venerdì 28 novembre 2008

Su Vorrei imprimere un vuoto nell'aria di Carlo Penati


recensione di Guido Passini pubblicata in respirandopoesia.altervista.org






http://www.faraeditore.it/html/siacosache/penati.html


Cenni biografici

Carlo Penati (Legnano 1954) è stato redattore del periodico di ricerche e analisi linguistiche «Pianura».
Nel giugno 2008 ha vinto il 29° Premio letterario internazionale “Città di Moncalieri” con la poesia Le ruote della luna. Pubblica nel 2008 con Fara Editore Vorrei imprimere un vuoto nell’aria.

Recensione

Ho incontrato questo autore all’incontro con Fara Editore presso la Fiera della Microeditoria di Chiari (BS) nei primi giorni di novembre, e devo ammettere che tra tutti gli autori presenti Carlo mi ha incuriosito da subito con la sua calma e compostezza. Ho ascoltato attentamente la lettura dei suoi versi e ho sentito l’aria imprimersi di introspezione. Così spinto dalla curiosità ho deciso di acquistare il libro e ho atteso l’attimo giusto per leggerlo. Questo perché credo che ogni libro vada gustato con lo stato d’animo, con lo spirito giusto, solo così posso sperare di arrivare il più vicino possibile al pensiero dell’autore.
Concordo con il prefatore del libro quando dice che Carlo Penati cura le proprie poesie secondo una tradizione novecentesca, con un linguaggio scorrevole e ricco di situazioni che riportano emozioni.
Vorrei imprimere un vuoto nell’aria è suddiviso in tre sezioni sequenziali: La notte, l’abisso e l’ascesa. Il ruolo predominante infine credo l’abbia la quarta e ultima sezione: il tutto.
Questa sezione credo sia un insieme di poesie che rafforza e ripresenta al suo interno lo stesso ciclo che compiono le altre tre.
Ho parlato prima di introspezione per il costante pensiero che ogni poeta pur trattando svariati temi alla fine dei giochi parla sempre di sé stesso, di come vive determinate emozioni, di come vive determinati eventi, di come vive ogni paesaggio che gli si pone dinanzi agli occhi, ma soprattutto perché in questo libro ho letto la vita, il percorso spazio temporale del viaggio di Carlo.
La scelta dell’autore di affrontare ognuna delle quattro sezioni con una poesia che ha per figura principale il volo rafforza il mio pensiero. Così nella prima sezione La notte si decolla da Linate ed i suoni che ne susseguono sono tutti lievi (silenzio, sussurri, risonanze, pause, gemiti, pensieri neri, città che dorme, dal profondo nulla) alternati da altri più assordanti (ferraglie di treni, le urla, voci lamentose dell’anima), quasi che Carlo fosse alla ricerca della pace, di sé stesso.
Buono anche il ruolo dei colori scelti per rappresentare questa sezione, si passa infatti dal buio della città alla luce vermiglia presente in alcune poesie. Questa sezione potrebbe rappresentare un distacco, un abbandonarsi, forse un attimo di solitudine o anche una brutta notizia. Si passa infatti alla seconda sezione dal titolo dalle svariate facce: l’abisso.
Anche in questa sezione la prima poesia è dedicata al volo, dove si evidenzia il proseguire del viaggio verso quello che secondo me è un viaggio nel dolore, nell’affrontare un qualcosa che lacera la propria anima. Ci sono infatti riflessioni sul proprio stato d’animo e sull’affrontare i ricordi, cosi riaffiorano le frasi: la vita ha perso il fine, quando il corpo non ti vuol più seguire, parole inutili. Per poi tornare a quelli che mi sono sembrati attimi d’amore, e faccio riferimento a Codice d’amore, ricercati, ma che al momento sembrano essere lontani dato che la poesia che segue rappresenta una lontananza, la tristezza. Insomma un viaggio alternato da attimi duri e attimi più leggeri, quelli che si possono considerare gli alti e i bassi della vita.
Affronto cosi la terza sezione Ascesa con il dubbio su dove l’autore andrà a concludere questo viaggio. La prima poesia questa volta rappresenta la risalita del viaggio, affrontata quasi con leggerezza dell’anima, quasi che il cammino della vita sia ultimato e non resti altro che dirigersi verso il cielo. Così ho intrapreso la poesia Post Scriptum, Il saluto, Bilancio. Tutto mi fa immaginare la fine del ciclo della vita come le parole dell’autore: cammino nella vita per trovare un senso, angeli irridenti ci osservano. Anche la poesia Il sonno mi ha dato l’idea di quanto l’autore, completato il proprio viaggio, sia giunto comunque ad una conclusione importante, a capire quello che forse è un forte significato della vita. L’ultima sezione Il tutto conclude con quelle che sono le riflessioni, le impressioni e le speranze dell’autore. Una poesia a favore della mia tesi è senz’altro quella che fa da chiusura a questo ottimo libro: Escaton.
Ho letto da qualche parte che Escaton è una parola greca che indica l’aspetto ultimo e perfetto della realtà. In tutto ciò che esiste c’è un ideale da raggiungere, non come qualcosa da conquistare da fuori, ma da conseguire da dentro, attraverso il cammino dell’esistenza che tutti noi suddividiamo in passato, presente e futuro. La realtà suddivisa in tre sezioni: il passato, che in genere reputiamo sorpassato, il presente che ci fa tanto litigare perché lo vogliamo possedere, il futuro cui demandiamo tutto ciò a cui aspiriamo. Il Vangelo ci annuncia che il movente della tensione escatologica, per cui ogni realtà sempre tende a perfezionarsi attraverso le varie forme che assume, è l’amore. L’unica via in cui il cammino verso la perfezione si attua in modo reale è quello dell’amore. Tutti temi che Carlo ha toccato e di cui ci ha reso partecipi, in questo suo viaggio. Un libro decisamente evolutivo dal punto di vista dell’osservarsi dentro e dirigere ogni lettore nel proprio cammino interiore.
Concludo questa recensione dicendo a Carlo che di sicuro è riuscito ad imprimere un emozione nel cuore di chi ha letto questo libro, cosa forse assai più ardua che imprimere l’aria. Lieto di averti letto.
Guido Passini (Amministratore)
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Non mi arrendo,
indosso nuove ali e ricomincio a volare

Pavia Strange Days (Tito Truglia)

Amara spesso l'ironia che adombra questi versi dal tratto minimalista: lo sguardo però più che sospeso nello scetticismo, sembra desiderare un senso (direi proprio un'etica, che è il senso del bene comune) che non sia il mero soddisfacimento di un bisogno “particulare”. La vesificazione è di tipo narrativo e ci pare un buon esempio di prosa-poetica o in qualche caso, di ballata sardonico-surreale (con l'inevitabile gusto malinconico).


IL GRANDE VUOTO
Annotazioni di poetica

“Amico, sono beat
Sono beato
Ho il beat...”

(Ed Sanders, Perduta perduta perduta)

A volte,
quando senti l’ispirazione bussare alla tua porta
ti senti felice al pensiero di ciò che sogni di realizzare
e allora ti prepari afferrando un giornale o una rivista
e prefiguri già la tensione dell’evento con la coscienza
che finalmente stia per succedere qualcosa nella tua
noiosa giornata…
Quindi, apri la porta,
ti slacci la cintura,
mandi giù i calzoni (o tiri su la gonna)
e ti siedi.
Senti un freddo
gelido sul fondo
ma fai finta di niente e aspetti…
Ti sforzi.
Spingi.
Continui a leggere il giornale
ma non succede ancora niente…
Hai finito di sfogliare e niente!

Allora ormai deluso ti rialzi.
Guardi, incredulo nel vuoto...
Ti ricomponi con indifferenza.
Stacchi lo sciacquone e riprendi
il tuo schifo di giornata.

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)




ALLA FINE DEL CONCERTO

Alla fine del concerto ho sentito il solito disagio
che non riesco mai a contenere a sufficienza.

Appena fuori dal teatro sono andato a cercare
il banco delle magliette. Quanto costano? Chiesi
con tono agitato. Quindici euro! Disse il tipo.
Ecco lì, una che mi piace (Nico).
Quanto costa? Chiesi nuovamente.
Quindici euro! Rispose,
affrettandosi con altri clienti.

Approfittando della breve disattenzione
io la sfilai dal banco con mano veloce
e con due passi d’istinto all’indietro
riuscii a confondermi tra la folla…

Da lontano vidi la faccia dell’ambulante cercare
incredulo il suo denaro e nel medesimo istante
mi accorsi che la mia strana agitazione
era svanita al gusto vittorioso dell’illegalità.

Mi avviai verso la Stazione Centrale
appena in tempo per salire sull’ultimo
treno in partenza per Pavia. Era l’una di notte.
Trovai posto in seconda classe. Dietro di me
sopraggiunse un signore il quale prima di chiudere
la porta dello scompartimento con fare molto apprensivo
esclamò mostrando una certa esperienza:
Meglio tenere gli occhi bene aperti,
questo treno di notte è davvero molto pericoloso…

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)



MI CHIAMO BUKOWSKY…
Annotazione di poetica n.1

Mi sono svegliato molto presto stamattina.
Era quasi buio. Mi sono svegliato molto presto
stamattina. E il sole accarezzava già il mondo.

Felici nell’aria si udivano i canti degli uccelli
e guardando in alto dissi: Vaffanculo!
Ascoltai in silenzio e dissi: Vaffanculo!

Intorno tutta la natura si apriva al nuovo giorno
e anch'io mi stavo preparando con un filo
di speranza nel cuore ma la mia donna dorme ancora,
pensai, guardando il letto vuoto.

Questa poesia s’intitola: Ho trentacinque anni
e me ne sono accorto stamattina quando all’alba
ho sentito un forte dolore al mio piede sinistro.

Così mi rifugiai zoppicando in cucina.
Mi preparai un bel caffè abbondante.
Lessi 2 racconti di zio Hunk e pensai:
Mi chiamo Bukowski e vaffanculo!

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)



ASSALTO SILENZIOSO

Era un pomeriggio di metà Aprile.

Si aggiravano con aria incredula
e terribilmente insicura. Ogni angolo
era preda dei loro corpi mollicci.
Grufolavano continuamente
e si muovevano con una strana sensibilità.
Non riuscivo a comprendere il motivo
per cui avevano bussato alla mia porta.
Il loro modo gentile di occupare il tempo
mi era insopportabile.
Sono riuscito a difendermi
coltivando un piccolo spazio mentale
e tenendo nell’ombra le mie poche emozioni.

Alcuni di loro però si sono sistemati
in fila sul marciapiede e ora controllano
fiduciosi l’uscita.

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)


ALTA VELOCITÀ

I vagoni
trasportavano merci d’ogni tipo
e correvano su rotaie costruite
con i corpi di migliaia di bambini…

Scavalcati dalle prime vetture, loro
si rialzavano veloci per andare a sdraiarsi
un centinaio di metri più avanti
affinché la locomotiva potesse proseguire
il suo folle cammino
verso il futuro…

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)




ETICA EPICA CINICA N.2

Un ragazzo e la sua fidanzata
passeggiavano frettolosamente
per le vie del centro quando sul lato destro
della via videro sdraiato sul pavé un gatto
grosso e ben curato e con l’aria stupida
del gatto che fa le fusa di fianco al focolare.

Sorpresa e quasi preoccupata
ma senza frenare l’andatura
e con una vocina ipocrita che
persino a lui che l’ama è sembrata
un po’ cretina, la ragazza gli fa:

“Oh povero gattino, non hai freddo?”
“Certo che ne ho brutta stronza…
Ma non vedi che non posso muovermi
che un’auto mi ha schiacciato una zampa?!”
Rispose lui,
ma lei non lo sentì, o fece finta,
e proseguì diritta per la sua…

(Inedito)



GIORNI FELICI

Avanzano lentamente la mamma,
la nonna, la carrozzina col bambino
e di fianco il barboncino…
D’un tratto la giovane si ferma incuriosita
davanti all’ennesima vetrina

e prima di entrare nel negozio
affida con dolcezza i piccoli alla nonna
felice finalmente di dividere il suo affetto
un po’ al bambino e un po’ al barboncino
che scodinzola lì vicino...

All’improvviso un cucciolo di alano
appare a lato minaccioso…
Ma il barboncino per nulla
intimorito dalla razza superiore
esplode il suo coraggio inaspettato
e il fanciullo pure scoppiettando
nella sua furia difensiva
non vuole essere da meno e:
Ghrrrr… Bauhh… Bauhh…

La mamma riconoscendone la voce
s’affrettò alla cassa
molto spaventata.

(Inedito)


TERRORE A SAN MICHELE

Lui le diede un ultimo bacio
sulla guancia tumefatta e continuò
a picchiarla con ferocia.

Il pavé di piazza San Michele
sembrava una tavolozza cinerina
con tutto il sangue che schizzava dalle ferite.

Lei non reagiva né tentava di ripararsi.
Subiva passivamente i colpi dell’uomo
che giungevano pesanti e violenti.
La testa sanguinava copiosamente
e le labbra erano gonfie e irriconoscibili.
Sul corpo affondavano i calci
brutali e ossessivi.

(Inedito)


JOE PARKER

Joe Parker
era finalmente pronto per lo scontro finale.
La mafia Xnova era riuscita a imporre
il suo controllo su tutto il Continente e teneva
in pugno l’intera popolazione con particolari
strumenti elettronici che ricordavano i televisori
del secondo millennio.
Con questi sofisticati microcircuiti
è stato condizionato l’apparato emozionale
di miliardi di persone separandoli
in 27 grandi gruppi sociali.

Fin dalla tenera infanzia
trascorsa nel monastero buddista di Palo Alto
Joe Parker era stato programmato per la battaglia finale.

Lo scontro si preannunciava decisivo per le sorti
del Sistema e lui lo stava preparando accuratamente
nel quartier generale della Buona Coscienza.

Joe contava sui T.S.O.L. un reparto di biosoldati
esperti negli scontri sulla lunga distanza. Ma
la sua carta vincente era costituita dagli Psyco-Ran,
un’arma elettromagnetica di nuova generazione
che incideva mortalmente sui collegamenti
nervosi dei nemici individuati attraverso
sensori chimiconeuronali.

Capirete che la vittoria era del tutto assicurata,
bisognava solo riuscire ad allineare
il nemico su un unico fronte ad una distanza
non superiore a diecimila chilometri.

(Inedito)


CÉLINE F.

“…
e vado cercando ciò che non si può trovare,
e vedo ferma la cosa in movimento,
e il gorgo profondo…”

(Jordi de Sant Jordi, L’amoroso cerchio, XV)


Céline F. correva verso il ponte.
Era un grigio tramonto di una giornata invernale.
La strada era completamente deserta
ma lei si guardava nervosamente attorno.

Correva con le braccia aperte
e con addosso un leggerissimo vestito.
La pelle bianca brillava sul nero dell’asfalto.
I suoi capelli aggrediti dall’umidità
sembravano spighe in piena tempesta..
Il semaforo intermittente risuonava
nel vuoto con la sua luce giallastra.
Lei attraversò la strada
e scomparve…

(Già in Assalti Poetici, Pavia, 2008, revisited)



NOTE PER IL PROSSIMO VIAGGIO
Poesia dedicata a Giorgio Piovano

“Scrivo poesia perché Walt Whitman diede al mondo il permesso di parlare schietto.”
(A. Ginsberg, Improvvisazione a Beijing)


Dove sei poesia balbuziente di un bimbo
che piscia su una telescrivente.? Dove sei?
Dove sei grande fannullone beatnik?
Dove sei Ginsberg?
Fai sentire la tua voce, inalbera la tua poesia,
noi siamo prigionieri del vuoto
e non abbiamo più le parole per agire.
Dove sei? Dove sono
le barbe illuminate di Marx ed Hengels?
Dove sei Nietzsche? Ritorna dalla tua follia,
rischiara dal passato quest’inutile ritorno.
Dove sei piccolo buddha di provincia…
Dove sei Giovanni Falcone, unico
uomo d’onore che abbia mai avuto la Sicilia.

Dove sei Gregory Corso che hai esclamato:
Oh macellaio la braciola non è il maiale!
Dove sei Publio Virgilio Marone, poeta già
prima di Cristo e già moderno critico del nuovo.
Dove sei… Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io…
Dove sei Lorenzo, magnifico
rompiscatole del silenzio comune.
Dove sei Umberto, primo del 1°
e del 2° re del gregge.
Dove sei Anna Pinchetti, ti ho rubato
l’inchiostro ma possiamo dividere
se ti va…

(Già in Assalti Petici, Pavia, 2008, revisited)


Tito Truglia. Nato a Vallefiorita (CZ) si è laureato in filosofia all’Università di Pavia, città dove attualmente vive e lavora. Fondatore di numerose fanzines di poesia underground, ha partecipato ad alcune antologie e a numerosi readings. Suoi testi sono stati pubblicati su alcune riviste letterarie e su diversi siti internet. Ha pubblicato Diavuli e Santi una raccolta di testi in dialetto calabrese a cura di Crocetti Editore (MI). Assalti Poetici per le Edizioni O.M.P.Farepoesia. È da sempre impegnato in una continua attività di ideazione e organizzazione di eventi e situazioni artistico-culturali. Svolge saltuariamente anche l’attività di libraio volante e indipendente.

Su A ogni cosa il suo nome


Le Voci della Luna Poesia, 2008, pp. 80, € 10,00
collana diretta da Fabrizio Bianchi, volume curato da Stefano Guglielmin

nota di lettura di AR

Francesco Tomada
è un vero poeta: ha una voce riconoscibile; un modo di porre le cose che le rende vivide, reali, condivisibili; sa comunicare messaggi che emozionano e mostrano i fatti della vita sotto un'angolatura mobile e quindi densa di significati. Questa raccolta ci offre una notevole sintesi (una recente selezione di sue poesie è pure inserita nell'antologia dall'Adige all'Isonzo. Poeti a Nord-Est) della poetica tomadiana, e già la bella prefazione di Fabiano Alborghetti ce ne fa pregustare l'intensità: «Per Tomada la lingua non è un attrezzo, non è uno strumento. Essa è la struttura stessa, la materia di cui siamo fatti. (…) Ogni parola nasce dall'ascolto e solo dopo cade nella pagina che le darà il suo nuovo corpo.» (p. 5)
I libro è diviso in quattro sezioni. Qui sotto proponiamo una poesia per ciascuna sezione. Si noterà come sia intensa, al di sotto di un dettato semplice e quasi dimesso, la quantità di energia “verbale” che sfolgora in queste poesie capaci di incurvare lo spazio tempo, di proiettarlo “oltre”.

da “Altri luoghi”

vi. Nell'armadio

Tutti i biglietti che lascio nelle tasche
delle giacche ai cambi di stagione
sono indirizzi numeri di telefono
e dirsi ecco dov'erano finiti
sono persone da aggiungere alle tante
che ho cercato nei posti sbagliati
proprio quando ne avevo bisogno
proprio mentre le stavo perdendo
(p. 18)


da “Io vivo qui”

viii. Un cortile

Guarda che basse le rondini adesso
più basse dei tetti
i loro cerchi danno al cortile il senso
di un piccolo cielo

è come ci insegnavano alla scuola elementare
di sera volano vicine alla terra con gli occhi
semichiusi e il becco spalancato
così ingoiano insetti e respirano aria

io so che il cibo gli serve per vivere
però mi chiedo com'è
il sapore del vento
(p. 34)


da “In suo nome”

(parla lei)

Un giorno voglio crocifiggerti sul letto con le frasi
che non ho saputo pronunciare, o meglio trasformarmi
in uno specchio d'anima che ti torna addosso tutte le parole
con cui tu mi hai ferita come quando da bambini
con qualcosa che riflette
ci si punta l'uno contro l'altro dentro gli occhi il sole


da “Tre diviso due”

vii.

Il tuo seno mi riempie giusto il cavo della mano

oggi ho le dita tagliate e piene di schegge di legno
e c'è un complimento che mi spaventa
e non posso dirti: il tuo corpo ha
la forma del mio dolore


giovedì 27 novembre 2008

Salvatore Della Capa a Bologna 29 nov

Libreria Modo Infoshop
via Mascarella 24/b
40126 Bologna


Venerdì 28 novembre 2008

ore 21.30


Presentazione Interno, Esterno di Salvatore Della Capa
ne parlano con l'autore Gianfranco Fabbri e Guido Monti
al flauto Ece Dogrucu



Su L’enigma della macchina per cucire di Domenico Cipriano

Ediz. L’Arca Felice, Salerno 2008

recensione di Vincenzo D'Alessio

La voce narrante del solista del nostro Sud, Domenico Cipriano, è riuscita a tracciare in questi anni un percorso non facile da seguire, foriero però di un’articolata essenza tautologica per le sfortunate vicende del meridione d’Italia. L’esordio poetico è stato il volume Il continente perso Fermenti, Roma, 2000 al quale sono seguite esperienze poetiche di varia natura, tutte articolate in perfetta armonia con il carattere “criptico” dell’Autore e un linguaggio altrettanto “solare” da rendere pienamente la vena poetica in tutta la sua energia.
Cipriano ci annuncia il futuro della nuova scrittura poetica, inscritta in un pentagramma di settime, quinte e sedicesime, tanto per restare in tema jazz, che viene dal Sud ma è pronta per scalare le vette della poetica nazionale, ascritta nelle belle pagine della buona letteratura contemporanea. Sono questi i prodromi che il Continente annunciato mostrava e la fede nella Poesia declamava quando scriveva: ”Cerco di dare volto agli oggetti / esposti, ai portafoto sulla credenza / a sedie e tavoli appena consegnati / attribuirgli un nome di possesso: / un’anima di riflesso.” (Il fauno, ediz. 2002).
In questo scrivere per “fare” il Nostro si avvicina all’idea di Poesia che Gianni Celati indicava nel maggio 2000 su un quotidiano provinciale: ”La poesia è l’arte delle parole che trovano una strada solo per effetto dei loro ritmi e della loro grazia” («Il Corriere», Avellino). Così accade per questa breve plaquette di versi arricchita da una tavola originale dell’artista Prisco De Vivo. La parola cammina su strade aride, in momenti sempre troppo difficili, di fronte all’invadenza della violenza che uccide, che non permette la Giustizia e la Libertà a nessun italiano sincero. Seguiamo i versi di questa prima composizione: ”Abbiamo una visione tumefatta delle cose / da qualsiasi lato giriamo la testa troviamo / aghi che ci pungolano gli occhi.”
Il poeta Cipriano diviene allora “il sarto” in nuce: l’arcolaio pronto a cucire il passato di una stupenda e poverissima civiltà contadina, con l’arido deserto delle megalopoli. Affiora la dolce prosodia che distingue la poetica di Cipriano: ”Rigiri / il bicchiere che profuma colmo di vino / e sorseggi la solitudine dell’uva, qui / dove la terra si contorce e la curva in lontananza / nasconde il fascio affiorato del faro.”
C’è tanta speranza. C’è la suprema lezione dell’Infinito leopardiano. Ci sono le note della terra e dell’anima stimmung alla quale il versificare del Nostro ci ha abituati.
Vorrei ricordare che quest’autore, nonostante la sua giovane età, è stato firmatario e ha condiviso le idee innovative del Manifesto dei Poeti Irpini, sottoscritto proprio nella sua realtà natale, dove si andavano forgiando le tumultuose anime poetiche di gran parte dei firmatari. Cipriano è nato poeta e l’altezza della sua maieutica è corrosiva, rilucente, metafisica. Questi versi lo dimostrano: ”Quanta dura scrittura scuce le mani / scortica mura atroci: amara impura / frase cercata oscura per la cura della / notte asfittica ricercata dalla veglia / sonnambula.”
Auguriamoci che queste voci del Sud continuino a vibrare nel coro della Poesia contemporanea.

Novembre 2008

Filastrocca del bene

di Alessandro Seri qui

Esercizio su Macbeth a Roma 29 nov


(cliccare sulla locandina per ingrandirla)

da Esercizio su Macbeth, di massimo sannelli, da Shakespeare


Io temo. Io temo proprio la tua indole:
c’è troppo latte di clemenza umana
in te, e così non prendi la via comoda.
Vorresti essere grande. No? E la voglia
non ti manca; ma vuoi che la tua gloria
sia tutta bianca. Vero? E con ardore
la vuoi, ma che sia santamente: onore,
ma onesto; sì, ma anche non onesto.
Vieni. Ti verso – io voglio – questo spirito
nell’orecchio e castigo con il ferro
il cuore che ti svia:
vi è un cerchio, il fato, una magia potente,
ti vogliono innalzare – non lo vedi?
E questo cerchio, vedi? – è solo oro.

L'Arca Felice

Desidero segnalare le bellissime plaquettes (con opere di artisti anche fuori testo) realizzate dalle Edizioni L'Arca Felice di Salerno. Particolarmente dedicate alla poesia le collane Coincidenze (pubblicate finora poesie di Maurizio Cucchi, Jules Laforgue, Mario Fresa, Antonio Spaguolo e Domenico Cipriano) e L'Ora di Barga (con plaquettes di Pino Corbo, Massimo Sannelli, Simone Vitale, Mario Fresa, Stefano Guglielmin).

Per proporre testi, materiali, recensioni e per collaborare, scrivere al seguente indirizzo: Associazione Culturale L'Arca Felice, Casella postale n. 232, Corso Garibaldi, 84100 Salerno Centrale.
L’Associazione L’Arca Felice non ha scopi di lucro. La sua sede legale è in via Medaglie d’Oro n. 38, 84132 Salerno.
I materiali inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non saranno restituiti.
Per contattare l'Associazione: info@arcafelice.com

mercoledì 26 novembre 2008

Su Il resto a voce di Colomba Di Pasquale

articolo pubblicato sul Corriere Adriatico
Edizione del 25 novembre 2008
(Ogni giorno dalle ore 14 potete trovare online il giornale in edicola)


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Per la poetessa Colomba Di Pasquale
Il resto a voce terzo successo


RECANATI - C'è un nuovo libro in uscita per la poetessa recanatese Colomba Di Pasquale: si tratta di una raccolta di poesie intitolata Il resto a voce, pubblicata da Fara Editore di Rimini, che ha già vinto il terzo premio per la silloge inedita del Premio L'Aquilaia a Salaiola di Arcidosso (Gr). Il resto a voce è il terzo libro della scrittrice, che dalla passione per la poesia sta ricavando notevoli soddisfazioni, se è vero che negli ultimi tempi è stata insignita di numerosi premi in giro per l'Italia. I versi di Colomba Di Pasquale affascinano e colpiscono, toccando i temi più insiti nell'animo umano: temi immortali quali l'amore, vissuto come opportunità di crescita, o il tempo. Un tempo – scrive Sebastiano Adernò nella prefazione del volume – come ci svela l'autrice, capace di sublimarsi nelle “istantanee / che arrestano le maree”. Prendiamo così consapevolezza che esistono epifanie, “episodi di luce”, capaci di fermare il moto e da ciò nasce in noi, l'esigenza di saperle cogliere. È una poesia solo apparentemente leggera, quella di Colomba Di Pasquale, ma profonda, viva, ricca di immagini e di colori. L'ossessione del tempo – scrive Maura Baldi nelle motivazioni che hanno spinto la giuria del Premio L'Aquilaia a scegliere l'autrice recanatese – si risolve nel breve accendersi e spegnersi di una sigaretta: la figura si materializza per un istante e svanisce rapida, allegra, come l'omino di fumo di Aldo Palazzeschi. Attraverso poche parole, ben calibrate, oculatamente semplici, Colomba Di Pasquale è capace di creare tutto un mondo che si trasforma, come in una continua metamorfosi: il letto diventa mare, le braccia sono remi, i volti sono strade da percorrere. La vivida sensualità è alleggerita dal ritmo lieve, dalla non facile ironia su se stessi. Eppure le immagini sono forti, i luoghi e gli oggetti, concreti: dal quotidiano (anche dal cartello di un divieto di sosta!) emerge la dimensione dell'eterno e del significato ultimo della poesia, che racconta la vita, riesce per un attimo a fermare il tempo. Colomba Di Pasquale è nata nel 1968 a Lilla, in Francia. Di origini abruzzesi, oggi insegna in una scuola primaria di Recanati, città nella quale vive da anni e che l'ha adottata. Presso Del Monte Editore ha pubblicato nel 2006 la sua prima raccolta, Viaggio tra le parole, e l'anno seguente è uscita Una vita altrove, edito da Nicola Calabria Editore. Quest'anno è stata anche inserita nell'antologia Il silenzio della poesia con la silloge Dei silenzi (e degli ascolti) uscito presso Fara Editore.





Ottavio Rossani sulla raccolta di Assiri e De Luca

Poesia
24/11/2008

POESIA DEL GIORNO: Alessandro Assiri e Chiara De Luca in un canzoniere a quattro mani

Scritto da: Ottavio Rossani alle 09:00

I libri scritti a quattro mani non mi hanno mai entusiasmato. E tanto meno le raccolte di poesia scritte da due persone che vogliono mostrare un'unità d'intenti, se non di ispirazione. Ho sempre pensato, e verificato dal vivo leggendo opere di questo genere, che di solito non c'è affatto unità di stile nei due autori e non c'è per niente quell'afflato che connota la poesia.
Questa premessa per dire che invece ora ho letto un libro che due scrittori, un uomo e una donna, nell'articolazione del dialogo tra loro, alternando i loro testi, danno una buona prova di poesia scritta appunto a quattro mani. Sto parlando del libro sui passi per non rimanere (Fara, 2008, pagg. 58, Euro 10,00) di Alessandro Assiri e Chiara De Luca, due poeti che finora avevano camminato divisi e avevano pubblicato raccolte che avevano ottenuto buona accoglienza critica. Di Alessandro Assiri va ricordato Il giardino dei pensieri recisi (LietoColle, 2007); di Chiara De Luca il poemettto La notte salva (Fara, 2008). In questo "dialogo" a due voci, lui nelle pagina pari, lei in quelle dispari, raggiungono un diapason comune che permette una lettura non solo gradevole ma ricca di sollecitazioni. I versi esprimono dubbi, incertezze, insicurezze, ma anche trasporto, passione, desideri, speranze. La maggiore intensità si trova nelle poesie d'amore, in cui i pensieri si intrecciano con le emozioni. Pubblico due quadri (tratti dalla seconda delle tre sezioni) che si richiamano e si completano.

A volte ti ricevo come una visita
inaspettata
quando metto in fila tutti i quasi
i magari storti di tutti gli altri versi
adesso che sei entrata nelle pagine
e debbo sporcarmi le mani
nell'aprirti per accoglierti adagio
Alessandro Assiri

Forse per aver svestito a lungo le parole
immobile spiato dietro vetri inesistenti
premuto forte porte aperte per scoprire
nessuno a sporcare il bianco dell'attesa
l'urgenza segna adesso l'andatura
di un dire che non ha più il tempo
di bussare
Chiara de Luca

Da sui passi per non rimanere (Fara, 2008)

Il titolo è derivato dal verso iniziale di Alessandro Assiri (“sono sui passi per non rimanere / come ieri, o era un altro magari”). Le sequenze del colloquio tra i due che si sono incontrati, capiti, avvicinati, e “confessati”, si sciolgono con dolcezza, ma anche con malinconia, verso una sintonia d'affetti e di pensieri. E tuttavia permangono le diversità: di caratteri e di proposte. Scrive Assiri nella sua premessa: “... stiamo diventando suoni che si dimenticano in fretta, parole che nessuno ricorda, ... come possiamo solo sperare di rimanere... È la velocità con cui si accede e si eccede a condannare le parole all'oblio...” e conclude che manca il luogo dove abitare con le proprie parole. E Chiara De Luca risponde nella sua premessa: “... La poesia ci ha fatto incontrare. La poesia ci fa comunicare. E ci sto bene. Ora siamo due... e poi saranno altri due. E poi altri ancora. Fiori che spuntano dagli interstizi dell'asfalto. Vite brevi, forse. Ma lampi. Luce”. E parlano di attese, bottiglie che arriveranno dal mare, di sillabe nel vento da rimettere insieme per ritriovare un senso, sia pure casuale, del tempo che corre e si disperde, di occhi che sanno guardare, ma anche di chimere, di distanze, di ritorni, di luce, di derive, di pensieri, di silenzio, di passi, di vento. Insomma, fanno riemergere da lontane memorie tutti gli elementi che fanno poesia e li alchimizzano per la loro euforia. La fusione, che non annulla le singole identità, funziona nell'invenzione poetica. o.ross.

Pubblicato il 24.11.08 09:00 | | Commenti(0) | Invia il post

martedì 25 novembre 2008

CON…VERSANDO il Mercoledì Letterario 26-11-08

prossima tappa mercoledì 26 Novembre ore 20,30
Locanda Borgo dè Paladino
Via Borgo dè Paladino, Montemiletto

con le opere del Poeta napoletano
Stelvio Di Spigno


Il salotto del mercoledì letterario Con…Versando organizzato presso i wine-bar del paese prosegue con tanto successo, il programma prevede un poeta campano al mese con l’intento di divulgare il verso, e soprattutto di far conoscere gli autori che operana con grande successo e impegno in Campania. Gli incontri di Con…Versando accompagnano l’ospite in un magico momento di confronto con il pubblico, tra poesia, teatro, musica, vino e ottimo cibo. L’appuntamento fissato per mercoledì 26 Novembre alle ore 20,30 presso la Locanda Borgo dè Paladino; prevede la presenza del poeta napoletano Stelvio Di Spigno. L’autore svolge attività di ricerca presso l’Università Orientale. Ha pubblicato Il mattino della scelta in Poesia contemporanea. Settimo quaderno italiano, a cura di F. Buffoni; il volume di versi Mattinale; il saggio Le “Memorie della mia vita” di Giacomo Leopardi; il volume di versi Formazione del Bianco. Collabora con “La provincia” e “La Gazzetta del Sud”. Le opere di Stelvio Di Spigno saranno introdotte dal poeta Domenico Cipriano ed accompagnate dagli attore Enzo Marangelo e Piera de Piano dello studio Teatro Hypokrites di Solofra, nell’atmosfera suggestiva delle note d’arpa di Verdiana Leone. La Kermesse ben riuscita, ha il pregevole intento di divulgare la poesia e di creare uno speciale connubio tra più arti nell’ambito della promozione enogastronomia e turistica dell’irpinia.
La sperimentazione prosegue di volta in volta, e l’auspicio da parte del sindaco Eugenio Abate e dei curatori della rassegna, il presidente delle Pari Opportunità Lucrezia Di Benedetto e la poetessa Antonietta Gnerre è di una maggiore attenzione verso tutte le forme di arte.
Con…Versando, attraverso la poesia per unire conoscenze, esperienze, nuovi orizzonti, superamento dei pregiudizi.
Con…Versando per recuperare quella dignità del confronto che rende ogni uomo libero.

Su Contrappunti e tre poesie creole


nota di lettura di Alberto Mori

Disteso a letto nella stanza ricoperta da sole foglie di banano dove si sente la notte del cielo tropicale, Paul Gauguin annusa la tiaré, la gardenia screziata dall’odore animale e vegetale infilata nei capelli della fragrante e misteriosa Teura, in uno dei tanti “contrappunti” visivi della sua vita in pittura, per far vibrare poi le crome intense delle sue marine. Anche William Stabile cerca la vita dell’isola: il femminino che conduce oltre la linea d’ombra a rifinire quel quadro dello spirito che la sua di terrestre restituisce e dove si ferma il mare, si resta anche nell’infermabile movimento amoroso; così andare poi in una città, dona l’afflato di traghettare e di sentire quelle amplitudines che i versi lavorano nei loro affronti/confronti con tutti i poeti che hanno sfogliato la rosa amorosa.
Proprio qui William Stabile sembra lasciare ad altri il timone della sua rotta.
L’infingersi nell’alterità vale il gioco, poichè quanto siamo è nell’evidenza della nostra esistenza. I contrappunti di Stabile nella variegatura creata creola dei punti di vista, sempre attentamente calibrati, attraversano molte strie per unica traccia fluente.
Indaco infranto nel cuore abbagliante.

Novembre 2008


Lettera da Liminamentis

Caro amico/ a,

Liminamentis editore, nata in Brianza nel 2007, è casa editrice culturale auto-finanziata, e sottostante all'ideologia editoriale dell'equo-solidarietà. Più che il ricavo, alla Liminamentis editore interessa che l'iniziativa editoriale e culturale continui a sussistere nel tempo; dall'idea del commercio equo solidale, l' "editoria equo solidale" di Liminamentis editore vorrebbe stampare solo ciò che vende, eventualmente ristampando, senza buttar via niente, senza sprecare cultura, con attenzione massima ai costi, lontano dall'etica dei ricavi, nel rispetto d'una stretta alleanza economico / creativa tra editore, curatori, e autori orientata a sfornar tesoretti da conservare nelle università, nelle librerie, nelle case, senza i fatui destini di maceri, magazzini e sottoscala librari. Liminamentis editore rifiuta logiche di marketing "a base ricavo", realizzando volumi sottocosto in modo da assicurare massima accessibilità economica e massima visibilità culturale (e concorsuale) a ricercatori, artisti, studiosi, coadiuvati, a volte, da ottimi docenti; secondo Liminamentis editore è l'unione solidale tra editore, curatori ed autori a fare mercato, non il mercato a realizzare editore, curatori ed autori. Nell'auspicio di una sorta di dialettica collaborativa tra autori ed editore, fondata su un accordo di mutuo soccorso, Liminamentis editore si impegna, con un minimo aiuto economico dell'autore, a non ricavare, mettendo, senza lucrare e senza fallire, ciascun autore nelle condizioni di accedere a servizi tipografici e distributivi altrimenti irraggiungibili.

Per esprimere un atto di solidarietà nei confronti della nostra iniziativa culturale, evitandoci di accumulare costose scorte di magazzino, con massimo entusiasmo ti chiediamo di investire, nelle festività natalizie, una modica cifra nell'acquisto di un nostro volumetto o di un volume in nostro conto vendita, da leggere e/o da regalare. Per Natale, un libro su ogni scrivania! I volumi sono:

1] I. Pozzoni - Underground (A&B Editrice), 10•.
2] I. Pozzoni - Riserva Indiana (A&B Editrice), 10•.
3] I. Pozzoni - Versi Introversi (Liminamentis Editore), 11•.
4] F. Bisconti / I. Pozzoni - Androgini (Liminamentis Editore), 8•.
5] I. Pozzoni (a cura di) - Grecità marginale e nascita della cultura occidentale (Liminamentis Editore), 15•.
6] I. Pozzoni - Lame da rasoi (Joker), 10•.

Per effettuare l'ordine, chiamami allo 3335382083, scrivimi ai due indirizzi l.panzeri@liminamentis.it e info@liminamentis.it , o contattami sul sito www.liminamentis.net . Cari saluti

Lorena Panzeri (Titolare Liminamentis Editore)


lunedì 24 novembre 2008

POLIEDRICA AUTUNNO 2008

MEGAforlì
MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE,
ORE 18.00, MenoUnoMega
POLIEDRICA AUTUNNO 2008.
LE POETESSE ROMAGNOLE: ANNALISA TEODORANI, DANIELA ROSETTI E LAURA TURCI

Mercoledi’ 26 novembre, ore 18.00, presso MenoUnoMega, Poliedrica autunno 2008: le poetesse romagnole. Andrea Brigliadori presenta Annalisa Teodorani, Daniela Rosetti e Laura Turci.

Tre donne riportano il dialetto romagnolo sotto la luce dei riflettori, con loro il dialetto torna alla ribalta a due o tre generazioni di distanza dalla grande fioritura di talenti quali Baldini, Guerra, Pedretti e, prima di loro, il grande Spallicci.
Quando oramai non ci si aspettava più nulla da quella che era generalmente considerata una lingua morente, ecco invece giungere imprevista questa nuova ondata di poetesse che scrivono in lingua "volgare". Pare quasi una vera e propria piccola rivolta contro una lingua italiana svuotata dai pathos, sempre più massificata e globalizzata. Un modo per opporsi alla lingua appiattita dei media, a cui viene contrapposta la lingua dei padri, o meglio dei nonni: sanguigna, essenziale, emozionale. Un linguaggio veloce, esplicito e diretto, che rivendica la propria esistenza e una propria peculiare modernità.

La forlivese Danila Rosetti, la meldolese Laura Turci e la santarcangiolese Annalisa Teodorani sono oggi le protagoniste di questo inatteso fenomeno.

Ufficio Stampa MEGAforlì
comunicazione@megaforli.com
Tel. 0543 370738
Fax 0543 29068

La Gru - Portale di poesia e realtà nov 08

www.lagru.org


Novembre 2008
Dopo Colli <> [di Giampiero Marano]
Per una rinascita della sinistra <> [di Fabio Monti]
Appartato e policentrico marchigiano <> [di Gianni D'Elia]
Una sinistra di poesia e realtà. Incontro con Nichi Vendola <> [di Davide Nota]

Su Il resto a voce di Colomba Di Pasquale

recensione di Narda Fattori

Parlare d’amore senza cadere nel sentimentalismo, e farlo per un intero libretto, costituisce, di per sé , una vittoria della poesia sulle emozioni liriche del nostro cervello. Dopo Dante, Petrarca, troviamo poche poesie sparse di autori vari; i modelli erano e sono irraggiungibili. Eppure abbiamo letto tutti con fervida adesione “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” di Pavese, certe poesie di Neruda e di Garcia Lorca memorabili, e ricordo qualcosa di Prévert nella mia adolescenza.
Oggi è facile incontrare versi erotici patinati alla Valduga, non più e non soltanto il dilagare di un sentimento che nasce dal profondo e illumina il mondo. Sempre? A tutte le ore. Dice Colomba saggiamente e poeticamente: «Ci sono istantanee / che arrestano le maree.»
Accade. In amore accade che istanti ci trascinano fuori dal tempo e dal luogo e le epifanie diventano progetti concreti, sciame d’ore di condivisione, certezze nel sentire: «Sei la semina / e presto di te un dorato campo di grano /avrò fra le dita / come fili di seta / i tuoi fulgidi capelli.»
Diceva Alberoni poco più di un decennio fa che erano tutti splendenti gli amori al loro annunciarsi, poi era quotidiana fatica di tenersi prezioso quel ricordo per la mitezza dell’amore solido e solidale.
Colomba non dà voce alle istantanee del suo innamoramento, anzi traluce il suo trascorrere: «Raduni le foglie / cadute del nostro albero. / Poi mi narri i tuoi sogni, / in essi albergano / i passi / lenti e veloci (ben calibrato questo ossimoro) /delle esistenze di noi / leggere e intense.»
Anche quando esperienza e amarezza vorrebbe che non ci si abbandonasse nuovamente alle tempeste d’amore, fortunatamente non ci è concesso tirare i remi in barca, perché siamo fatti per incontrarci, per rischiare un flusso più veloce del sangue, per regalare e regalarci il sogno di una vita. Dice Colomba: «Il colore come sostanza, / la materia è vitale, ricordi?...» ; all’interno di questi due versi si coagula un mondo di esperienze compiute e da compiere, di forme nuove, di vita, appunto!
Qualche poesia cede alla forza dell’evento vissuto che trova forma e memoria e fa scaturire la consapevolezza della gratuità e della tempestività degli incontri, proprio come quando qualcuno trova un uscio lasciato per caso socchiuso entra e spalanca la porta e dal rettangolo entra aria nuova, luce, sole e sabbia di mare, salsedine e immensità rarefatte e/o concretissime: «Insaziabile pioggia / allaga le vesti / e l’anima / e i corpi / e i desideri / e questa primavera estiva. /…»
Eccolo l’amore spudorato e castissimo di Colomba Di Pasquale che nel titolo del volume riassume la dimensione carnale e sensuosa, dimensione necessaria all’amore: Il resto a voce. Lasciamo alla poetessa quel resto, a noi sono sufficienti alcune perle di preziosa poesia, forse il ricordo di una meraviglia vissuta, di attimi di fulgore, di interminati e interminabili segni del dono sulla nostra pelle, lo spazio chiaro all’interno del groviglio delle esperienze.
Una perla chiude il libro: «Alle volte amare / è rovesciare / un intero mare». E credo che questi pochi versi abbiamo la potenza semantica ed esperenziale dei “Tre fiammiferi” di Prévert.


Centofanti in Feaci Poesia


Per ogni voce che dentro l'ombra grida

(A Fabrizio Centofanti,
scritture in margine di Francesco Marotta)

1.
Parli dell'ombra. Della nostalgia di luce che dentro l'ombra grida. E racconti al silenzio tutte le parole del cammino. Come chi chiama accanto, ad ogni passo, l'assenza che non lascia impronte sul sentiero. E offri ali. Strappate al giorno in regole di pianto. Non per spiccare il volo oltre gli sguardi, ma perché siano un lascito d'amore, una memoria che dà riparo al cielo, alle sue acque.

2.
E' vero. Tu sei colui che accoglie ogni voce. Il sibilante afrore degli autunni e l'argilla dove maturano i volti segreti di un giardino. Il tuo nome è un sogno. Migrato un giorno al richiamo delle fonti per essere specchio delle nevi e del disgelo. Lavacro di occhi che affiorano dal fango. Ora è una vela che arde in lontananza. Come un faro che sul confine regge lumi ai morti. Il fuoco che stringi tra le labbra, chiede alle mani di disarmare il pane. Imparare ad allevare l'alba come un figlio.

3.
Vegliare il tempo è custodire l'unica dimora che si fa riva e porto. Il segno che contiene la cifra segreta del risveglio. La parola che strappa al corpo stimmate di attesa. Che regge al desiderio e si fa spasimo, come un muro che sbarra il passo al rigagnolo di muschi che l'assedia. Che lo piaga. Solo chi è senza cielo, pur possedendo le chiavi di ogni cielo, reca in sorte la fiaccola di un grido. La voce priva di alfabeto che sa nominare gli astri uno ad uno.

4.
Anche i tuoi angeli hanno mani impastate di cenere e deserto. Nelle pupille, il sangue di chi ha vegliato, nel chiostro di un ricordo, il fuoco di una domanda senza eco. Il rogo degli alberi e dei fiumi, dei giorni consegnati a una luce fraterna che non muta. Sono angeli naufraghi esercitati alla pietà di un grido. Figli delle notti dove anche l'orizzonte sembra straniero al cielo che lo cerca. Come una parola che si trascina, di dolore in dolore, fino alle labbra da cui si parte il vuoto che ferisce.

5.
Chi ti regalò l'inquietudine del verso col quale navighi sul filo degli abissi, se avevi con te, stretto dentro il palmo, il sigillo che ricolma lo sguardo di certezze? In quale mattino senza nome, abitato dal graffio inudibile dell'ombra, prese il largo il tuo canto che varca stagioni di ferite? Forse fu lo stigma vivente della pioggia, la preghiera nuda di un ramo che si offre all'abbraccio dell'acqua. Forse la speranza di seminare echi nelle terre ammutolite dell'esilio, essere voce che racconta il giorno alla pupilla cieca delle pietre. Tu che oggi ti accompagni a chi si lascia il lume di ogni morte trascorrere tra i pori, tu sai le rotte che guidano gli uccelli ai sacrari inviolati dell'aurora.

6.
Scrivi di Osip, e laceri la tela spiegata dei miei sensi. Ti apri un varco tra i silenzi e le piaghe di un'esistenza che puoi solo immaginare. Vieni a smarrirti nei solchi di una terra che dorme sotto il fuoco. Ti accolga l'abbraccio della lampada muta che accendo ogni notte sulla soglia. Ti accolga il vento che dalla soglia sussurra alla mia polvere. Che mi riporta le voci mai placate dei morti che gridano giustizia dal ciglio ferito dei miei occhi. Questa è la casa, qui è la tavola che invecchia e che rinasce a ogni pasto. La mensa di spighe acerbe imbandita dal transito degli anni. Guarda. Non si consuma l'olio, se arde nella coppa delle mani la luce fraterna degli sguardi.

Francesco Marotta


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Foto dell'incontro a Pero

Ecco alcune foto che mi ha gentilmente girato Nino Di Paolo relativo all'incontro con gli autori del 23 nov 2009 a Pero (v. qui). Cliccare sulle immagini per ingrandirle.


Nino Di Paolo, Natascia Ancarani, Barbara Rosenberg, Carlo Penati e Marco Bogliani


Carlo e pubblico


Marco e pubblico


Anna di Arci-Equinozio prepara il rinfresco


La bibliotecaria Anna







ALFABETICA 2008 - le parole che ci appartengono

Siete invitati
SABATO 6 DICEMBRE, ore 17,30
presso la BIBLIOTECA
PLANETTIANA; PALAZZO DELLA SIGNORIA di JESI
all'incontro di apertura
di
ALFABETICA 2008 - le parole che ci appartengono
incontri letterari
con i nuovi autori di lingua italiana

Alfabetica 2008 prevede 3
incontri:

Al 1° incontro, SABATO 6 dicembre, verrà presentata
l'antologia Alfabetica 2007, con
gli interventi e i brani degli
autori che hanno partecipato agli incontri dello scorso anno: Mia
Lecomte, Jarmila Ockayovà, Mihai Mircea Butcovan, Barbara Serdakowski,
Ron Kubati.

Sarà presente la scrittrice JARMILA OCKAYOVA’ (nata in
Slovacchia, vive a Reggio Emilia; ha pubblicato con Baldini&Castoldi
"Verrà la vita e avrà i tuoi occhi" (1995), "L'essenziale è invisibile
agli occhi" (1997), "Requiem per tre padri" (1998) e inoltre
"Appuntamento nel bosco" (EL 1998) e "Occhio a Pinocchio" (Cosmo
Jannone 2006).

Seguiranno altri due incontri,
venerdì 16 gennaio h. 18 alla Bibioteca la Fornace di Moie e venerdì 30
gennaio h. 18 alla Biblioteca Planettiana di Jesi,
nei quali si alterneranno gli autori di alfabetica 2008: Gabriella Ghermandi,
Gregorio Carbonero, Ali Cristina Farah e Julio Monteiro Martins

Schede sugli autori e
informazioni su Alfabetica sono disponibili
all'indirizzo: www.casaculture.it/ab/2008/p.html

altre informazioni possono essere richieste all'indirizzo: alfabetica@casaculture.it

ALFABETICA 2008 è promosso da
Comune di Jesi, assessorato alla Cultura
Comune di Maiolati Sponitini, assessorato alla Cultura
Biblioteca Planettiana di Jesi e Biblioteca La Fornace di Moie di Maiolati

da un'intervista a Jarmila Ockayovà:

" ... c'è l'umiltà nei confronti della lingua, che
per uno scrittore straniero non è solo uno strumento comunicativo o
espressivo, ma anche la conquista di una nuova dimensione, mentale e
psicologica. Conquista faticosissima; anche qui si può usare una
metafora per così dire acquatica: mentre lo scrittore che usa la
madrelingua lo fa da esploratore, slittando sulle onde del suo
oceano/immaginario - giacché tutto ciò che sta "sotto" a quelle onde lo
ha già acquisito, vissuto, da sempre - lo scrittore che adotta una
lingua nuova deve per forza farsi palombaro - calarsi nelle profondità
antropologiche e storiche della lingua, orientarsi tra anfratti
tortuosi di mille barriere coralline, ossia semantiche. E siccome la
"bombola d'ossigeno" che si porta sulle spalle è la sua cultura
d'origine, quelle immersioni diventano un'avventura affascinante ma
anche rischiosissima, in termini di identità, di possibili smarrimenti."

Nicola Napolitano ricordato a Formia 26 nov

“Cinque anni dopo”

Testimonianze per un uomo della nostra terra
Nicola Napolitano


Per volontà del figlio Giuseppe, erede del suo patrimonio letterario,
Nicola Napolitano viene ricordato a Formia il 26 novembre a 5 anni dalla scomparsa.
Alle ore 17, nell’aula magna del Liceo “Vitruvio”,
accolti dal preside Quirino Leccese, dall’Assessore formiano alla cultura, il dr. Amato LaMura e dal presidente dei Servizi bibliotecari del Sud Pontino, Giancarlo Cardillo, parleranno dell’opera e della figura umana del preside-poeta alcuni tra i tantissimi critici e scrittori che lo conobbero e lo stimarono.
Giorgio Agnisola (da Caserta), parlerà della produzione saggistica; Amerigo Iannacone (da Isernia), presenterà una “Autoantologia” poetica di Nicola Napolitano – opera postuma appena stampata con l’etichetta “la stanza del poeta” (la collana editoriale diretta appunto da Giuseppe Napolitano); Pasquale Cominale (di Sessa) parlerà del rapporto con Casale di Carinola, il paese di origine; Rodolfo Di Biasio del rapporto letteratura-educazione-scuola; Pasquale Maffeo infine traccerà un ritratto globale della produzione poetica.
Ci saranno ovviamente altri interventi e testimonianze da parte di coloro che nel tempo hanno avuto modo di frequentare Nicola Napolitano in ambito culturale e scolastico. Assente giustificato, Pier Giacomo Sottoriva ha inviato un messaggio di commossa partecipazione all’evento.


Notizie biografiche di Nicola Napolitano

Nicola Napolitano è nato a Casale di Carinola (CE) il 17 gennaio 1914, da Giuseppe e Carolina Rossi, una famiglia di agricoltori. Ha lavorato la terra fino a 22 anni. Lunghe le interruzioni nei suoi studi: per l’immatura morte del padre nel 1927, la chiamata alle armi per la campagna d’Africa nel ’35 (aveva appena ripreso a frequentare la scuola) e il richiamo per la seconda guerra mondiale 1940-’45. Militare a Creta all’armistizio dell’8 settembre ’43, è stato prigioniero dei Tedeschi in Grecia e successivamente in Germania. Frammentario e difficile il cammino per tornare a casa: lunga la permanenza al Nord, causa l’impossibilità di attraversare la “linea gotica”.
Ripresi finalmente gli studi, conseguita la Laurea in Lettere all’Università di Roma (il 3 agosto 1946), ha iniziato l’insegnamento a Castelforte nel ’47. Lo stesso anno sposò Carmelina Rotunno, dalla quale avrebbe avuto Giuseppe, Valerio e Carolina.
Dal ’60 al ’77 è stato preside dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Filangieri” di Formia.
Tra i fondatori nel ’78 del Liceo Linguistico “Shakespeare” di Formia, da lui diretto fino all’83 e di cui è stato preside nel ’91-’92.
Fondatore e segretario della Sezione formiana della Association Européenne des Enseignants, dal ’62 al ’78 è stato anche componente del Comitato Centrale della stessa Associazione. Insieme agli amici del circolo letterario “I girasoli” è stato tra i fondatori del Premio letterario “Suio Terme” e componente della giuria.
Poesie e prose di Nicola Napolitano sono incluse in numerose antologie scolastiche, per tutte le scuole. Sue poesie sono anche state tradotte e pubblicate in Brasile, Stati Uniti, Svizzera, Francia, Grecia, Romania, Spagna. Tradotto in spagnolo, è presente anche nel sito www/eldigoras.com/pdi.
Oltre a numerosi e prestigiosi premi, ha ricevuto nel 1982 il Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Turbato dalla morte della moglie e di un figlio, fu rallegrato infine dalla nascita dell’attesa nipotina Gabriella, la prima che portasse il suo cognome. È morto a Formia, dove risiedeva dal 1957, il 26 novembre 2003.

Visitate il blog / Vizitu la blogon: http://amerigoiannacone.wordpress.com


Fonogrammi, #2: Marco Giovenale

sabato 29 novembre, ore 21:00, Roma

presso Il Cantiere, Via Gustavo Modena 92 (Trastevere)



Fonogrammi

-suono-voce-poesia-

ciclo di incontri a cura di CarneCeleste

incontro #2 :

Critica, criterio

ideazione di Marco Ariano e Marco Giovenale

Marco Giovenale – testi e lettura
Errico De Fabritiis – flauti
Angelo Olivieri – tromba

Stefania Nanni – fisarmonica

Roberta Bellatalla – contrabbasso

Marco Ariano – percussioni
Antonio Pulli – elettronica


[ le poesie lette da M.G. sono tratte da Criterio dei vetri, Oèdipus 2007 ]


*

il Cantiere è in Via Gustavo Modena 92, a Roma

ingresso a sottoscrizione

"SUONI" 23-30 nov

scritture contemporanee


Festival di poesia e musica
Dal 26 al 30 novembre 2008

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PROGRAMMA:

Mercoledì 26 novembre

Mediateca di San Lazzaro/spazio ragazzi
ore 10:00
Presentazione del libro "Incontriamoci all'Inferno - Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri" di Cinzia Demi (ed. Pendragon), lezione-spettacolo a cura dell'autrice.
Incontro rivolto ai ragazzi scuole medie.

Palazzo Gnudi
Vernissage a cura della "Compagnia delle donne".
ore 19:30
Esposizione dei quadri di Nicola De Nigris.
ore 20:00
Reading "Gli uccelli e la neve" - canzoni e letture da Emily Dickinson e Daria Menicanti, Compagnia Filo di voci, interpreti Daniela Briganti e Pia Pellitti, supervisione di Milena Nicolini.
Ore 20:40
Concerto di dijeridoo di Gianni Placido.

Nel corso della serata interventi di moda con "I love shopping".

Giovedì 27 novembre

Melbookstore Bologna
ore 18:00
Presentazione del libro "Simmetrie" di Elio Pecora (ed. Mondadori), ne parlano con l'autore Gregorio Scalise e Stefano Suozzi.
ore 19:00
Presentazione della mostra "BEATS!" volti e testi della Beat Generation, di Gianni Placido.


Venerdì 28 novembre

Mediateca di San Lazzaro/spazio ragazzi
ore 10:00
Presentazione del libro "L'albergo delle fiabe e altri versi" di Elio Pecora (ed. Orecchio acerbo), interviene l'autore.
Incontro rivolto ai bambini delle scuole elementari.

Modo Infoshop Bologna
ore 21.30
Presentazione del libro di poesia "Interno, esterno" di Salvatore Della Capa (ed. L'arcolaio), ne parlano con l'autore Guido Monti e Gianfranco Fabbri, al flauto Ece Dogrucu.

Sabato 29 novembre

Palazzo della Provincia di Bologna/Sala dello Zodiaco
ore 17:30
Presentazione dell'antologia "Il corpo segreto – Corpo ed Eros nella poesia maschile" (ed. LietoColle), interventi di Luigi Cannillo (curatore), Ottavio Rossani (relatore). Letture di Stefano Massari, Gregorio Scalise, Elio Talon e altri autori antologizzati.

Mediateca di San Lazzaro/sala polivalente
ore 21:00
Concerto per voce e lira.
"I Fondamenti dell'Essere" di Patrizia Vicinelli interpretati da Mataro da Vergato.
ore 21:30
Risonanze
reading e performance di Luigi Cannillo, Adele Desideri, Nader Ghazvinizadeh e Nicola Benetti, Silvia Molesini, Ottavio Rossani, Giancarlo Sissa, Dale Zaccaria e Fabrizio Rufo
con interventi della calligrafa Barbara Calzolari (Gentle People).

Le tavole di Nicola Benetti, ispirate ai versi di Nader Ghazvinizadeh, resteranno in mostra fino al 6 dicembre nell'area della biblioteca.


Domenica 30 novembre
"SBAM! Apriamo le porte alla cultura"

Mediateca di San Lazzaro/sala polivalente
ore 15:00
Incontro conclusivo di discussione: "La poesia performativa, tra parola e suono", intervengono Andrea Orsi, Salvatore Ritrovato e Carlo Alberto Sitta.
ore 16:30
Ultrasuoni
Proiezioni video-poesia di Dome Bulfaro, Lorenzo Carlucci, Tiziana Cera Rosco, Caterina Davinio, Stefano Massari, Teatrino Clandestino.
ore 17:00
Risonanze
reading e performance di Silvia Avallone, Gianni Cascone e Andrea Orsi, Marinella Galletti e il duo Zanotti-Alberghini, Luca Paci, Francisca Paz Rojas, Rossella Renzi e Mirco Mungari, Elio Talon e Andrea Trombini.

TUTTI GLI EVENTI DI "SUONI" SONO GRATUITI

I luoghi del Festival
> Mediateca – Via Caselle, 22 – San Lazzaro di Savena (Bo)
> Sala dello Zodiaco – Provincia di Bologna – Via Zamboni, 13 – Bologna
> Melbookstore – Via Rizzoli, 18 – Bologna
> MODO infoshop Interno 4 – Via Mascarella, 24/b – Bologna
> Palazzo Gnudi – Via Riva Reno 75/3° - 77

Info
> www.dry-art.splinder.com
> suoni.dryart@gmail.com
> ph. +39.3332206226


Ideazione > Matteo Fantuzzi e Massimiliano Martines
Direzione Artistica > Massimiliano Martines
Consulenza > Guido Mattia Gallerani e Matteo Fantuzzi
Ufficio stampa > Davide Martini

Organizza
> Associazione Culturale dry_art

Collabora
> Compagnia delle donne

Con il contributo di
> Invito in Provincia - Provincia di Bologna
> Comune di San Lazzaro di Savena
> Coop Adriatica

Col patrocinio di
> Regione Emilia-Romagna
> Quartiere Santo Stefano – Comune di Bologna
> Centro di Poesia Contemporanea – Università di Bologna
> La Società di lettura


Associazione Culturale
dry_art
Via Fratelli Rosselli 16
40121 Bologna
www.dry-art.net

Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino” 30-4-09

Associazione Culturale Pentelite

XIV Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana
Sortino (SR) 02-03-04 ottobre 2009
Concorso Letterario Nazionale “Città di Sortino”

Nell’ambito della XIV Mostra-Mercato dell’Editoria Siciliana che si svolgerà in Sortino (SR) dal 02 al 04 ottobre 2009, l’associazione culturale PENTELITE, con il patrocinio del Comune di Sortino, indice per l’anno 2009 il concorso letterario nazionale “CITTÀ DI SORTINO”.

REGOLAMENTO

Art. 1) Il concorso è suddiviso in tre sezioni, è aperto a tutti per opere inedite, senza limiti di età.

A) Racconto breve, max 5 cartelle (12,000 battute circa), in lingua italiana, a tema libero, in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore con scheda bio-bibliografica dello stesso.

B) Poesia in lingua italiana, (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella)
in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore
con scheda bio-bibliografica dello stesso.

C) Poesia in dialetto siciliano, (una sola poesia, a tema libero, compresa in una cartella)
in cinque copie stampate di cui una sola firmata, completa delle generalità dell’Autore
con scheda bio-bibliografica dello stesso.

Art. 2) Le opere dovranno essere inviate presso la tipografia Tumino, via Carlentini 3/A, 96010 SORTINO (SR), entro il 30 aprile 2009. Farà fede il timbro postale. Se si vuole partecipare a più sezioni, occorre spedire le opere in buste separate (una per ogni sezione). Ogni autore partecipando si assume la responsabilità sull’autenticità delle stesse.

Art. 3) Non è prevista alcuna tassa di lettura ma trattandosi di un concorso organizzato nell’ambito di una fiera del libro si chiede, allo scopo di incentivare l’editoria siciliana, che ogni concorrente acquisti un libro edito in Sicilia, inviando euro 15,00 insieme alla busta con il testo. Per quanti non avranno la possibilità di venire in Fiera a scegliere il libro, codesta organizzazione provvederà a selezionarne uno e a spedirlo al recapito del concorrente.

Art. 4) Il comitato di lettura formato dagli scrittori Morena Fanti, Salvo Zappulla, dalle prof.sse Teresa Gigliuto, Maria Lucia Riccioli e dal poeta Marco Scalabrino, selezionerà cinque opere finaliste per ogni sezione che verranno pubblicate nel libro “Pentelite” (insieme a scritti di autorevoli personaggi del mondo della cultura), giunto alla sua quattordicesima edizione, edito da un editore siciliano partecipante alla Fiera. La pubblicazione delle opere non comporta diritti d’autore in quanto Pentelite non viene messo in vendita ma dato in omaggio ai nostri collaboratori e a operatori culturali.

Art. 5) Le opere finaliste verranno affidate ad una giuria popolare di trenta lettori, i quali avranno il compito di votare le tre opere vincitrici. Il conteggio dei voti riportati (ogni lettore selezionerà un’opera) avverrà giorno 04 ottobre 2008, alle ore 19.00 nella Biblioteca del Comune di Sortino. Le buste consegnate dai trenta lettori verranno aperte in pubblico. Nome, cognome e professione dei trenta lettori verranno pubblicati nel volume “Pentelite”.

Art. 6) Il primo classificato per ogni sezione riceverà un premio in libri di Euro 50,00 più 5 copie di Pentelite. Tutti i finalisti riceveranno in omaggio 5 copie di Pentelite.
Ogni partecipante autorizza il trattamento dei propri dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196
Art. 7) Per ogni altro aspetto non contemplato nel bando fanno fede le vigenti norme di legge. Per ogni controversia legale è competente il Foro di Siracusa.

Per ulteriori informazioni telefonare al 3336981694 o scrivere al seguente indirizzo: salvozappulla1@virgilio.it

Il Segretario Il Presidente
Vito Tumino Salvo Zappulla

venerdì 21 novembre 2008

Covegno su Antonia Pozzi a Milano


Carissimi,
sul sito di Noidonne, al link:

www.noidonne.org/index.php?op=articolo&art=2312


ho dato informazioni in merito al Convegno sulla poetessa, intellettuale e fotografa Antonia Pozzi (1912 - 1938) che si terrà a Milano, presso l'Università degli Studi di Milano, il 24, 25 e 26 novembre 2008.

Un caro saluto

Luca Benassi

Su Manto di vita di Pietro Pancamo

LietoColle, collana Erato, 2005

nota di lettura di Alex Ramberti

Credo che un caratteristica preminente della poetica di Pietro Pancamo sia, come osserva Marisa Napoli nella Prefazione), un approccio esistenziale (leopardiano e pascoliano) alla materia vitale di cui i suoi versi sono espressione. C’è uno sguardo ironico è nostalgico che crea immagini vivide ed efficaci:
«Il giorno che saltella / lungo le impronte delle mie scarpe; / il giorno che saluta frantumato, / quasi appostato / fra le dita.» (p. 13); «A quest’ora / ogni paese / è un fagotto / di stelle e di buio./ … / Ma lo è pure questa via / (intirizzita di pioggia) / col suo buio / incatenato ai lampioni / … » (p. 16); «e s’afferra a quella luce / che sbrodola tra le persiane» (p. 18); «In cima alle acque / vediamo il tempo che si toglie le scarpe» (p. 21); «Guarda il cielo: / cade come un urlo di nebbia» (p. 26), «Le stelle digrignano il cielo.» (p. 28). Troviamo in questa raccolta esclamazioni metapoetiche («Eh, ironia / con te la disperazione / è filosofia!» p. 15) e sagaci appunti di tono aforistico («Ogni saluto è un commento / alla tristezza / di dover partire.» p. 17; «La morte (…) / … / è un cactus intento, ostaggio del deserto, / ad alzare le braccia» p. 20; «Ho fatto la mia vita con i piedi / senza nemmeno darle / una forma di sandalo» p. 33): Pancamo ci dona dei versi da ricordare, dei flash che indagano zone un po’ in ombra, magari inquietanti… quelle che ci danno una migliore consapevolezza di chi siamo.

giovedì 20 novembre 2008

Poesia e lingua a Genova (Sannelli legge Weil)

Università degli Studi di Genova
FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
P.zza S.SABINA 2 - 16124 GENOVA

Giornata della poesia
Poesia e lingua

21 novembre 2008 – aula I ore 10.00

Francesco de Nicola - Presentazione

Massimo Sannelli legge Simone Weil 10.00

SIMONE WEIL *Le stelle*
Stelle di fuoco, che occupate i cieli
lontani, stelle mute e fredde, che girate
senza vedere, ci spogliate il cuore
dal tempo vecchio. Ci date al futuro
contro il nostro volere. Pianto e grido
non contano. Per obbligo
vi seguiremo, le braccia legate,
gli occhi rivolti al vostro lampo puro,
ma amaro. Noi tacciamo. Esitiamo
andando, e in un istante la vostra gloria è in cuore.
[traduzione di massimo sannelli]

Damiano Abeni legge John Ashbery 10.20

Massimo Bacigalupo introduce la poetessa Moira Egan 10.40

Olivier Bivort legge Henri Michaux 11.00

Alice Peretti legge Maya Angelou 11.20

Giorgetta Revelli legge La rivoluzione di Majakovskj 11.40

Pietro Marchesani legge Wislava Szymborska 12.00

Michaela Bürger legge Raoul Schrott 12.20

Rita Caprini legge Emily Dickinson 12.40

Pausa

Silvio Ferrari legge Abdulah Sidran 14.20

Chiara Vangelista legge Solano Trindade 14.40

Elisa Bricco legge Valérie Rouzeau 15.00

Joachim Gerdes legge Franzobel 15.20

Ida Merello e Damiano Sinfonico Jaccottet Traduttore/tradotto 15.40

Davide Finco legge Gustav Freuding 16.00

Stefano Verdino introduce il poeta Milo de Angelis 16.20

mercoledì 19 novembre 2008

Foto della rassegna di Chiari

Ecco alcune altre foto (ringrazio tutti coloro che le hanno scattate, in particolare Nino di Paolo) degli incontri fariani nell'ambito della Rassegna della Microeditoria a Chiari (altre foto qui)


v. sotto


William, Nino, Corrado Giamboni con il figlio Giovanni e Alex


v. sotto


Alex, Caterina e William Stabile

Adele Desideri, Ottavio Rossani, Alex, Caterina Camporesi


Nino, Corrado e Giovani e Alex scamiciato


Nino Di Paolo riprende… Lo spirito della poesia


sullo sfondo lo splenido banner…


salotto letterario a base di Poeti a Nord-Est

in primo piano a destra Erika Crosara

si banchetta con i poeti!


Pubblico attento (in fondo Morena e Adele)

v. sotto

v. sotto


v. sotto (qui si intravede anche Erika Crosara)

Giovanni Turra Zan, Alex, Roberto Cogo, Fabio Franzin


Nino, Alex, Caterina Camporesi, Morena e altre graditissime presenze


Adele Desideri e Alex R (il sorriso che uccide ;)

Alessandro Seri a Colmurano 22 nov



Ass. cult. Licenze poetiche
www.licenzepoetiche.it

Vincenzo D'Alessio in «Solofra oggi» nov 2008

martedì 18 novembre 2008

Viadellebelledonne 2

carissimi,
è con grande soddisfazione (e gioia, perché finalmente potremo fermarci e riposarci anche un giorno intero forse) che vi presento il secondo numero della rivista Viadellebelledonne.


Questo numero è particolarmente ricco di articoli e saggi molto interessanti.
Vi segnalo, inoltre, la novità delle rubriche:
Wonder Woman a cura di Antonella Pizzo
Una finestra sul 900 a cura di Sandra Palombo
Random - racconti senza casualità, a cura di Morena Fanti. Rubrica che vi consiglio caldamente (beh, mica posso dire che non ve la consiglio, no?) e che parte alla grande, con tre racconti molto particolari, tre autori dalla penna affilata e dal linguaggio definito. Tre autori che ringrazio molto perché mi hanno regalato la loro amicizia, oltre al loro racconto: Alessandro Berselli, Salvatore Jemma e Davide Piazzi.
E non perdetevi, inoltre, la mia intervista a Gabriele d'Annunzio. Pensate che il Vate... no, non vi anticipo più nulla. Andate a leggere. Vi dico solo che ci ha provato. Ma vi tranquillizzo subito: non ho ceduto. Non cedo mai alle lusinghe dei miei intervistati. E comunque, non alla prima intervista :-)

Buona lettura
Morena
*********
In questo numero 2 :
STRETTOIE : Intervista a Roberto Saviano di Alessandro Pecoraro ; Proust, Deleuze e l'incanto dei segni di Francesco Pala Tabasso ; La Montagna incantata: un viaggio nell’inferno dove nasce la Vita di Ilaria Ciancilla
PIANEROTTOLI : Tadao Ando - facile troppo facile da sfuggire di Fernanda Ferraresso ; Selma Lagerlof, la prima scrittrice premio Nobel di Anna Maria Bonfiglio ; Random - racconti senza casualità (rubrica a cura di Morena Fanti )

FINESTRE : Siracusa, il romanzo di una grande città del Mediterraneo di Salvo Zappulla ; Letture di genere di Marta Ajò ; Il miraggio della felicità – Requiem for a Dream di Gregorio Sorgonà ; Una finestra sul 900 a cura di Sandra Palombo

PONTEGGI : Matarazzo - Gagliani - Ferraresso ; Autobiografia e riscrittura del Sé di Teresa Ferri; Meglio umorista che commercialista di Francesco Di Domenico

BALAUSTRE : Intervista impossibile a Gabriele d’Annunzio di Morena Fanti ; Cronache di passione. Intervista a Paola Pioppi di Elisabetta Bucciarelli ; Intervista a Valerio Magrelli di Marco Noce ; Questo mare non finirà di urlare di G. Caprilli . Sandra Palombo ne parla con Manrico Murzi ; Wonder Woman: Maria Occhipinti (Rubrica a cura di Antonella Pizzo ).

CAMMINAMENTI : Moderna cronistoria semiseria della didattica di letteratura alle scuole superiori di Maria Gisella Catuogno ; Una nuova realtà nel mondo della comunicazione scritta: il giornalismo partecipativo di Nicola Amato .
GIARDINI : Il tragitto dell’occhio: l’occhio e le parole di Bernard Noël. (traduzione e commento di Lucetta Frisa ) ; Titta Abbadessa di Marco Scalabrino ; L’IMPOSSIBILE CODICE ESISTENZIALE NELLA POESIA DI GABRIELA FANTATO di Ottavio Rossani ; I silenzi ostili dell’incomprensione amorosa di Francesca Pellegrino *** GIARDINI (Rubrica a cura di Francesco Marotta) ; Senza dare nell'occhio di Stefano Guglielmin ; Introduzione a Rocco Galdieri a cura di Luigi Metropoli ; Note su Fabiano Alborghetti di Stefano Guglielmin ; Fr ancesco Marotta - Nella pupilla immaginale del momdo (Una letture di Chiusure, di Gianluca D'Andrea)



Gli autori, i dialoganti, gli artisti che hanno collaborato a questo numero:

Marta Ajò --Nicola Amato --Anna Maria Bonfiglio --Elisabetta Bucciarelli --Maria Gisella Catuogno --Ilaria Ciancilla --Francesco Di Domenico --Morena Fanti --Fernanda Ferraresso --Teresa Ferri --Lucetta Frisa --Iaia Gagliani --Stefano Guglielmin --Valerio Magrelli --Francesco Marotta --Roberto Matarazzo --Luigi Metropoli --Manrico Murzi --Marco Noce -- Bernard Noël --Sandra Palombo --Francesco Pala Tabasso --Alessandro Pecoraro --Francesca Pellegrino --Alessandra Pigliaru --Paola Pioppi--Antonella Pizzo --Ottavio Rossani --Roberto Saviano --Marco Scalabrino --Gregorio Sorgonà --Salvo Zappulla



In Cammino con Gesù 23-11-08

La Parrocchia di San Martino a Vado a Strada in Casentino
È lieta di invitarLa alla giornata di premiazione della Quinta edizione della

RASSEGNA DI TESTIMONIANZA LETTERARIA
IN CAMMINO CON GESU'

Che si svolgerà nella Pieve di San Martino
a Strada in Casentino
Domenica 23 Novembre 2008 - ore 15.30

Interverrà

On. Luisa Santolini

Senza fiato nel sito di Alfonso Gigliotti

Sulle ali del... Tempo


lunedì, 17 novembre 2008

img511/1539/senzafiatofa3.jpg

Senza fiato

Una goccia nel mare della ricerca

Nel cerchio dell’anima

vivono i giorni appesi

sono lamine nel cuore

nel mare delle ombre.

Nell’embrione della vita

nascono cellule malate

vivono nel pensiero come foglie

scorrono nelle arterie

della mente.

Nella sorgente del pensiero

anche gli alberi senza foglie

muovono le ali nel dolore.

Senza respiro hanno un’anima

le parole non chiedono

si muovono sulle ali del vento

senza fiato respirano nel cuore

per amare un orizzonte

la vita.

Questo vuole essere un contributo per la ricerca

sulle malattie genetiche, la Fibrosi Cistica è una di queste.

Guido Passini ha un grande progetto per la sua vita.

Per chi vuole acquistare il suo libro nelle librerie.

Clicca qui...

postato da: ittoilg alle ore 12:27 | link | commenti
categorie: iniziative, sulle ali del tempo

Poesia, musica e spritualità a Rimini 22 nov


Sabato 22 novembre 2008

Oratorio degli Artisti, via dei Cavalieri, 12

Poesia, Musica e Spiritualità

Don Giorgio Mazzanti, Teologo e poeta

Bernardo Francesco Gianni, monaco benedettino di S. Miniato, Firenze

Presentazione del volume “Le arti amanti”

e del dvd “Poesia tra limite e infinito”

v. http://www.isrmarvelli.it


A ROOM IN JERUSALEM negli States

edizioni torino poesia
A ROOM IN JERUSALEM
A poem by Tiziano Fratus
Translated by Gail McDowell - original in front
Farfalla Press / McMillan & Parrish, Brooklyn, 2008

so then and this time your dark eyes delve into mine
you will never belong to any man
I caress you your beard is two days old and begins to prickle
the earth is the lord’s and the fullness thereof
[...]
..........
the point is
ha aretz is the land where god gave origin to creation
it is the land where christ shed his blood to save man from his sins
it is the land where modern history founders struck to the heart without
remembering why
the point is
that the point in question is out of control and is losing itself in the dark of ages
those at the center of europe and of an ancient empire felled by its vices
who only understand what they want to understand
or rather who only understand at intervals
don’t understand yerushalaim at all

IL VOLUME / THE BOOK
.....
Una donna. Un soldato. Il sesso. La difesa. Una fuga. La conquista. Il muro. Due popoli.
La terra. Gerusalemme.
Il volume include il poema in dieci movimenti A Room in Jerusalem, pubblicato in Italia
ne Il Vangelo della Carne (trad. Flesh Gospel), Edizioni Torino Poesia, Torino, 2008.
..........
A Woman. A Soldier. The Sex. The Difence. An Escape. The Conquest. The Wall. Two
Peoples. The Land. Jerusalem.
Volume includes a ten movements poem A Room in Jerusalem, published in Italy in the
Il Vangelo della Carne (trad. Flesh Gospel), Edizioni Torino Poesia, Turin, 2008.
..........
Illustrazione in copertina / cover illustration: Giacomo Sampieri, Motel, olio su tela, 2006,
Courtesy of Galleria Bianca Maria Rizzi, Milano.
..........
Il volume è pubblicato dalla Farfalla Press / McMillan & Parrish, Brooklyn, nell'ambito
della partnership che unisce la casa editrice americana e le Edizioni Torino Poesia.


CRITICHE / REVIEWS
..........
“The poetry of Tiziano Fratus sparks emotions through its ability to incorporate the most
diverse fragments of life.” (Giovanni Tesio - Tutto Libri, La Stampa)
..........
“Fratus is a profuse singer of cosmic poetry; he uses the written word like an act of
revolt; he is insubordinate; he makes a mirror of reality that kills the reality everyone
thinks they are floating in; he makes a bigger splash that hides the diver plunging into
the swimming pool, like Hockney depicts in his painting.” (Sandro Gros-Pietro - Vernice,
Torino)
..........
“His chaotic voice is sermonizing without arrogance, visionary without madness,
descriptive without descriptions, tempted by the monologging vein of those who know
what theater is and the sacredness of theater.” (Giuseppe Conte)
..........
“This world, our world, pierced from side to side, in every detail, sung with clarity and
urgency.” (Mariangela Gualtieri)
..........
“His writing is omnivorous, determined to swallow the entire world, a search for the
meaning of a truth, inside what is real and the projections that illuminate, when they
don’t mutilate, the ever-precarious body of the poet […] The poetry of Tiziano Fratus
doesn’t flee from the vortex, nor from the chaos; rather, it searches for the geometric
center of our modern-day mal de vivre. […] The rest is talent, instinct, rhythm and
vertigo.” (José Mario Silva - Diario de Noticias, Lisboa)
....................


edizioni torino poesia
LE PRESENTAZIONI / PRESENTATIONS & READINGS
.....
BROOKLYN | 5 dicembre 2008, ore 17.00 - Long Island University (presentazione e
reading dei volumi The Meek / L'Umile di Gary Parrish e A Room in Jerusalem di Tiziano
Fratus, coedizioni Farfalla Press / Edizioni Torino Poesia)
www.liu.edu
NEW YORK | 6 dicembre 2008, ore 14.00 - Bowery Poetry Club (presentazione e
reading dei volumi The Meek / L'Umile di Gary Parrish e A Room in Jerusalem di Tiziano
Fratus, coedizioni Farfalla Press / Edizioni Torino Poesia)
www.bowerypoetry.com
BURLINGTON | 9 dicembre 2008, ore 14.00 - University of Vermont, aula Phi Beta
Kappa - Waterman 527 (presentazione delle Edizioni Torino Poesia e reading del
volume A Room in Jerusalem, in collaborazione con la cattedra di italianistica del Prof.
Antonello Borra)
www.uvm.edu
CHICAGO | 10 dicembre 2008, ore 19.00 - River East Art Centre (lettura dei poeti
Francesco Levato - The Poetry Center of Chicago, Joshua Adams - Chicago Review,
Chris Glomski - University of Illinois, Tiziano Fratus - A Room in Jerusalem)
www.rivereastartcenter.com

Piccola editoria a Cormons

Mauro Germani a Terra del Sole 22-12-08

BIG MAMY Concept store
Via Mameli 12
TERRA DEL SOLE – CASTROCARO T.ME
CASA EDITRICE ARCOLAIO
Via Ravegnana 534
47100 Forlì


SABATO 22 NOVEMBRE, ORE 17,00
BIG MAMY TERRA DEL SOLE

ANNA FACCIANI e GIANFRANCO FABBRI
PRESENTANO L’ULTIMO LIBRO DEL POETA MAURO GERMANI

“LIVORNO”

lunedì 17 novembre 2008

La poesia di Guido Passini


di Carla De Angelis

La poesia è l’arte di scrivere di tutto su tutto con armonia, è l’arte di entrare con passione, travestita da passi felpati nella mente del lettore; è un dono, ma non basta, è necessario accoglierlo pur sapendo che ci sarà gioia e sofferenza nel custodirlo e farlo crescere nel tempo.
Senza Fiato il libro di poesia curato da Guido Passini ha accolto l’arte, ha esplorato l’universo che il dolore distende sui passi della vita ed è riuscito a dargli una concretezza tale da farlo diventare compito e senso della vita stessa.
La sua poesia viene incontro al lettore colma di una seduzione assolta e spietata, senza schermi che la proteggono dalle intemperie; non si può sfuggire dal significato multiplo delle parole. Attenzione a usarle, il giorno dopo non ci si potrà correggere, la parola è come una lama che trafigge. Tutti gli altri passano correndo su di esse hanno una copertura in più tra interno ed esterno, chi vive “altre esperienze” è più sensibile al loro significato, ha con il linguaggio un rapporto completo, esasperato.
Senza fiato è poesia senza fiato, è un filo che percorre la molteplicità delle voci che hanno contribuito alla stesura di questo libro il cui coinvolgimento è immediato e non trovo le giuste parole per dirlo.
Ha ragione Guido Passini è un atto d’amore, dall’inizio alla fine, va oltre l’emozione/la commozione.
Non conoscevo questa realtà, attraverso Guido Passini e i suoi amici sono entrata nelle loro vite, faticose, ma sempre proiettate al futuro. Vorrei mi considerassero loro amica e mi piacerebbe che non fosse il vento a far girare la girandola posta sulla copertina del libro, ma il respiro di tutti e sulle sue ali portasse il libro nelle stanze, dove si decide quanto e come spendere per la ricerca.
Roma 15 novembre 2008


CARE_CASSANDRE 20-23 nov a Gorizia

EX BORDER GORIZIA 2008
Letteratura Arte Cinema Scienze
e altre danze delle idee

FESTA DELLA CULTURA

CARE_CASSANDRE



Gorizia 20 – 23 NOVEMBRE 2008


programma

INGRESSO LIBERO A TUTTI GLI EVENTI



PROLOGHI_IN_ARTE
di Care_Cassandre


Lunedì 17 novembre

Biblioteca Statale Isontina (sala mostre)

ore 17.30
Inaugurazione della mostra fotografica ex tempore
ANAKRONOS
di Roberto Kusterle
Presentazione del catalogo a cura di Franca Marri

Apertura fino al 24 novembre 2008
(orario 9.00-18.00, sabato 9.00-12.30, domenica chiuso)

È un luogo comune che la fotografia arresti il tempo e la vita. Eppure quando
ritrova il mito, che è senza tempo, la vita (ricostruita a mano nell’immagine)
riprende a muoversi. Gli antichi elementi della natura, il fuoco, l’acqua, la terra
e il cielo, offrono le occasioni di una storia a quell’immaginario inquieto della
contemporaneità che può trovare, tuttavia, riposo ed equilibrio nell’ironia: ed è
nella sua aggressiva dolcezza che aumentano le distanze tra ego e mondo e
l’emozione si avvicina alla consapevolezza.
Alberto Princis



Martedì 18 novembre

Auditorium (Sala Mostre)

ore 17.30
Inaugurazione della mostra
La leggenda di Sant’Orsola
di Dora Bassi
Creatività e vecchiaia: introduzione di Alessandra Santin

Apertura con orario 10-12 e 16-19, e durante gli appuntamenti di Care_cassandre:
visitabile fino al 6 dicembre 2008 (domenica chiuso)



Mercoledì 19 novembre

Sala conferenze dei Musei Provinciali (Borgo Castello)

ore 17.30
Inaugurazione della mostra fotografica
Con la forza di un sorriso. Il volto femminile della pace
di Enrico Mascheroni

Presentazione a cura di
Emanuele Bettini, scrittore

con un intervento di Domenico Affinito, vicepresidente
e Silvia Benedetti, dirigente
di Reporters sans frontièrs (sezione italiana)


Frutto di numerosi viaggi, che spaziano dalle baraccopoli del Kenya alle coltivazioni di coca in Bolivia, dalle guerre in Iraq, Sudan, Balcani, al G8 di Genova, gli scatti di Enrico Mascheroni sono testimonianza di una pace al femminile, lontana dai tavoli dei negoziati, ma costruita nelle concretezza della vita quotidiana. E' pace la vita che nasce anche in contesti di guerra, l'instancabile lavoro di ogni giorno, l'affetto con cui le protagoniste di questa mostra assistono figli e parenti malati. E' pace la bellezza di un volto,la speranza di chi è costretto a lasciare la propria casa per cercare un 'altra terra, i gesti delle volontarie di un 'ospedale. E' pace il corpo chino nel silenzio di una preghiera.

a seguire, visita della mostra in
Casa Morassi

Visitabile fino al 14.12.08
(orario 11.00-13.00 e 16.00-19.00 durante Care_Cassandre;
dal 25 novembre, orario 16-19, lunedì chiuso)



GIOVEDI’ 20 novembre 2008

Sala Consiliare della Provincia (Corso Italia 55)

ore 11.00
Inaugurazione di Care_Cassandre

Proiezione di una video-intervista allo scienziato Fritjof Capra
realizzata in esclusiva per Care_Cassandre ed Ex Border

a seguire Elogio dell’incertezza
lectio magistralis di Silvio Cumpeta


Sala conferenze Musei Provinciali (Borgo Castello)

ore 16.30
Madre diversità…
Incontro con la scrittrice italo-indiana
Gabriella Kuruvilla
Introduzione di FrancescoTomada


Kulturni Dom (via Italico Brass, 20)

ore 18.00
Cosa succede quando cade un confine: film e ideologia
Incontro con il filosofo e psicanalista

Slavoj Žižek

Appuntamento realizzato in collaborazione e a cura di:
Slovenski izobraževalni konzorcij - Slov.I.K.
(Consorzio sloveno per la formazione)


Osteria L’Alchimista (via Garibaldi)

ore 18.30
Caro agli dei?
Incontro con la psicologa e scrittrice Annapaola Prestìa
Introduzione di Francesco Tomada



Kinemax (Piazza Vittoria 41)

Travelling Africa – Specchi d’Africa per un cinema che riflette
Rassegna cinematografica itinerante – Dopofestival d’Africa e America Latina
(dal 15 al 23 novembre al Kinemax di Monfalcone e Gorizia)
organizzata dal Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo di Gorizia
in collaborazione con il Kinoatelje,
e promossa dal COE - Centro Orientamento Educativo - di Milano
con il contributo del Ministero degli Affari Esteri.

Per informazioni:
CVCS:
Francesca Buonocore Tel. 0481-34165, Fax: 0481-536305, info@cvcs.it
Silvia D’Osvaldo 328-5683200

ore 18.00
AFRICA D'AFFICHÈ
Mostra sulla storia del cinema africano e dei suoi protagonisti.
Visitabile fino al 23 novembre 2008 (orario di apertura del cinema).

ore 20.30
FAAT KINÈ
di Sembéne Ousmane (Senegal 2000 – 120’)
Faat Kinè è una donna che è stata abbandonata dal marito e, per questo motivo,
costretta ad allevare i due figli da sola, a prezzo di grandi sacrifici.

Proiezioni ad ingresso libero


Sala conferenze Musei Provinciali (Borgo Castello)

ore 20.45
Incontro con la storica
Simonetta Cerrini
e il suo libro La rivoluzione dei Templari (Mondadori)
Presentazione di Andrea Bellavite



VENERDI’ 21 novembre 2008

Sala Convegni “Della Torre” - Fondazione Carigo (via Carducci 2)

ore 16.00
Dove va la poesia…
Incontro con i poeti dell’Euroregione
Tiziano Broggiato, Marina Moretti,
Antonella Bukovaz, Claudio Grisancich
Presentazione di Francesco Tomada


ore 17.00
Città pulite e ordinate…?
Incontro con lo scrittore
Francesco Durante
autore di Scuorno (Vergogna), Mondadori
Coordina Roberto Covaz


Auditorium (via Roma)

ore 18.15
Incontro con la giornalista e scrittrice
Cinzia Tani
(finalista al Premio Campiello 2008 con il libro Sole e ombra, Mondadori)
Presentazione di Irene Navarra



ore 20.45
Forse il destino…
Incontro con
Marcello Veneziani
Presentazione dell’Assessore al Parco Culturale di Gorizia
e Presidente di Mittelfest, Antonio Devetag


Kinemax (Piazza Vittoria 41)

Travelling Africa – Specchi d’Africa per un cinema che riflette
Rassegna cinematografica itinerante – Dopofestival d’Africa e America Latina


ore 20.30
Serata di cortometraggi

C’EST DIMANCHE! - È domenica!
di Samir Guesmi (Francia/Algeria 2007 – 31’)
Ibrahim vive in Francia con il padre; a scuola è un disastro, i professori gli consegnano una nota da far firmare a casa. Incapace di comunicare con il padre, Ibrahim gli fa credere che la nota sia un diploma… Premio al Festival Internazionale di Clermont-Ferrand 2008.

FOOSKA - Il bigliettino
di Samy Elhaj (Tunisia/Marocco 2007 - 26’)
Ricostruzione divertente ed inquietante di una vicenda scolastica banale: il ritrovamento di un bigliettino per terra durante un esame scritto di pensiero islamico, assume toni quasi polizieschi e le mura della scuola si trasformano in quelle di un carcere.

PERCUSSION KID
di Mohamed Achaour (Marocco 2006 - 17’)
Storia drammatica di un bambino delle montagne del Marocco raccontata al ritmo delle percussioni.
Premio della radio-televisione araba 2006 (Miglior film).


Proiezioni ad ingresso libero




SABATO 22 novembre 2008

Sala Convegni “Della Torre” - Fondazione Carigo (via Carducci 2)

ore 10.30
Cassandre a scuola: una questione di autostima?
Incontro con
Caterina Vicentini

ore 11.30
Tremila lingue sono destinate a morire – e la vostra?
Incontro con
Perla Martinelli (Presidente del PEN Esperanto) e Giorgio Silfer
2008: Anno Internazionale delle Lingue


Sala conferenze dei Musei Provinciali (Borgo Castello)

ore 15.45
Il viaggio di Cesare Pavese
(nel centenario della nascita)
Incontro con il poeta e saggista
Gianfranco Lauretano

ore 17.30
Poesia e apocalisse: tra preveggenza e conoscenza
Conversazione tra
Davide Rondoni e Loretto Rafanelli
al pianoforte Silvio Donati
Presentazione di Marina Moretti


Auditorium (via Roma)

ore 16.45
Il Sessantotto al futuro
Incontro con
Mario Capanna
Coordina Vincenzo Compagnone

ore 18.15
Le tragedie rimosse
Lectio magistralis dello psicologo clinico e sociale
Luigi De Marchi


ore 20.45
Scommettiamo che il domani è una vita autentica?
Incontro con
Mauro Corona
e il suo libro Storia di Neve (Mondadori)


DOMENICA 23 novembre 2008

Casa Morassi (Borgo Castello)

ore 11.00

Elogio allo spreco
cambiamo gli stili di vita per rispettare la nostra terra!
incontro con Luca Falasconi, presidente di Last Minute Market
e la cucina di Michela Fabbro

Sala conferenze dei Musei Provinciali (Borgo Castello)

ore 11.30
Se il futuro è vecchio, diamoci una mano
Conferenza del sociologo
Augusto Debernardi


Sala Convegni “Della Torre” - Fondazione Carigo (via Carducci 2)

ore 15.15
Incontro con la psicanalista
Paola Zaretti
Il furto del femminile e le traversie del materno.
Inventare la Donna
con un intervento della poetessa Marta Celio


Auditorium (via Roma)

ore 16.30
Incontro con l’astrologo
Marco Pesatori
Tempismi.
La pre-visione astrologica come gioco d'anticipo. Intuire le traiettorie

ore 18.00
Ti minaccio con una colomba bianca
Reading-incontro con la poetessa siriana
Maram Al-Masri
Intervengono la curatrice Bianca Carlino
e l’attrice Mariolina De Feo


Auditorium (via Roma)

ore 20.45
Ambiente ed economia: ma quali profezie…!
Incontro con l’economista indipendente
Eugenio Benetazzo


ESODI IN CINEMA di Care_Cassandre


Giovedì 27 novembre 2008

Kinemax (piazza Vittoria 41)

dalle ore 15.00

Rassegna cinematografica Piccoli Maestri
a cura di Sandro Scandolara

per grandi film, profetici, che sanno guardare al di là della realtà

ore 15.00
Henri-Georges Clouzot
Le Corbeau
Francia, 1943,
in edizione originale

ore 17.00
Edgar G. Ulmer
Detour
Usa, 1946

ore 19.00
Ermanno Olmi
I Recuperanti
Italia, 1969

ore 21.00
Luciano Emmer
Le pecore di Cheyenne
Italia, 2008

Su Il sangue dei papaveri


recensione di Guido Passini pubblicata in respirandopoesia.altervista.org

www.faraeditore.it/html/siacosache/papaveri.html

Cenni biografici

Nicoletta Verzicco è nata Milano è vissuta a Bari, Rimini la ospita e si sente cittadina italiana. Ha da poco riscoperto il legame con la terra di origine del nonno paterno: la Puglia. Dalla mamma ha ereditato l’aspetto algido e nordico, ma il sangue è meridionale.
L’associazione culturale Agorà ha pubblicato la sua prima silloge Per te. Pubblica con Fara Editore Il sangue dei Papaveri nel 2007. Partecipa attivamente al libro curato da Guido Passini Senza Fiato nel 2008. Si diletta a scrivere anche favole per l’infanzia.

Recensione

Il sangue dei papaveri è un libro che rappresenta in toto Nicoletta Verzicco. Lo rappresenta nelle emozioni, nei colori, nella incisività, nella timidezza e al tempo stesso nell’audacia dell’autrice. Ma chi è Nicoletta?
Nicoletta è una delle tante perle scovate da Alessandro della Fara Editore. Ho conosciuto questa ragazza alcuni mesi fa all'incontro di Poliedrica Estate. La mia attenzione è stata attirata da questa donna che, seduta in un angolo del divano, in silenzio, ascoltava le poesie degli altri autori presenti. Notavo nel suo sguardo la voglia di entrare nella poesia, di carpirne ogni sensazione. Ha atteso il suo turno e molto timidamente ha letto le sue liriche, rispecchiando il mio pensiero. Una delicatezza nei versi, giochi di immagini che spaziavano dal sensuale al particolareggiante e naturalista. Versi intensi costruiti in poche righe. In quel momento ho sentito il calore della sua anima, la versatilità della sua poesia. Voglio improntare questa recensione in modo particolare che vorrei entrasse in sintonia con la prosa dell'autrice ascoltata alla serata dell’incontro. Una prosa autoironica ma riflessiva sul mondo dei poeti oggi.
In un qualche modo sento che a Nicoletta piacerebbe essere presentata in questo modo.
Il sangue dei papaveri è un libro che mi ha catturato, letto in una sola notte, gustato nella fresca sera di un climatizzatore in funzione. Già dalle prime pagine avverto la voglia di trasmettere, di essere recepita e sopratutto della concretezza di Nicoletta, in quanto sceglie per rappresentare l'inizio del suo libro questa frase:
"Non faccio domande, ma voglio risposte". Posso dire che per essere un'autrice al suo esordio sulla carta stampata ha già le idee molto chiare sul messaggio da lanciare.
Credo che i versi di Nicoletta siano anche in qualche modo ricercatezza geografica, infatti si nota l'ironico attribuibile al milanese, dal quale prende radici, per poi passare agli aromi, i suoni, la passionalità pugliese dei parenti più prossimi, fino alla sensualità e intraprendenza romagnola.
Reputo azzeccata la scelta di suddividere il libro in tre fasi, ognuna a rafforzare la precedente, anche se toccando temi differenti. Tutti uniti dalla stessa anima che si infonde tra penna e braccio (o parafrasando la prosa di Nicoletta, tra mezzo e conduttore). Nicoletta credo non sia una di quelle persone diventate poetesse (o come direbbe lei ironicamente "writer of verses" che fa più figo...prendendo in giro chi si nasconde dietro a posizioni o falsi miraggi), ma credo abbia lavorato molto sodo per arrivare a questo primo libro, studiando la musicalità che sprigionano alcuni suoi versi, per poi temporeggiare su versi semplici e diretti che non lasciano interpretazioni diversi da quelle che Nicoletta vuole esprimere. Nella poesia "Il sangue dei papaveri" che dà il titolo al libro trovo quanto detto prima, e cioè la grande varietà di suoni e paesaggi della sicilia.
Poi come non citare la poesia che più mi ha colpito (e a quanto sentito di certo non solo a me) Sospiri sospesi, una poesia che ha toccato la mia anima soprattutto nella chiusa che vorrei citare: Mi lascio trascinare e divento vento. Una splendida chiusa che mi tocca personalmente (dato che il mio blog personale si intitola Animanelvento) e che racchiude il vivere la vita di oggi, abbandonandosi un pò dove ti vuole portare.
Sarebbero tante le poesie da citare con versi (non dico tutte perchè sembrerebbe una presa in giro...e poi perchè si vergogna se lo dico), ma toglierei il gusto di assaporare quello che considero uno dei migliori libri di poesia che mi sia capitato tra le mani negli ultimi mesi (almeno per quel che riguarda gli autori esordienti o da poco editi).
Vorrei però citare qualche poesia che mi ha colpito maggiormente, come la poesia Alito di vita perduta, Sante e puttane, Aggrappati, Attraverso il mistero del vento. Tutte poesie che intonano l’anima. Un libro che vivamente mi sento di consigliare a chiunque voglia tra le mani un libro intenso e passionale, delicato e sinuoso, duro e ironico allo stesso tempo.

Sui passi per non rimanere: una recensione

di Narda Fattori

Se poesia è visione del sé, dell’altro, delle contiguità e delle contaminazioni all’interno del percorso nel mondo, allora proprio non si può scrivere a due voci; per sua stessa natura la poesia è un atto solitario che può accadere ovunque ma risponde a logiche individuali, talvolta condivisibili nel metodo, non nell’armonia, nel contenuto, nel passo. Sui passi per non rimanere, infatti, non è nulla di tutto questo, oserei dire che non sono neppure due voci che si confrontano su vie parallele, anche se si coglie qua e là il tentativo di dare risposta a domande condivise. Infatti le due voci non si mescolano, da una parte quella di Alessandro, dall’altra quella di Chiara, distinte, a volta distanti. Tuttavia il tentativo di rincorrersi sui temi può essere interessante e meriterebbe di essere tentato.
Entrambi i poeti hanno uno sguardo disincantato sul potere della poesia e sulla capacità di avere chiarezza di mete e percorsi. Come affermato dal titolo, che costituisce il primo verso delle poesie di Assiri e ne costituiscono il suo explicit, il viaggio è sempre più importante del suo punto di arrivo e le parole riacquistano un peso se pronunciate dentro uno spostamento, all’interno di un passo; solo così perdono le scorie dell’uso quotidiano , si denudano in una semantica originaria, riconoscono il silenzio e si fanno voce individuale.
La poesia di Alessandro, essenziale e diretta, riflette sullo stato delle cose, dove “il tempo non è pieno / ma solo arrotondato per tornare”, sì che chi vuole andare coglie la dimensione tragica dell’esistente, quella dell’attesa vana, “aspettando bottiglie dal mare”.
L’incontro è difficile perché ci si muove su piani diversi che raramente si incontrano, eppure sono prossimi, e deflagrano quando due diventano uno, che però resta consapevole della duplicità: “e io che sembro un altro / so fare solo con te addosso / … / quanto amore quanto amore/ che passa trascinandosi.”
Dunque neppure l’amore sa trarci fuori dalla gravità, non è in grado di farci volare, però fa proseguire, fa scoprire costellazioni, ma il destino costruisce secondi, ma occorre agire con cautela, rifarsi nuova pagina da riscrivere che il tempo non saprà risparmiare, che teme di non durare “tra l’erba che cresce / e la guerra che non finisce”.
Ci aspettano ricorrenze che tengono in piedi i giorni, ma già il pensiero è altrove, non per timore del tempo che passa, ma di come essa trascorra nel vuoto, nell’insipienza, nel dramma “irrimediabilmente”. Allora occorre ripetersi che “derivare è proseguire / tirare dritto verso il mare”.
E ripensare alla possibilità dei reiterarsi dell’incontro, di risentirsi colmo.
Sono poesie brevi, dome direi, quelle di Alessandro e tutto è giocato su un dettato quotidiano, quasi colloquiale se non sentissimo la padronanza della musicalità, delle rare metafore, dell’esaustività del suo dire. L’attenzione è centrata sui contenuti, non certo sulla retorica e fa di alcune sue poesie piccole perle a illuminare una vita schiva e lontana da ogni forma di omologazione che avida e astuta si introduce nostro malgrado nel quotidiano.

Diversa la poesia di Chiara, di più forte accento, di marcata forza, distesa, a riprova che c’è ancora altro e altro e altro.
Nel tempo “siamo note nel vuoto a cercare uno spartito / e non resta bianco all’infinito il pentagramma”; dunque il tempo fa come la nebbia che tutto offusca, ma consente anche di riscriversi nuovamente, testardamente, sentire la fascinazione dell’andare, trarre chimere dall’attesa “senza aver coperto la distanza”.
Il verso lungo consente alla poetessa di darci dimostrazione di come tutto si disfi e si ricostruisca per ricondensare a caso un senso, e anche se franti ci venga offerta la possibilità di riprendere peso e sostanza e durare e non finire mai la propria porzione di lotta contro tutto ciò che ci vorrebbe fermi e quieti.
Guerrigliera, Chiara afferma che “non ha senso restare sulla soglia” e che “strappati si rinasce … /solo amputando le speranze”. È un divenire pieno di croci e di strappi, ma a strare fermi si ammuffisce, si marcisce, non si trova nulla: andando, ci si può fare male, ma si può incontrare bagliori di luce, tenerezze, significati, amori.
Chiara non cerca una vita a piè di pagina, essa la consuma, annusandola, entrandovi dentro, assaporandolo per rigettarla quando non è di suo gusto, e di suo gusto è raramente, pur tuttavia “il bene intuito dalla negazione / affanna nel sottrarsi, affama”
Questa ultima parola ci dovrebbe far riflettere: affama di nuova vita, di nuove esperienze, di nuova ricerca, senza avvertenze perché già conosce quali siano le controindicazioni e non le teme.
Perché può anche capitare di “… inseguire / in linea d’ombra luci leggere / che nel tempo bruciano/ ben più del sole”.
Lungo il procedere dell’opera anche il linguaggio della De Luca rischiara, giunge ad una consapevolezza che non è consolatoria ma consapevole come affermano questi bellissimi versi: “il bene non entra nelle parole / ho mani di selce che aprono / a poterlo sfregare”.
Mi pare che tutta la storia dell’evoluzione umana sia condensata in queste poche parole: con la selce l’uomo si proiettò in un futuro più abitabile, quella selce è diventata uno strumento della mente che non ha perso la funzione di penetrare sotto ogni scoria .
La poesia di Chiara fa ampio uso di metafore, ma tutte legate come luminarie, segnano il percorso del senso, segnalano un prima per giungere ad un poi.


Una caratteristica comune di entrambi i poeti è quasi la totale assenza di un qualunque paesaggio, cittadino o di campagna: non serve a nessuno dei due che scrivono poesie liriche e nello stesso tempo riflessive e si tengono distanti sia dalla narratività di tanta poesia contemporanea sia dai vezzi delle assonanze delle parole che si associano per similarità di suono.
Non ci troviamo di fronte ad un lirismo sentimentale, ma ad un modello che canta i semi della ragione, il guscio franto delle esperienze nel momento sorgivo o in quello finale, ovvero là dove si coagula il senso.

Aiutiamo Casa della poesia

Cari amici,
come ormai molti di voi già sanno, Casa della poesia vive un momento di grande difficoltà, pur continuando a svolgere le proprie attività e i propri progetti.

A voi, amici di Casa della poesia, appassionati frequentatori, o simpatizzanti da lontano, amici dei nostri amici poeti, il nostro appello: aiutateci a r/esistere con un gesto semplice e piccolo, acquistando per voi, per un regalo natalizio, per i vostri amici del cuore, uno o più libri della Multimedia Edizioni.

È questa la maniera di darci autonomia e l'aiuto di cui ora abbiamo bisogno.

Richiedeteli direttamente a noi o andando nell'E-STORE del nostro sito:

http://www.casadellapoesia.org/estore-elenco.php?cat=Libri

Siamo certi di avere il vostro aiuto e di ricambiare continuando a portarvi tanti progetti e la grande poesia nazionale ed internazionale.

Attendiamo con fiducia vostre notizie e per chi "vive in zona", vi aspettiamo per un caffè, un tè, un bicchiere di vino, una grappa, nella nostra nuova "casa".

Saluti

Raffaella Marzano & Sergio Iagulli
tel. 089/951621 - 347/6275911

Su Il resto (parziale) della storia


recensione di Guido Passini pubblica in respirandopoesia.altervista.org


Carla De Angelis e Stefano Martello - Il resto (parziale) della storia




www.faraeditore.it/agenda/restostoria.html

Cenni Biografici

Carla De Angelis è nata a Roma, città dove vive e lavora, nel 1944. Nel 1962 ha conosciuto il poeta Luigi Bartolini e pubblicato i primi versi nella rivista internazionale «Pensiero ed Arte». Nel 1965 ha vinto un diploma partecipando al Gran Premio Internazionale di Poesia
“Vega” e collaborato all’antologia dedicata a Dante Alighieri nel VII centenario della nascita. Ha partecipato ad attività artistiche nel sociale. È stata pubblicata da Aletti Editore in tre antologie poetiche degli anni 2005 e 2006. Con Fara Editore ha pubblicato la raccolta di poesie Salutami il mare nel 2006, Diversità apparenti (a cura di Stefano Martello) nel 2007 e nel 2008 Il resto (parziale) della storia.

Recensione

Questo libro curato da Carla De Angelis e Stefano Martello è un libro che definirei “importante”, e quando dico importante, intendo importante per l’uomo. Tutto fa cultura e soprattutto i libri che denunciano uno stato attuale dando voce ad una malattia conosciuta solo per nome ma che in pochi realmente sanno cosa significa: l’Autismo.
Personalmente prima di preparare questa recensione ho ovviamente letto il libro e affrontato alcune ricerche sull’autismo in quanto mi sentivo ancora troppo “ignorante”.
Credo che immedesimarsi in una persona affetta da Autismo sia pressoché impossibile sotto alcuni aspetti, soprattutto dal punto di vista emozionale e della capacità di rapporto con il prossimo. Allo stesso tempo però, credo di poter capire un genitore o un parente prossimo, in quanto malato di fibrosi cistica conosco il dolore, conosco quanto pesante sia ogni mattina affrontare un nuovo giorno, uguale a ieri e probabilmente uguale a domani. Conosco quanto le istituzioni facciano nell’ambito sociale, ma so anche quanto purtroppo sia ancora poco, troppo poco.
Il resto parziale della storia è un libro che deve, e sottolineo deve, entrare in circolazione il più possibile. Oggigiorno che siamo circondati da libri che parlano di storie fantasy (che oltretutto apprezzo moltissimo), di libri di barzellette, di diari di persone che probabilmente non hanno nulla da dire, se non mettere in vetrina un nome ed arricchire un eventuale curriculum. Chiedo anticipatamente scusa ad eventuali editori e/o scrittori di questo genere, ma forse oggi ho la penna avvelenata.
Io considero questo volume un libro di storia, sebbene non ci siano date da ricordare, ma c’è la vita, c’è il racconto, la testimonianza di chi sono i veri eroi di questa storia, di questo mondo.
Ora non vorrei mitizzare, o martirizzare nessuno, ma guardiamo in faccia alla realtà: viviamo in un mondo dove le persone abbandonano i figli, uccidono genitori per dolore, ed invece in questo libro si trovano persone che affrontano con coraggio le situazioni, lottano ogni giorno con le istituzioni, sono alla costante ricerca di qualcosa che possa garantire un futuro al proprio figlio, un qualcosa che ancora forse non esiste. Per questo voglio parlare di eroi. La speranza è l’ultima a morire e fino a quando ci saranno persone come Carla De Angelis, Stefano Martello, Chiara De Luca, Michela Maggiani, Oliviero Mascarucci, Eleonora Laurita e Rosella Vernata che hanno il coraggio, la forza e la voglia di riportare spaccati di vita, testimonianze, pensieri e riflessioni su quello che la casistica ha donato, o magari messo in contatto con persone affette, tutto sarà possibile, tutto sarà più facile, seppure nella sua difficoltà.
La casistica, impressionante quanto la casualità possa entrare a fare parte di una vita e condizionarla per tutto il suo passaggio.
A questo punto credo che parlare dello stile di scrittura con cui è stato curato il libro sia inutile, qui si parla di cuore, di vita, di amore per il prossimo. Da ammirare è senz’altro la sobrietà e la delicatezza di chi ha scritto questo libro, cosa che non è probabilmente riuscita al sottoscritto in questa recensione.
Vorrei davvero che questo libro arrivasse in alto, alle istituzioni che hanno potere decisionale, e l’augurio è quello che non venga sfogliato o messo in un angolo di una libreria intasata da vecchi libri polverosi, ma mi auguro solo che venga ascoltato.
Venga portato alle manifestazioni, ed ascoltato, nelle scuole, ed ascoltato, nelle piazze e nuovamente ascoltato.
Per ascoltato non intendo dire ascoltare e provare quella compassione che dura pochi minuti e poi ci si è già dimenticati del motivo. Per ascoltato intendo che porti una riflessione e magari sfoci in un’idea importante, anche se non sarà per il presente, ma almeno per un futuro, nemmeno tanto lontano.
Nono so quante persone potranno leggere questa recensione, ma mi auguro che tante persone acquistino questo libro edito da Fara Editore e che abbiano il cuore di farlo girare, ma soprattutto leggere e capire.
Vi assicuro che sono emozioni forti, se avrete il coraggio e il cuore di immedesimarvi in chi ha dato vita a questo libro.
Un solo ultimo NB da portare ai vostri occhi. Osservate bene la copertina … una pennellata mostra una S di colore verde … binomio perfetto, la S di speranza ed il colore verde che per antonomasia lo rappresenta.
A noi lettori a questo punto il compito più decisivo … fare in modo che questo colore resti sempre acceso.
Grazie per l’attenzione e grazie agli autori di questo libro per questo ottimo proposito.


Vincitori “Città di Sant’Elia Fiumerapido” 22-1-08



Si terrà sabato 22 novembre alle ore 17 nella nuova Sala Comunale Polivalente di Sant’Elia la cerimonia conclusiva del Premio di Poesia “Città di Sant’ Elia Fiumerapido”, giunto quest’anno alla sua XI edizione.

Ed ecco i vincitori. Primo premio: Leone D’Ambrosio (Latina), secondo: Irene Vallone, (Formia - Latina), terzo: Franco Fiorini (Veroli - Frosinone).

Segnalati: Nicola Aurilio (Casale di Carinola - Caserta), Giovanni Caso (Siano - Salerno), Daniel Cundari (Rogliano - Cosenza), Francesco Franceschini (Terni), Maria Francesca Giovelli (Caorso - Piacenza), Angelo Passarelli (Vinchiaturo - Campobasso), Renzo Piccoli (Bologna), Domenico Ruscetta (Ceprano - Frosinone).

Il Premio alla carriera è stato assegnato al poeta Vincenzo Rossi (Cerro al Volturno - Isernia), per la sua cinquantennale attività di poeta. scrittore, operatore culturale.

Nell’albo d’oro del Premio “Città di Sant’ Elia Fiumerapido”, figurano Francesco Fiumara (1998); Giuseppe Napolitano (1999); Paolo Ruffilli (2000); Giuseppe Vetromile (2001); Gerardo Vacana (2002); Benito Sablone (2003); Umberto Vicaretti (2004); Fryda Rota (2005); Giovanna Bono Marchetti (2006); Renato Greco (2007).

Il premio alla carriera, istituito nel 2005, è stato finora assegnato a: Luciano Luisi (2005); Pasquale Maffeo (2006); Giuseppe Bonaviri (2007).

Visitate il blog / Vizitu la blogon:
http://amerigoiannacone.wordpress.com

sabato 15 novembre 2008

"Senza Fiato" a cura di G. Passini

articolo pubblicato in marilicia.splinder.com

Ho tra le mani Senza Fiato il libro a cura di Guido Passini
edito dalla Fara Editore.

Come già accennato precedentemente, questo libro è nato
dalla collaborazione di tante persone, poeti e non, che
hanno affiancato Guido Passini nella realizzazione di un
progetto che l'ha visto in prima fila.

Il libro ha lo scopo di far conoscere la "Fibrosi Cistica" , una
perfida malattia che si manifesta prevalentemente in tenera
età e che purtroppo accompagna per tutta la vita, in quanto
ad oggi le ricerche non hanno portato ad esiti risolutivi.

Io non avevo mai sentito parlare di questa malattia. Ne ho
appreso l'esistenza tramite le rime di Guido Passini, questo
ragazzo coraggioso, che ho incontrato per caso, e che
ammiro, rispetto e considero un amico.

"Senza Fiato" è un libro che emoziona e che si legge tutto
d'un fiato.
L'argomento viene affrontato tra poesie e testimonianze varie,
in un concerto di espressioni e rime, che rendono il libro
veramente unico.

Se qualcuno fosse interessato all'acquisto del libro (una parte
del ricavato verrà devoluto alle Associazioni che lottano contro
la Fibrosi Cistica) consiglio di rivolgersi direttamente a:

info@faraeditore.it

che lo spedirà a domicilio in pochi giorni.

Sono certa che chi acquisterà "Senza Fiato" oltre al piacere di
aver contribuito a sostenere la ricerca e di aver regalato ... un
respiro, unirà la soddisfazione di avere nella propria libreria un
libro graficamente bello e di umano contenuto.

venerdì 14 novembre 2008

Eventi di poesia a Forlì




News da Alberto Mori



Alberto Mori

Estimado Artista: Tenemos el agrado de informarle que sus obras han sido seleccionados para la Sede Central de nuestro Festival en Noviembre.
Detallamos lugares y fechas de muestras. Toda la información en www.videopoesia.com . Muchas gracias por su participación.
Dear Artist: We would like to inform you that your works has been selected to screening at our Festival´s Buenos Aires Headquarters in November
Please see details below. All the information at www.videopoesia.com . Thanks for your participation

13 al 22 de Noviembre √ Buenos Aires - Argentina

Malba - Festival Internacional de Literatura- Av Figueroa Alcorta 3415
Anticipo - Selección de Videopoemas del Festival VideoBardo 2006
Jueves 13: muestra 1 19 hs / Viernes 14: muestra 2 19 hs / Sábado 15: m 1 -18.30 hs/ Domingo 16: m 2 √19 hs
Muestra 1
Train. Dana Wegman (Israel)
Limite. Alejandro Fontana (Argentina)
Cross Rythm. Mark Sutherland (Canadá)
1ra Necesidad 3er Milenio. Javier Robledo (Argentina)
El largo camino de Latinoamérica. Alberto Roblest (México)
Agora. Arnaldo Antunes. (Brasil)
Citta Velatto. Christian Panebianco (Italia)
2000 tikets to paradise. Blick (Francia)
Stampologe. Nico Vassilakis (EEUU)
Pa Tak. Hanna Nordholdt/ Fritz Steingrobe(Alemania)
Money or life. Jacob kirchheim (Alemania)
La Bokal. Marie poitevin/ Julian Blaine (Francia)
Memory lapse. Scott Amos (Canadá)
Entrar en la intimidad de la distancia. Graciela Ciampini (Argentina)
Texto para curar el asma. Rafael Alvarez (Cuba)
Rrii. Jorg Piringer (Austria)
Cadáveres. Graciela Taquíni (Argentina)
Le rêve de cachalote. Francois Lejault (France)
Bassamarea. Nicola Frangione (Italia)
Punto y coma. Gustavo Vega (España)
Muestra 2
A Zumke. Ariela Plotkin (Israel)
Deriva. Daniel Acosta (Argentina)
Dia azul. Daniela Muttis (Argentina)
Il sont le voils. Giney Aime (Francia)
Nada. Andrea Nacach (Argentina)
Del silencio de las ciudades. Alberto Roblest (Mexico)
Cuidado con las Puertas. Jakob Kirchheim. (Alemania)
Nao Tem Que. Arnaldo Antunes (Brasil)
Fenis. Arnaldo Antunes ( Brasil)
Dentro. Alejandro Fontana (Argentina)
Bro Sal. Jorg Piringer (Austria)
Micrografias. Juan A Italiano. (Uruguay)
Homeomorphs. Jorge Lozano (Colombia)
Nihilism. Mark Sutherland (Canada)
Diógenes Fortuito. Javier Robledo (Argentina)
Barza. Victoria Messi (Argentina)
Sintaxis. Bartolomé Ferrando (España)
Tazza Rotta. Jerry King Musser (EEUU)
Supernova. Joaquin Amat (Argentina)
Selección Videos 2008

16 de Noviembre - Rivera de Quilmes - Pejerrey Club - 19hs
Videopoesia de Quilmes - Argentina
Alejandro Fontana
Nelda Ramos
Graciela Ciampini
Gabriela Alonso
Gabriel Montero
Gabriel Sasiambarrena
Sadho Poetry Film de India Selección de Videos
Experimental Film Festival Carbunari, Rumania Selección de Videos
Optica Festival de Gijón y Madrid Selección de Videos


18 de Noviembre - Biblioteca Nacional √ Inauguración - Agüero 2502 - 18hs
Inauguracion Graciela Taquini Argentina
Luis Calvo Lectura de Poesía en vivo Argentina
Ale Cosin Perfomance en vivo Argentina
Videopoemas:
Narcisa Hircsch Aleph Argentina
Ileana Gomez Gavinoser Cosmos en formacion Argentina
Gruppo Sinestetico 59 seconds synaestethetis Italia
SU-EN Scrap life Suecia
Tom Konyves The rivers project Hungría
Axel Elizondo La bella durmiente Argentina
Stuart Pound Bus stop Inglaterra
Alejandro Fontana Cesare Argentina
John bennett/Nicolas Carras/ Four short pieces Usa/ Francia
Sarah Tremlett Blanks in discourse 06 England
Pilar Rodriguez Aranda Retorno o la inexactitud del centro Mexico
Mark Sutherland Poem in memory of jack donovan foley Canada
Mark Sutherland Expensive vowels Canada
Yoko Fukushima Hitchhiker Japon
Julie Hermoso Produce Venezuela
Jani Sipila Mita Siita Finlandia
Jani Sipila Wolf Finlandia
Joaquin Amat Supernova Argentina
Nelly eve Rajote - perte de signal Aika Canada
Nicolas Bernier -perte de signal Orchid Canada
Nicolas Bernier -perte de signal Portait 2 Canada
Robin dupuis - perte de signal Anoxi Canada
Caterina Davinio Nature obscure Italia
Caterina Davinio Knives Italia
Victoria Messi B prima Argentina
Rafael Alvarez Amarre de la serpiente Cuba
Paula Rivas/ Fabiana Falcón Marosa mistica Argentina
Javier Robledo P-o-e-s-i-a Argentina
Bruno bresoni Soy España
Bienal de Poesia Experimetal en Euzkadi Selección de videos España

19 de Noviembre - Ctro Cult Borges - Viamonte y San Martin - Auditorio - 18hs
Cristina Pizarro Lectura de poesia en vivo Argentina
Gabriel Sasiambarrena Perfomance en vivo Argentina
Gabriel Montero Perfomance en vivo Argentina
Maria lujan Candria Deseo del deseo Argentina
Jorge Daffunchio Bien brillantes Argentina
Mark Sutherland Capitalist mantra canada
Oreste Lattaro El sueño de sisyphos Argentina
George Drivas The decision Grecia
Albert Velasco Artigues Maledicció España
Daniel Eduardo Molina Elegia Argentina
Francisco Forbes el edificio q separa l luz d l sombra Argentina
Susana Barbara variaciones sobre un mismo tema Argentina
Mirta Cincunegui y Mario Stolarczyk instrucciones p dar cuerda a un reloj Argentina
Alberto Mori 4 Life
Festival Instants Video de Francia Selección de videos
Vortice- Argentina Selección de videos


20 de Noviembre - Ctro Cult Borges - Viamonte y San Martin - Auditorio - 18hs
Rolando Revagliatti Lectura de poesia en vivo Argentina
Malgosia Butterwick Perfomance en vivo Polonia
Eric Cassar Proces Francia
Notes
Materialisation
Elements
Mary Russell / Gerard Wozek The book of green Usa
Hanna Nordholt y Fritz Steingrobe Zwei gedichte alemania
Paralengua Pioneros en Videopoesia Argentina Argentina
Carlos Estevez, Roberto Cignoni, Fabio Doctorovich, Jorge Perednik, Ladislao Gyori, Alonso Barros Peña, Lilian Escobar, Javier Robledo, Clemente Padín


21 de Noviembre - Ctro Cult Borges - Viamonte y San Martin Sala 22 18hs
Emilio Tallarico lectura de poesia en vivo Argentina
Nelda Ramos y Gabriela Alonso Perfomance en vivo Argentina
Vladimir Bellini La grua y la jirafa Argentina
Jakob Kirchheim Rutas simultaneas alemania
Javier Sobrino/ Cecilia Nazar pht8 vln7 Argentina
Fabian Urban The looking for and the finding of love Argentina
Jorge Caterbetti Elevation machine for heavy souls - 2 Argentina
Alejandro Fontana Arcangel Argentina
Dan Boord/ Luis Valdovino Not enough night Argentina/Usa
Susana fernandez sachaos Paseo FLORentino Argentina
Patxi Serrano Azken Guda España
Fausto Grossi Interface italia
Juan A Italiano Breve uruguay
For export
Homage to warhol
Jeeeeesus
La muerte esa
Dikran janus Kadagian/ Rumi Only breath Usa
Mariana Pozo HIC ET NUNC Argentina
Stuart Pound Ghost & the cristal Inglaterra
George Aguilar Diary of niclas gheiler usa
German Scelso Poema Violento Argentina
Gladys Alvarez El Agua Argentina
Oskar Fischinger por Ileana Gomez Gavinoser Selección de obras alemania
Mariano Ramis Yo dije Argentina
Rafael Alvarez La magia si existe Cuba
Ileana Gomez Gavinoser Mano a mano Argentina
Cyberpoem de Barcelona Selección de Videos
Experimental Film Festival Carbunari, Rumania Selección de Videos


22 de Noviembre - Ctro Cult Borges - Viamonte y San Martin - Sala 22 - 18hs
Susana Romano Sued Lectura de poesia en vivo Argentina
Angel Pastor Perfomance en vivo España
Daniel Acosta Perfomance en vivo Argentina
Blick Supreme of Turkeys France
Graciela Ciampini Mirada Argentina
Mariano Ramis Cabeza en el aire Argentina
Tom Konyves hopscotch Hungria
sign languaje
percusion
Axel Elizondo soledad en gotas de luz Argentina
Nicolas Carras/ John bennett six short pieces Usa/France
Yoko Fukushima making circles japan
Javier Robledo Humo Argentina
Danny Soto La cruz colombia
Augusto Romero/ Joaquin Amat Mis creencias Argentina
Sadho Poetry Film of India Selección de videos

Seminarios y Jornadas Teoricas en Centro Cultural de España y Vortice
Taller Abierto en Museo Gyula Kosice
Invitados Internacionales
ver www.videopoesia.com

Lo sguardo di Chiara De Luca

Due righe sul perché della poesia
in Alessandro Assiri e Chiara De Luca, sui passi per non rimanere, Fara 2008

Una sovversione sempre nuova del reale
prefazione a Dall'Adige all'Isonzo. Poeti a Nord-Est, a cura di Alessandro Ramberti, Fara 2008

Estratto da Il mondo capovolto
in Il resto (parziale della storia), a cura di Carla De Angelis e Stefano Martello, Fara 2008

Con la grazia di uno sminatore
Prefazione a Cani al guinzaglio nel ventre della balena, di Simone Molinaroli, Fara, 2008

La pointe du couteau fichée dans la mémoire
Saggio sulla poesia di Guy Goffette, per "Littératures", rivista dell'Universita di Tolosa

Dove tutto accade in saldo
prefazione a quaderni dell'impostura (LietoColle 2008) di Alessandro Assiri

Marcos Ana, Datemi il nome dell'amore
saggio e traduzioni per "Poesia", maggio 2008

Jorge Carrera Andrade, Un forestiero smarrito nel pianeta
saggio e traduzioni per "Poesia", aprile 2008

Il ventennale di "Poesia"
per UniversoPoesia

Su Mus.cio e roe di Fabio Franzin

per Universopoesia

La terra dove gli spiriti chiamano ancora. Su A Homecoming di Gray Sutherland
per "Fili d'aquilone, nr. 7, luglio-settembre 2007

L'isola abolita. Su Feux dans la nuit di Colette Nys-Mazure
per "Fili d'aquilone", nr. 6, aprile-giugno 2007

Tra il niente e me c'è lo spessore di un foglio di carta. Su L'envers d'écrire di Dominique Grandmont
per "Fili d'aquilone, nr. 5, gennaio-marzo 2007

Transumanza. Su Nomadie di Guy Goffette
per "Fili d'aquilone, nr. 3, luglio-settembre 2006

Su Ferrara
per La Porta Accanto

L'ossatura del dire
in Sei autori, Fara, 2006

La luce dell'inizio. Su alfabeto di cenere di Corrado Benigni
per il sito di Lietocolle

con passione
Su La merca, di Chiara Daino

quello che resta
per La poesia e lo spirito

vietato narrarsi
per Oltre il tempo

Vivere è una roccia che ti rotola dentro
Su Il male inconsapevole di Alessio Brandolini

su Papier Mais, di Francesco Randazzo
recensione per "Faranews"

su Prima, durante e dopo, di Antonio Bruno
introduzione
per Fara

Giusto sul bordo delle cose.
Sulla poesia di Massimo Morasso
saggio per Faranews e "La Clessidra", nr. 2, 2007

Vorrei parlare al mondo fuori. Una lettura di Pietrisco di Alessandro Ramberti
per FaraEditore, 2006

su Linkami l'immagine, di Carmine De Falco
una lettura, per FaraEditore, 2006

Tra i desideri e il senno, tra i sogni e la memoria,
su Capitoli della commedia di Martino Baldi
recensione per "Faranews"

L'inarrestabile Teresa.
su Cercando il nord di TERESA CREMONESI.

recensione per Fara Editore

VERA LÚCIA DE OLIVEIRA, Verrà l'anno
recensione per Fara Editore

JOHN DEANE, Gli strumenti dell'arte
saggio e traduzioni, per "Poesia" (Maggio 2005)

ALBERTO DESTRO, Rilke. Il Dio oscuro
di un giovane poeta

recensione per "Poesia" (marzo 2005)

GUY GOFFETTE, Dubitare che la terra esista
saggio e traduzioni per "Poesia", (Settembre 2005)

SIMONE MOLINAROLI, Il crollo degli addendi
introduzione (Ass Cult Press, 2005)

LUCA NANNIPIERI, Mario Luzi.
Il maestro e i suoi dialoghi

recensione per Fara Editore

ALESSANDRO RAMBERTI, in cerca
recensione per Fara Editore



Senza fiato nel blog di Patrizia Anna Sgura

giovedì, 13 novembre 2008

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Senza Fiato è il titolo di un libro nato dall'idea di Guido Passini.

Guido ha voluto raccogliere diversi tipi di testimonianze e impressioni attraverso le poesie, scritte da più autori e amici,che riguardano la malattia della Fibrosi Cistica, della quale è affetto lui stesso.

Guido è un ragazzo straordinario che sta lottando con tenacia contro questa malattia infida, subdola. Molti non sono consapevoli di quanto possa danneggiare questa malattia fino a provocare la morte del malato stesso (nei casi più gravi).

Non posso che ammirare questa persona che ha deciso di realizzare un progetto così importante come questo libro.

L'ho letto in tre giorni, mi sono commossa, ho pianto a tratti. Ho sentito la forza in molti testi e in altri ho sentito la speranza. E' un progetto oltre che bello anche utile e consiglio a tutti l'acquisto di questo libro.

Per acquistare una copia del libro chiedete pure a Guido visitando e contattandolo con i messaggi , vi assicuro che è una persona cordialissima e gentile...

guidoelanimanelvento.splinder.com

postato da: patrizia1973 alle ore 08:07 | Permalink | commenti (3)

V appuntamento della Biennale Anterem di poesia 2008

Sabato 15 novembre pv, presso lo Spazio Nervi della Biblioteca Civica di Verona situata in via Cappello, a partire dalle 14.15, si terrà il V appuntamento della Biennale Anterem di poesia 2008. Nel corso dell’incontro si terranno le premiazioni del “Lorenzo Montano” relative alle sezioni “Raccolta inedita” e “Opere scelte”, e inoltre interventi filosofici, musica, videoart internazionali, letture poetiche con commenti critici. In dettaglio:

Alle 15 l’intervento di Stefano Baratta, seguito da un piccolo concerto dello stesso accompagnato da Stefano Benini e Andrea Tarozzi;
Alle 15.30 la premiazione di Paolo Ferrari, vincitore per “Raccolta inedita”;
Alle 16.30 la premiazione di Michele Ranchetti, vincitore per “Opere scelte”;
Alle 17 la rassegna internazionale di videoart;
Alle 17.30 l’intervento filosofico di Susanna Mati;

Durante tutto il pomeriggio letture dei poeti selezionati dalla 22^ edizione del premio Lorenzo Montano e interventi musicali di Francesco Bellomi al pianoforte.

Domenica 16 novembre pv, alle ore 11 presso lo Spazio Nervi della Biblioteca, l’atteso concerto a cura dei compositori e dei musicisti del Conservatorio “Bonporti” di Trento e Riva del Garda su testi premiati al “Montano” e altri proposti dalla rivista Anterem.

Tutte le info, e le immagini dei primi 4 appuntamenti, nel sito www.anteremedizioni.it

Il cielo paradossale di Ardea

intervento di Dom Bernardo Maria Gianni in occasione dell'incontro con Ardea Montebelli in S. Miniato (Firenze)


Carissima Ardea
grazie di essere qui fra noi stasera.
Come può salutarti un monaco?
Come può accoglierti un gruppo di persone che da anni si incontra per incontrare la Parola?
Abbiamo cercato in questi anni di avvezzare i nostri cuori e il nostro ascolto alla locutio Dei, prima di apprendere qualsiasi locutio cum Deo e qualsiasi locutio de Deo.
Cammin facendo abbiamo scoperto che la poesia è un po’ una sorta di mirabile intreccio fra parola di Dio, parola con Dio e parola su Dio.

Ha scritto padre Giovanni Pozzi a proposito di padre turoldo: il Verbo devi dirsi fatto carne non solo perché umiliatosi in carne, ma perché incorporatosi nelle molteplicità e caducità delle lingue e dei discorsi umani!
Sì Dio si dona per parlarsi e per lasciarci parlare a Lui e di lui una infinita trama di linguaggi:

perché comunicarti è necessità
la divorante passione, tua rovina
tu non puoi , non puoi non donarti,
avvertito o inavvertito che tu sia.
Accolto o respinto dilaghi, e c’insegui,
e ti effondi, e incombi

Carissima Ardea
per padre David Maria TUroldo Dio c’insegue con questa effusione di parole come semi di vita, ma come c’insegna agostino riscritto da frate David


Solo cercandolo
si lascerà trovare:
non lo cercheremmo
se non l’avessimo trovato:
trovarlo
è cercarlo ancora:
vederlo è non essere
mai sazi di desiderarlo

solo cercandolo si lascerà trovare…
ma come possiamo trovarlo?
Se lui è l’invisibile, dove trovarne traccia?

Ardea, ci doni e proponi alcune tracce del Suo passaggio fra noi raccogliendo Parole speculari alla Sua Parola, distilli una Parola nuova dalle Parole che scavi e contrai nell’insonne officina del tuo cuore poetico.

Amici e amiche della Lectio,
non paia l’esercizio di lettura poetica banale ricerca di sentimenti a buon mercato, di sospiri vacui, emozioni passeggere, pianti accomodati e sussulti cordiali:
Keats avvertiva che niente e nessuno è più impoetico del poeta.
Noi siamo qui in ascolto, in severo ascolto, memori di quanto scriveva serioso lo stesso Heidegger: Ormai solo un Dio ci può salvare. Ci resta, come unica possibilità, quella di preparare nel pensare e nel poetare una disponibilità all’apparizione del Dio o all’assenza del Dio nel tramonto (al fatto che, al cospetto del Dio assente, noi tramontiamo).

Amici, amiche, Ardea cara, la fede nella parola ci sospinge a non arrenderci al tramonto e in questa incipiente notte sulla città vogliamo scorgere le tracce oltre di un buio-assenza, di una luce rivelativa di una traccia, un bagliore di senso
Ha scritto Karl Rahner: “l’essere umano non può considerarsi un semplice ente, una cosa dispersa nell’universo solo regolata da leggi biologiche, egli è in ascolto della parola o del silenzio di Dio nella misura in cui si apre, amando liberamente, a questo messaggio della Parola e del silenzio divini.”
Dunque la Parola è veramente medium, mezzo, segno, strumento, epifania della duplice e audace ricerca: da Dio all’uomo e dall’uomo a Dio (Donata Doni ha mirabilmente scritto “sei tutto parola: / dolore dell’uomo / amore di Dio): medium la parola, mediatore il poeta, pedagogo che addita le parole o i silenzi di Dio trascurati dagli uomino meccanizzati, robotizzati, ora globalizzati, li canta, e li rende accessibili perché qualcosa del mistero sopravviva nelle nostre strade asfaltate:

Solo parole, o papa:
parole e di contro
la irreparabile morte
della Parola

le chiese, un frastuono
gli uomini sempre
più soli
e inutili.

E il cielo è vuoto:
Dio ancor più che morto
Assente!


Esiste invece e resiste, tenue ma tenace una parola, quella umanissima, quella poetica, che può essere affidabile trama di relazione e veicolo di speranza nella misura in cui corrisponde, nel pieno senso etimologico della parola, alla Parola di Dio, quella parola creatrice, che fa, fa vivere le cose, sin dall’inizio della creazione e che il poeta analogicamente, come demiurgo di un cosmo rinnovato, riplasma nel suo scrittoio, sospeso fra natura e memoria, storia e istante (si pensi alla etimologia cara agli umanisti per cui poesia viene dal greco poiein fare)
Scrive Mario Luzi

Vola alta, parola, cresci in profondità,
tocca nadir e zenith della tua significazione,
giacché talvolta lo puoi- sogno che la cosa esclami
nel buio della mente –
però non separarti
da me, non arrivare,
ti prego, a quel celestiale appuntamento
da sola, senza il caldo di me
o almeno il mio ricordo, sii
luce, non disabitata trasparenza…

Carissimi,
ecco allora un breve e certamente insufficiente sondaggio poetico dei versi di Ardea,
artefice di una parola che vola alta, che ci è consegnata come esito, non esito a dirlo, di un vero itinerarium mentis in Deum compiuto da Ardea nei recessi delle stanze della memoria, come fra i paesaggi della Maiella immortalati da foto splendide, soffuse di bellezza oltre il tempo.
Ha scritto Massimo Cacciari: “Toccare Dio, questa è la conclusione dell’itinerario mistico, restituzione dei sensi nella loro perfezione, riscoperta, riappropriarsi del sensibile, dell’estetico nella sua intatta nobiltà, cioè non più oggetto di possesso, non più al servizio, non più a disposizione, ma amato.”
Amore, come compimento ultimo del nostro viaggio di ritorno alla ricerca di Dio, un amore amato nella gratuità, appreso finalmente un altro amore con cui attraversare le cose, custodendole, ascoltandole, valorizzandole, contemplandole, restituendole:
è in quest’amore e da quest’amore che parte e si compie la nostra ma anche la sua ricerca, quella divina e anche la ricerca di Ardea:


Una e una soltanto
è la verità
cui tende il nostro amore

Esso si accorge, se rilascia almeno un attimo se stesso,
che è all’opera l’amore di Dio.
In Paradosso della memoria così mirabilmente Ardea: “Sì, la salvezza c’è, l’historia salutis è la vera e unica trama della nostra pur drammatica storia, tuttavia essa chiede silenzio, contemplazione e pazienza per essere ascoltata e trovata, in questo mondo in adorazione di sé stesso” (p. 25).

Tratto affascinantissimo di queste liriche è il loro palpitante e incalzante battere il ritmo – la palpebra dell’occhio che scruta, il passo del pellegrino audace, il finestrino del treno danzante –di una inesausta ricerca, cara carissima al sentire benedettino, se per san Benedetto – e oggi celebriamo la festa di tutti i santi monaci – divenire monaci è essenzialmente quaerere Deum.

Scrive Ardea

Può essere follia
la ricerca insistente
di salvezza?

Vorrei dirle di sì, oggi è davvero impresa folle cercare la salvezza nelle pieghe putrefatte delle nostre cronache.
Oggi più che mai è veramente sopraggiunto quel tempo prefigurato da abba Antonio: “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, e quando vedranno uno che non è pazzo, lo assaliranno dicendogli: 'Sei pazzo!' per il solo fatto che non è come loro.”

È lucida ma salvifica follia Ardea la tua, la nostra.
Vogliamo che lo sia per il mondo, anche se costa fatica, perché come tu dici:

Non so liberarmi dal mistero,
senza fare rumore
mi passa accanto
si posa su tutto
anche sulla mia faccia

e ancora

Fin dal principio
il corpo e il sangue
pretendono accoglienza

E ancora

Vale la pena domandare
all’infinito di sceglierci

E ancora

Dove respiro penso mi affatico
amore penetra il mio sangue

Sì, la parola entra nel cuore dell’uomo a prezzo di una ferita, amici e amiche è quella bruciante circoncisione dello Spirito che tante volte abbiamo in questo luogo invocato perché si spezzi il sigillo della ceralacca del nostro compiaciuto egoismo e s’apra all’altro il cuore perché irrompa nei nostri territori l’urgenza di un amore + grande del nostro: sine dolore non vivitur in amore scrive il mistico fiammingo:
Così Ardea a pag. 71 ove va sottolineato il nesso fondante, tipicamente logico, nel senso del logos prima greco e poi autenticametne cristiano, di un nesso vivo e vivificante fra parola e significato.
Un nesso non cerebrale, non cognitivo, non intellettualistico, non meramente culturale
fra parola e significato: Ardea evoca il sangue, il mio sangue, il suo sangue, il nostro sangue e – oso dire – il Sangue di Dio ove si raggruma l’esperienza del Significato + intimo e profondo nascosto in ogni passo della creazione: l’amore di Gesù Cristo nostro unico Signore.
Altrove ardea così evoca il primato della ricerca, della decifrazione di questo mistero, decifrazione austera e ardua, lei che è ardea di nome, ma davvero liberante:

il bisogno di guardarmi dentro
mi aiuterà a decifrare
questa necessità di essere
ridotta all’essenziale,
non esiste altro,
costruire la speranza
fermarmi a chiedere perdono
accogliere la vita
fino alla stanchezza

ma accogliere la vita, cioè l’amore donato, fino alla stanchezza, non è certamente un disperato arrendersi alla morte, alla consunzione, alla notte senza alba che verrà, è semmai albergare un mistero, quello pasquale, fatto di amore e di rivelazione, di speranza e di rinascita (pag. 29).

Una fuga addolcita dalla ragione è la tua forza…
Una ragione, attenzione, che, agostinianamente, francescanamente, è subordinata all’amore e alla contemplazione del mistero (pag. 61).

Un amore tuttavia non estraneo alla verità
evocata, nell’ultima pala del trittico giovanneo così mirabilmente

lasciamo alla verità
il dolcissimo spessore


Dolcissimo spessore di verità: è questo leggero ma profondissimo secondo breviario poetico di Ardea che proprio dalla ambigua domanda ddell’ambiguo Pilato di fronte alla non ambigua verità incarnata in Cristo ferito e deriso sta l’incipit della sua raccolta Ma il cielo ci cattura (pag. 19).La verità come abisso, di buio di luce, di ricerca, di svelamento, aletheia nella multiforme e multiversa matassa di metafore, perché, ce lo accennava prima Cacciari, l’itinerarium parte comunque dai sensi e non dai sensi prescinde (cfr. Giovanni: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita 2 (poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), 3 quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. 4 Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.”)

Ma attenzione, i sensi mostrano la bellezza cangiante ma anche provvisoria da cui prender le mosse (pag. 23), da qui, da questo spettacolo transuente l’uomo ritrova o scopre l’urgenza della domanda: lo stupor aristotelico del filosofare diventa il cristianissimo sgomento a fronte dell’eterno patire dell’uomo peccator e del Dio misericors (pag. 25).

In questa trama che è l’esistenza Ardea ci addita il kairos l’occasione della bellezza – l’estetico nella sua intatta nobiltà aveva detto Cacciari – come occasione per risalire, dagli antri abissali fotografati da ardea – all’epifania di una bellezza finalmente affidabile percé essenziale e di essenzialità infinita (pag. 29), un kairos che propone e addita ma che non può non risolversi in altrettanta domanda, come a pag. 31:

Quale forza
dà corpo all'assoluto?

È in questa dialettica fra finito e infinito, fra manifestazione e mistero, fra mura a secco, geometriche e rigorose di eremi spiaccicati su informi pareti di montagne refrattarie a ogni ordinamento che non sia quello di una trascendente bellezza che riappare, ormai lo sappiamo, nesso salvifico e relazionale la parola il verbum il logos il dabar ebraico cosa e parole, in questo kairos è la parola di Ardea a illuminarci (pag. 37).
Forse è quel bagliore, stasera come sempre a metterci in fuga da schermi banali, da parole scisse dal significato e dalla vita e a riaprire ai nostri stanchi passi l’audacia del cammino e la fatica liberante della recherche, fuga, addolcita dalla ragione (pag. 41).
È il riflesso, per me lunare, della bellezza della vita che se saputa scorgere come penultima manifestazione di Dio è davvero segno e strumento di un viaggio di salvezza viva e condivisa (pag. 43):

Il vento il sole
l'oscurità della notte
si specchiano nelle beatitudini
del tuo sguardo infinito.

In questo dialogo profondo fra il nostro cuore e la verità, fra il nostro intimo e le cose, fra il nostro essere e Dio, dialogo che è occasione kairos di manifestazione di verità, s’insinua, serpente malizioso il divisore, il diabolico, colui che fa di tutto per rendere inesorabile il varco di distanza fra cielo e terra (pag. 49), ma c'è un cielo più grande di ogni abisso a orientare con minimi fendenti di luce i pellegrini scivolati nella grotta
e c’è un amore più grande di ogni nostra colpa a perdonare e a guardare, ogni sguardo è amore per Simone Weil, e c'è uno sguardo che ci ama da ogni + remoto angolo: distanza finalmente non inesorabile quella fra terra e cielo ma rimando ad ulteriore proseguio del nostro viaggio (pag. 53), la monastica ricerca di Dio, condotta in foto fra gli eremi abruzzesi, archetipi di una ricerca di assoluto che parte da inizi altrettanto assoluti, ma che per me, fidatevi del monaco, posso essere benissimo anche gli eremi delle vostre laicissime case e questo perché tutto, dice Ardea (p. 55):

Ci abbrucia
ci consola
riconduce alla vita.

Tutto riconduce alla vita e il tutto ricondotto alla vita riconduce a Dio, esito di pace nella eterna consumazione di ogni storia, differenza, bellezza, contingenza, apparizione, ansia e traccia (pag. 59).

La scala della copertina del volumento si apre alla spazialità infinita di un mare di luce, di vita, di cielo: è la luce evocata evocando Agostino alla fine del testo, l’Agostino di un testo mirabile che bene ci fa capire il nesso, a me carissimo, fra parola e immagine, fra ascolto evisione, fra udito e contemplazione: “Chi conosce la verità conosce quella luce e chi la conosce conosce l’eternità. L’amore la conosce” (Confessioni).

L’amore…
Forse è davvero all’amore che è dedicato questo prodigio di prossimità e lontantnaza, di ascolto e di silenzio, di mistero e di bellezza, di rivelazione e di segreto, di attesa e di presenza che è l’ultimo mirabile gradino alzato da ardea sui nostri passi sospesi fra terra e cielo (pag. 64).

Grazie

Su Salutami il mare di Carla De Angelis

recensione di Guido Passini pubblicata in respirandopoesia.altervista.org



Carla De Angelis - Salutami il mare


www.faraeditore.it/html/siacosache/salutami.html

Cenni Biografici

Carla De Angelis è nata a Roma, città dove vive e lavora, nel 1944. Nel 1962 ha conosciuto il poeta Luigi Bartolini
e pubblicato i primi versi nella rivista internazionale «Pensiero ed Arte». Nel 1965 ha vinto un diploma partecipando al Gran Premio Internazionale di Poesia
“Vega” e collaborato all’antologia dedicata a Dante Alighieri nel VII centenario della nascita. Ha partecipato ad attività artistiche nel sociale. È stata pubblicata da Aletti Editore in tre antologie poetiche degli anni 2005
e 2006. Con Fara Editore ha pubblicato la raccolta di poesie Salutami il mare nel 2006, Diversità apparenti nel 2007 e nel 2008 Il resto (parziale) della storia.

Recensione

Ho acquistato il libro Salutami il mare alcuni giorni fa, rapito dalla copertina, semplice nella composizione ma senz’altro ricca di valori. Solo dopo ho visto il nome dell’autrice e ho sfogliato curioso le pagine.
Ho avuto il piacere di parlare con Carla, di sentire la sua voce tranquilla e rasserenante, ma soprattutto ho avuto il piacere di sentirle leggere alcune sue poesie. Cosi ho cercato di capire da dove provenisse la sua poesia ma soprattutto quanto fosse grande la sua anima. Ho affrontato cosi il libro con una profonda stima dell’autrice e con un velo di ingordigia. Inizialmente ho divorato Salutami il mare senza soffermarmi sul vero significato della poesia, ma cercando solo quanto fossero forti le emozioni, le sensazioni che la lettura può lasciare. A volte capita infatti di leggere scrupolosamente una poesia per cercare un significato che forse nemmeno esiste, alla ricerca di una rima, di una metrica che a volte può togliere la profondità delle emozioni, tralasciando quel qualcosa che ti lascia a bocca aperta, che stringe lo stomaco, che ti fa scendere sul viso una lacrima. Per questo non mi soffermo momentaneamente sulla forma della poesia di Carla, ma vorrei esporre quanto questo libro mi abbia dato.
Salutami il mare è un libro che non è stato creato per dimostrare qualcosa, ma credo sia stato creato per alleggerire il dolore, per fare riflettere il lettore sulle varie sfaccettature della vita.
Leggendo questo libro ho navigato nel dolore, nello sforzo di trovare un perché, nella voglia di risarcimento e di credere in qualcosa. Condivido con l’autrice la “monotonia” del giorno vissuto, di quanto ci sia sempre qualcosa che monopolizzi la nostra vita. Ci sono versi che nella loro semplicità tolgono il fiato per quanto riportino il lettore con i piedi per terra, con la cruda e dura realtà del momento. Allo stesso tempo sento una grande forza interiore in questi versi, perché in nessuno si avverte un minimo spiraglio di arresa. Forse è proprio questo il segreto della poesia di Carla, o forse è proprio la poesia che dà la forza all’autrice di guardare sempre avanti. Citare solo alcune poesie credo sia riduttivo perché ognuno lascia qualcosa dentro che s’infonde nel lettore, che ne gonfia e sgonfia il petto. Doveroso però citare la poesia che dà il titolo al libro: «Salutami il mare / se è lo stesso di allora / di quando il tempo era infinito / e indefinito il futuro.»
A questi versi ho voluto dare un significato del tutto personale, in quanto ritengo il mare la figura retorica per eccellenza delle introspezioni. Un mare che può significare un lavare via il dolore, o ancora meglio il ritorno di un vecchio ricordo. Un ricordo del passato quando la vita forse era più spensierata.
Tecnicamente la poesia di Carla è molto curata, semplice nel linguaggio, e adornata spesso da un ritmo intenso, veloce, quasi frenetico, che rende bene l’idea del senso della vita.
Chiudo questa recensione con un pensiero all’autrice:
«Ti porterò il mare, non spazzerà via il dolore, ma chissà che non disinfetti un po’ questa vita.»

Premio Astrolabio 24-1-08


giovedì 13 novembre 2008

In un battito di ciglia



riflessioni di Marco Zavarini sul Destino immobile di Leela Marampudi


(Tutte le citazioni in corsivo provengono dalle Upanisad)



Tu sei donna. Tu sei uomo. Tu sei il ragazzo e la ragazza. Come vecchio, vai barcollando con un bastone. Come neonato, ti volgi a guardare da tutte le parti. Sei l’uccello blu scuro, sei l’uccello verde con gli occhi rossi. Il lampo è tuo figlio. Sei le stagioni e i mari. Senza inizio, perduri nel tutto, tu, da cui tutti gli esseri sono nati.


***


Ho sempre trovato al tempo stesso sorprendente e naturale scoprire in Leela le radici del pensiero orientale, nonostante la sua adozione sia avvenuta in giovanissima età.

E, allo stesso modo, il suo sguardo verso il contingente, così forte, nella spesso disarmante (per chi come me a volte sente il fardello dell’imprinting occidentale) semplicità, e proprio per questo spesso così attaccabile da chi a partire da quell’imprinting ha cesellato un’ideologia, che facilmente porta ad imporre il dolore del destino forzato, “immobile”, che ci può imprigionare in:

“Una bolla che non sa da chi farsi dirigere. Il destino immobile che si attua quando do ad altri la responsabilità di me.”, “Quando io, il cuore, ho paura…”.

Parole che mi hanno richiamato alla mente che:

La paura nasce certamente dalla presenza di un altro da sé.

“Altro” che è messo in discussione da Leela proprio in quanto pretende di essere altro, si arroga il “carrierismo” di “Far diventare la parte umana una professione.”.

La perdita dell’unità è la ferita che questo destino infligge e che rischia di riportare il punto di vista allo stato oggettivo.
Dove tutto è altro, ed è dunque paura. E l’“ombra” ci rimanda al “velo di falsità” che ritroviamo ancora nei testi:

Perciò, come chi non conosce il luogo dove è sepolto un tesoro può passarvi sopra ripetutamente senza trovarlo, così quaggiù tutte le creature vanno ogni giorno nel mondo di Brahaman, ma non lo trovano; perché sono distratte dalle falsità.

Superare la barriera dell’alterità significa rinunciare alla propria “Vanità”, alla presunzione di possedere l’istante:

“Il tempo di arrivare
allo specchio per guardarmi
e il passato muta”

e di poter disporre dei pensieri stessi:

“Scrivere dei pensieri
nella speranza di perderli
conservandoli”

Il tempo mi pare spesso sospendersi in moltissimi passaggi, lo spazio piegarsi a far emergere nuove consapevolezze.

Non m'appartengono tempo, luogo, oggetti tangibili o pensieri. Io sono consapevolezza.

E il passaggio sofferto, attraverso la “casa dolore”, può ri-uscire “a guardare il sole”:

“La mente è strumento del cuore e il cuore è strumento di Dio.”

Coloro che con il cuore e con la mente riconoscono il dio come colui che dimora nel cuore diventano immortali.

Dalla premessa del libro, con tutta l’umiltà che sboccia da un percorso in cui uomini, ambizione, nichilismo, sono messi in discussione e contrapposti a toccanti “petali”, tanto immediati quanto sapienziali, che ci aprono alla lettura, allo scorrere delle poesie, viviamo un percorso circolare, sebbene organizzato in sezioni, che accetta “La morte come stato naturale”, si trova e si perde, ama e odia, fino ad abbandonarsi.

“All’altro
il mondo è mio e tuo
siamo uguali
con le stesse dinamiche.
È il libero arbitrio che ci rende diversi.”

Lo stesso soffio vitale risplende in tutte le cose! Chi comprende ciò diviene saggio: non c’è parola più alta.

E ogni poesia non sembra mai lasciare nessuna linea spezzata, si chiude e “scontorna”, “il vuoto”, lasciando infinite possibilità, libere di pervaderci:

“Ciò che vediamo è immagine vuota, a meno che
non nasca dall’interagire: il vestito del cuore.”

Sappi che la natura è illusione E il grande signore è l’illusionista. Tutto questo mondo è pervaso Da esseri che sono parte di lui.

In questo viaggiare che si compie a ritroso, le fratture si possono forse ricomporre:

“Iniziare a disegnare leggendo i colori di un mondo che è ovunque nel momento.
Dove la mente non si accorge di essere un intermediario, perché coincide con la volontà del cuore.”

E le dicotomie riequilibrare, “serenamente sfumano / l’alba e il tramonto”.

Colui che venera solamente il Sé come caro non perderà mai ciò che gli è caro.


“Parlare o non parlare
è uguale
quando il paesaggio è sereno”

Quando il cuore smette di aver paura, quando avviene, quando si lascia avvenire che:

Questo essere sereno che emerge dal corpo e raggiunge la massima luce e si manifesta nella sua vera forma, questo è il Sé. […] Questo è l’immortale, ciò che non ha paura, questo è Brahman. Il suo nome è verità.

E così le percezioni più sottili

“Nel più piccolo fiore
vive l’acqua mai vista”

possono trovare il sentiero

“Non si allontana più troppo
dalla strada sicura
dritta
in mezzo alla spirale”


***


Più minuto di ciò che è minuto, colui che dal caos crea tutte le molteplici forme, l’uno che abbraccia l’universo, riconoscendolo come benevolo, si ottiene la pace per sempre.

mercoledì 12 novembre 2008

Assiri e De Luca a Montichiari 16 nov


presso Il Galetér
via Giuseppe Guerzoni, 92h
25018 Montichiari. Brescia.

Domenica 16/11/08 > APERITIVO LETTERARIO con presentazione in anteprima della silloge a quattro mani

sui passi per non rimanere

ore 18.30
con Anna Maria Ercilli - Chiara De Luca - Alessandro Assiri

www.galeter.it

Fariani alla Rassegna di testimonianza letterraria 23 nov



Massimo e Ardea alla Pieve di S. Martino


Domenica 23 nov 2008, nell'ambito della
V Rassegna di Testimonianza Letteraria

In Cammino…con Gesù

saranno presenti come poeti ospiti:Ardea Montebelli, Carla De Angelis, Massimo Sannelli, Angela Barlotti e il piccolo editore Alessandro Ramberti



SITI INTERNET

Una rassegna…Perché-------Scarica il Bando2008



Casella di testo: Tema specifico V edizione 2008: La Famiglia che porta a GESU’

www.parrocchiastrada.net



“Caporetto” a Parma 16 nov


scheda del libro qui

Marcos Ana, Tell Me What A Tree Looks Like

kolibris.wordpress.com

Mi pecado es terrible;
quise llenar de estrellas
el corazón del hombre.
Por eso aquí entre rejas,
en diecinueve inviernos
perdí mis primaveras.
Preso desde mi infancia
ya muerte mi condena,
mis ojos van secando
su luz contra las piedras.
Mas no hay sombra de arcángel
vengador en mis venas:
España es sólo el grito
de mi dolor que sueña.

Marcos Ana

The publishing house Crocetti has just brought the translations rights of Marcos Ana’s extraordinary autobiography Decidme cómo es un árbol (”Tell Me What A Tree Looks Like”), which is beeing translated by Chiara De Luca and will be first presented in Parma and Bologna on June 2009, when Marcos Ana will be guest of the Parma International Poetry Festival.

Decidme cómo es un árbol will also become a film by Pedro Almodóvar

decidme1

Marcos Ana was a young Communist activist, only 19 when he was captured and thrown in jail by the military forces of General Franco. He was imprisoned for 23 years, twice sentenced to death, often beaten and tortured. But his spirit was not broken and, inspired by the poems of Pablo Neruda, he wrote poems of his own, remembering the lines until he could actually write them down, sending them out into the world in the memories of his fellow prisoners when they were released. By the time he got out of prison, he was 41, internationally renowned for his poetry. In September 2007, he published his memoir, Decidme cómo es un árbol (”Tell Me What a Tree Looks Like”), and it has just been announced that Pedro Almodovar will make a film based on Ana’s autobiography.


continua qui

Su Senza fiato (a cura di Guido Passini)


recensione di Vincenzo D'Alessio (scheda del libro qui)

Vorrei che questo mio pensiero fosse una missiva, non una fredda recensione da inviare a un autore o all’editore. Caro Guido ho letto, ho riletto, e mi sono fermato: fa male la fatica di vivere un’esistenza priva di quella che siamo abituati a definire “normalità”. Ma dimmi: normale vuole dire stare insieme al resto dell’umanità in che modo? Me lo sono chiesto tante volte e, in senso pieno, non l’ho capito.
Ho preso a cancellare le parole “mai” e “sempre” dal concetto di normalità preferendo le parole “possibilmente” e “naturalmente”. In questo modo la fibrosi cistica assume il nome di tumore, per me, quello stesso male terribile che uccide il vapore acqueo della locomotiva uomo: la Speranza. Ho vissuto per intero, senza sconti, lo spegnersi di questa piccola-grande caldaia che è il respiro umano, il sole del creato e l’energia dell’avvenire, ho vissuto la fine della vita.
Il libro che hai curato è un’antologia di Speranza condita di sincerità e di amore per la vita, un’ansia infinita di luce terrena. Tutti i contributi valgono la via da seguire, nessuno escluso. Vorrei citare qualche verso: “La mente aperta dà / le profondità dell’anima / si vede a sé stessa / specchiata nei visi di quelli / che soffrono la minaccia nascosta / di un male silenzioso” (Dave Atasa, p. 38); “Il mio ospite mi vuole uccidere / ma io lo attendo / perché non sono ancora stanco di combattere” (Isher, p. 41); “Guido ha paura / un giorno / di svegliarsi / con gli occhi chiusi / e il respiro assente” (Guido Passini, p. 98).
Non riesco a trovare un percorso ideale per incantare le voci che si alternano in queste pagine; nero su bianco, bianco su nero, caleidoscopio di colori indescrivibili nutriti di sofferta qualità di vita. Potrei dire che le figure retoriche che si affacciano sono metonimie di un male incurabile che toglie il diritto alla vita in ogni composizione? Assolutamente no.
Potrei elencare le rime alternate, con quelle baciate, oppure i baci che le madri di ognuno dei poeti, degli scrittori, degli autori, di quest’opera hanno profuso ai loro “angeli” appena nati?
Potrei citare Esiodo del “Falco e l’usignolo” nella callida iunctura che si nasconde nelle poesie?
In tutte le opere che hai scelto, caro Guido, c’è l’ansia febbrile per la vita ed io ho paura di non capire, di avere fretta di concludere queste righe per non procurarmi lacrime giuste.
Prendo in prestito i versi splendidi che si affacciano ad ogni pagina: “Sono un nome / su un foglio sterilizzato / un punto fra due rette parallele / ove il nulla che avanza / è un muro di indifferenza / che non ferma il tempo / che fugge via” (Pierangela e Rosa Cristofaro, p. 56).
Vorrei non aver perso una buona occasione per esprimerti il bene che la comunicazione sociale dell’editore Fara trasmetterà al mondo in favore del tumore fibrosi cistica.
Gianni Paris, presentando il libro Il resto (parziale) della storia, di Carla De Angelis e Stefano Martello, Fara 2008, invita il lettore a lasciare “questo libro al bar, sulle panchine o dovunque vi piaccia, fatelo girare, racchiudetelo in una bottiglia perché navighi tra la più svariata gente”. Quest’augurio lo vorrei indirizzare a questa meravigliosa creatura che avete messo in moto con il vostro coraggio di vivere.

Novembre 2008

Poesia civile a Vercelli 11-16 nov


VERCELLI dall’ 11 al 16 novembre
www.poesiacivile.it
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“BOOM!”
Domenica 16 novembre dalle 15 alle 16
Evento a cura di Mille Gru - PoesiaPresente, Monza

Gli anni Cinquanta per l’Italia sono stati gli anni del boom economico a cui è corrisposto un boom culturale. Gli effetti positivi di quel doppio boom si sono protratti fino agli anni Ottanta quando il benessere tanto decantato si è incrinato, deformato, sfoderando una dopo l’altra tutte le sue mostruosità. Oggi queste mostruosità sono schierate davanti agli occhi di tutti e forse, proprio per questo, tutti fatichiamo a riconoscerle come nostre.
Se vogliamo smettere di alimentare mostruosità bisogna tornare a progettare le città anche riqualificando il senso poetico del nostro quotidiano vivere. Per questo motivo Domenica 16 Novembre, nel centro di Vercelli, dalle 15 alle 16, sarà di nuovo Boom! Boom poetico: undici poeti performer, quattro musicisti e un disegnatore, provenienti da più parti d’Italia, per un’ora in contemporanea, animeranno con i loro reading Corso Libertà e Viale Garibaldi.
I Poeti saranno posti su 8 cerchi removibili che riporteranno stampata una poesia. Gli otto cerchi, prima e dopo l’evento, andranno a comporre poeticamente l’arredo urbano di Vercelli.

I protagonisti:
1- LA LUNA NUOVA
Annarita Trinchera (voce testo e performance artistica)
2- A COME ABISSO
Velvet Afri (voce testo)
3- (IN)ESISTENZE
Elena Milani (voce testo e performance artistica)
4- VERSI A MORSI
Dome Bulfaro (voce testo) + Massimiliano Varotto (batteria)
5- RIACCORDI
Marco Bin e Alfonso Petrosino (duo voce testo)
6- ITACA – I LUOGHI E I NON LUOGHI DELLA MANUTENZIONE POETICA.
Massimo Bevilacqua (voce testo, chitarra, violino), Francesco Osti (voce testo)
7- CO-CO-PO CONTRATTO COLLABORATORE POETICO_
Elvis Ghibello (voce testo) + Fratti Simone (musica concreta), Long John Silver (voce)
8- IL MONDO È VEDOVO
Paola Turroni (voce testo) + Antonio Azzarito (batteria e altri strumenti)
+ Claudio Mella (chitarra) + Valeria Fogato (disegni e scena)

BOOM!
IV Festival di Poesia Civile Città di Vercelli, dal 11 al 16 novembre – www.poesiacivile.it
Direttore artistico Antonio Buonocore
in collaborazione con Studio Dieci
Domenica 16 Novembre dalle 15 alle 16
Corso Libertà, Viale Garibaldi – VERCELLI


www.poesiapresente.it – info@poesiapresente.it

È in uscita il primo Kolibrino!

The first Kolibri is Sabina Naef’s leichter Schwindel, (Edition Korrespondenzen, Wien, 2005) translated by Chiara De Luca.
It will fry up on January-February 2009.

continua qui

martedì 11 novembre 2008

Foto dalla Microeditoria

Ecco alcune foto (che mi ha gentilmente girato Daniele Bazzaro, grazie!) della presentazione dell'antologia Dall'Adige all'Isonzo, appena uscita, venerdì 7 novembre a Chiari


poeti e uditori


Alessandro Ramberti e Roberto Cogo


Roberto Cogo, Fabio Franzin ed Erika Crosara


attorno al banchetto si legge!


e si ascolta!


volti del pubblico


immersi nei libri


amanti del libro


la splendida sala rossa di Villa Mazzotti


carrellata poetica con Giovanni Turra Zan in primo piano


ancora GTZ

Concorso di Poesia "Daniela Cairoli" 31-1-09

sesta edizione
Scadenza iscrizione: 31 gennaio 2009
• Organizzazione: Associazione Culturale “Helianto”, Associazione “Per Un Mercoledì Diverso”
• Indirizzo: spedire in busta chiusa le opere a Biblioteca Civica di Rovello Porro;
• Piazza Porro, 19 ; 22070, Rovello Porro (CO)
• Email: info@helianto.it
• Telefono: 02/96750321 - Biblioteca Civica.
• Sito internet: www.helianto.it (dove è possibile scaricare il bando integrale e trovare notizie dei vincitori delle passate edizioni)
• Sezioni: poesia a tema libero.
• Opere ammesse: sono ammesse poesie in italiano o in vernacolo.
• N° Copie da spedire: 5 copie anonime e dattiloscritte per ciascuna poesia inviata.
• Quota di adesione: euro 5 a poesia, è possibile spedire fino a un massimo di 3 poesie. La quota è da versare su c/c postale 59238485, intestato all'Associazione "Per Un Mercoledì Diverso ", Causale del versamento: "Concorso di Poesia Daniela Cairoli".
• Copia del giustificativo attestante l'avvenuto versamento della quota, Scheda di adesione al concorso (in alternativa, un foglio con i dati dell'autore), vanno spediti unitamente agli elaborati
• Premi: primo classificato: euro 500; secondo classificato: euro 300; terzo classificato: euro 200
• Premiazione: nel mese di marzo 2009 presso il Teatro San Giuseppe di Rovello Porro
• Notizie sul risultati: ai vincitori e ai menzionati sarà data tempestiva comunicazione tramite telefono o mail.
• Giuria: Alberto Pellegatta ( Presidente ); Claudio Pagelli; Giovanna Sommariva.
• Patrocinio: Comune di Rovello Porro
• Sponsors: Lions Club Saronno; Biblioteca Civica di Rovello Porro; Istituto Comprensivo di Rovellasca, Albergo Munscì di Rovello Porro.
• Note: i fondi raccolti saranno devoluti in beneficenza.

Alberto Mori a Montichiari 23 nov

Domenica 23 novembre ore 18:30

Rassegna Letteraria Per Galetér
Via Guerzoni 92 - Montichiari (BS)

Alberto Mori
presenta

Distribuzione
Scrittura Creativa Edizioni

Sarà presente l'autore con Performance e Videoproiezioni

Presentazione a cura di Franco Gallo

Direzione artistica della rassegna Andrea Garbin

Info: www.galeter.it info@galeter.it

Contatti: garbinandrea@yahoo.it

Nuova poesia a Palermo 1 dic

La Casa Editrice “La Zisa” ha il piacere di invitare la S.V.
alla presentazione della silloge di autori contemporanei

Nuova poesia

Che avrà luogo lunedì 1 dicembre 2008
presso la Sala delle Lapidi del Comune di Palermo,
Piazza Pretoria, 1 alle ore 17.00.

Kahlil Gibran ha detto: «La poesia è il segreto dell’anima: perché rovinarla con le parole?». Quant’è vero. Forse più che parlare di poesia, dovremmo semplicemente leggere più poesia. È quello che noi abbiamo cercato di fare, per quanto potevamo, pubblicando questa antologia, piccola, sì, ma con grandi autori, quelli come il vostro vicino di casa, il collega d’ufficio, voi stessi, forse, quelli che s’incontrano ogni giorno, mescolati tra gli altri. Una raccolta di piccole perle, per dire a tutti che non è vero che i poeti indossano corone d’alloro ma portano jeans e maglietta: sono gli occhi ad avere poesia, è la pelle a vibrare di emozioni ed è lo spirito che può trasformare tutto in autentico lirismo.

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Davide Romano - presidente La Zisa Comunicazione soc. coop.
cell. +39 3284728708 - e-mail: presidente@lazisa.it - stampa@lazisa.it
web: www.lazisa.it

Caterina Camporesi in radio a Bruxelles 14 nov



Venerdì 14 novembre nell'ambito della rubrica La tela sonora di Radio Alma dalle ore 21 Brussellando chiacchierata con la poetessa Caterina Camporesi intervallata anche dalle musiche di Giovanni Massante. Buon ascolto anche via web!

La sopravvivenza nell’eremo

recensione di Nino Di Paolo

Appena lessi, sull’homepage del sito di Fara, la presentazione del libro di Ardea Montebelli Ma il cielo ci cattura fui attratto dai richiami della Maiella e degli eremi, che mi evocarono subito la personalità di Celestino, ricordato, troppo spesso, soltanto come unico Papa dimissionario della storia.
Di un papato oltretutto molto breve, una parentesi tra la vita negli eremi e la fine in un eremo-carcere, molto probabilmente ucciso (il suo cranio presenta un foro da punteruolo).
Uccisione non riconosciuta, per non dover santificare un martire.
Si santificò “soltanto” un eremita, Pietro Celestino.

Celestino V, mai direttamente nominato nel testo di Ardea ma la cui presenza aleggia in ogni verso, che 703 anni fa anticipò i Giubilei venticinquennali inaugurati proprio dal suo successore e “giudice” Bonifacio VIII con quella “Festa della Perdonanza” che la devozione popolare celebra ancora, ogni anno, nella spianata davanti alla facciata rosata di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila, è un cardine di quel sentire che parte da Isaia e Geremia, così diversi e così “complementari”, passa per Giovanni evangelista, per Francesco d’Assisi ed arriva fino ad Angelo Roncalli da Sotto il Monte, a Lorenzo Milani, a Cesare Sommariva, ad Oreste Benzi e a tanti altri che non abbiamo conosciuto.

Le poesie di Ardea, che ho potuto leggere ieri sera, dopo che Alessandro me ne ha fatto partecipe, con gli accostamenti, nelle pagine a fianco, di versetti delle Sacre Scritture, ci fanno sentire come Celestino che, dal ventre della montagna, guarda verso fuori e verso le stelle, nelle gelide notti dell’inverno abruzzese, sferzate dalla bora che, senza ostacoli, attraversa l’Adriatico.

Come riuscissero a sopravvivere, quegli uomini, continuo a chiedermelo.
Le grotte carsiche, in inverno, danno tepore ma gli eremi sono appoggiati alla montagna ed il freddo uccide.
Il conforto di fuoco, vesti e cibo era misero.

Eppure ci sono andati e ci hanno vissuto.

Senza chiedere nulla in cambio, ma ricevendo affetto e derisione, amore e perfino persecuzione (e non solo da miscredenti), oggi, quando, come nel lavoro poetico e fotografico di Ardea, ne viene ricordata la vita, è sempre come se fossero seduti qui al nostro fianco.

Pero (Mi) , 11 novembre 2008


Su Ma il cielo ci cattura di Ardea Montebelli

recensione di Vincenzo D’Alessio


Ardea Montebelli, Ma il cielo ci cattura, FaraEditore, 2008 (il libro viene presentato a S. Miniato il 13-11-08)

“Lotta sino alla morte per la verità / e il Signore Dio combatterà per te” (pag. 24): i versi inclusi in questa raccolta, uniti alle foto dei luoghi ispiratori, conducono il lettore sulla strada difficilissima del rapporto natura-Dio-uomo. Proprio come ha scritto Giorgio Bàrberi Squarotti nella sua introduzione: ”con la meditazione sul tragico cristiano, fra fiducia in Dio e consapevolezza del limite umano” (pag. 11). I luoghi ispirano meditazione, ascesi, riconducono al percorso di quella fede ancora giovane che è il nostro Cristianesimo cattolico romano.

L’uomo soffre di tutta l’ingratitudine dei propri simili: guerre, malattie generate dall’industrializzazione operata dall’uomo, fame, carestie, violenze razziali, potere indiscriminato, lotta alla Natura nei suoi elementi di base. Incapacità di affrontare con serenità le esigenze di un pianeta sovraffollato e penalizzato dai pochi ricchi, dai troppi poveri. Insofferenza dei giovani verso i meno giovani: si uccidono i propri genitori per utilizzare il loro modesto patrimonio sùbito.

Dov’è il Dio della verità? Dov’è il Padre degli ultimi? I versi di Montebelli vengono in soccorso: ”Ora siamo presi / da uno stesso / unico sgomento: / un punto di domanda / misterioso e fragile” (pag. 25). Tutta la raccolta si muove in questa direzione. Ogni verso richiama le parole sacre prese in prestito dall’antico e dal nuovo Testamento. I versi brevi taglienti racchiudono il senso filosofico della Salvezza operata per l’uomo ma l’uomo di questi tempi non guarda più al cielo: “Ma può l’abisso / aprirsi alla luce?” (pag.37). La fine dell’esistenza attanaglia l’uomo di questo XXI secolo e ne produce gli effetti negativi: fame assoluta di potere, denaro, benessere. Assoluto è solo questo Dio altro non c’è che produca effetti reali. L’eternità è un sogno. L’astrarsi dalle circostanze terrene non è possibile. “Inesorabile e bugiardo / il male s’insinua nell’intimo” (pag. 49). In quale direzione possiamo seguire il vento della Speranza?

La risposta arriva per lo spirito: ”Potrebbe ifinitamente / abitare in noi / il brivido della ricerca: / nudità essenziale / e prodigiosa bellezza / nell’anima inquieta” (pag.53). Ma il cielo ci cattura per quale via? “Mi consegno a Te/ nel mare antico dei padri/ e mi lascio condurre/ alla quiete dell’anima” (pag. 59).

Vorrei concludere accostando questo comporre a quello di un’altra voce vicina: ”Questo, solo questo io volevo: / con le mie mani abbracciar l’universo. / Ora finalmente basta un inchino / sulla creazione che si apre alla Luce / uguale alle origini” (Davide Maria Turoldo, Il fuoco di Elia profeta).

Novembre, 2008

Premio Letterario «CITTÀ DI FORLÌ» 12-1-09

Il Centro Culturale L'Ortica di Forlì - Sezione orticadonna
con il patrocinio del Comune di Forlì, Assessorato alla Cultura e Università
della Provincia di Forlì-Cesena, Assessorato alla Cultura, Sport, Politiche del Lavoro
del Dipartimento di Studi Interdisciplinari su Traduzione, Lingue e Culture (SITLeC), Università di Bologna

bandisce la sesta edizione del Premio Letterario Nazionale «CITTÀ DI FORLÌ»

Il concorso di articola in quattro sezioni:
Premio "Sandra Mazzini" per la poesia inedita in lingua italiana. Ogni concorrente deve inviare 3 poesie inedite, mai premiate in altri concorsi, della lunghezza massima di 30 versi ciascuna, in 7 copie dattiloscritte, anonime. Va unita alle opere una busta chiusa contenente i seguenti dati: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono dell'autore ed eventuale e-mail, e titoli delle poesie inviate; all'esterno della busta indicare la data di nascita;


Premio "Sara e Ilaria Crosta" per la traduzione. Ogni concorrente dovrà inviare la versione italiana inedita di due poesie di un poeta straniero, scelto dal traduttore, unitamente ai testi in lingua originale, in 7 copie dattiloscritte, anonime, indicandosolo il nome e la lingua dell'autore tradotto. Va unita alle opere una busta chiusa contenente i seguenti dati: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono ed eventuale e-mail del traduttore, nome dell'autore straniero scelto e titoli delle poesie tradotte; all'esterno della busta indicare la data di nascita;


Premio "Silvano Prati" per la prefazione a un volume di poesie. Inviare tre copie del volume edito non anteriormente al 2003, indicando nome del prefatore, indirizzo, numero di telefono, eventuale e-mail e data di nascita. È accettato l'invio sia da parte di case editrici che dagli stessi prefatori;


Premio "Foschi Editore" per il romanzo inedito. I concorrenti devono inviare un romanzo inedito, mai premiato in altri concorsi, in 5 copie dattiloscritte. Va unita alle opere una busta chiusa contenente i seguenti dati: nome, cognome, indirizzo, numero di telefono dell'autore ed eventuale e-mail, e titolo dell'opera; all'esterno della busta indicare la data di nascita.

Non è richiesta alcuna tassa di partecipazione.

Le opere dovranno essere inviate, per posta, entro e non oltre il 12 gennaio 2009 al Centro Culturale L'Ortica - Via Paradiso, 4 - 47100 Forlì, telefono e fax 0543/29127, e-mail: premiocittadiforli@anardia.it
Non sono accettate le opere inviate a mezzo posta celere e a mezzo e-mail.
Il materiale inviato non sarà restituito. I libri di poesia verranno donati a biblioteche e scuole locali.
I vincitori del primo premio dell'edizione precedente non potranno, in questa edizione, concorrere nella sezione in cui hanno vinto.


Giurie:
per la sezione a, poesia inedita: Pier Luigi Moressa, Daniele Baldinotti, Miro Cortini, Anna Facciani, Luana Pagan, Cristian Pretolani;

per la sezione b, traduzione: Giorgio Casadei Turroni, Ahmad Addous, Gloria Bazzocchi, Anabela Cristina Costa da Silva Ferreira, Luca Guerneri, Bruno Persico;

per la sezione c, prefazione: Luciano Foglietta, Claudia Bartolotti, Tebe Fabbri, Wilma Malucelli, Ariella Monti, Maria Filippa Zaiti;

per la sezione d, romanzo inedito: Rosanna Ricci, Andrea Barbieri, Paolo Cortesi, Gianluca Gatta, Maria Teresa Indellicati, Cesarina Lucca, Marco Mazzoli, Fabrizia Montanari.
Segretaria: Marina Mosconi.
La giuria di ciascuna sezione designerà 5 finalisti, fra i quali verrà nominato il vincitore.


Premi:
Al primo classificato di ognuna delle sezioni a) b) c): Euro 500,00; al vincitore della sezione d) pubblicazione e distribuzione dell'opera vincitrice da parte della "Foschi Editore"; ai finalisti di ogni sezione oggetti artistici e opere letterarie. Saranno inoltre consegnati i seguenti premi: Premio La Cócla, offerto dal Centro di Educazione Ambientale di Forlì, Premio Irene Ugolini Zoli e Premio Renzo Camporesi.


La premiazione avrà luogo il 23 Maggio 2009 alla Sala Santa Caterina di Forlì. È d'obbligo la presenza dei vincitori, pena la decadenza del premio, salvo comprovati e documentati motivi di impedimento, nel qual caso è consentita la delega.
I risultati saranno comunicati a mezzo stampa.


Per maggiori informazioni: www.anardia.it alla sezione Concorsi Letterari

Premio Volponi 2009



Informazioni:
www.ilcircolodiconfusione.org
tel. 333.6331721

RICERCARE!! (Elena Varriale)

dal blog.libero.it/cercodiogene

In questi giorni ho letto due libri del mio amico scrittore ed editore Alessandro Ramberti “In Cerca” e la “La simmetria imperfetta” .

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Mi è piaciuta molto la silloge “In cerca” perché è pervasa da quella consapevolezza che Robert Musil, nell’Uomo senza qualità, ha così definito: “Non è vero che il ricercatore insegue la verità è la verità che insegue il ricercatore”.
Sono le verità o le consapevolezze che “assalgono” l’autore a dettare le sue parole: “le soluzioni sono impegnative / come il braccio verticale / della croce / la speranza ci sembra un’illusione / ma è il campo che dà solchi / alla ragione.”
Nei suoi versi non ci sono “verità rivelate” o certezze inossidabili, ma il bisogno tutto umano di credere e sperare in un disegno “divino” che giustifichi il passaggio e il senso più profondo dell’esserci: “Per dire chi sono / non delimiterò la vostra vita / né chiuderò persone / entro parabole / perché se anche qui/ soloqui dentro / ci concentriamo / di esistere il nostro acido / desossiribonucleico/ è in scadenza.”
Image and video hosting by TinyPic“La simmetria imperfetta” che Alessandro Ramberti pubblica con lo pseudonimo Johan Johanson mi ha molto colpito l’incontro con la Sibilla. Quella che conosco io, cioè quella che appartiene alla mia terra (Cuma) vaticina, è visionaria, sfrontatamente anticipatrice dei tempi, e inevitabilmente dannata nel suo destino, la Sibilla di Ramberti è invece un alter ego “(che sai che) so” con cui fare i conti senza sconti possibili o fughe aleatorie.
In fondo, ricercare è, soprattutto ed inevitabilmente, precipitare in abissi della ragione e dei sensi: “Lo scuro della mia anima / è una nebbia impronunciabile / costellata di alfabeti fuoricorso”.


Elena Varriale

lunedì 10 novembre 2008

Il cielo di Ardea a S. Miniato


Foto di Amit Dave

Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre
Salmo 30 (29) 12-13

Invito alla Lectio divina,
Giovedì 13 Novembre alle ore 18.40 incontro
con la poetessa Ardea Montebelli
che presenta Ma il cielo ci cattura il suo nuovo libro di versi meditativi sulla verità nelle Sacre Scritture con foto degli eremi abruzzesi della stessa autrice.



Bernardo Francesco Maria
Gianni, O.S.B. Oliv.
Abbazia di San Miniato al
Monte
Monaci Benedettini di
Monte Oliveto
Le Porte Sante, 34
I-50125 Firenze
Italia (EU)
Tel. (+39) 055.234.27.31 -
Fax (+39) 055.234.53.54
Post@:
bernardofm@libero.it
sanminiato@tin.it

Premio Ceppo 1-12-2008



Su Lo spirito della poesia

recensione di Matteo Fantuzzi per la rubrica Autori in Romagna pubblicata su La Voce del 10-11-08 (cliccare sull'immagine per ingrandirla)



scheda del libro qui

Sito Ufficiale di Rossella Luongo

Carissimi Amici e Amiche,

Vi ringrazio per la fiducia e la stima
dimostratemi durante tutto quest'anno,
invero per me costellato di eventi belli e brutti.
Sono lieta di averVi sentito vicino
e spero di riabbracciarVi presto.

Vi partecipo con gioia il mio sito
che ho allevato ed arricchito giorno dopo giorno,
con l'intento di raccogliere e diffondere
arte ed emozione.

Buona navigazione!

www.rossellaluongo.it

giovedì 6 novembre 2008

latelasonora

http://latelasonora.blogspot.com/

è nato il blog della tela ................ sbizzarritevi ....

Senza fiato nel sito della LIFC

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Notizie
13 ottobre 2008

La Redazione del Portale Fc, con grande piacere, vi comunica l'uscita del libro di Guido Passini, "Senza fiato - Poesie e testimonianze"
Il testo, scritta a più mani, riporta le testimonianze e scritti di amici, poeti e gente comune promuovendo un messaggio di solidarietà e speranza.

Guido ha voluto raccontare, attraverso numerose testimonianze, come dall'esterno viene percepita la condizione del malato di Fibrosi Cistica, svelando in prima persona se stesso e la sua anima, prima pervasa da una vena profonda di tristezza e poi aperta verso la speranza.

Vi aspettiamo numerosi in libreria.

Link correlato

Senza fiato nel blog di Giunone Giove

Poesie e testimonianze... Senza fiato

Senza fiato. Poesie e testimonianze
A cura di Guido Passini
prefazione di Andrea Brigliadori
€ 12,00 pp. 148 (Neumi)ISBN 978 88 95139 46 3

Premio “E. Cantone” 31-01-09

Della Capa in tournée

Questa settimana sotto i riflettori il penultimo libro pubblicato dalla casa editrice L'arcolaio; si tratta di INTERNO, ESTERNO di Salvatore Della Capa, un giovane napoletano che vive da anni tra Imola e Bologna. Questa sua seconda prova (la prima era stata "Al cospetto dell'alba" e risale al 2002) mi ha personalmente turbato per la cifra altissima di violenza che si nasconde negli anfratti più riposti dell'Io-poetico. Interno ed Esterno, infatti, si rincorrono come luoghi precipui della psiche, mettendo in luce un traffico sia afferente che efferente tra i due "vasi comunicanti". Il libro è strutturato in sezioni [Tra le nostre distanze, …para bellum, Dedicato ed Eleonora]. La "bestia" riesce ad essere la protagonista di tutto il libro: una protagonista però che non ama invadere incessantemente l'occhio di bue del palco, ma che preferisce spuntare di tanto in tanto con pericolosità e nonchalanche. Si parla qui, a mio avviso, dell'uomo di fronte alla propria passività; laddove l'Iddio è la provocazione che indica le battaglie nella valle concava dell'Interno. Si assiste anche, e non di rado, ad una scissione della persona, tant'è che, di fronte al gemello artificiale, l'io-poetico ricusa il sé illusorio. Vi è, immancabile, l'auscultarsi continuo, per stabilire se siamo passati dalla vita alla morte. Il sentire se siamo ancora vivi o se sia soltanto una vana illusione a farci credere tali (viventi, appunto). Spesso e volentieri Della Capa mette in opera scene "melmose", entro cui si è informati di quanto l'uomo sia contiguo allo sterco; la Bestia – con i suoi fiati – crea i prodotti dell'INTERNO, i quali sconvolgono chi vive invece all'ESTERNO. Un avviso forse di che cos'è l'inferno. Un senso orfico, anche se orficamente irregolare e spurio. Si sente ovunque e spesso l'odore del sangue secco, come se a pochi chilometri dalla nostra coscienza fosse stata provocata una strage. In tal caso, si potrebbe pensare all'Esterno come ad un occhio centrifugo, che vede e proietta fuori la strana forma di realtà pericolosa, mentre, al contrario, l'Interno appare come un occhio centripeto che trattenga ciò che dalla landa sconfinata appare sconosciuto. La presente raccolta di Salvatore acquista così una caratteristica di computazione di certi aspetti della "bestia" uomo: i fiati, l'orina e gli afrori del corpo. Spesso si è spettatori di una certa forma d'ossimoro (la quiete sintattica del dettato a fronte della convulsa idea dell'esplosione dei fatti concatenanti). Infine, ciò che attrae di questa opera più matura di Della Capa è il senso del Sacrificio. Incessante sacrificio. L'INTERNO / ESTERNO del poeta appare simile a una rappresentazione Sturm und Drang "greca". Laddove, al netto della distruzione cannibalesca dei padri verso i figli, è possibile anche quantificare la para-dolcezza dell'occhio magro e marrone dell'"innocente", il quale ha comunque il cinismo di apparire come il testimone di tanta crudeltà.


Tutti siete invitati ai prossimi eventi di presentazione e lettura dell'ultimo libro di Salvatore Della Capa, Interno Esterno:


Venerdì 7 novembre h 21
Sede Quartiere Reno
Via Battindarno 123
Bologna

Sabato 8 novembre h 17
Big Mamy
Via Mameli, 12
Terre di Sole, Castrocaro Terme

Sabato 15 novembre h 18
Il civico 108 Frampula
Via Saffi 108
Forlimpopoli

Venerdì 28 novembre h 21,30
Modo Infoshop
Via Mascarella
Bologna

Sabato 6 dicembre h 15,30
Sala delle Stagioni
Via Emilia 25
Imola

Grazie

Salvatore



mercoledì 5 novembre 2008

Rilke a Bergamo e dintorni


una recensione qui

Rainer Maria Rilke

Il libro d'ore
(Das Stunden-Buch)
Introduzione, traduzione e note di Lorenzo Gobbi

Pagine 338 / Euro 19,00 / testo tedesco a fronte

Il Libro d’ore ebbe, nella prima metà del Novecento, vastissima fortuna e fu la base della fama di Rilke presso i suoi contemporanei. Il testo racchiude tre serie di liriche che il poeta concepì come intensamente spirituali, nella ricerca di una religiosità radicata nell’incontro tra l’occidente e l’oriente cristiani, capace a propria volta di illuminare i nuovi scenari aperti dalla nascente civiltà industriale. L’incompiutezza di Dio, la sua condizione di esule in un mondo che pure gli appartiene, la necessità di aiutarlo donandogli nuovamente gli spazi dell’esistenza, la consapevolezza del proprio fremere interiore al cospetto dell’infinito silenzio di Dio e del rumore crescente della vita sociale, la dignità indiscutibile della sofferenza e della povertà sono motivi che Rilke affida alla voce di un giovane monaco russo pittore di icone, protagonista di una vicenda che dalla vita monastica porta al pellegrinaggio nella vastità della Russia e poi alla contemplazione della povertà e della morte.

L’introduzione di Lorenzo Gobbi, mette in evidenza le caratteristiche del Libro d’ore come testo intensamente e autenticamente spirituale, oltre che come opera nella quale prende forma l’universo poetico di Rilke. La nuova traduzione unisce al rigore dell’interpretazione la chiarezza del dettato e la musicalità della lingua.

presentazioni
Fondazione Serughetti La Porta, in collaborazione con la Libreria Buona Stampa

BERGAMO
martedì 11 novembre alle ore 18.00

presso la sala della Fondazione Serughetti La Porta in via Papa Giovanni XXIII, 30 a Bergamo

Rainer Maria Rilke "Il libro d''ore: una lettura spirituale"

a cura di Lorenzo Gobbi
Letture da "Il libro d''ore" di Rilke e dal "Diario" di Etty Hillesum di Renata Pozzi, Alessandra Ingoglia, Ivan Criscuolo e Gianluigi Vitali.
Interventi musicali di Alberto Bonacina (flauti dolci) e Giovanni Perico (flauto traverso)


Informazioni aggiuntive sono reperibili alla pagina 2/3 del Notiziario presente sul nostro sito all'indirizzo:
http://www.laportabergamo.it/notiziario/Notiziario%20Ottobre08.pdf

Fondazione Serughetti La Porta, viale Papa Giovanni XXIII, 30 - 24121 Bergamo
tel. 035.219230 fax 035.249880 e -mail: info@laportabergamo.it
www.laportabergamo.it

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Incontri al Priorato di S. Egidio «sempre tempo d’avvento»...

FONTANELLA di SOTTO IL MONTE - BG
sabato 20 dicembre alle ore 18.00

presso la CASA DI EMMAUS (Priorato S. Egidio) in Fontanella Sotto il Monte BG

Preghiera in poesia: Il libro d’ore di R.M. Rilke

a cura di LORENZO GOBBI insegnante-scrittore, Verona
con la partecipazione degli attori: Renata Pozzi, Alessandra Ingoglia, Ivan Criscuolo e Gianluigi Vitali
e interventi musicali

e-mail: s.egidio@servitium.it / www.priorato-santegidio.it

Uff. Stampa: via Fontanella 14 / 24139 Sotto il Monte (Bg) Tel. 035.792030 / Fax 035.4398011 / E-mail: info@servitium.it / www.servitium.it

Su In cerca



Caro Alessandro,
mi è piaciuto molto il tuo libro In cerca perché è pervaso da quella consapevolezza che Robert Musil, nell’Uomo senza qualità, ha così definito: “Non è vero che il ricercatore insegue la verità è la verità che insegue il ricercatore”.
Sono le verità, o se vuoi le consapevolezze che ti “assalgono” a dettare le tue parole: “le soluzioni sono impegnative / come il braccio verticale / della croce / la speranza ci sembra un’illusione / ma è il campo che dà solchi / alla ragione.”
Nei tuoi versi non ci sono “verità rivelate” o certezze inossidabili, ma il bisogno tutto umano di credere e sperare in un disegno “divino” che giustifichi il passaggio e il senso più profondo dell’esserci: Per dire chi sono / non delimiterò la vostra vita / né chiuderò persone / entro parabole / perché se anche qui /solo qui dentro / ci contentiamo / di esistere il nostro acido / desossiribonucleico / è in scadenza.”
Dell’altro libro La simmetria imperfetta mi ha invece molto colpito la tua Sibilla. Quella che conosco io, cioè quella che appartiene alla mia terra (Cuma) vaticina, è visionaria, sfrontatamente anticipatrice dei tempi, e inevitabilmente dannata nel suo destino, la tua invece è un alter ego “(che sai che) so” con cui fare i conti senza sconti possibili o fughe aleatorie.
In fondo, ricercare è, soprattutto ed inevitabilmente, precipitare in abissi della ragione e dei sensi: “Lo scuro della mia anima / è una nebbia impronunciabile / costellata di alfabeti fuoricorso”.
Ciao elena varriale

1° CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE

L'ass.ne cult. Via de'Poeti presenta e ti invita a partecipare alle sue manifestazioni per la promozione della cultura viva e partecipata:

- Prende il via ufficialmente il 1° CAMPIONATO NAZIONALE DI POESIA ORALE, ideato, promosso ed organizzato dall'ass.ne cult. VIA DE'POETI, Bologna, www.viadepoeti.it,

Qui il Bando e Scheda di iscrizione per gli autori.

- Continuano le selezioni per il Campionato stesso con la Manifestazione:
"I SALOTTI D'INVERNO"
Domenica 9 novembre, ore 18,30
al Circolo PAVESE, via del Pratello 53, Bologna.

In allegato Locandina.

- I locali pubblici e privati, le biblioteche, i Comuni e chiunque sia interessato ad ospitare un girone di qualificazione al Campionato Nazionale di Poesia Orale, possono contattarci ai recapiti sottoindicati.

- Le Associazioni, gli Enti e le Aziende che vogiono collaborare con noi e/o sostenere l'ass.ne cult. Via de'Poeti possono contattarci ai n. tel. 340 3479570 e 339 7773114, mail lupoangel@fastwebnet.it e silviaparma@libero.it


- per info: postapoeti@libero.it, tel. 340 3479570
www.viadepoeti.it

martedì 4 novembre 2008

In Purissimo Azzurro di novembre

Carissimi amici,

il sito della rivista "In Purissimo Azzurro", fondata e diretta da Maria Di Lorenzo, ha cambiato indirizzo. Da questo mese in poi lo troverete sempre su www.inpurissimoazzurro.info

E' on line il numero di Novembre, ricco di molti interessanti articoli e novita'.

Questo il sommario:

EDITORIALE
Ma il romanzo serve ancora per capire il mondo attuale?
di Massimo Onofri

LA PAROLA INTERIORE
Per te ogni volta nasce un'alba nuova.
Un ricordo del poeta Aldo G.B. Rossi
di Liliana Porro Andriuoli

SPAZIO FRANCO
Negli inferni della terra il cuore cerca la sua strada per la vita.
Un colloquio con lo scrittore Paolo Di Stefano
a cura di Salvo Zappulla

SCAFFALE ALTO
E il tempo non si innamora mai due volte.
L'esordio narrativo di Delia Morea: "Quelli che c'erano"
a cura di Maria Di Lorenzo

LETTERATURA COME VITA
Leopardi, l'io morente, e la voce del nuovo giorno
di Marco Guzzi

PAGINE DIGITALI
Narrabilando di Alessandro Ramberti
L'arte della parola come modo di comprendere la vita

LE MUSE SUL MOUSE
Dentro alle pieghe nascoste di questo nostro mondo. Una mostra di Tiziano Soldavini
Altre mostre in corso in Italia
a cura di Anna Laura Mellini

VOCI DI SCENA
Un concorso per il teatro del sacro
di Daniele Piccini

IL RETROBOTTEGA DELLE PAROLE
Caterina
di Luigi Annunziata

CORSI & CONCORSI
Premio Internazionale di Poesia R. Farina
Primo Concorso Nazionale di Poesia "Il Forte" 2008
a cura di Pier Vittorio Vallati

CELLULOIDE
"Il matrimonio di Lorna" di Jean Pierre e Luc Dardenne
a cura di Massimo Giraldi


Accedi al sommario on line http://www.inpurissimoazzurro.info/novembre_2008.htm


Vi informiamo che abbiamo cambiato il nostro indirizzo e-mail. Tutti gli indirizzi che conoscete non sono piu' operativi, se volete mettervi in contatto con noi scrivete a inpurissimoazzurro@gmail.com .


Buona lettura e... arrivederci a dicembre con il nuovo numero!


Lo Staff di "In Purissimo Azzurro"

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SCRIVI PER NOI

La collaborazione alla rivista e' su invito, ma anche su proposta degli aspiranti collaboratori, ai quali chiediamo passione per la scrittura, curiosita' e tanta voglia di impegnarsi in un progetto faticoso ed entusiasmante come il nostro. Recensioni, interviste, notizie brevi, eventi e appuntamenti culturali (tra letteratura, cinema, teatro, musica e arti figurative), e poi corsi e concorsi letterari e artistici, racconti e poesie: tutto ci interessa, e su tutto e' possibile scrivere o proporre testi che valuteremo attentamente per il nostro giornale. Scriveteci e segnalateci le vostre idee. Diventate collaboratori di "In Purissimo Azzurro "!

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Fariani a Chiari 7-9 nov

La passione della scrittura si può mescolare al gioco e al divertimento.
giovedì, 23 ottobre 2008
Rassegna della Microeditoria a Chiari

I Fariani a Chiari

Nell'ambito della Rassegna della MicroEditoria Italiana di Chiari (BS) nella stupenda Villa Mazzotti troverete il banchetto delle nostre pubblicazione e potrete assistere ad incontri con nostri autori secondo il seguente programma:

Venerdì 7 nov alle ore 18 (attorno al banchetto Fara)

Incontro con gli autori raccolti in Dall'Adige all'Isonzo. Poeti a NordEst: una prestigiosa antologia di dieci fra le voci poetiche più significative (emergenti ed affermate) del territorio racchiuso fra i due fiumi. Prefazioni di Chiara De Luca e Massimo Sannelli; opere di Paolo Campoccia, Roberto Cogo, Alessandra Conte, Erika Crosara, Giovanni Fierro, Fabio Franzin, Stefano Guglielmin, Simone Lago, Francesco Tomada, Giovanni Turra Zan.

Sabato 8 nov dalle ore 15.30 (attorno al banchetto Fara) incontro con gli autori Marco Bogliani, Sonia Gardini, Simone Molinaroli, Luca Grazioli, Camilla Ugolini Mecca, William Stabile, Alberto Mori, Carlo Penati e Guido Passini.

Domenica 9 nov ore 15.00 Sullo stesso treno di Marco Bottoni, lettura teatrale (con attori e musica).

dalle ore 15.30 incontro su Lo spirito della poesia con gli autori Caterina Camporesi, Antonietta Gnerre, Morena Fanti, Adele Desideri, Ottavio Rossani; presenti anche con le loro opere Marco Bottoni, Stefano Bianchi, Nicola Di Paolo.
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Segnatevi la data: 9 novembre a Chiari, con la soprascritta, ma anche sottoscritta. Sarò con Alessandro Ramberti (un Editore che stimo moltissimo e che seguo sempre quando posso) di Fara editore.
Presenteremo il libro Lo spirito della poesia (visitare il link che trovate sopra, please), un libro scaturito da una giornata bellissima all'abbazia di San Miniato al Monte (Fi), lo scorso 19 aprile.

Scritto da: morenafanti alle ore 10:48 | link | commenti (3) | categoria: libri, editoria, attualità

lunedì 3 novembre 2008

Su Ma il cielo ci cattura di Ardea Montebelli

recensione di Matteo Fantuzzi pubblicata nella rubrica Autori in Romagna su «la Voce» del 3-11-08



scheda del libro qui

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