica di FRESA. Bene ha scritto Alessandro RAMBERTI nella sua nota di lettura a questa raccolta: “ma ci pare che i versi di Fresa siano mobili e sfuggenti come l’argento vivo, luminescenti e caldi.”
Versi che vanno letti, ascoltati ad alta voce, recitati in piena luce Meridiana.

Febbraio, 2009



Premiazione Scrittura amorosa a Bellaria 15 feb

AD UNA POETESSA DI BERGAMO IL 1° PREMIO DEL CONCORSO DI SCRITTURA AMOROSA BANDITO DAL COMUNE DI BELLARIA IGEA MARINA

LA PREMIAZIONE DOMENICA 15 FEBBRAIO IN OCCASIONE DELLA FESTA DI S. VALENTINO.

Si è conclusa in questi giorni la selezione delle opere vincitrici e segnalate nell’ambito di L’amore è un cane che viene dall’inferno, XI Concorso di scrittura amorosa bandito dal Comune di Bellaria Igea Marina in collaborazione con l'Associazione Isola dei Platani, l'Associazione Agorà 2000 e la neonata casa editrice bolognese Kolibris che ne ha curato l’organizzazione.

Il concorso è stato lanciato in internet (per il secondo anno) ai primi di dicembre e la data di scadenza per l’invio delle opere era fissata per la mezzanotte del 31 dicembre. Oltre duecento aspiranti poeti e narratori di tutte le località italiane hanno inviato i loro testi (tantissimi perché ogni autore poteva presentare più opere) che sono stati sottoposti al vaglio di una giuria qualificata e severa che ha selezionato i vincitori, i segnalati ed i menzionati.

Che la giuria sia stata molto rigida lo dimostra il fatto che due sezioni su tre non avranno un vincitore. Infatti la giuria di Kolibris, presieduta da Milo De Angelis e composta dai poeti Fabiano Alborghetti, Luca Ariano, Alessandro Assiri e Maria Rita Stefanini ha ritenuto di non assegnare i premi per le sezioni b, brevi racconti d’amore, e c, quella riservata agli sms che era una novità in assoluto del concorso. Più fortunata la sezione a), quella dedicata alla poesia amorosa, vinta da Paola Loreto di Bergamo, e a seguire Sergio Rotino di Bologna, Caterina Camporesi di Sogliano al Rubicone, Gianluca Chierici di Lodi e Alessandro Ramberti di Santarcangelo di Romagna. Segnalati Simone Molinaroli di Pistoia, Carla de Angelis di Roma, Narda Fattori di Gatteo, Stefano Leoni di Forlì. Menzione di merito a Marco Carbone di Napoli, Giovanni Catalano di Palermo, Gianluca D'Andrea di Messina e Claudio Pagelli di Rovello Porro in provincia di Como.

La premiazione si terrà domenica 15 febbraio 2009 a Bellaria, nell’ambito della Festa di S.Valentino (14 e 15 febbraio) alle ore 17 presso il ristorante L’Osteria. I premi, consistenti in piacevoli soggiorni a Bellaria Igea Marina, sono stati gentilmente messi a disposizione dall’Associazione degli albergatori Turismhotels. Le opere di vincitori e segnalati verranno pubblicate da Kolibris in un volume antologico che inaugurerà la collana di poesia italiana contemporanea “Chiara”.

La pubblicazione segue quella del 2008 curata da Fara Editore di Rimini e sarà presentata in occasione della premiazione.

L’Amministrazione Comunale, l’Associazione Isola dei Platani e Agorà 2000 sono molto soddisfatti dei risultati ottenuti con la nuova impostazione del concorso, da soli due anni nazionale, resa possibile dall’utilizzo di internet e dalla disponibilità e collaborazione di piccole e frizzanti case editrici che sono una bella realtà del panorama editoriale italiano.



Bellaria Igea Marina 03 febbraio 2009 Agorà 2000

Pier Franco Nini Gozi

Chiara De Luca
Edizioni Kolibris
Via Pellegrino Matteucci 14
40137, Bologna (Italy)
tel. 3349528275/3389212988
www.edizionikolibris.eu <> www.chiaradeluca.com

martedì 3 febbraio 2009

È uscita Prima vita di Stefania Crozzoletti


Stefania Crozzoletti
Prima vita

€ 11,00 pp. 74 (Sia cosa che)
ISBN 978-88-95139-57-9

«L’autrice non si propone mai come portavoce di nessuno, sa bene che i percorsi sono individuali e, per una umiltà che deriva forse dalla propria insicurezza, fugge da ogni ruolo che non sia quello di rappresentare sé stessa. Ma proprio in questa umiltà, in questa insicurezza la sua scrittura acquista un ruolo più grande del semplice “raccontar-si” e passa al “raccontare” il
punto di vista di chi in sé non ha ancora trovato una voce adatta. È una ricerca di compagni di viaggio (“C’è qualcuno come me / là fuori?”); è accettazione dei propri limiti umani (“Devo smettere di volere / le vite belle degli altri”) o, in modo forse ancora più coraggioso, di donna (“La capacità di sovrapporre i ruoli / propria del mondo femminile / in me diventa /… / praticamente una tomba”).» (dalla Prefazione di Francesco Tomada)

Stefania Crozzoletti è nata nel 1966 a Isola della Scala (Verona), dove vive. Laureata in Economia e Commercio, si occupa di studi e ricerche economiche. Sue poesie sono
state pubblicate nelle antologie della Giulio Perrone Editore Pensieri d’Inchiostro III edizione e La notte. I grandi temi della
poesia.

Vazquez tradotto da Stabile

La canción del pordiosero

1.
Y fue en vano el grito de dolor
que lanzó en medio del Desierto
Su alma era un depósito de oscuros recuerdos.
Su calma, sólo una forma de fingir.

Miró a todas partes:
nadie acudía a salvarlo.

Una inmensa ola, nacida en el infierno,
lo arrastraba y ya no sentía dolor.

Mejor era el placer de saberse ido,
borrado de la faz de la Tierra.
Y en medio del abismo que esperaba a su angustia, pensó:
si la flor hubiera sido eterna...
Y luego, todo cesó.
Pedro Correa Vásquez


traduzione di William Stabile

La canzone del mendicante

E fu invano il grido di dolore

Che lanciò nel mezzo del Deserto

La sua anima era un deposito di oscuri ricordi.
La sua calma, solo una forma di finzione.

Si guardò intorno:
nessuno accorreva a salvarlo.

Un’onda immensa, nata nell’inferno,
lo tirava e non sentiva dolore.

Migliore era il piacere di sapere di essersene andato,
cancellato dalla faccia della Terra.

E in mezzo al baratro che aspettava
la sua angustia, pensò:

se il fiore fosse stato eterno...

E dopo, tutto cessò.

*****
Pedro Correa Vazquez era un poeta panamense. Fu ucciso a Panama nel 1995 durante una rapina. Suo fratello Papo Correa, è un mio amico che vive a Chitrè, capoluogo della provincia di Herrera, Panama.
Qui trovate un link con una piccola bio-bibliografia
www.geocities.com/Athens/Olympus/9427/correa.htm


Claudio Pagelli a Varese 28 feb

Segnalo un piccolo evento - la presentazione della mia ultima plaquette ho mangiato il fiore dei pazzi (2008, DialogoLibri, collana "caffè letterario", a cura di Roberto Crimeni) sabato 28 febbraio, alle ore 17.30, a Saronno (VA), alla libreria Pagina 18, di cui lascio il link per ulteriori informazioni http://www.libreriapagina18.it

La Gru - Portale di poesia e realtà


www.lagru.org


Gennaio 2009
La voce che parla dal margine. Poesie inedite di Augusto Amabili [di Francesco Marotta / Augusto Amabili]
Luigi Mainolfi. La scultura del segno [di Daniele De Angelis]
Sulla Via del Carnocchio [di Stefano Sanchini e Gianluca Pulsoni]


Bollettino inoltrato a 2172 indirizzi

lunedì 2 febbraio 2009

Senza fiato in Collezioni di ParolArte


collezi0ni.splinder.com/post/19265796

"Senza Fiato"

Antologia

Descrivere la figura di Guido Passini uomo, è praticamente immergersi nei suoi scritti, nonostante la sua vita sia stata segnata dalla fibrosi cistica, egli ha sempre afferrato con forza ogni attimo della sua esistenza, come dice sempre lui stesso " indosso nuove ali e ricomincio a volare" , questa frase è la proiezione di se stesso verso la speranza, verso il vivere sempre e comunque nonostante le difficoltà che la malattia comporta... un esempio il suo, da seguire, da divulgare affinché non ci si lasci abbattere e sopraffare.
In questo spazio dedicato a Libri & Scrittori lascerò che sia lo stesso Guido Passini a parlare del suo progetto " Senza fiato" mirato a migliorare e aiutare le ricerche sulla fibrosi cistica. Un aiuto per una malattia che purtroppo ancora oggi permane per tutta la vita condizionandola.
Mi sento onorata di aver potuto prendere parte a questo libro e ringrazio l'amico Guido Passini per tutto ciò che fa per chi come lui non si vuole arrendere a un destino crudele che non si è scelto di avere.
Cristina Desogus

Guido Passini


Mi chiamo Passini Guido e sono nato il 22 novembre 1978 a Bologna, sono malato di Fibrosi Cistica dalla nascita, anche se la scoperta è avvenuta all’età di cinque anni. Non vorrei soffermarmi su quanto questa malattia abbia più o meno monopolizzato la mia vita, in quanto ognuno dei lettori sa bene cosa significa essere malato di Fibrosi Cistica. Una malattia che mi accompagna nella vita come un compagno fedele. Come l’amante più sagace è sempre presente, senza mai mollarmi un attimo nel bene o nel male. Dopo un ultimo sgambetto del destino che mi ha visto reduce dall’ennesimo pneumotorace ho iniziato a scrivere quelle che molti considerano poesie, ma non avendo l’arroganza di sentirmi poeta. Ho iniziato quasi per gioco a pubblicare questi testi su svariati siti web dedicati alla poesia appurando con soddisfazione che comunque la poesia è ancora seguita e la mia sembrava essere apprezzata.Alcuni mesi dopo ho appreso la notizia sul forum del sito LIFC della morte di un ragazzo malato di FC, e ancora una volta mi resi conto che pochissime persone conoscono questa malattia ed ancora meno ne parlano.Ho deciso cosi di lanciare un’iniziativa a favore della Fibrosi Cistica, dove volevo raccogliere poesie di vari autori più o meno noti che dessero un contributo alle persone che non conoscono la malattia, o che purtroppo ne sono succubi.

Mi piacerebbe presentarvi Senza Fiato, nato da questa iniziativa con quella che è l’introduzione presente nel libro :

Da ore mi ritrovo davanti alla stesura di Senza Fiato cercando di scrivere una breve introduzione che ben lo rappresenti, ma è assai complicato dato che non lo vedo come un semplice libro formato da quelle che ho la modestia di considerare buone poesie, ma piuttosto lo vedo come un vero e proprio atto d’amore verso me stesso, verso tutte quelle persone che sono affette come me dalla Fibrosi Cistica, una malattia purtroppo ancora poco conosciuta per essere combattuta e vinta con tranquillità.

Un atto d’amore soprattutto perché è un progetto in cui fermamente ho creduto, e credo tuttora, che mi ha portato tante gioie, ma a tratti anche tanto dolore. Cosi ho lottato tra il ripetuto sbattersi in faccia una dura realtà, documentandomi ancora di più di quello che ho vissuto nei miei ventinove anni ricercando continuamente un modo di portarlo a tutti quelli che toccheranno con mano questa “creatura”, in maniera delicata ma diretta, e la grande solidarietà e dolcezza di tutti gli amici che hanno dato la loro disponibilità a scrivere le proprie emozioni per raggiungere lo scopo principale di /Senza Fiato/.

Uno scopo da non sottovalutare mai: la conoscenza.
E’ con la conoscenza che ognuno di noi può sperare di vincere qualsiasi cosa si voglia affrontare, senza nascondersi ma viaggiando a testa alta e senza mai abbattersi.

/Senza Fiato/ non nasce come una raccolta di poesie a tema unico, ma come una sequenza di emozioni, un modo di vivere la malattia sotto i tanti punti di vista delle persone. Si ritrovano infatti testi di autori colpiti dalla Fibrosi Cistica, che riversano il loro dolore, il loro coraggio e le loro lacrime in queste pagine, per poi inoltrarsi in testi di autori differenti, che si sono documentati e hanno dato vita a testi vissuti da “un esterno”, per poi addentrarsi in altri autori che hanno fatto del loro testo un documento che parla della malattia stessa, affrontandola in maniere e in modo ironico, ma mai banale.

Recensioni

Nei suoi versi Guido libera l’anima, dapprima lasciandola annegare nel suo dolore e infine vestendola di speranza fiduciosa: la poesia diviene così respiro di vita. “Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare”: queste semplici parole descrivono perfettamente la sua poetica.

Carla de Angelis scrive:

La poesia è l’arte di scrivere di tutto su tutto con armonia, è l’arte di entrare con passione, travestita da passi felpati nella mente del lettore; è un dono, ma non basta, è necessario accoglierlo pur sapendo che ci sarà gioia e sofferenza nel custodirlo e farlo crescere nel tempo.
Senza Fiato <
http://www.faraeditore.it/html/neumi/senzafiato.html> il libro di poesia curato da Guido Passini ha accolto l’arte, ha esplorato l’universo che il dolore distende sui passi della vita ed è riuscito a dargli una concretezza tale da farlo diventare compito e senso della vita stessa.
La sua poesia viene incontro al lettore colma di una seduzione assolta e spietata, senza schermi che la proteggono dalle intemperie; non si può sfuggire dal significato multiplo delle parole. Attenzione a usarle, il giorno dopo non ci si potrà correggere, la parola è come una lama che trafigge. Tutti gli altri passano correndo su di esse hanno una copertura in più tra interno ed esterno, chi vive “altre esperienze” è più sensibile al loro significato, ha con il linguaggio un rapporto completo, esasperato.
Senza fiato è poesia senza fiato, è un filo che percorre la molteplicità delle voci che hanno contribuito alla stesura di questo libro il cui coinvolgimento è immediato e non trovo le giuste parole per dirlo.
Ha ragione Guido Passini <
http://guidoelanimanelvento.splinder.com/> è un atto d’amore, dall’inizio alla fine, va oltre l’emozione/la commozione.
Non conoscevo questa realtà, attraverso Guido Passini <
http://respirandopoesia.altervista.org/> e i suoi amici sono entrata nelle loro vite, faticose, ma sempre proiettate al futuro. Vorrei mi considerassero loro amica e mi piacerebbe che non fosse il vento a far girare la girandola posta sulla copertina del libro, ma il respiro di tutti e sulle sue ali portasse il libro nelle stanze, dove si decide quanto e come spendere per la ricerca.
Roma 15 novembre 2008.


Vincenzo d'Alessio scrive:

Vorrei che questo mio pensiero fosse una missiva, non una fredda recensione da inviare a un autore o all’editore. Caro Guido ho letto, ho riletto, e mi sono fermato: fa male la fatica di vivere un’esistenza priva di quella che siamo abituati a definire “normalità”. Ma dimmi: normale vuole dire stare insieme al resto dell’umanità in che modo? Me lo sono chiesto tante volte e, in senso pieno, non l’ho capito.
Ho preso a cancellare le parole “mai” e “sempre” dal concetto di normalità preferendo le parole “possibilmente” e “naturalmente”. In questo modo la fibrosi cistica assume il nome di tumore, per me, quello stesso male terribile che uccide il vapore acqueo della locomotiva uomo: la Speranza. Ho vissuto per intero, senza sconti, lo spegnersi di questa piccola-grande caldaia che è il respiro umano, il sole del creato e l’energia dell’avvenire, ho vissuto la fine della vita.
Il libro che hai curato è un’antologia di Speranza condita di sincerità e di amore per la vita, un’ansia infinita di luce terrena. Tutti i contributi valgono la via da seguire, nessuno escluso. Vorrei citare qualche verso: “La mente aperta dà / le profondità dell’anima / si vede a sé stessa / specchiata nei visi di quelli / che soffrono la minaccia nascosta / di un male silenzioso” (Dave Atasa, p. 38); “Il mio ospite mi vuole uccidere / ma io lo attendo / perché non sono ancora stanco di combattere” (Isher, p. 41); “Guido ha paura / un giorno / di svegliarsi / con gli occhi chiusi / e il respiro assente” (Guido Passini, p. 98).
Non riesco a trovare un percorso ideale per incantare le voci che si alternano in queste pagine; nero su bianco, bianco su nero, caleidoscopio di colori indescrivibili nutriti di sofferta qualità di vita. Potrei dire che le figure retoriche che si affacciano sono metonimie di un male incurabile che toglie il diritto alla vita in ogni composizione? Assolutamente no.
Potrei elencare le rime alternate, con quelle baciate, oppure i baci che le madri di ognuno dei poeti, degli scrittori, degli autori, di quest’opera hanno profuso ai loro “angeli” appena nati?
Potrei citare Esiodo del “Falco e l’usignolo” nella callida iunctura che si nasconde nelle poesie?
In tutte le opere che hai scelto, caro Guido, c’è l’ansia febbrile per la vita ed io ho paura di non capire, di avere fretta di concludere queste righe per non procurarmi lacrime giuste.
Prendo in prestito i versi splendidi che si affacciano ad ogni pagina: “Sono un nome / su un foglio sterilizzato / un punto fra due rette parallele / ove il nulla che avanza / è un muro di indifferenza / che non ferma il tempo / che fugge via” (Pierangela e Rosa Cristofaro, p. 56).
Vorrei non aver perso una buona occasione per esprimerti il bene che la comunicazione sociale dell’editore Fara trasmetterà al mondo in favore del tumore fibrosi cistica.
Gianni Paris, presentando il libro Il resto (parziale) della storia, di Carla De Angelis e Stefano Martello, Fara 2008, invita il lettore a lasciare “questo libro al bar, sulle panchine o dovunque vi piaccia, fatelo girare, racchiudetelo in una bottiglia perché navighi tra la più svariata gente”. Quest’augurio lo vorrei indirizzare a questa meravigliosa creatura che avete messo in moto con il vostro coraggio di vivere.


Direttore di ParolArte: Francesco Melis
Editing: Cristina Desogus
Antologia curata da Guido Passini
Segreteria: Cristina Desogus

Premio Cattolica 28-2-09

WWW.ASSOCIAZIONEPEGASUSCATTOLICA.IT

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CITTA’ DI CATTOLICA
SCADENZA 28.02.2009

REGOLAMENTO
L’Associazione culturale Pegasus Cattolica con il patrocinio della Regione Emilia Romagna della Provincia di Rimini e del Comune di Cattolica organizza la 1^ Edizione del Premio Letterario Nazionale Citta’ di Cattolica articolato in cinque Sezioni:
A. Poesia in lingua italiana
B. Narrativa
C. Poesia in vernacolo
D. Poesia e Narrativa composta da autori frequentanti le Scuole Secondarie Superiori.
E. Opere librarie edite di poesia e narrativa nonché testi filosofici e riguardanti le scienze umane.
Il tema è libero
E’ possibile partecipare ad ogni sezione con max tre elaborati, ad
eccezione della Cat. E (un solo elaborato).

1) l’iscrizione al concorso è aperta a tutti. L’adesione da parte dei minori deve essere controfirmata da chi ne esercita la patria potestà.
2) I concorrenti per partecipare al concorso dovranno versare un contributo di Euro 10,00 per le categorie “A,B, e C”, Euro 5,00 per la categoria “D” ed Euro 20,00 per la categoria “E” per ogni sezione alla quale intendono partecipare sul cc n. 2946 coord. Bancarie IT-71Z/08578/67750/000030102946 intestato all’Associazione culturale “Pegasus Cattolica” inderogabilmente entro il 28.02.2009. (farà fede la data del timbro postale) ed inviare le composizioni complete di fotocopia del versamento al seguente indirizzo:
Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” via
Irma Bandiera 29 Cattolica (RN).
3) Le composizioni in forma dattiloscritta dovranno pervenire in sei copie di cui una sola firmata e corredata di tutti i dati dell’autore. Le opere partecipanti alla sezione poesia, non potranno essere superiori a ventotto versi, mentre le composizioni di narrativa, non potranno superare le otto cartelle in corpo dodici. Gli elaborati dovranno inoltre essere inviati anche in formato elettronico all’indirizzo di posta elettronica seguente:
associazione.pegasus@alice.it
4) Farà eccezione la sola categoria E, per la quale verranno inviate n. 6 copie esclusivamente in supporto cartaceo, riguardanti libri editi nel periodo gennaio 2005 gennaio 2009. Gli elaborati pervenuti all’associazione entro la data indicata saranno giudicati da una giuria qualificata che ne selezionerà il 1°, il 2° ed il 3° classificato di ogni sezione. Ad eccezione della categoria “D” (un solo classificato). Sarà inoltre istituito un premio speciale della giuria ed un premio per la scuola media superiore intitolato al compianto Prof. Athos LAZZARI, noto personaggio cattolichino, alla quale risulti iscritto il vincitore della categoria D. Altri premi eventuali potranno essere istituiti in corso d’opera dall’Associazione, il giudizio della commissione preposta è insindacabile ed inappellabile.
5) Le opere premiate e segnalate resteranno a disposizione dell’Associazione per eventuali successive manifestazioni.
6) I premiati ed i segnalati dovranno ritirare personalmente i premi o mandare persona fidata, durante la manifestazione. Lo stesso dicasi per i dirigenti scolastici delle scuole premiate. Si precisa che tali premi non potranno in alcun modo essere spediti.
7) La premiazione avverrà sabato 18 aprile 2009 alle ore 21,00 presso il Teatro Snaporaz sito in piazza Mercato a Cattolica.
8) Di tutti gli elaborati pervenuti all’Associazione sarà pubblicata una antologia che dovrà essere prenotata anticipatamente e potrà essere ritirata il giorno della premiazione.
9) La giuria sarà composta da docenti, autori, da rappresentanti di varie case editrici e da personaggi autorevoli provenienti da vari settori culturali, nonché da una componente popolare. I premi consisteranno in targhe e trofei. Le case editrici partecipanti al concorso si
riserveranno la facoltà di proporre ai vincitori delle varie sezioni una proposta di pubblicazione.
10) La serata di premiazione alla quale parteciperanno personaggi del mondo dello spettacolo, sarà allietata da intermezzi musicali, coreografie a tema e dalla pubblica lettura da parte di attori professionisti e scrittori delle opere selezionate come vincitrici, nonché da opere che pur giudicate non vincitrici abbiano particolarmente destato l’interesse della giuria.
11) I vincitori delle cinque categorie, dei premi speciali, nonché di tutti coloro ritenuti meritevoli di segnalazione,saranno avvertiti tramite raccomandata almeno 15 giorni prima della data dell’evento.
12) Nel corso della serata saranno annunciati i nominativi di tutti coloro che pur non vincendo, riceveranno sul palco, l’attestato di merito in quanto meritevoli di segnalazione presso le case editrici e di eventuali piccoli premi di consolazione.
13) Gli autori per il fatto di partecipare al premio cedono il diritto di pubblicazione dell’antologia del premio senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. I diritti
rimangono comunque di proprietà dei singoli autori. La partecipazione implica l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento che, in base ad eventuali necessità organizzative, potrà subire variazioni, senza in ogni caso alterarne la sostanza.
14) I premi saranno così ripartiti:
- I primi tre classificati delle sezioni: A-B-C-E;
- Premio speciale della giuria assegnato ad una
composizione che pur non vincendo denota
caratteristiche di particolare creatività.
- Premio speciale delle scuole (intitolato ad ATHOS LAZZARI), destinato all’istituto
superiore dalla quale proviene l’autore premiato nella categoria “D”.
- Attestato di particolare merito a tutti gli autori, giudicati degni di segnalazione alle case editrici partecipanti al concorso.
- Premio alla carriera a un personaggio di spicco della letteratura e della cultura italiana
designato dall’Associazione.
- Sarà offerta la possibilità ai vincitori delle cinque categorie di effettuare una o più serate
per far conoscere loro eventuali opere o composizioni letterarie all’interno di eventi e
manifestazioni che si terranno a cattolica in data da destinarsi.
- A insindacabile giudizio delle case editrici partecipanti al premio, sarà inoltre offerta ai
vincitori l’opportunità di ottenere un contratto di pubblicazione.

SCHEDA DI ADESIONE
(da compilare in stampatello)

NOME___________________________________________
COGNOME_______________________________________
DATA DI NASCITA________________________________
LUOGO DI NASCITA_______________________________
INDIRIZZO________________________________________
C.A.P. ________________ CITTA’_____________________
PROVINCIA___________ TEL. _______________________
INDIRIZZO E. MAIL_________________________________
SCUOLA (riservato Categoria D)________________________
INDIRIZZO DELLA SCUOLA /ISTITUTO_______________
__________________________________________.

Informativa per la tutela della privacy (Legge 675/96 Art. 10) I dati indicati saranno oggetto di trattamenti informatici o manuali esclusivamente nell’ambito delle nostre iniziative. Il trattamento verrà effettuato in modo da garantire la riservatezza e la sicurezza. E’ esclusa la diffusione a terzi. I diritti dell’interessato sono quelli previsti dalla citata Legge.
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Data ____________________________
Firma (del genitore se minore).
________________________________________

È uscito Tevere in fiamme di Alessio Brandolini

chi sono Alessio Brandolini
che cosa ho scritto

Tevere in fiamme
Azimut, Roma, 2008

Antologia della critica



La quarta di copertina

Le poesie di Tevere in fiamme sono percorsi dell’esistenza, mappe lacustri, fluviali, marine (oltre al Tevere, il Circeo e i laghi laziali) fin su per i Colli Albani.
Una voce jazzistica vibra in forma sinuosa, entra nella vita d’ogni giorno, nelle origini della nostra civiltà greco-romana e nel dolore che attraversa il mondo.
Una geografia dove il paesaggio si fonde alla memoria - personale e collettiva - e a questo Tevere dantesco. I versi percussivi di Alessio Brandolini incitano a proseguire, a non adagiasi/adeguarsi, ad affrontare il viaggio, i ruderi della storia e gli aspri conflitti d’inizio millennio.
Tevere in fiamme è un intenso e teso dialogo con Roma, con se stesso e con la poesia (la propria e di altri, come quella del venezuelano Montejo), è un flusso poetico di vibranti e incandescenti visioni.


Una scelta di testi della raccolta


          La poesía cruza la tierra sola,
          apoya su voz en el dolor del mundo

          Eugenio Montejo
    *
Di notte la vita ha frammenti di bellezza
nascosti nelle voci suadenti delle foglie
quando si staccano dai rami e lente
planano sull’asfalto, sui sacchi d’immondizia.

Da qui vedo il paese, in alto sulla destra
lo stesso che ha scolpito questo cuore
fitto d’oscure macchie e pietra grezza
che cede alla polvere i petali della sua pigrizia.

Il fischio vibrante delle canne è spronato
dal vento che trascina con sé le tracce
di fiumi asciutti, o in fiamme,
di territori assetati e sconvolti in questi giorni.

Ora mi lascio sfoltire dall’erba
con gli occhi chiusi poto i ciliegi
ma l’esodo dalle ferite è il frutto che ci afferra
e alimenta la voglia di ripartire dall’inizio
perché la bocca ha le sue aguzze spine
a sigillare i ricordi, i fiori carnosi della savana.


    *
Di più non posso
sottrarmi alle tenebre, all’abisso
nel mare chiuso in uno specchio
e scalzo andare incontro al figlio
con le mani assicurate a un fosso.

Se potessi parlarti un giorno
ti racconterei dei bisbigli
d’ali del pappagallo chiuso
in una gabbia messa in mostra
in un salotto ingombro di sbadigli,
delle doglie dopo il parto respinto
dei toni aspri che scacciano la luce.

Quello non era un sogno
ma realtà spalmata nello sguardo
con la camicia sudata e le scarpe
sprofondate nel fango, i tacchi
sbattuti sulle pietre consumate
dal cammino e del suo esatto contrario.
La nuvola che sorvola i giorni lesta arpiona i sogni
con dolcezza porta via la pelle e i grani del rosario.

    Dà fuoco alla città e al bosco. Guarda:
    adesso persino il Tevere è in fiamme!


    *
Mi rivolgo al caldo tropicale per il piacere che ho della luce
con il tiepido sussurro emanato dal sordo che ascolta il sole
la devozione del sarto che a occhi chiusi si cuce le labbra
lo scuotimento dell’animale dalle zampe annodate al collo.
Sulle spalle le spine delle rose, le schegge degli alberi,
le pietre ancora calde di case e palazzi divorati dalle bombe.

Uccelli della notte mettono il becco nella luna dei nostri occhi
lasciano un segno d’ali leggere, di rientri in punta di piedi.
Di ricordi vaporizzati dal sale
di uomini dallo sguardo onesto
del regolare fluire delle stagioni
di nidi di grano e spighe di frutti
di fiori di fumo che salgono dalla legna che arde
del piacere del corpo rivestito con borchie di rame.

Mi ritrovo uno scalpitio di puledri nel petto
un passaggio di piume, una fuga di iene assassine.


    *
Di notte fodero il buio con spessi strati di neve
e immobile ascolto le cicale che da sempre
ci respirano accanto o si nascondono nelle nostre vene.

Così resisto ai colpi del tempo, addolorato ma non sconfitto
mi fascio la fronte di spine, metto nei denti il veleno giusto.
Nel flusso sciolto dal sogno c’è sangue dappertutto
di madri e padri che in guerra hanno perso il figlio.
Al rallentatore rivivo il viaggio dell’indeciso
del pazzo ubriaco e trafitto da foglie di banano, platano o fico.

A volte osservo ad occhi chiusi come avrei
voluto che fosse il mondo
e ascolto il triste scoppiettio del forno
annuso e sfioro con le dita il pane
bianco a lievitazione naturale
i decenni spesi (e ormai persi) a farsi del male
a scagliare parole di sconforto sulle navi in fuga d’Ulisse.


    *
Dialogo tutto il giorno coi pesci tropicali dagli elettrici colori
stando in ascolto delle stelle da rosicchiare in silenzio
delle cicale rinchiuse in bolle d’aria che fanno tanta tenerezza.

Le branchie slargate
dal prossimo tuo
odiato come te stessa.
Risalgo in verticale
afferro la superficie
esplodo in cerca
di un soffio, con te
chiusa tra vetro e mare
la faccia dilatata
di osservatrice inquieta.

Divido con gli squali di passaggio
la tenera mollica, la crosta dorata
l’uva matura di mio padre
ma solo a te
ho aperto un varco tra le canne
in quel sogno di baci profondi
poi fatto a pezzi dal grido del corvo.

Ora se parlo qualcuno mi ascolta.


    *
Questo stormire d’acqua non è un suono
atavico come tu dici, ma la fontana
di Trevi e sulle foglie dei platani
disposti a croce non sta scritta la vita.
Da lì non scendono gemme dorate
ma punte di lance che si conficcano
nella carne marcia dei pesci d’acqua dolce
e nelle teste dei passanti: puoi vederli a lungo
in ginocchio a raccogliere frammenti, ricomporre
con scrupolo il puzzle della memoria, delle emozioni.

Infatti lungo il Tevere oggi le auto in coda ardono l’aria
le pallide cortecce dei platani, il volto ustionato e stanco
delle città-mondo che alla svelta s’espandono senza freni.

Questo stormire d’acqua è il pianto che piove dentro.
Al padre vorrei dire ciò che sento
portargli in dono non la rabbia per la terra maltrattata
ma l’inutile scheletro per seppellirlo con questi versi
in un’urna romana sotto il paese medievale
dove sono cresciuto all’ombra della torre campanaria.
Alla madre una semplice e docile preghiera
di pietre taglienti che il tempo ha trasformato in pane.

Essere costretti alla forca
a mostrare il danno irreparabile.
Così il sarto che a se stesso cuce gli occhi
e più tardi, con destrezza, anche la bocca.


    *
Grandinata di parole sparate dal silenzio
strapazzato dai tubi di scarico delle auto
dei bus lunghi una quaresima voluti dal sindaco ecologista.
Da un pensiero antico nascosto tra foro d’Augusto e le torri
le dighe di calcestruzzo di Tor Bella Monaca, del Prenestino.

Buccia d’arancia la basilica di San Pietro
con il papa tedesco a Istambul sceso nel fiume
nella visione d’amore che abbraccia il nemico.

    Così capovolta è una barca
    la cupola va in fuga e lesta
    arriva all’altra sponda latina
    dove la chiesa cattolica
    ha indorato regimi di tortura.

    Colpito proprio in mezzo
    all’osso che ci sostiene
    assieme a ogni tipo
    di sospetto, coi lacci
    delle stelle attorcigliati al collo.

    E non dimentico nulla del giorno
    nemmeno al buio, o sotto tortura.


    *
Un paio di labbra screpolate dal freddo
fissano a lungo Roma murata dalle auto
poi si stringono a sottile, oscena fessura
cerniera di rame e d’acciaio, antiscasso
punto esclamativo scoppiato in silenzio
in combutta con l’odio che ancora perdura.

La notte è un foglio bianco ricoperto di solchi profondi
di terra grassa macinata lentamente da silenzi oceanici
dove gli alberi del lungotevere organizzano una danza
con i fili spinati che giungono dalla Palestina
le tremule luci di Castel Sant’Angelo riflesse nell’acqua.

Cola a sorpresa il sogno (dopo anni avviliti dall’oblio)
di scucire le labbra
e lanciare un grido
affondare i denti avvelenati al collo gelido del tuo dio.


    *
Agli occhi appenderò il sorriso e la rabbia
non mi chiederò se dormo o son desto
e la notte è solo un residuo di luce gialla
o se questa gioia è il nostro umile concerto.
Coi baci volevo spogliarti dal dolore e dall’esilio
le mie dita legate al tuo corpo erano una grancassa
la lingua lo svelto violino che scioglieva ogni dubbio.

Senza gloria mi piego per raccogliere
i granelli di polvere che ci conoscono.
Verranno lune più dolci? altre pietre?
ci sorrideranno fiumi più limpidi?
terre da arare e difendere a denti stretti?

Indosso le tue parole che un giorno
mi avvolsero di nebbia luminosa.
Ora che non ci sei ti mostrerò altre storie
farò i conti con gli osti, i vivi e i morti,
con il vento divino che strapazza le foglie
incunea tra sole e luna lo sposo e la sposa.


    *

a Eugenio Montejo, in memoria

La città eterna ci rovina addosso, non bastano le palafitte
né il verde profumo della savana. Ai tropici fa freddo
e a volte cade persino la neve.
Sono stato sotto i ponti e ho visto le tenebre
le croci, il fiume tagliato in due dall’oceano dei liquami
il tatuaggio di nuvole sulla pelle strappata alle lucertole.

Crolla addosso la pioggia di settembre
i conflitti sul lavoro con le scimmie ammaestrate
i pugni allo stomaco dati e ricevuti
la manciata di chiodi che segnano il percorso
gli alberi strappati alla terra, le menti telecomandate.

    La ripresa del sogno
    perso al volo, in salita
    bagna il becco nel nero delle strade
    nella calma dei buoi che trascinano
    le foglie dei platani, degli ulivi
    persino dei banani dove sta scritta la vita.
I lampi sinistri del Tevere illuminano gli sfregi sul volto della Terra.
Nel paesaggio saldo e assoluto delle rovine che ci rotolano addosso
oggi trovo un canto e ti vengo incontro (se posso, se me lo permetti)
negli occhi la luce sfibrata ma tenera di Roma
sulle spalle le pietre del fiume. E questa voce che alla tua s’affianca.

giugno 2008


CON I NEON NEL CUORE

avevo bisogno del tuo sguardo d’occhi
sempre aperti per confondermi
le idee. perché aspettavo che il silenzio si adagiasse
nell’antro del cuore (farfalla dalle ali stropicciate)
e tu avresti dovuto abbatterlo nei pressi
di fontana di Trevi dove ho vissuto i momenti più felici
e quelli più duri, farciti con il fiele dell’esilio,
con il soffio della tua esistenza, con il tuo corpo che avrebbe potuto
accogliere il mio. ho provato, sai, a seguire il canto: il sordo rumore
delle rose era assordante. i ricordi. le facce. i pensieri che sbattono
nel cervello i piatti per delle ore. meglio, allora, lanciarsi dal ponte
coi professori-poeti e i poeti di professione, io sto con gli sguatteri
della poesia. tornare all’ombra tangibile, allo scarto di se stesso,
alle menzogne sincere, al taglio della mano e carne, lingua e naso.
alla verità impudica che sanguina persino sui manifesti pubblicitari.

nel frattempo non trascurerò
il giardino (mia tomba odorosa) e avrò sempre bisogno dello sguardo
della tua forma che scroscia dalle altre mille immagini di Roma:
a festa illuminata e persa dietro il fiume in fiamme, ai neon,
al nido di lamiere, teli di plastica e cartoni dei rifugi dei derelitti.
ai patinati e giganteschi oggetti (calze, orologi, auto, profumi...)
reclamizzati da visi perfetti, da corpi ginnici abbronzati e ardenti.
trovi la traccia persino nei volti dei passanti
di questa malattia che, in effetti, non lascia scampo: ci cala dritti nel pozzo
poi lentamente ci affonda (acre oblio del sonno) nelle sue morbide braccia.



Il disegno che chiude il libro,
di Stefano Cardinali


Antologia di W. Whitman by Antonio Spadaro

cfr. www.ancoralibri.it/catalogo/cat
Autore Walt Whitman, Antonio Spadaro (a cura di)
Titolo Canto una vita immensa
Sottotitolo
Tema Antologie
Collana Oblò
Pagine 160
Prezzo €.13,00
Cod. ISBN 978-88-514-0632-5

Padre Antonio Spadaro, gesuita, specializzato in letteratura americana, ha curato, per la collana “L’oblò”, l’edizione di un’antologia di poesie di Walt Whitman, tratta da Foglie d’erba, proponendone una nuova traduzione. Scrive il curatore che i versi di Whitman «sono l’espressione di una radicale fiducia nelle forze dell’individuo. […] I suoi versi attestano l’attesa di una visione, il tendere inesausto verso una novità radicale, la profezia di un rapporto pieno tra l’uomo e la sua terra, di una fratellanza radicale tra gli uomini, di una laboriosità maestosa che sia reale partecipazione alla creazione del mondo». In appendice una riflessione di G.K. Chesterton, l'autore dei famosi Racconti di Padre Brown, che fu acuto e appassionato lettore di Walt Whitman.

I versi di Walt Whitman – lo «zio Walt» dell'indimenticabile film L'Attimo fuggente – hanno ispirato il neo Presidente degli Stati Uniti Barak Obama nel dipingere il sogno di un'America democratica.

Il settimanale Newsweek ha scritto che Whitman è il poeta «con cui Obama condivide la sua vittoria». E Obama ha voluto giurare proprio sulla Bibbia di Lincoln, il Presidente cui Whitman ha dedicato i suoi famosissimi versi «O Capitano! Mio Capitano!...».

Per saperne di più, clicca su:

Newsweek

Mirada Global

Salon



CASCINA MACONDO: SCRITTURÀLIA 8 feb

DOMENICA 8 FEBBRAIO 2009
per un manipolo di scrittori

tutto il giorno dedicato a scrivere su un tema estratto a sorte.
A fine serata lettura ad alta voce dei componimenti prodotti


CONTRIBUTO DI PARTECIPAZIONE
a sostegno delle attività culturali di Cascina Macondo
EURO 20.00 A SCRITTORE/SCRITTRICE

Per il pranzo ognuno porta buon cibo e vino da condividere


Arrivo a Cascina Macondo ore 9.30 (puntuali)
Fine di scritturalia ore 20.30

Alle ore 19.00 spaghettata finale con aglio olio e pan grattato a cura di Cascina Macondo.
Ricordiamo che l'ascolto dei testi e la spaghettata fanno parte integrante di Scritturalia


I testi migliori e più interessanti prodotti a Scritturalia,
a insindacabile giudizio della Redazione,
verranno pubblicati sul sito di Cascina Macondo

si può partecipare anche da lontano via email

per informazioni dettagliate clicca sul link qui sotto:
http://www.cascinamacondo.com/site/scritturalia.asp


I POSTI SONO LIMITATI
OCCORRE PRENOTARE
iscrizione solo attraverso il modulo on line sul sito di Cascina Macondo


per iscriversi e prenotare clicca qui:
http://www.cascinamacondo.com/site/scritturalia_iscrizione.asp




Cascina Macondo
Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e Poetica Haiku
Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri (TO)
tel. fax 011 / 94 68 397 - cell. 328 42 62 517
email: info@cascinamacondo.com - sitoweb: www.cascinamacondo.com


In Purissimo Azzurro in evoluzione

Carissimi amici e amiche di In Purissimo Azzurro,

da quando e' iniziata l'avventura della nostra, anzi vostra, rivista In Purissimo Azzurro, avete seguito e sostenuto la nostra mission con molto entusiasmo e partecipazione, fin da quando In Purissimo Azzurro era soltanto il nome di un sito web che di tanto in tanto pubblicava qualche testo letterario, questo accadeva tre-quattro anni fa. Poi con il vostro contributo, le vostre insistenze ed il passaparola il piccolo sito e' cresciuto, e' diventato una vera rivista, i testi sono aumentati come pure i temi trattati e con i temi trattati anche i nostri collaboratori e lettori. Grazie a voi tutti di cuore!

Oggi siamo a un punto di svolta, di cui vogliamo farvi partecipi: la rivista ritornera' on line con un nuovo numero il prossimo 2 marzo 2009 e ci tornera' rinnovata secondo non i nostri ma i vostri gusti. Percio' vi domandiamo di farvi avanti subito con le vostre idee, le vostre proposte, richieste e preferenze.

Molti ci hanno scritto dicendo che le uscite mensili sono troppo ravvicinate per leggere tutti i testi - alcuni particolarmente ricchi - che la rivista propone, pensate anche voi che sia meglio ridurre i numeri della rivista nel corso dell'anno, che questa diventi bimestrale o trimestrale?

Le rubriche vi soddisfano? Ne vorreste di nuove? C'e' qualcosa che vorreste fosse inserito e che ancora non c'e'? Avete delle persone oltre voi da segnalare come potenziali lettori e anche come collaboratori? Scriveteci presto.

A voi amici, collaboratori e lettori un affettuoso saluto e GRAZIE ;)

Maria Di Lorenzo

responsabile editoriale In Purissimo Azzurro

Poeti a Milano 5 feb

Milano – I poeti Franco Santamaria, Calogero Di Giuseppe e Serag Ahmed alla Libreria Esoterica

Giovedì 5 febbraio 2009, alle ore 17.50, a Milano, presso la Libreria Esoterica in Galleria Unione 1 (Piazza Missori), per gli "Incontri di lettura" promossi dal Cenacolo Sant'Eustorgio a cura di Carlo Riva, i poeti Franco Santamaria, Calogero Di Giuseppe e Serag Ahmed leggeranno loro testi da opere di poesia edite e inedite.
Info: Carlo Riva, tel. 02 428604; Libreria, tel. 02 878422
_______

FRANCO SANTAMARIA, scrittore e pittore, di origini lucane, risiede a Poviglio (Reggio Emilia), dopo lunghe permanenze a Taranto e a Napoli.
Ha insegnato Letteratura Italiana e Storia negli istituti superiori fino al 1998.
Ha pubblicato: "Primo lievito" (poesie – Gastaldi, Milano), "Storie di echi" (poesie – Ferraro, Napoli), "Echi ad incastro" (poesie - Joker, Novi Ligure), "Se la catena non si spezza" (racconti – Bastogi, Foggia), "Passaggi d'ombra" (racconti - El Taller del Poeta, Pontevedra).
Sul sito Modulazioni.it (www.modulazioni.it) ha pubblicato: "Parola e Immagine", opera sperimentale di poesia-pittura; "L'Immagine", catalogo dei dipinti; e altre opere inedite su carta ("A radici perdute", poesie; "La mia valle non è l'Eden", poesie; "Il cavallo di grano", romanzo).
È presente su riviste, antologie, siti web di letteratura e gallerie d'arte. Come pittore ha esposto in Italia e all'estero.
Di lui, poeta e/o pittore, hanno scritto: Isabella Michela Affinito, Anna Aita, Fabiano Alborghetti, Lorenzo Anastasio, Anna Antolisei, Marco Baiotto, Massimo Barbaro, Federico Batini, Giuseppe Bearzi, Mariella Bettarini, Monica Borettini, Reno Bromuro, Alessandro Cabianca, Alfonsina Campisano Cangemi, Luigi Cannillo, Yvonne Carbonaro, Sandra Cervone, Antonia Chimenti, Vittorio Como, Enza Conti, Luigi Daga, Paul de Boulange, Alberto dell'Aquila, Aurelio De Rose, Mariella De Santis, Andrea di Consoli, Calogero Di Giuseppe, Raoul Elia, Matteo Fantuzzi, Mauro Ferrari, Fioretti, Monica Florio, Emilio Francescucci, Gianfranco Franchi, Massimo Giannotta, Giacomo Guidetti, Giulia Iannucci, Antonella Iozzo, Letizia Lanza, Benito Lecce, Lino Lista, Gianmario Lucini, M. T. Manganiello, Giuseppe Manitta, Pasquale Matrone, Piera Mattei, Gian Domenico Mazzocato, Vittorio Mazzone, Teo Mercurio, Franco Messina, Raffaele Messina, Sandro Montalto, Federico Moro, Giovanna Mulas, Claudio Perillo, Mariacristina Pianta, Raffaele Piazza, Franco Piri Focaldi, Thomas Pistoia, Larisa Poutsileva, Gian Mario Quinto, Paolo Ragni, Melisenda Ramstein, Enzo Rega, Adriana Ricci, Alfredo Rienzi, Cristiano Mario Sabbatini, Maria Teresa Santalucia Scibona, Ferdinando Santoro, Francesca Santucci, Carlo Alberto Sitta, Spectator di Dreams, Giulio Stocchi, Adam Vaccaro, Nereo Vicari, Lucia Visconti Cicchino, Maurizio Vitiello, Marina Zatta.

CALOGERO DI GIUSEPPE, nato a Mussomeli (CL), dal 1972 risiede a Pioltello (MI). Pubblicista, già conduttore radiofonico, ha collaborato o collabora con riviste letterarie, quotidiani e settimanali (Città Nostra; Gazzetta della Martesana; Piccola Città; Il Corriere della Martesana; Giornale della Martesana; Convivio Letterario; La Martinella; Linate Flash; Cral S.E.A.; Gruppo Culturale Marcelline; Voce Amica; Antigones (New Aven Yale University, USA); Progetto Vallone; Artecultura.
È autore di poesia, di narrativa e di poesia satirica. Si ricordano: L'espressione dell'anima (C.D.G), Fra lamiere aguzze (C.D.G), Frutti per voi piccoli (Pubblilambro), La Terra vista da Calogero Di Giuseppe (100 epigrammi), Cretinario (Rd. Nuove Scritture), Il Convivio dei cornuti, La spazzatura umana, L'onorevole taglia il nastro, L'aristocrazia del tubo.
È stato inserito nell'antologia Poeti per Milano tra i più grandi autori della poesia del Novecento, adottata dall'Università Cattolica milanese (ed. Viennepierre, 2002).
Nel 1984 ha fondato il Centro Culturale "Giorgio La Pira" a Pioltello. Fa parte de "I Poeti dell'Ariete" (laboratorio poetico milanese) e del gruppo "Sant'Eustorgio", notissimo gruppo di poeti milanesi.

SERAG AHMED, immigrato egiziano, vive e lavora a Milano da molti anni. È autore di opere di poesia tradotte in italiano, tra cui la raccolta "Poesie". Presente in molti reading poetici, è apprezzato per il modo in cui legge le sue composizioni, anche in egiziano, e per la mimica.

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