venerdì 29 febbraio 2008

Su Fiori di vetro di Antonietta Gnerre

recensione di Teresa Armenti
(in basso l’articolo di Vincenzo D'Alessio apparso su «Solofra Oggi», febbraio 2008)

scheda libro qui
v. anche Antonella RussonielloCosimo CaputoVincenzo D’AlessioLuisa AlaiaSimonetta De BartoloCarla De Angelis e le altre recensioni ivi linkate

Dalle pagine patinate, desiderose di tenere carezze, di lievi tocchi magici, esala un canto sommesso, soffuso di malinconia, sospeso tra silenzi che sanno d’infinito, colmo di vuoti.
È un canto, che si inebria dei profumi dell’Irpinia, si colora dei cieli del Sud, si culla nelle onde.
È un canto ondulato, levigato, variegato; si perde nei sogni a notte fonda, gorgheggia all’alba “appena tinta sui cocci di velluto”, si eleva al cielo “arancione di lacrime”.
È sinfonia in autunno, lieve ritmo in inverno.
E i pini, le querce, gli ulivi, i tulipani, i cardi, le ginestre, i ginepri, le gardenie si inchinano al suo passaggio, che si prende tutti gli echi della natura sommersa.
È il canto della solitudine “screziata di limo”.
Ma Antonietta Gnerre, l’autrice della raccolta, non è sola; c’è Dio che si manifesta “nell’orbita della fede piombata sullo stelo” e con la sua mano disegna il vento dell’amore sui cuscini della vita.
Dal silenzio emerge una voce sottile, timida. È la voce dell’anima, che viaggia sul binario celeste e ricama stelle; ne osserva le pupille tra i singhiozzi dei monti. La voce, dopo un iniziale smarrimento, prende forma, accarezza la pila dei ricordi, si articola in parole che diventano ora rottami, ora leggere “bagnate di solitudine”, ora vagabonde, ora galoppanti nella selva dei cipressi; le parole riescono anche a mangiare “oro nel chiostro gravido di luce”.
E la luce trasforma tutto, dà vita alle cose inerti, fa intravedere rubini, diademi, gemme, scolpisce le rive, disegna cerchi, tanti cerchi concentrici, dove la Nostra, abbandonandosi fiduciosa, intravede sfere di speranze e l’eterno che profuma di mimosa e sovrasta il mare del tempo. Nel lembo di eternità, la Gnerre si perde a “squarciare il cielo, sperando di restare incollata nel fiato riflesso degli ulivi”. Allora, con passo leggero, col pennello intinge e tinge, spalma e lucida, zufola, ruota, accarezza, insegue “il sole sdraiato sull’orizzonte.”
È una poesia particolare, quella di Antonietta Guerre: senza titoli e segni di interpunzione; la si può definire alla “D’Alessio”. Spetta al lettore il compito di leggere d’un fiato o stabilire le pause e il giusto ritmo. Si avverte un certo disorientamento, ma quasi nel mezzo, accompagnati da un sottofondo musicale segnato dalle allitterazioni e dalle assonanze, appaiono i fili conduttori della raccolta “Poesia”, “Prata”, “Mia nonna”, “Polvere di pensieri”, “Frammenti di viaggio”.
Il suono delle campane nel gran giorno di festa a Maria Santissima Annunziata riporta la poetessa a Prata, il suo paese nativo, fonte di ispirazione dei suoi scritti. La Gnerre ama la sua terra, ma soffre per le condizioni del Sud, da lei definito “il duro Sud”, “il Sud dei tormenti che tace dietro le sbarre”; la sua sofferenza è tale che il suo cuore si spacca quando vede intorno a sé le miserie del mondo. Si scaglia contro i pedofili “lontani da ogni verità, con mani viscide e piedi senza orme”, ma le mamme sono pronte a “sfondare col vento dell’amore la tela delle violenze”. I ricordi si affollano nella sua mente e si disperdono nel grande cielo soffocato di cirri. Mentre le lacrime scorrono copiose, le viene in soccorso la nonna, “la sentinella che l’accompagna nella terra della fede con i piedi fasciati dalle sue preghiere”. Allora si pone in ascolto e prega intensamente, dovunque si trovi, anche nel cimitero degli Ebrei. La sua preghiera diventa un sussulto breve, intenso, con pause tra i singulti. Antonietta Gnerre si sente “legata ai pali del tempo, il buio dell’universo”; nonostante tutto, riesce a sognare “nuove onde di stagioni” e affida alla poesia i suoi pensieri, che brillano di luce interiore.


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Poesia e monnezza

Dopo il quaderno zero - quaderno uno - Quaderno di mare e di acqua - Quaderno dello spazio e del tempo della scrittura - Insomma, la notte

una nuova iniziativa di viadellebelledonne

Quando il 16 agosto del 2006 apparve su «Liberazione» un articolo di Balestrini relativo alla poesia e ai poeti di internet la polemica fu tanta, sono passati quasi due anni e ancora se ne discute, fuffa, spazzatura, rifiuti urbani, monnezza, riciclo, eco, ecologia, coltivazione biologica, compost. Ne discutiamo anche noi di poesia e mondezza, anzi ci scriviamo versi, chi ha voglia può mandare alla mail della redazione, se non è monnezza pubblichiamo nel blog e poi in un quaderno, se lo è la buttiamo nella compostiera, ne faremo concime per le prossime.

I primi testi

viadellebelledonne.wordpress.com/2008/02/29/poesia-e-monnezza-n-4
viadellebelledonne.wordpress.com/2008/02/24/poesia-e-monnezza-n-1


Cordiali saluti

Su Padri della terra di Vincenzo D'Alessio

recensione di Narda Fattori

v. il libro Pubblica con noi 2007

Quando leggo Vincenzo D’Alessio mi viene da pensare a Rocco Scotellaro, poeta limitrofo nei luoghi, nei temi, nel coraggio della denuncia, nell’amore per la terra del Sud e, soprattutto per la gente del Sud. Mi si può accusare di scarsa fantasia, l’incipit del libro è dedicato a questo poeta. Ma leggendo si capisce che c’è qualcosa di più. Anche Dolci scriveva di rivolta e di ingiustizie, ma scriveva da politico militante, Scotellaro scriveva solo per amore. Appartengo, geograficamente, al settentrione, ma la mia storia s’affratella a quella di D’Alessio per il comune amore della nostra gente, i suoi “cafoni”, i miei contadini.
Siamo forse di troppe parole, ma chi ha vissuto il silenzio forzoso di chi non conosce le parole davanti all’arroganza dei “padroni”, parola che ormai non si usa più, quasi fosse una bestemmia e che il poeta si arroga il diritto di usare, perché le cose hanno il proprio nome e non si può edulcorare tutto perché l’amaro ci resta pur sempre in bocca.
Tutto il libro annoda vicende personali e vicende sociali, un sentire condiviso e una vicinanza che va oltre la fratellanza, direi che mira alla sovrapposizione.
Io apprezzo questo poeta meridionale che non s’arrende ai beceri mercati di qualche conterraneo, che assume il dolore e l’amore come solo può fare un poeta. E pazienza se c’è qualche déjà vu, déjà senti. La poesia che apre la raccolta ha la perfezione di un ulivo contorto, non certo quella del cammeo; ma dall’ulivo traiamo pane e companatico; D’Alessio dalle sue donne trae la storia, il passato, il presente e il futuro, trae anche la sorte «a rovistare lungo gli argini / dei solchi in cerca del verde / da cuocere con l’aglio… Ritorneremo saggi senza lutti / padri di madri senza tempo / saremo immensi quanto il cielo / rosso che ride del nostro tormento».
Credo che poche siano le poesie dedicate alle donne che hanno questa intensità e questa complessità necessaria nell’umiltà. Hanno la biscia nell’occhio e il latte nel seno: sono Madonne.
Ogni poesia rimanda ad un intero mondo e non ci basteranno tempo e fogli per dire l’armonia anche dei versi torniti, degli endecasillabi ben costruiti, della rottura dell’ordine perché necessita: «Tempo che mi urli dentro / non hai pace…»; «L’erba che muore sotto i camion / piange verità di anni chiari / illesi nelle nostre menti a salvarci».
Credo che queste brevi citazioni forniscano la temperie che agita questa poesia dedicata ai “padri della terra”, questa terra male amata, vituperata, dilaniata, disprezzata, venduta e comprata. E noi, figli della terra, ogni volta che compiamo uno di questi gesti di violenza, ripetiamo queste violenze su noi stessi, se non provassimo a «camminare camminare ancora / fino all’oasi che disseta amore».

Ci sono poesie dedicate a paesi geograficamente riconducibili all’orizzonte dello sguardo del poeta che ha sofferto l’esilio per “mangiare”, che si è affrancato dalla situazione di “cafone” per riassumerla ora, quasi che allora avesse compiuto un tradimento.

Qua e là si trovano felicissime intuizioni «i ratti afflitti / dall’insonnia dei motori», e ai politici corrotti «Torneremo soli il Sabato / con Rocco e Leonardo / resteremo sempre distanti / partigiani meridionali.», mentre le «rane / recitano inni al silenzio… il Dio che tace / l’anima sversa nell’iride / sale» ; «Noi scalzi sul molo lievi balliamo / insieme, a tempo con le onde».
Mi perdoni D’Alessio per questi furti di pietre preziose.
E anch’io invito a leggervi e a soffermarvi sulla poesia A Dante che mentre piega le stelle ci affida il mare, quasi a dire che lui, Dante, torna a riveder le stelle, a noi è rimasta la meraviglia e la fatica del mare. Ma amo molto la poesia A Maria Giovanna dove forse c’è un verso di troppo (secoli esploratori della vita) ma il resto è poesia nel suo, dettato limpido. E rispettiamo il suo, che è il nostro dolore quando dice di suo nonno Vincenzo e questa incorreggibile fame di vita.

giovedì 28 febbraio 2008

Battiti di ciglia a Gatteo: marzo poetico

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scrivere è vergognoso?

– la vita è la vita, non è un nome né un idolo, né la nemica della poesia – il documento clinico di Saveria: un reportage al posto di un lamento - questioni di lessico: "sconcia stiva" e "lussurioso appuntamento" - e di nuovo: non è necessario che la poesia sia in versi – purché sia poesia

lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/02/28/il-derubato-che-ride-scuola-di-poesia-9

con ogni bene
massimo

Presentazione della Rivista di Poesia STEVE 29-2-08

“Solo nel verso si conserva il fuoco
sprigionato dai raggi dell'amore.”
(Tomaso Kemeny, da: Melody, 1998)


VENERDì 29 FEBBRAIO 2008, ALLE 21,

PRESSO LA SEDE DEL Laboratorio di Poesia (Via Fosse 14 a Modena)

viene presentato al pubblico il numero 33 di STEVE, la rivista di poesia diretta da Carlo Alberto Sitta per le Edizioni del Laboratorio.
Si tratta di un fascicolo denso di interventi poetici e critici (come le “Note sulla poetica di Kemeny” di Guido Monti), con alcuni documenti fotografici sugli eventi dello scorso anno, da PAROLE SUI MURI a Fiumalbo in agosto, al Festival di Filosofia di settembre. Alla presentazione partecipano alcuni degli autori che hanno firmato il numero (Carlo Alberto Sitta, Tomaso Kemeny, Antonello Borra, Rossella Bonfatti, Fabio De Santis, Marco Fregni).

Protagonista di STEVE 33 e della serata è il poeta Tomaso Kemeny, di cui si presenta la biografia per immagini.

Il periodico STEVE, fondato nel 1981, dimostra una forte tenuta nel panorama italiano, dove nessun grosso editore rischia una pubblicazione di livello nel settore. La poesia di cui STEVE è testimonianza è quella dell'oggi, delle tensioni vive di chi affida al testo le sfide del presente. Nuove rubriche e nuovi temi si aggiungono a quelli tradizionali, nella continuità
delle presenze.


Contatti:
Laboratorio di Poesia www.labpoesiamo.it - E.mail: labpoesiamo@libero.it
Tel. 059.236680 - fax 059.281591

La Mosca di Milano propone Ombra e sogno 4-3-08

Martedì 4 Marzo 2008 ore 21,00

Circolo Culturale “Caffè Letterario”
viale Monza 224, MILANO
(MM 1 Precotto, bus 51; ingresso libero)


La Mosca di Milano
rivista di poesia, arte e filosofia

propone una serata sul tema

Ombra e Sogno
Viaggio all'origine della parola

Interventi:
Sogno, immaginario e poesia
(Gabriela Fantato e Luigi Cannillo)

La passione d'amore nella poesia di Marina Cvetaeva
(Pasqualina De Riu)

Esperta di luce: la cinematografia di Alina Marazzi
(Adriana Perotta Rabissi)

Letture dei poeti e scrittori:
Adele Desideri, Patrizia Puleio,
Sergej Rojc e Renato Maria Fondi

Letture in lingua di Laura Cantelmo e Lucilla Arienti
da traduzioni originali dei testi dei poeti
Meena Alexander e Jacques Dupin

Per infomazioni Renato M. Fondi: tel. 022550664 – 3336889071 (Caffè Letterario)

Frane e Frammenti a Forlì 2-4-08

Cari amici,
sono molto felice di potervi annuciare che è appena uscito il mio nuovo libro di poesia dal titolo Frane e Frammenti ed. Lietocolle.

Il libro raccoglie 41 poesie, corredate dalla postfazione di Matteo Zattoni e da una nota di Filippo Amadei.
Vi allego l'immagine della copertina.

Vi anticipo che lo presenterò presso il MUM (MenoUnoMega) del MegaForlì, C.so della Repubblica 144, il giorno mercoledì 2 aprile, ore 18,00.
Per chi fosse interessato ne ho comunque già a disposizione diverse copie.

Grazie.
Stefano Leoni

Alberto Mori a Milano 29-2-08


Quintocortile Viale Col di Lana 8 - 20136 Milano - tel. 338. 800. 7617
segr.telef. 02. 5810. 2441


Evelina Schatz e gli amici della galleria insieme alla cantante russo-cubana Renata Mezenov Sa e il poeta-performer Alberto Mori vi aspettano

venerdì 29 febbraio 2008

alle 19.30 un brindisi per Eugenio

fra le opere anche la sua (a dire il vero piccola, ma è la prima volta)

ALLARME
anno bisestile

a cura di Donatella Airoldi

Nei timori e tremori di un anno bisestile le opere lucide e provocatorie di undici artisti che ci allertano con alcune delle vicende del mondo attuale. Sono bambini crocefissi, guerre fin troppo evidenti, diritti negati, figure capovolte appese per un filo e prossime a precipitare. E sono prati di plastica, colori striduli e ingombranti, scansioni inesorabili di quanto ci circonda e ci incatena.

opere e installazioni di:
Eugenio Alberti Schatz, Nicoletta Crocella, Carla Crosio, Stefania Dalla Torre, Mavi Ferrando, Giorgio Longo/Daniela Miotto, Gianni Marussi, Mario Palmieri, Giuseppe Prenzato, Sergio Sansevrino, Monika Wolf

e-mail : quintocortile @ tiscalinet.it - www.sitart.org/spazi/quintocortile.htm

mercoledì 27 febbraio 2008

I poeti non dormono mai a Bologna 4-3-08

Cari amici,

ricordandovi che sono aperte le iscrizioni per i concorsi "Certamen" e "Aria rubata", i cui bandi sono consultabili sul sito www.centrodipoesia.it vi segnaliamo le seguenti iniziative:


I poeti non dormono mai
Nessuno è mai riuscito a dire
cos’è, nella sua essenza, una rosa.
Giorgio Caproni


Dopo il successo della prima serata, torna l’appuntamento “I poeti non dormono mai” con le giovani voci della poesia italiana, che leggeranno i propri versi, discutendo insieme al pubblico e con la partecipazione del Prof. Alberto Bertoni, che introdurrà e leggerà alcune delle sue ultime poesie. I poeti della seconda serata, che si terrà martedì 4 marzo ore 21.30 presso l’enoteca AltoTasso in Piazza San Francesco 6/d saranno, da Bologna: Roberto Batisti, Alberto Gross, Matteo di Meco e Valentina Pinza; dall’Italia: Franca Mancinelli (Pesaro), Michela Monferrini (Roma) e Michele Porsia (Firenze).

I poeti non dormono mai.
Incontri e letture di
giovani e giovanissimi autori

I Poeti non dormono mai è un progetto nato da un desiderio comune: riuscire ad ottenere uno scambio tra i migliori giovani poeti dell'intera penisola, attraversando tutte le maggiori città italiane, da Bologna a Milano, a Roma, fino a Napoli e Lecce. Le serate vedranno la partecipazione di poeti, professori e critici letterari, che introdurranno i reading e saranno chiamati ad esprimere pareri in merito ai testi dei poeti coinvolti negli incontri.
I giovani poeti, selezionati dal Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna, leggeranno i propri versi a partire dall'inizio del prossimo anno, confrontandosi con il pubblico e accompagnati dalla musica di diverse band e artisti locali, colpi di scena, cultura e divertimento. Chiunque fosse interessato a partecipare e leggere i propri versi, purché abbia un'età pari o inferiore ai 30 anni, invii i propri dati e almeno 10 poesie all'indirizzo poesia@alma.unibo.it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo I più promettenti saranno selezionati dai membri del Centro di Poesia Contemporanea dell'Università di Bologna e prenderanno parte alle letture.


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Due presentazioni del libro Millenario inverno di Guido Monti

v. qui

Luce feconda genera luce a Rimini dal 28-2-08

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)



Cari amici,
siamo lieti di informarvi che domani 28 Febbraio alle ore 16.30 (con replica alle ore 20.15) presso l'Aula Magna dell'ISSR “A. Marvelli”, verrà presentata la Mostra fotografica sulle abbazie romaniche abruzzesi intitolata Luce feconda genera luce, curata da Ardea Montebelli. La mostra sarà visitabile presso i locali del nostro Istituto fino a sabato 22 Marzo 2008.

Cordialmente,
Segreteria ISSR “A. Marvelli”

lunedì 25 febbraio 2008

in forma di donna a Venezia 6-3-08


PASQUALONE primo a “I Versi di Dio”

Con la poesia La scuola del dolore, il poeta francavillese Massimo Pasqualone ha vinto la seconda edizione del premio nazionale di poesia religiosa “I Versi di Dio”, organizzata da Il Clan Verdurin, Associazione Culturale con sede a San Pietro di Feletto (TV), alla quale quest’anno hanno partecipato 140 poeti da tutta Italia.
La cerimonia di premiazione si è tenuta il 24 febbraio 2008 nel Ridotto del Teatro Accademia di Conegliano Veneto, alla presenza del sindaco di Conegliano e della giuria, così composta: presidente Toni Toniato (critico) mons. Piero Coda (teologo), Massimo Donà (filosofo), Giovanni Lugaresi (critico e giornalista), don Gianpiero Moret (direttore de «L’Azione»), Lionello Puppi (storico dell’arte), Paolo Ruffilli (poeta), Antonio Tarzia (direttore Ed. San Paolo) e Michele Zaggia (filosofo). Segretario: Lorenzo Morao (storico).

Docente presso l’Univ. D’Annunzio di Chieti e Pescara, presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “S. Pio X” di Chieti e l’Univ. di Teramo, Pasqualone ha pubblicato tre raccolte di poesie in vernacolo (Che ce ne freg’a me, Paolini Editore, 1992; Vijat’a te, Edizioni Buendia, 1999; A la ddummerze, Edizioni Buendia, 2006) ed una in lingua (Agende Postmoderne, Edizioni Buendia, 2003) e numerosi saggi. È presente in diverse antologie. Al suo attivo più di trenta prefazioni, cinquanta premi per la poesia (tra cui il Premio Penne 1997, il Premio “Città di Canosa Sannita 2002, il “Guido Modena” di San Felice sul Panaro, edizioni 2003-2007), presidenze di giuria. Per la saggistica ha ricevuto il Premio “Progetto Athanor”, il Premio Mumi 2004, il premio G. Pischedda per la critica letteraria, il Premio “Guerriero di Capestrano 2007”.
È direttore artistico del Festival Nazionale della poesia dialettale umoristica di Francavilla al Mare, dell’Università di Tutte le età di Guardiagrele.
Questo il testo della poesia


La scuola del dolore

È la chemio
sospiravi quasi giustificandoti,
senza più capelli, senza più ciglia,
senza nemmeno la barba,
quella dei tempi migliori.

Siamo cresciuti alla scuola del dolore
mi dicevi sorridendo.

Pensavi al tuo ultimo viaggio.

Ma nessun viaggio è definitivo.
Nessuna speranza è vana.

Deposti gli affanni
non si interrompe il cammino:
la strada diventa luce
la vita... salda dimora.

Ricordando Luzi a Firenze 28-2-08

Nella pagina principale del portale www.circoloculturaleluzi.net
abbiamo inserito una news nella quale si comunica che il 28 Febbraio 2008, alle ore 21, a Firenze si commemorerà Mario Luzi deceduto, appunto in tale giorno, nel 2005.
In calce al comunicato abbiamo inserito due poesie in suo onore ed anche la sua ultima poesia "Il termine, la vetta", dettata a Caterina Trombetti, sua amica ed allieva, il giorno prima di morire.
Chi può partecipare alla manifestazione è invitato ad essere presente.
Sarà una serata unica per ricordare il grande epigono dell'ermetismo italiano.
(Salvatore Armando Santoro)

Poesia del Veritas a Trieste 29-2-08



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Poeti e vino in e-book

Sperando vivamente di non fare cosa sgradita, con certo orgoglio vi porto a conoscenza della pubblicazione (fresca fresca) di un e-book contenente un’antologia di poeti contemporanei con testi riguardanti il vino.

il titolo è Nel cristallo un vino astrale e gli autori antologizzati sono:

Maria Luisa Spaziani
Maurizio Cucchi
Giuseppe Conte
Ferruccio Benzoni
Antonella Anedda
Umberto Piersanti
Paolo Ruffilli
Franco Buffoni
Silvio Ramat
Gian Mario Villalta
Giorgio Bàrberi Squarotti
Ennio Cavalli
Roberto Pazzi
Roberto Deidier
Rosaria Lo Russo
Erminia Passannanti
Maria Pia Quintavalla
Alessandro Agostinelli
Antonio Spagnuolo
Arnold de Vos
Claudio Mancini
Tita Paternostro
Giuseppina Tundo Carrozzi
Feliciano Paoli
Maria Luisa Bigai
Domenico Cipriano
Claudia Ruggeri
Rossano Astremo

la rivista editrice è http://www.whipart.it

l’articolo di presentazione con link al pdf è
http://lnx.whipart.it/letteratura/4440/nelcristallounvinoastrale-vino-poesia.html

grazie

Alessandro Canzian

La Gru - Portale di poesia e realtà Febbraio 2008



www.lagru.org

Il trentennio [di Giampiero Marano]
Il mondo senza spettacolo. Poesie inedite di Matteo Zattoni [di Gianluca Pulsoni / Matteo Zattoni]
Enrico Mattei: la via italiana al petrolio [di Fabio Monti]
Per un'amnistia della verità. La ricerca storica di Giovanni Pellegrino e la Commissione Stragi [di Riccardo Fabiani]

Eco Box (su Raccolta)

recensione di Maria Grazia Martina
(v. anche le recensoni di Mara Zanotti e Andrea Rompianesi)

In questa Raccolta il poeta compone lucide emozioni in traslazioni spazio/temporali, tasselli che costruiscono una trama umanizzante del mondo delle cose lasciate, scartate.

Ancora una volta lo sguardo sorveglia al limite dell’in/utile ciò che sembra vanire in trascorrenze verbali, uniche trasposizioni sinestetiche dell’accanto.

Sarebbe riduttivo e semplicistico considerare che il poeta decanti i “RIFIUTI”, il loro squallore fetido, la loro ultima sorpresa in global trend mediatico.

Sono costruzioni mentali di sensazioni razionalizzate in curve, cubi, triangoli, tagli, tragitti, spericolate “raccordanze” di assemblaggi animati a tal punto da farli parlare.

Parlare per noi.

Storicamente il tema del “rifiuto” è articolato, geograficamente e culturalmente, in molteplici declinazioni d’ambito DADA/Surrealista, in cui l’espressione oggettivante dell’oggetto restituiva il palese disprezzo per la creazione e il fascino per ciò che esisteva già come tòpos e “utópos” del quotidiano produttivo.

Qui si tratta di rivelare il reperto del quotidiano aproduttivo/afunzionale.

È chiaro, dunque, il provenire e il divenire da questa variegata imagerie, ma è nella parola che il poeta decostruendo costruisce, attualizza il “funzionamento” connettivo, dalle cose al senso.

La parola è spazio e tempo del decostruire poetico: è spazio in quanto accumulo, è tempo in quanto sentimento malinconico della trasmutazione.

La parola è il contenitore differenziato, una forma in “distribuzione”, in cui tutto appare simultaneo, astratto: variopinta ecobox, parimenti macchina in/utile.

La ricerca nella scrittura si fa scommessa di visualizzazione della bellezza contemporanea, presente, verso la definizione di quel qual cos’altro, oltre la materia decomposta.

La parola scardina l’accumulo, entropica ed estetica, estrapola, isola, rimette all’attenzione dello sguardo lettore, l’altra poesia: “Si scuce sempre qualcosa per uno straccio”.

Una geometria dell’assurdo disordine, scrittura destrutturate, detta, enunciata, atta a scandire, contenere, rimuovere l’invenzione, ed è già obsoleta.

Questo il senso “nuovo” della vanitas scaduta, riciclabile al senso della vita della percorrenza effimera, virtuale, alloggiata in schede per tutti gli usi, esaurite in azioni omologate “merci compatte del deteriore”.

Così Mongo Refus Afball Junk Space divengono nella creazione poetica antieroici eroi di una strana “sporca” fiction di sequenze, travestimenti, geometria de/nominata, alla ribalta, sorpresa “al mattino presto “ quando “la notte si allontana”.

In Raccolta Alberto Mori è testimone dell’accadere casuale, dimostra all’ “onnipotenza” del linguaggio, che gli consente di consegnarci la vita come puro movimento nell’ingranaggio.

AutoAzione/AutomAzione che, paradossalmente, funzionalizza tutto quanto è dismesso, aproduttivo… poietico.


13:58 A. D. 22 febbraio MMVIII



Maria Grazia Martina ha iniziato il suo percorso creativo con la scrittura, interessandosi di critica d’arte. È in seguito approdata alla poesia visiva mediante l'elaborazione di un proprio segno calligrafico ed ha realizzato “non solo libri d’artista”. Ha partecipato a: 51. La biennale di Venezia isola dei poeti, 2005; Biennale Anterem di Poesia, Verona 2005/’07; 52. La biennale di Venezia eventi collaterali, 2007; V Biennale del libro d’artista Città di Cassino 2007. Nata a San Cesario di Lecce, vive a Breganze (VI) dal 1986, è docente di Storia dell'Arte al Liceo “F. Corradini” di Thiene, cura scritti critici per autori di poesia e arte figurativa.

CON…VERSANDO: il 27 feb a Montemiletto



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Continua il singolare viaggio con l’intento di conoscere e divulgare la poesia campana.
Prossimo appuntamento di Con…versando, rassegna itinerante di poesie, mercoledì 27 febbraio, presso il ristorante Patapù, in via XXIV maggio a Montemiletto.
Un’iniziativa di grande spessore culturale, organizzata dalla Consulta delle Pari Opportunità del Comune di Montemiletto, ha esordito con notevole successo il 30 gennaio 2008 e si svolgerà l’ultimo mercoledì di ogni mese fino a dicembre 2008. La rassegna, originale e innovativa, organizzata presso i wine-bar del paese, ospiterà un poeta al mese, creando occasioni d’incontro e confronto sulla produzione poetica campana.
L’appuntamento fissato per il 27 di febbraio prevede la presenza del poeta irpino Raffaele Barbieri, poeta tra i più espressivi della nostra terra. La sua produzione, ricca ed espressiva, gia nota al mondo della critica, pervasa da grande senso morale e civile e ricca di metafore, coinvolgerà il pubblico come è gia successo nel precedente appuntamento con le opere di Antonietta Gnerre.
I versi di Barbieri saranno introdotti dal critico Alessandro Di Napoli e declamati in maniera mirabile dall’attore Enzo Marangelo della scuola Teatro HYPOKRITES di Solfora, accompagnato dalle magiche note d’arpa di Verdiana Leone.
La sperimentazione, a quanto pare ben riuscita, ha il pregevole intento di divulgare la buona poesia di autori locali ma anche di creare uno speciale connubio tra l’arte poetica e teatrale e la promozione turistica ed enogastronomica.
L’auspicio da parte del sindaco Eugenio Abate e degli organizzatori, il Presidente della Consulta delle Pari Opportunità Lucrezia Di Benedetto e la poetessa Antonietta Gnerre è di una maggiore attenzione verso la produzione poetica dell’Irpinia e della Campania, e di un sempre maggiore coinvolgimento di pubblico.
Con…versando, attraverso la poesia per unire conoscenze, esperienze, nuovi orizzonti, superamento dei pregiudizi.
Con…verando per recuperare quella dignità del confronto che rende ogni uomo libero.

Poesia contemporanea in Monza e Brianza



(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

sabato 23 febbraio 2008

Sul convegno di Francavilla

interventi di

Morena Fanti
http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/02/23/il-silenzio

Alessandro Seri
http://alessandroseri.wordpress.com/2008/02/21/il-silenzio-della-poesia

Ottavio Rossani
http://poesia.corriere.it/2008/02/evento-il-silenzio-della-poesi.html

Francesco Accattoli
http://sequestocosmo.wordpress.com/2008/02/16/il-silenzio-della-poesia/

venerdì 22 febbraio 2008

Il silenzio che genera i versi

di Alessandro Ramberti, ispirato all'incontro di Francavilla al Mare

La poesia agli occhi di molti è “vanità” nel senso qoheletiano del termine hèvel: un “fiato” che non sembra avere grande importanza, un vapore che si dissolve presto, senza la capacità di sommuovere che ha la musica né la facilità icastica di uno slogan. Ma forse l’essenza della poesia è proprio qui, nel suo essere sfuggente e impalpabile eppure con una carica concentrata di energia che aspetta solo il lettore attento o abituato alla sue “frequenze”: se la poesia è gratuita, umilmente accolta come una pietra preziosa dal poeta che può (deve) certo lavorarla ma mai possederla, essa può raggiungere tutti e germinare in coloro che hanno orecchi per intenderla… Non credo nelle opere poetiche che siano eminentemente poesie-diario, autoterapeutiche, celebrative, esistenziali, commemorative o di denuncia: se i versi restano troppo vincolati all’occasione, all’evento o ai sentimenti dell’autore, questi rischia, nel migliore dei casi, di fare un buon esercizio di stile e più spesso di annoiare il lettore.
Sia il poeta che la poesia hanno bisogno del silenzio che decanta, prepara, accoglie, genera parole profonde, essenziali, scintille di verità.
Il silenzio è l’humus di una voce poetica autentica, e questa è espressione di un esser-ci in questo mondo, in una data realtà, con la consapevolezza che c'è però dell'altro. Se le nostre vite sono un intreccio di storie (in tutti i sensi che la parola può avere) la poesia ne illumina i nodi (che in senso positivo sono gli incontri e gli eventi che aprono nuovi cammini e prospettive), ma sempre a partire dal vuoto delle maglie in cui ha sede quel silenzio che la lingua, ogni lingua umana, tenta di scandagliare: può riportarne solo qualche eco che comunque investe la realtà impastandola di senso, rivelandola a coloro che vi sono immersi, autentificandone i pensieri e quindi gli atti. I poeti veri sono dei fari che possono aiutarci a navigare l’elusiva superficie senza suono che è la lavagna oltre il tempo in cui sta scritto il destino di ogni uomo. Siamo dunque d’accordo con quanto afferma Gabriela Fantato:

«La poesia che mi preme leggere è quella dove l’Io del poeta sa “farsi umile”, gettandosi nelle cose sino all’oblio di sé stesso tanto da “vivere nella carne” l’incontro con il mondo, direbbe María Zambrano, per conoscerne l’angoscia e la morte, scorgendo però anche la possibilità della gioia e la continuità dell’umano. È da questo “doppio sguardo” che nasce la poesia che ho più volte definito realismo intensivo.» (cfr. “La Mosca di Milano. Le riviste: il canone e il realismo intensivo, in Atti I Fiera dell’Editoria di Poesia, Pozzolo Formigaro, 23 giugno 2007, Format-La clessidra, Novi Ligure, 2007)

Guido Monti a S. Benedetto del Tronto e a Firenze

Venerdì 29 febbraio, a San Benedetto del Tronto, presso l’Hotel Progresso, alle ore 18,30, si terrà l'incontro con l'autore Guido Monti per la presentazione del suo ultimo libro di poesie

Millenario Inverno

All'evento, promosso dal Circolo culturale "Riviera delle Palme" e da "Inner Wheel", interverrà il prof. Antonio D’Isidoro che introdurrà l'opera.

v. anche qui


Mercoledì 5 marzo alle 17.30

nell'ambito degli

INCONTRI LETTERARI ALLE GIUBBE ROSSE
a cura di Massimo Mori

ANDREA GIBELLINI presenta il libro di poesie

Millenario Inverno


di GUIDO MONTI

Book Editore 'Quaderni di Fuoricasa'

Nota critica di ROBERTO GALAVERNI

Di lui ha scritto Alberto Bertoni:«... questa del Millenario Inverno di Guido Monti premia alla fine il lettore complice e paziente, perché ne dispone al movimento le percezioni intime...»

In Collaborazione Col Sindacato Nazionale Scrittori


Guido Monti è nato a S. Benedetto del Tronto (AP) il 25-12-1971. Ha compiuto gli studi universitari a Bologna dove vive attualmente. Ha collaborato con il Centro di Poesia dell’Università di Bologna per la realizzazione di alcuni progetti culturali. Le sue poesie sono apparse nelle riviste «Clandestino», «La Mosca di Milano» e sulla fanzina di Baobab «Laboratorio Giovani Scritture Reggio Emilia» diretto da Giuseppe Caliceti. Ha pubblicato nel 2007 per Book Editore nella collana «Quaderni di Fuoricasa» diretta da Alberto Bertoni Millenario inverno la sua opera prima, finalista ad Orta S.Giulio (Novara) e Chieri, vincitrice al Contini Bonacossi (Prato).

Petr Halmay a Sesto S. Giovanni 29-2-08

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)


"Chi ha paura del Lupo Cattivo?" 28-8-08

Il Circolo Equinozio \"Suona a Genova\"
alla inaugurazione della mostra su Donne e pubblicità

Inaugurazione Giovedì 28 febbraio 2008 alle ore 17,30
www.museopalazzorosso.it/eventiDettaglio.asp

L\'inaugurazione sarà accompagnata da :
musiche originali di Emanuele Scataglini, eseguite alla chitarra dall\'autore;
voce recitante e percussioni: Barbara Rosenberg
lettura di testi originali: Max Parazzini, Serafina Tarantini,
Angelo Galiotto e Ico Gasparri.

\"Biblio poesia\" con il poeta Giancarlo Majorino in zona sette
prossimo appuntamento 27 febbraio 2008 Biblioteca Sicilia via Sacco Milano

Domenica 24 febbraio ore 17.30 ADDIO MIA CONCUBINA di Chen Kaige
A Pero presso lo spazio di via Turati 21 (alla fine una cena insieme)

giovedì 21 febbraio 2008

Premio Cluvium 30-6-08

SETTIMA EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE BIENNALE DI POESIA

“CLUVIUM” 2008
CALVANICO (SA)

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BANDO DI CONCORSO

La PRO-LOCO CALVANICO, con il patrocinio del Comune di Calvanico, la Comunità Montana “Valle dell’Irno”, l’Amministrazione Provinciale di Salerno, l’E.P.T. di Salerno, la Pro-Loco “San Pantaleone” di Montoro Inferiore, organizza la settima edizione del premio “CLUVIUM”.

A. Le sezioni a concorso sono:
1) Poesia inedita in lingua italiana “Pasquale Conforti”;
2) Poesia inedita in napoletano;
3) Poesia edita in lingua italiana o napoletana pubblicata negli ultimi tre anni (2006-2008);
4) Poesia inedita in lingua italiana riservata ai giovani studenti della scuola secondaria superiore, i quali devono accompagnare le opere con certificato di frequenza scolastica;
5) Poesia inedita d’amore in lingua italiana “Biagio Torello”.

B. Possono concorrere al premio poeti di ogni nazionalità con un massimo di n. 3 (tre) poesie a sezione, spillate per gruppo, in n. 7 (sette) copie di cui una completa di generalità, firma ed indirizzo. Per la sezione poesia edita inviare n. 7 (sette) copie del libro di cui una copia con le generalità complete, la firma e l’indirizzo dell’autore. Si può partecipare a più di una sezione.

C. La scadenza per la presentazione delle opere è prevista per il 30 giugno 2008.

D. Per il carattere divulgativo del concorso, saranno inserite nell’Antologia del Premio le prime cento poesie selezionate dalla giuria. I concorrenti interessati potranno prenotare l’antologia versando la quota di 15,00 euro (comprensiva di spese postali) tramite vaglia postale intestato a: dott.ssa Rossella Ferrucci, Largo Martiri della Rivoluzione, 84080 Calvanico (Sa). L’Antologia verrà diffusa gratuitamente nelle scuole secondarie delle province di Salerno e di Avellino e sottoposta alla valutazione critica degli studenti.

E. Le opere vanno inviate alla segreteria del Premio CLUVIUM, PRO-LOCO CALVANICO c/o la Sig.ra Luisa Landi, via Indipendenza, 2 – 84080 Calvanico (Sa), tel. 089 958271 – 338 8569193.

F. La giuria del premio è costituita da: prof. Antonio Conforti, dott. Vincenzo D’Alessio, prof. Francesco Di Geromino, prof.ssa Anna Rotunno, prof.ssa Maria Stella Romano, prof. Carlo Sabbarese.

G. Ai vincitori di ciascuna sezione sarà consegnato un esclusivo cestino di prodotti locali calvanicesi. Agli altri premiati saranno assegnati premi di rappresentanza e pergamene.

H. I primi tre premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori. Gli altri potranno essere recapitati a domicilio previo l’invio delle spese postali.

I. Il concorso e la cerimonia di premiazione, prevista per settembre 2008, saranno diffusi attraverso i canali nazionali e la stampa.

Per ulteriori informazioni: csabbarese@tiscali.it

Calvanico, 18 febbraio 2008
Il presidente
Dott.ssa Rossella Ferrucci

Poesia senza maestri?

Carissimi,

spero di farvi cosa gradita inviandovi in allegato due articoli – uno di Cristina Taglietti, l'altro di Paolo Di Stefano – apparsi il 20 feb 2008 nel «Corriere della Sera».
Credo che la riflessione proposta, in un certo senso, segua quella scia di ragionamenti che da un po' ci sta coinvolgendo nelle Marche e non solo, prova ne è il tema dell'incontro di sabato scorso a Francavilla al Mare.
Mi scuso per la qualità delle immagini, ma scannerizzare la paginona del Corriere è impresa assai ardua. Basta solo aumentare la percentuale di grandezza della pagina pdf e tutto si risolve.
Buone cose a tutti quanti
Un saluto
Francesco Accattoli



La Stanza del Poeta a Itri 29-2-08

Organizzata dalla neonata Associazione Culturale “La Stanza del Poeta”, una lettura di poesia si terrà venerdí 29 febbraio prossimo alle ore 18 a Itri, Via S. Angelo 2 (adiacenze piazza Fra’ Diavolo, presso il Castello), dov’è la sede dell’Associazione (stanzadelpoeta.wordpress.com).
Leggeranno propri testi i poeti Sandra Cervone, Rossella Fusco, Gabriella Scamardella, Amerigo Iannacone, Giuseppe Napolitano e Sefano Sansoni.

Da tre anni Giuseppe Napolitano porta avanti una collana di poesia che porta il nome di «Stanza del Poeta», nella quale sono comparsi finora già 43 volumetti. Ora la «Stanza» diventa un’Associazione. Giuseppe Napolitano, Rossella Fusco, Sandra Cervone e Irene Vallone mettono le loro esperienze nei diversi campi della comunicazione al servizio della poesia. Il 15 febbraio scorso è stata inaugurata a Itri la sede con la presentazione dell’Associazione agli operatori della cultura e dell’informazione. È stao ospite, per l’occasione, il poeta Stelvio Di Spigno, autore di Formazione del bianco (Manni Editore).

Con preghiera di diffusione.
Grazie e alla porssima.
Amerigo Iannacone

Visitate il blog / Vizitu la blogon: amerigoiannacone.wordpress.com

mercoledì 20 febbraio 2008

Urgenza della poesia (Antonio Fiori)

Queste due poesie inedite sembrano un po' svelarci il laboratorio creativo di Antonio Fiori e forse di ogni poeta: «Non sai nemmeno se tu sia l’autore del testo/ (…) / eppure sai dove sei diretto, al cuore che palpita / alla fine, all’inizio, all’inevitabile capoverso.»
Il tocco di ironia e il ritmo sapientamente “martellante” avvolgono il lettore.



Non sai dire di no, non sai quando fermarti
cerchi ancora la mappa, lo stradario dei fatti
imbocchi i vicoli chiusi, ritorni sui passi
non sai se un santo giri i tuoi occhi o i dannati.

Non sai nemmeno se tu sia l’autore del testo
della prima quartina o di questo verso stesso
eppure sai dove sei diretto, al cuore che palpita
alla fine, all’inizio, all’inevitabile capoverso.

***

Una chiamata da fare
qualcuno che attende
un nome da ricordare
qualcosa da rendere
quello che non puoi dire
una porta da aprire

l’urgenza che avevi di vivere
nel verso ancora da scrivere.



Antonio Fiori è nato a Sassari nel 1955. Vive nella sua città, dove svolge l’attività di fiscalista nel settore del credito. Si occupa attivamente di poesia da molti anni ed ha ottenuto riconoscimenti in numerosi premi nazionali per l’inedito; nel 2004 è stato annunciato tra i sette poeti vincitori per la silloge inedita al Premio Montale Europa; per l’edito è stato tra i ventuno finalisti al Premio Camaiore 2003 con la raccolta Sotto mentite spoglie (Manni, 2002). Suoi testi sono apparsi su «L’immaginazione», «Gemellae», «Arte-Incontro», «Sonos & Contos». Collabora in diversi blog letterari e al sito web italialibri.net
È presente nelle agende antologiche Il segreto delle fragole 2004, Il segreto delle fragole 2006 edite da Lietocolle. È incluso nelle antologie Antologia della poesia erotica contemporanea (Atì Editore, 2006), Il corpo segreto – Corpo ed eros nella poesia maschile (Lietocolle, 2008) e Verso i bit – Poesia e computer (2005, Lietocolle). Ha pubblicato: Almeno ogni tanto (L’Officina delle Lettere, a cura di Crocetti ed.,1998-1999), Sotto mentite spoglie (Manni, Lecce, 2002), La quotidiana dose (Lietocolle, 2006). Hanno scritto sulla sua poesia: Maurizio Cucchi, Angelo Mundula, Fabio Simonelli, Roberto Concu Serra, Salvatore Tola, Ignazio Lippolis, Nicola Vacca, Oreste Bonvicini, Antonio Strinna, Giovanni Nuscis, Marco Scalabrino, Franco Fresi, Gianmario Lucini, Pasquale Vitagliano, Nunzio Festa, Gianfranco Fabbri.

Su Raccolta di Alberto Mori

recensione di Mara Zanotti

v. anche qui

Una parola mi continua a tornare in mente dopo aver letto l’ultimo libro di Alberto Mori Raccolta, “marginalità” e la spiegazione di questo non è poi così scontata. Sì perché nono-stante il concetto portante della Raccolta sia il ‘rifiuto’, questo non si limita a essere ‘soggetto’ evidente di molti testi (“Nel rifiuto la parola annusa due volte l’aria./ Solido ed immaterico/ vaporano la forma organica/ mentre lo scarto evitato/ allontanato a lato/ rimane dissoluzione limbale...”), ma abbraccia l’atmosfera compositiva nel suo complesso. Se così ‘marginali’ risultano i luoghi, gli oggetti e persino l’atteggiamento tra chi scrive, osserva, sente, si rapporta a quanto poi si tradurrà in parola, ecco che anche chi legge in qualche modo entra a far parte di questa marginalità in primis attraverso la scelta linguistica compiuta dall’autore: “La mia scrittura non persegue l’aulico ma l’essenziale” afferma lo stesso Mori e l’essenziale, si sa, è “invisibile agli occhi”, ossia riesce ad approdare a qualche cosa di maggiormente percettivo. Anche Massimo Sanelli nella prefazione del testo focalizza l’attenzione sulla scelta linguistica di Mori: “Qui le parole-simbolo della tradizione appaiono una volta sola, senza impegno, come fantasmi... In ogni caso quasi tutti i termini del libro sono detti una volta sola”. E ancora: “Ma la lingua si decompone nel cumulo di rifiuti, in una non-metrica senza ambizioni e senza verso”, si realizza così una perfetta simbiosi tra oggetto e termine. Tornando al concetto-rifiuto è lo stesso Mori che ci ricorda come questo abbia una tradizione artistica e letteraria molto lunga, moltissimi artisti infatti si sono confrontati con essa e sembra una coincidenza ‘al limite’ se i rifiuti, così abituati a vivere ai margini della società, siano divenuti proprio in questi giorni protagonisti della cronaca. Lo ‘sguardo abbassato’ di Mori sulla realtà porta così alla ribalta “ciò che – come la morte – abbonda e che non vogliamo vedere tra noi”. Ma inevitabilmente è proprio questo che ci accoglierà e che attraverso le ‘spoglie’ della nostra vita già ci circonda. Senza nulla togliere alla ricerca e alla sperimentazione, che si traduce sulla pagina anche in autentiche installazioni in versi, Mori ha scelto dunque di continuare, come già da tempo fa, nella sua esplorazione dei ‘non-luoghi’, del marginale appunto, consegnandoci una Raccolta coerente con la sua volontà indagativa che lo sta portando anche a realizzare un video sul concetto di decostruzione. Raccolta non si trova nelle librerie cremasche, per informazioni e ordinazioni www.faraeditore.it

***

nota di lettura di Giorgio Bonacini

Caro Alberto,
ti ringrazio per avermi inviato il tuo ultimo libro.
La tua capacità di formulare in poesia i temi apparentemente più “bassi” è invidiabile. Anche per la visività e la cristallinità del senso: in poesia e in vita.
C'è un mondo vero e profondo e non usuale, pur nella sua quotidianità, in questi tuoi versi esemplari: «Appena assunto infila guanti e comincia. / Agli occhi basta vedere dove / porta lontano la spazzatura.»

È sempre un piacere leggerti.

Un caro saluto.
Giorgio

martedì 19 febbraio 2008

da corpo. di fiati (Patrizia Rigoni)

«un uomo si accende / un fiore rosso in bocca // i miei piedi / radici di questo albero», «l’esistenza è tutto un girare e rigirar di ferri / osservare il recto e la penombra», «Meta. Lassù, e io. Qua. / Verrò, ad aprire i polmoni al cielo», «o ancora la certezza di essere vestita / di parole-piume /che toglieranno peso», «un peso andante mi accompagna»… i versi di questa nuova e inedita raccolta di Patrizia Rigoni sono espressione di una notevole maturità stilistica, anima, natura, corpo, relazioni, rapporti, mente, pensiero, cammino: c'è un po' tutta la vita, riverberata ed essenzializzata in una narrazione poetica di grande efficacia.


Setto

Diritto rovescio
undici anni dopo,
su letti affiancati di metallo
Diritto rovescio
il mio seno non sa di latte
le tue labbra chiedono acqua
Diritto rovescio
piovono di nuovo confetti bianchi sul tavolo
grandine scrosciata dal cielo di fiamma
Diritto rovescio
prendo cura del tuo naso ferito
questo sangue salato di laguna
Diritto rovescio
sono io la malata, e tu che mi curi
figlio che mi dà la mano,
figlio che mi rimetti al mondo
Diritto rovescio
ti faccio un golf di castagne e cammelli
intreccio le dita e i nostri fili di lana
Diritto rovescio
l’esistenza è tutto un girare e rigirar di ferri
osservare il recto e la penombra
Diritto rovescio
questo compiere il tempo è ringraziare
telai certificati di senso i giorni


Cima

Meta. Lassù, e io. Qua.
Verrò, ad aprire i polmoni al cielo
salirò con scarponi tra muschi
scivolerò le dita su genziane

Meta. Lassù, e io. Quasi.
Le unghie piangono il mio sforzo
l’aquila segna il suo tondo di cielo
è un fischio, il suo, il mio un urlo di eco

Meta. Qui. Sotto le mani.
Sono in alto, ho i piedi nudi.
Tutto è piccolo laggiù, io
quassù compio tre anni. Tremila

Con te, madrepadre di certezza immobile
Con te, creatura eretta, che solo ora mi lasci sdraiare


Fragile

Sto dentro di me
come in un uovo
e non so di che cosa
sia fatto questo albume
se la grazia angelica
di un Dio che mi saluta
al risveglio del mattino
se l’incontro con la foce
per un battesimo di futuro
o ancora la certezza di essere vestita
di parole-piume
che toglieranno peso
alle mie dita palmate
e le spingeranno lievi
al crepitio della sorpresa
all’annunciazione dorata
di nuovi soli


Piedi

Sulla terra pianoforte
adagio un ritmo mi solleva
un peso andante mi accompagna
e non posso spezzare unghie senza smalto
l’alluce è il cuore di queste mani
le curve tra dita inquiete
urlano l’estate nella sabbia
e tu lei loro sono solo impronte
che di nuovo calpesto, di nuovo sono
su questa terra pianoforte
chiedo ai fiumi di insegnarmi
a penetrare, a camminare
nell’orma, nell’orma
è gioia e pace la musica


Eclisse

Natale di primavera
palle di luci di nave
accendono il grigio spazio
del mare cielo

suonano le campane
nelle gole degli uccelli

le luminarie accendono
l’albero disegnato
da costa a costa

un uomo si accende
un fiore rosso in bocca

i miei piedi
radici di questo albero



Patrizia Rigoni, nata a Monza e residente a Trieste dal 1998, dal 2000 progetta e conduce laboratori di narrazione e di scrittura autobiografica presso Assessorati alla cultura e alle Pari Opportunità, Province, Distretti scolastici, Associazioni culturali e di volontariato, Dipartimenti di Salute Mentale, Cooperative sociali e Istituti di formazione.
Ha pubblicato: Come tenere l’acqua nella mano (2007 MobyDick), Andature (raccolta di poesie 2006, finalista Premio Morante inediti, secondo classificato al premio Nazionale Fara editore), La luna e le ore (premio Spagnol 2003), Giallotondo (selezione Bancarellino 1996), Il fuoco e la pioggia (1993) e i LibriMano (1989, traduzioni in Francia, Portogallo, Germania, Spagna, America). Ha concluso da poco un nuovo romanzo dal titolo Mettiamo al mondo.
Un altro romanzo inedito: Io avrò i tuoi occhi si è classificato terzo al Premio Nazionale Città Cava de Tirreni. Ha vinto nel 2007 il Premio Internazionale di Poesia Fiur’lini in Olanda con la raccolta Distanze Astrali. Con il materiale dei laboratori autobiografici ha inoltre realizzato i volumi (Una stanza di parole, Melagrana anfora di storie, La strada gialla, In forma di…, Rose, rose, rose, Attenti al lupo, Di senso in senso, Viaggio in carovana, Avevo un paesaggio), i filmati (Parole in movimento, Di senso in senso, Stare fra, Officina 2T) e le mostre (“Attenti al lupo”, “Avevo un paesaggio”).
Per l’Associazione culturale Veritas ha curato la mostra Hetty Hillesum, un cuore pensante.

Radio Pristina

nuova di Lorenzo Mari

Concorso Baderna 31-5-08

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)


Su poesia.corriere.it si parla del Silenzio della poesia


di Ottavio Rossani


Un convegno sul tema Il silenzio della poesia si è tenuto a Francavilla al Mare sabato 16 febbraio, organizzato dalla Fondazione Michetti, con la collaborazione dell'Associazione culturale Alento. Hanno partecipato poeti da tutt'Italia. A condurre la giornata lo scrittore ed editore riminese Alessandro Ramberti (Fara editore), il quale ha dosato i tempi in due sessioni: la mattina gli interventi teorici, il pomeriggio letture di poesie.

Nell'elegante spazio del Museo Michetti (piazza san Domenico, 1 ; www.fondazionemichetti.it), la relazione introduttiva di Massimo Pasqualone ha messo in evidenza la necessità del silenzio nella poesia, come momento di riflessione, come pausa chiarificatrice dei significati. Certo, il titolo in fondo è un ossimoro: preso alla lettera si dovrebbe intendere che la poesia debba fare silenzio, cioè diventare muta, quindi negare se stessa. (…)
(Il resto dell'articolo qui)

lunedì 18 febbraio 2008

Fotoracconto del Silenzio della poesia

Ecco alcune foto della giornata trascorsa a Francavilla al Mare fra silenzio, versi e musica scattate per lo più da Alex Celli e David Aguzzi (che ringrazio e colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Massimo Pasqualone, l'Associazione Alento, Valerio Baldassarre che ci ha guidato nella visita al Museo Michetti, l'Amministrazione comunale nella persona del vicesindaco Giuseppe Pellegrino, il personale del Museo, la Provincia di Chieti, il coro “Emozioni Teatine” e ovviamente i poeti partecipanti, non tutti presenti nelle foto per mancanza di memoria nella mia camera digitale).


nelle vicinanze del MuMi


da sx sono visibili Adele Desideri, Colomba Di Pasquale, Stefano Bianchi, Gianmaria Giannetti e, in primo piano, Stefano Cattani


Alessandro Seri


in primo piano Rita Giurastante


da sx Riccardo Burgazzi, Massimo Pasqualone, Italo Radoccia e Valerio Baldassarre


da sx: Angelo Filippo Jannoni Sebastianini, Carla De Angelis,
Antonietta Gnerre e Alessandro Ramberi



Alessandro Ramberti e Italo Radoccia



alcune foto di Ottavio Rossani e Massimo Pasqualone






Antonietta Gnerre, poetessa irpina, consegna ad Alessandro Ramberti il diploma del Gruppo Culturale “F. Guarini” (con sede in via Sala 27, 83025 Montoro Inferiore, AV) “per il suo impegno nell'ambito della Cultura”, nominandolo socio onorario. Firmato dal fondatore Vincenzo D'Alessio.


panorama di Francavilla al Mare


Alessandro e manifesto della giornata


Luigi (Ass. Culturale Alento), Alessandro e Alex


I primi arrivati (si riconoscono da sx Stefano Bianchi, Caterina Camporesi, Alex Celli)


Primo a destra David Aguzzi



sopra e sotto: il cielo e il mare di Francavilla




Angelo Filippo Jannoni Sebastianini



David Aguzzi, Ottavio Rossani e Massimo Pasqualone




in primo piano Cristian Pretolani


Colomba Di Pasquale


Caterina Camporesi


Carla De Angelis


Alessandro, Alex, Ottavio, Massimo


Luigi e Alex


Alessandro Seri


Adele Desideri e Ottavio Rossani


Adele Desideri

Poeti contemporanei ospita Alberto Mori

http://poeticontemporanei.blogspot.com/2008/02/raccolta-di-alberto-mori.html

Poeti al MuMi di Francavilla 16-2-08

«Francavilla e dintorni» febbraio 2008, p. 2 (cliccare sull'immagine per ingrandirla)




articolo apparso sul «Corriere Romagna» del 16-2-08

FRANCAVILLA AL MARE. Appuntamento abruzzese con vari operatori culturali, poeti, scrittori romagnoli, anch’essi al centro oggi (16 febbraio) dalle 11 presso il Mumi (Museo Michetti) di Francavilla, della giornata di studi e letture dedicata a “Il silenzio della poesia, per ascoltare, riflettere, dialogare”.
Alla sessione mattutina del convegno promosso dalla Fondazione Michetti, in collaborazione con l’Associazione Culturale Alento, che sarà moderato dall’editore e scrittore riminese Alessandro Ramberti, porterà la propria testimonianza Angela Barlotti, attiva da anni a Ravenna nella creazione di biblioteche, centri di documentazione, laboratori di lettura e di poesia, rivolti in modo particolare rivolti a utenti disagiati (detenuti, stranieri) e nella promozione di autori migranti. Seguiranno nel pomeriggio presentazioni e percorsi nelle lettura di autori che dalla Romagna si sono mossi con successo, ricevendo anche numerosi e importanti riconoscimenti, come i santarcangiolesi Alex Celli, che di notte assume l’identità segreta scrittoria di Chicken Breast, e Paola Musio, i riminesi Davide Aguzzi esperto in tecniche della comunicazione, e Stefano Bianchi, di cui è uscito nel 2007 presso Fara il nuovo libro “Le mie scarpe sono sporche di sabbia anche d’inverno”, i forlivesi Stefano Cattani e Stefano Leoni, segnalato da Maurizio Cucchi su “Specchio della Stampa” e “Tuttolibri”.
Caterina Camporesi, che è nata a Sogliano al Rubicone, vive tra Rimini, la Garfagnana e Roma, e ha appena fatto uscire “Solchi e Nodi”, mentre Cristian Pretolani da Forlì è anche lettore e attore di poesie della Compagnia Teatrale “Gli Slan”. Da Ravenna giunge Filippo Amadei, tra i fondatori dell’Associazione “Poliedrica”, nata nell’agosto 2007 con lo scopo di diffondere il messaggio artistico nelle sue molteplici forme. Matteo Zattoni, forlimpopolese, è stato autore per il “Ponte Vecchio” di sillogi di “Poeti romagnoli d’oggi” posti a confronto con Giovanni Pascoli e Charles Baudelaire. (Marcello Tosi)

Su Fiori di vetro

una recensione di Simonetta De Bartolo dal sito culturale L(’)abile traccia

Con gentilezza tutta femminile, Antonietta Gnerre conduce il lettore nella sua galleria di “danze” di ricordi, sentimenti, stati d’animo, emozioni, “nomadi pensieri”, in cui azzurre luci di “speranze/ colme di desideri”, “aquiloni di preghiere” e chiaroscuri di tramonti che pungono fino alle lacrime si alternano con le ombre della solitudine, dell’inesorabile trascorrere del tempo, dello smarrimento e del vuoto esistenziale e si legano, in una felice continuità espressiva, e della storia dell’anima, a immagini che, prescindendo da normali rapporti logici, senza per questo generare artificiose giustapposizioni, sorprendono per l’originalità delle similitudini e delle associazioni di parole cariche di suoni, profumi, sapori. Il recupero memoriale, come ricerca del senso della vita, rende vago ed indefinito, addolcisce il passato triste, lo “felpa” nel sogno, riscalda di danze il rigore invernale, inebria lo spirito, diventa malinconia che si affida alle acque dell’Oceano, è voce, che ritorna, di un amore, Mario, che si fonde col sole, con Dio e, nello stesso tempo, genera la paura della morte, del non esserci per poterlo perpetuare in eterno.
Se la vitrea fragilità della luce, dei cieli, della pioggia, degli esili steli, dei “friabili [...] rami lunari” è, per la poetessa, dura, immutabile e dolorosa realtà dell’esistente, se l’inverno del vivere erige contro di noi “un muro normanno” e la morte ed il tempo cancellano le “voci umane” e mute giacciono “le pietre sacre dei popoli” sotto la luna che le addormenta, di contro “l’arida steppa” torna a rifiorire “nell’affanno delle spine”, sulle quali avanza la salvezza della storia, e l’anima s’annega nell’immensità rassicurante e consolatrice della fede, squarcia i cieli e trova il varco verso Dio.
La sofferenza dell’esistere, dignitosamente accettata, non cede al vittimismo e ai toni melodrammatici e, pur nutrendosi di autunnali nostalgie e pianto, prende la sua giusta dimora nell’essenzialità di una poesia rivelatrice dell’interiorità, libera dal peso di strutture erudite e da inutili ed ingombranti ornamenti, soffusa di spiritualità, proiettata verso l’infinito e l’universale, in un’identità d’ispirazione ed espressione, in cui la ricerca della parola, la rinuncia alla punteggiatura e l’uso di particolari figure retoriche non sono puro esercizio formale, né ostentato esperimento tecnico fine a se stesso, ma fanno parte di un inevitabile, quanto naturale, travaglio creativo.
Una poesia sorvegliata ed equilibrata, in cui un attento lettore se pur rinviene qualche eco leopardiana (“questa aria benigna”; la presenza della luna) o manzoniana (il dolce tormento amoroso, le preghiere e il chiostro; il nome assente alla mente che ritorna), si rende conto da subito della maturità di uno stile personale, moderno ed inconfondibile; una poesia in cui gli affetti familiari, fortemente vissuti, sono pudicamente accennati, in cui prende posto l’amore sofferto (“si spacca il mio cuore”) per la propria terra, “album di radici amare”, per il “Sud dei tormenti”, ora avvolto in un’atmosfera di sogno, ora dimenticato, immerso nel sonno di “lunghi meriggi”, di silenzi invernali, ora culla di un potere che nega i diritti alla povera gente, ora catturante col verde dell’Irpinia, abbagliante con le rive scolpite di luce della Puglia, infine ricordo capace di “ripulire le lacrime dell’inverno”.
Ma la poesia si sostanzia di universali valenze etiche, diventa inappellabile condanna della guerra, della pedofilia, condanna e doloroso, silenzioso ricordo degli orrori nazisti, amara constatazione della sofferenza umana nel “fosso di questo secolo”; infine, consapevolezza che “sopravvive a se stesso il poeta” e che “vigila l’eternità sulle ossa distillate/ quando galoppano le parole/ nella selva dei cipressi”.

scheda de libro qui
v. anche qui e qui

Pasqualone vince “I verso di Dio"

Con la poesia La scuola del dolore il poeta francavillese Massimo Pasqualone ha vinto la seconda edizione del premio nazionale di poesia “I versi di Dio».

La premiazione si terrà domenica 24 alle 11.30
presso il ridotto del Teatro Accademia di Conegliano Veneto.

Complimenti a Massimo!

scuola di poesia 8

«Infatti si legge bene solo ciò che è scritto bene: ogni volta che ti mancherà il fiato, capirai che quel testo è brutto o scritto male (cioè: scritto per un corpo-lettore inesistente, da un corpo-scrittore che ha scritto solo con le dita).»

confessioni operative e biografiche - come si potrebbe leggere una poesia [e un criterio respiratorio ed empirico per riconoscere un buon testo: quello che non ti ruba il fiato] - la poesia che piace al mondo non è scritta in versi o non si presenta come versi, ma è poesia *vera* - eppure noi ci ostiniamo a scrivere versi su carta - un omaggio non polemico a Baglioni - e altre cose

lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/02/15/

e il bene, sempre

massimo

venerdì 15 febbraio 2008

L’Arcadia di Jacopo Sannazaro e di Lope de Vega

recensione di Vincenzo D'Alessio (G.C.F. Guarini)
via Sala 29 - frazione S. Felice
83025 Montoro Inferiore (AV)

Sono trascorsi esattamente 42 anni dall’uscita presso l’editore napoletano Fausto Fiorentino del saggio, in volume, L’Arcadia di Jacopo Sannazaro e di Lope de Vega scritto da monsignor Michele Ricciardelli.
Nella premessa al volume, il chiarissimo professore Antonio Altamura, filologo, ricercatore del dialetto napoletano, scrittore molto noto nel panorama letterario nazionale, definisce con queste parole don Michele: «Nato in Italia (dove si è laureato in Lettere e giornalismo), dopo la seconda guerra mondiale si stabilì in Brasile, insegnando in diversi istituti superiori. Trasferitosi negli Stati Uniti, vi conseguì il dottorato in Lingue e letterature romanze, che tuttora insegna in Florida, nell’Università di Tallahassee.»
Il resto dell’esistenza di monsignor Ricciardelli ci è nota perché si è svolta in mezzo a noi.
Il saggio critico, che in appendice reca una bibliografia che spazia su tutto il panorama letterario italo-spagnolo-portoghese, è un grande contributo filologico per conoscere gli autori che si sono mossi all’intero del “siglo de oro” prendendo spunti, se preferite proseguendo, dalle orme dei grandi scrittori italiani del Rinascimento.
Scopriamo in questo lavoro che il mito “bucolico”, di derivazione virgiliana, si affaccia in “un mondo fantastico, in cui l’anima del poeta va errando, malata d’amore”. Viene messa in luce la forza della lingua italiana in ambito napoletano, considerando la città di Napoli come luogo privilegiato d’incontro tra la cultura spagnola e quella italiana, sul finire del XVI secolo.
Ricciardelli lavora su un testo letterario che molta critica ha definito “superficiale, leggero, che apporta poche novità”. Invece l’Arcadia di Lope di Vega, partendo da quella di Sannazaro, aggiunge alla tradizione letteraria iniziale, un luogo deputato, che è la Spagna del suo tempo, e innalza i ruoli dei personaggi ai ruoli consoni alle proprie vicende umane e sociali. Quindi è riscontrabile un’autobiografia giovanile di Lope de Vega nei personaggi che si avvicendano nella sua Arcadia.
Il valore filologico del Nostro non si arresta però alla suprema forma critica accessibile solo agli addetti ai lavori. Egli riprende i modelli morali che l’Arcadia di Sannazaro e di Lope di Vega suggeriscono; affronta l’evolversi di quel mondo “aureo” accostandolo alle vicissitudini che l’Arte ha avuto nel corso di quattrocento anni di storia letteraria. Il mondo arcadico è per Ricciardelli il quotidiano, sobrio e umile, che la civiltà umana dovrebbe conoscere. Non un mondo sognato che si frantuma contro i dolori della realtà. Ma un mondo in cui la morale riporti i contemporanei agli antichi costumi e alla Fede degli antenati.
Possiamo cogliere, a distanza di anni, cioè nel 1990, per l’uscita del libro Il minuto più lungo della vita presso il Cento Culturale Orizzonte 2000, fondato dal stesso, il messaggio chiave già avidenziato dal professore Altamura nella premessa al saggio sull’Arcadia. Riprendendolo dai versi del “Pantheon Solophranum” del teologo canonico Antonio Giliberti: «Solofra, che vivano in questo luogo / i tuoi figli continuamente / una vita felice; e nello stesso tempo / rifioriscano i costumi e la Religione / degli Antenati.»
Ricciardelli ha lavorato con “sagacia e misura” intorno ad un autore e al suo testo restituendo all’Arcadia il giusto ruolo che ancora oggi potrebbe svolgere, all’interno di una società contemporanea, dove il travaglio dell’esistere attanaglia l’intero genere umano.
I pastori istruiti, cioè quella parte più lontana dalla partecipazione cittadina, sono gli uomini di ogni secolo invitati al Convivio delle Arti, alla frantumazione della solitudine, all’inversione della tendenza alla sopraffazione dell’altro pur di possedere. Non un testo che invita all’abbandono in un mondo irreale e trasognato. Un testo critico con una lunga ricerca alle spalle che illumina i due autori tra Umanesimo e Rinascimento che riporta ai giorni nostri l’insegnamento e l’invito ad avvicinarsi a quel mondo “arcadico”: vicini alla Natura e alle aspirazioni di un mondo “in pace” con il creato.

Devo resistere…

Nuove di Marco Milone qui

giovedì 14 febbraio 2008

anarchica.net

Carissima/o,
Alcuni aggiornamenti importanti
1.La campagna abbonamenti di Anarchica va a gonfie vele. Abbiamo al momento raggiunto la somma di 240 euro senza contare i contributi in forza lavoro per l'allestimento e la gestione del sito. Se non hai sganciato, c'è sempre tempo…

2. Fra un paio di settimane - giorno più giorno meno- cominceremo a caricare il materiale che vorrai mandarci sulla nostra sede virtuale. Prepara dunque un documento PDF e spediscilo a questo indirizzo. L'idea è che ognuno della coop abbia una pagina con il suo materiale artistico. Esempio: Pinco Pallino avrà www.anarchica.net/pincopallino . Se riusciamo a costruire un archivio decente da presentare a Bologna sarebbe un altro passo concreto verso il nostro progetto cooperativo. Ricordiamo che il materiale non e' limitato soltanto alla parola scritta- son ben accetti foto, video, riproduzioni di quadri, schizzi, etc.

3. Stiamo cercando di organizzarci come cooperativa europea per avere accesso ai fondi ed espandere il nostro impatto culturale. Se hai idee e suggerimenti (conoscenze, intrallazzi ecc.) non esitare a contattarci.

--
www.anarchica.net
anarchica@gmail.com

I media siamo noi

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)


sembra ovvio e banale, ma non è così. mentre prima ci dovevamo sorbire ciò che non ci piaceva, adesso possiamo proporre ciò che vogliamo...

dico questo perchè mi sono arrivati 2 video dedicati a POESIE SENZA ADSL.

i video sono amaoriali, ma il delirio è da professionisti.

vi invito a vederli:

percezionesociopatica.blogspot.com/2008/02/poesie-senza-adsl-da-paura.html

percezionesociopatica.blogspot.com/2008/02/ii-book-traile-by-pulp-70.html

poi a tutti coloro che hanno amici a rimini chiedo di diffondere la locandina qui sopra.

comunque anche per chi è lontano c'è una possibilià di seguire i nostri eventi, perchè, PER LA PRIMA VOLTA, presenteremo il libro, il 22 alle 21 in diretta tv sul sito ESKATOS con uno streaming di tutto rispetto.

trovate tutte le info nella locandina!

giro


Non mi sono mai impegnato in un'azione senza avere prima studiato la ritirata;
d'altro canto, non sono mai entrato in un posto con l'intenzione di uscire
correndo.

Crispim da Costa a Tolentino 21-2-08



info: www.myspace.com/rampeperalianti

Camporesi, Solchi e Nodi

recensione di Alessio Brandolini
pubblicata nel blog I libri in testa
mercoledì, 13 febbraio 2008


Solchi e Nodi è il titolo dell'ultima raccolta poetica di Caterina Camporesi, uscita all'inizio di quest'anno e pubblicata da Fara. Pur diviso in due parti (la prima dà il nome al libro e la seconda s'intitola - rimanendo in tema - “Nodi del tempo”) questo lavoro poetico ha la sua peculiarità nella compattezza tematica e linguistica, e in tal senso è preferibile parlare di “libro di poesia” anziché di “raccolta poetica”, tant'è che i testi, tra l'altro, sono senza titolo e non hanno maiuscole né punti finali. Camporesi in Duende (Marsilio, 2003) aveva dato prova d'abilità costruttiva e, insieme, d'una sensibilità poetica femminile tesa a inserire nella lingua le tensioni (sia i fuochi che le docce fredde) della vita quotidiana, i desideri, le aspettative, le delusioni: lavorando molto sul verso, sull'essenzialità e i suoni delle parole. Qui c'è una continuazione in tal senso e il duende seguita ad agitare «acque di giada» e i riferimenti a García Lorca s'estendono alla cultura ispanoamericana (al «corazón de los Andes»), ma la ricerca porta l'autrice ad asciugare ancor più i versi, a renderli percussivi e taglienti, d'un suono più forte e vibrante, pur abusando, a volte, d'assonanze e alliterazioni o delle rime interne («indiviso divino», «malonda in malora»). Voglio dire che la musicalità di questa poesia tende a farsi stridula nonostante i tanti endecasillabi, o eccessivamente acuta, come se al canto a un certo punto venisse meno la giusta intonazione. Questo però significa che Camporesi ha coraggio da vendere: si mette in gioco, rischia, allarga lo sguardo alla «vita esiliata», in cerca d'una poesia che possa concentrare (e concertare) suoni innovativi, quelli che provengono dal profondo, dall'inconscio, dagli enigmi e dai misteri, dai buchi neri, dagli spazi inconsueti della solitudine che rimastica il vissuto con la «bocca spinata», dai silenzi (non esistono due silenzi che possano assomiglarsi), dalle «anguste catacombe», dai sogni.

Sarebbe banale chiudere con il dire che la poesia di Caterina Camporesi invita alla riflessione, perché leggere questo libro è annodarsi e scioglersi allo stesso tempo, tracciare un solco nella pagina bianca, nel pensiero, nel proprio cuore. Attraversare «il male in burrasca» (il male è uno dei temi riccorenti, così come quello dei misteri che circondano la vita, le cose, i gesti) con versi così acuminati e spinosi che poco s'aprono al canto, che nulla concedono alla facile sonorità lirica, che usano, come accade in molti compositori contemporanei, rumori e silenzi («rumori aperti al canto / in salti di luce nei corpi») e impastano «azzurro e fango», non consola né suscita emozioni “euforiche”, però molto aiuta a non disperdersi, ad allenare la memoria, a tenersi aggrappati con leggerezza alla vita, che «si colma / svuotandola».

*
salescende la luna tra calli e ponti
tesse mutamenti sciogliendo giuramenti

l'universo intanto invano stupisce
serrando il male in trappole d'inganni

*

sulla pagina bianca saettano flutti
dal male in burrasca

in urne di fuoco
si disseminano ceneri

si manifesta la vita
in versi fosforescenti

*
si fa mondo il girotondo
quando tutti cadono a terra

cala il silenzio
disperdendo gemiti

*

muore l'orizzone
sul molo dei millenni

rotolano idee in ogni dove
accerchiano indizi e insidie

opaco il mistero continua
ad imperare

*

allarga lo sguardo
la vita esiliata

si ricrea nelle celle del pensiero
sconfinando in distese d'abissi

*

un c(')ero malfermo
l'inverno

domande neonate in colte strofe
cercano nidi in spalancati cieli

aliti ghiacci condensano
impalpabili aurore

sepolte primavere
sollecitano millepiedi in tarlati prati

sospende la vita il suo dolore
in aiuole dove il fango si fa colore

mercoledì 13 febbraio 2008

Gladys Basagoitia a Tolentino

Un ponte di parole tra gli uomini

7 Febbraio, 2008 a 10:35 am

di Marco Di Pasquale

Il primo incontro con l’autore della rassegna Abbracci di culture ci ha fatto conoscere il personaggio particolarmente intenso ed appassionato di Gladys Basagoitia, poetessa peruviana ormai da tanti anni in Italia. Gladys arriva in Italia a causa della sua passione civile: viene infatti costretta a fuggire dal Perù perché legata alla protesta studentesca, e si stabilisce definitivamente nel nostro paese, trovando accoglienza ma soprattutto rimboccandosi le maniche per poter sopravvivere. Insieme al figlio conduce una vita travagliata, e la strada percorsa dalla sua poesia riflette appieno queste dificoltà. Ma, alla fine, la necessità di dire, di de-scrivere il proprio mondo emotivo ha avuto la meglio sulla prosaicità dell’esistenza e Gladys ha permesso alla poesia che in precedenza aveva custodito nella sua memoria, di venir fuori e mostrarsi. Da quel momento in poi prende avvio una notevole carriera di scrittrice e di attrice nel teatro politico e di protesta che porta la Basagoitia ad ottenere numerosi riconoscimenti. (…)

Leggi il resto qui

Federico Federici

È uscito il nuovo e-book della collana di poesia le betulle nane di PaginaZero

Schemi dell'ombra di Federico Federici

qui: rivistapaginazero.wordpress.com/2008/02/12/e-book-federico-federici

Bando di Poesia e Narrativa Città di Montieri 30-6-08

Il Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano (GR), con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Grosseto, del Comune di Montieri, della Presidenza della Comunità Montana delle Colline Metallifere e della Presidenza LAV-Lega Antivivisezione, indice il

4° Bando Europeo 2008 di Poesia e Narrativa Città di Montieri
(Scadenza 30 Giugno 2008)

Il Bando si articola su tre sezioni:

• Poesia e Narrativa a tema libero per opere edite o inedite, con premio speciale della Comunità Montana delle Colline Metallifere alla migliore opera che avrà come argomento La Miniera e premio speciale del Circolo Culturale Mario Luzi, in collaborazione con la LAV, ad un’opera che affronterà un tematica attinente gli animali;
• Poesia o Narrativa (graduatoria unica) per opere edite o inedite sul tema “L'Europa” per sensibilizzare i concorrenti e l'opinione pubblica sui valori fondamentali del Federalismo Europeo, con premio speciale per la migliore opera giovanile.
• Teatro: premio speciale (medaglia d’argento in bagno d’oro, mezza pensione di due giorni e rimborso forfettario di Euro 50,00 per spese di viaggio) da parte della Compagnia Teatrale “La Combriccola” di Boccheggiano(GR) per la migliore opera teatrale (con cessione dei diritti di utilizzo).

PREMI:
• Soggiorno di mezza pensione o pernottamento da due ad un giorno, in albergo o in agriturismo, con un contributo forfettario di Euro 50,00 quale rimborso spese di viaggio, per il primo, secondo e terzo classificato di ogni sezione.
• Medaglia d’argento in bagno d’oro per i primi classificati e medaglia d’argento per i secondi e terzi classificati per ognuna delle tre sezioni di cui si compone il Bando.
• Diploma o targhe per i 24 finalisti, che saranno messi a disposizione dalla Presidenza del Circolo Culturale Luzi (Sezione Europa), dalla LAV (Sezione animali) e dalle Istituzioni territoriali, regionali ed europee, che patrocineranno il Bando.
(I premi potranno subire modifiche se non si raggiungerà la quota minima di almeno 200 concorrenti)
Il regolamento del bando, a partire dal 1° Febbraio 2008, potrà essere:
• scaricato dal sito www.circoloculturaleluzi.net;
• richiesto per posta al Circolo Culturale Mario Luzi - Via Costa Ripida, 6 58026 Boccheggiano (GR); (allegando una busta affrancata per la risposta con l'indirizzo del concorrente);
• richiesto tramite e-mail a: s.a.santoro@circoloculturaleluzi.net

ESCLUSIONI:
• I concorrenti, che si sono classificati al 1° posto nelle edizioni 2006 e 2007, sono preclusi dal partecipare al Bando fino al 2009 nella stessa sezione in cui sono risultati vincitori, mentre possono concorrere per le altre sezioni.
SONO ESCLUSE DAL BANDO ANCHE LE OPERE PRIME CLASSIFICATE IN ALTRI CONCORSI LETTERARI NAZIONALI, PENA LA DECADENZA DAL DIRITTO AI PREMI.
La premiazione si effettuerà Sabato 27 Settembre 2008 alle ore 16
presso il Teatro Comunale di Boccheggiano (GR)

Per informazioni telefonare allo 0566.998153 oppure al 340.9740657(Coop-voice) o 339.1844334 (Tim), dopo le ore 14.

IL PRESIDENTE DEL CIRCOLO
(Dott. Santoro Salvatore Armando)

martedì 12 febbraio 2008

Già i miei reni spingono cantando (Fabio Sabbi)

Un approccio vitalistico e sensuale sembra dare il là a queste poesie di Fabio Sabbi. Inevitabile però che questo impeto si scontri con una certa malinconia, con un ennui appena emergente eppure largamente spolverato su queste parole dal ritmo curato e musicale: «sono stato capace d'amare / mentre il sole / mi scaldava quel sangue, / e me l'asciugava sulla pelle» (L'Arena); «guardo i vecchi, come sono circondati / dalle loro ombre giovani che gli / danzano attorno, / ed hanno ora gl’occhi acuti del tempo / portati dalle gambe di quel giovane vento» (Non invecchierai, mai).


Placarti
03/09/2003

Non accendere quella luce
rossa,
lascia la catenella dell’interruttore
appena un istante prima,
già i miei reni spingono cantando
dalla schiena
e non potrei frenarmi sul ciglio
non saprei inventare la bugia
il bel cantico
più inverosimilmente vero
che mi plachi
placandoti.


L'Arena
18/10/2000

Sono entrato nell'arena,
solo, spaurito,
la folla acclamava, denigrava,
la folla voleva l'anima
chiedeva pezzi di me,
così, quando le feritoie
si sono alzate, sono entrato.
Ho combattuto a lungo,
per molto tempo,
ho lottato con loro
e con te,
come lotto per la vita
e per l'amore,
e non avrei potuto vincere,
sapevo che avrei ceduto
al primo o nell'ultimo duello
ma nonostante questo,
nell'ultimo istante che mi è stato offerto,
mentre il sangue freddo
mi sgorgava dalla pelle,
ho sentito,
mi sono steso,
sono stato capace d'amare
mentre il sole
mi scaldava quel sangue,
e me l'asciugava sulla pelle.


Non invecchierai, mai

21/04/2001

Non invecchierai, mai,
perché io sono nato per te
e non s’invecchia mai
finché c’è qualcuno che veramente ti ama;
guardo i vecchi, come sono circondati
dalle loro ombre giovani che gli
danzano attorno,
ed hanno ora gl’occhi acuti del tempo
portati dalle gambe di quel giovane vento,
pensa a te, anche dopo che mi
avrai rifiutato,
pensa a quelle figure invisibili
che ti balleranno accanto,
alle quali ad unirsi le mie continueranno
danzando,
e le prenderanno
cadendo.



Le disperazioni più umili
06/05/2003

Abbiate pazienza,
ma avete mai fatto caso
a quell’orario tra la sera e la notte
nella bruma
quando sembra che si spengano
le lotte?
Avete fatto caso proprio lì
quando ti rimangono
i soli pochi affetti di ognuno
e tutte le cose smettono
di esser malmenate?
quando il silenzio giovane cammina ancora malfermo
ma certo ad ascoltare le disperazioni più umili,
a me i denti cominciano a contrarsi,
e non riesco a resistere.


Fabio Sabbi è nato a Roma nel 1977. Ha pubblicato resso Le Edizioni Del Leone di Spinea Venezia le raccolte poetiche Odore di Sangue, 2001 (recensita da Vincenzo Cerami su «Repubblica» del 7/2002) e Raramente la Verità, 2004 (recensita da Carmelo Depetro su Radio Rai novità libri e Giuseppina Luongo Bartolini su Punto di Vista, Literary.it, Libreria Padovana Editrice). Compare nell'antologia poetica L'Amore, L'Amicizia (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005) e su varie riviste telematiche tra cui: lastampa.it, sagarana.net, poesia.vulgo.net
È tra i vincitori del 1° Concorso letterario "Universi" - Sezione Poesia - bandito dall'Ente Teatrale Italiano e dall'Università degli Studi di Tor Vergata, Roma, 2006.
Attualmente collabora con la Casa Editrice romana Editoriale Italiana.

Sanchini e Mancinelli a Pesaro 21-2-08



Giovedì 21 febbraio ore 18:00
Biblioteca San Giovanni, Pesaro

Presentazione dei libri di poesia:

Interrail di Stefano Sanchini

Mala kruna di Franca Mancinelli

introduzione Gianni D'Elia
accompagnamento musicale Alessandro Buccioletti

Ascolta la silenziosa esplosione del fiore (Stefano Sanchini)

La poesia di Stefano Sanchini, anche in questi nuovi versi, è intrisa di vita: si chiede e ci chiede il senso di quanto accade, indaga le crepe dell'individio e della società glocale… grida, si arrabbia, si infiamma, nelle sue rimtiche parole di denuncia, ma sa anche sorridere, ironizzare, accarezzare in brani idillici in qualche modo oggettivati: «Dispiegare le ali e volare / non è facile, lasciare le terre / che hanno udito il primo canto / quando l’alba col suo guanto / ti rinfresca le piume sonnolenti, // è la fame che senti, più forte / del petto che edifica il nido» (Emigrazione); «Sulle strade nuove sempre si incontrano / vecchi amici che dai naufragi tornano» (Le colline di Chagall); «tante domande fanno i bambini / l’adulto ha sempre pronte risposte / anche se sbaglia, ma perché la neve ora // s'è sciolta senza porsi alcuna domanda?» (Quasi come acqua nell’acqua).


L’uomo e i quattro elementi


Il paesaggio che ti circonda è innamorato di te
e tu te ne accorgi nei giorni d’amore
quando incontri la donna che colma il tuo cuore
quant’è piccolo il tuo cuore, o quanto distratto sei,
il tuo respiro sta sulle foglie degli alberi
e tu ti senti il protagonista del mondo e del mondo
inventato, che chiami il regno dei cieli, tu che sei
la morale e la legge, cosa saresti senza l’acqua
che si dona a te e tu inquini, costruttore di bombe
ascolta la silenziosa esplosione del fiore
che col suo odore e colore guarisce i tuoi mali.
La natura tutta, si manifesta in profonda armonia,
persino la morte, tu invece sei lo strumento stonato
in questo grande concerto, che nulla chiede in cambio
e non conosce denaro. Riscopri sotto i tuoi sterili cementi
la terra che il tuo cibo ti offre e quello degli altri viventi,
lei nasconde il fuoco che non solo ti scalda, ma ogni cosa
trasforma e tutto rinnova. Tu padre dei nomi, figlio
del linguaggio che parli, fermati e taci!

Oggi io sono fertile…


Emigrazione

Al mio simile, lo straniero e ai suoi occhi che hanno visto ciò che non conosco

Dispiegare le ali e volare
non è facile, lasciare le terre
che hanno udito il primo canto
quando l’alba col suo guanto
ti rinfresca le piume sonnolenti,

è la fame che senti, più forte
del petto che edifica il nido,
a metterti sulle calde correnti
in cerca di cibo o del destino,
anatra airone cenerino

e rondine, vi siamo compagni.
Lungo, è ancora il viaggio
non bisogna affidarsi al cielo
ma restare uniti, si deve
sull’improvvisa neve sulla forza

che cede, ché profondo è il mare
non ci si può nel fondo volare.
Così noi si va, senza sapere
di quali bestie saremo prede…


Le colline di Chagall

Sulle strade nuove sempre si incontrano
vecchi amici che dai naufragi tornano
felici, alle colline di Chagall

caldi dipinti di chi sa di non stare
tra i vincitori o i vinti.
Qua si guarda la luna che ti guarda.

Il poeta è sul ciglio della strada
prende appunti sul suo taccuino
cresce il grano, tanti

sulle panchine attendono la morte
questo vino forte che fa paura
offri al tuo vicino, non è la sorte

è il terrore in cui cresce l’assassino
è la tua bomba che ritorna
dai paesi sconosciuti dell’oriente

crollano nella babele del potente
le torri in ferro vetro, la bomba
che rimbomba da Madrid e poi

a Londra nella metro, è la stagione
triste, della fecondazione artificiale
si modifica il seme

e non sappiamo ancora seminare
aride terre fioriscono fiori del male


*****


Sotto le stelle andare in bicicletta
sulla città che dorme, col mare
che ti aspetta, al molo incontrarsi
o in altri luoghi furtivi

per sentirsi vivi, il piacere di parlare
o restarsene in silenzio, ad accogliere
la brezza come fosse la carezza
della donna ormai lontana.

Evitare nei fine settimana
i locali della notte, dove tra chimiche sostanze
aperitivi colorati, si finisce a fare a botte
ad essere ammazzati, ché già

ogni giorno un po’ si muore
nel millennio che ti bombarda il cuore,
e tu cerchi la facile rima
in questi anni difficili, ecco l’impegno

denunciare tutto quanto lo sdegno
verso la civiltà incivile, che prima
della parola utilizza il soldo e poi
il fucile… e poi pensi e ci pensi

alla telefonata amica di Gianni D’Elia
che ti risolve l’apatia, proprio l’11 settembre
allora ci pensi e ci pensi, che l’esplosioni
non sempre, portano il male e la morte

proprio adesso, che le giornate son più corte
vedi della campana tua di vetro
la crepa, così ritorni al metro
per cercare di imprimere nel verso

il respiro, del sentimento diverso
che sia utile anche ad altri
e sia più forte di ogni vento…


*****


Generata dal fuoco erosa dal vento
purificata nell’acqua, la pietra
dal cuore duro che non inganna

insanguinata da mille battaglie
allo stesso modo indifferente al pianto
del pastore, alla preghiera del santo

ascoltò i gemiti d’amore
le vendette, e l’uomo che solo
e da solo scelse la morte

generazioni le passarono accanto
e lei rimase lì, dove già era, prima
delle stagioni, di cui mai ebbe timore

più impassibile di qualunque asceta
più solitaria di ogni eremita
al di là del bene e del male la pietra

fu il primo utensile, che al primate
fece più familiare il mondo,
arma, che da preda predatore lo rese

dalle tempeste e dal gelo dell’Appennino
trovò in lei riparo il contadino
e le parole di lui, si rifugiarono in lei

e poi si fecero fuoco
quando decise di ribellarsi
all’ingiustizie e all’infamia dei re

così parlano a me la pietre
quando a questi ruderi torno
qui conosco ciò che non sono

lascio il vino la chitarra e il canto
a te pietra che vita non hai
ma Dio solo ti è pari nell’anima…



Quasi come acqua nell’acqua

Pensavo alla neve sul tetto che il sole
di un marzo ancora non caldo scioglieva,
lo stupore che si prova nel petto
quando il paesaggio tutto s’imbianca,

sentivo la grondaia gocciare
immaginavo la goccia che scende
si ferma e di come infine scelga di unirsi
a una goccia piuttosto che a un’altra

il tutto fluiva in un rivolo d’acqua,
tante domande fanno i bambini
l’adulto ha sempre pronte risposte
anche se sbaglia, ma perché la neve ora

s'è sciolta senza porsi alcuna domanda?



Stefano Sanchini è nato a Pesaro nel 1976. Ha pubblicato sue poesie in riviste e suoi testi sono apparsi nel volume L’arcano fascino dell’amore tradito, omaggio a Dario Bellezza edito da Giulio Perrone editore 2006, nelle antologie Logos Giulio Perrone editore, in Poeti underground, Saggiatore 2006. Ha pubblicato il libro di poesie Interrail, Fara 2007. Fa parte della redazione del quadrimestrale di poesia e realtà La Gru.

Su Solchi e nodi: alcune parole chiave

recensione di Maria di Girolamo Ferri

Dalla lettura delle poesie contenute nella raccolta Solchi e nodi emerge il sofferto dolore della poetessa Caterina Camporesi, un dolore gridato e singhiozzante che non riesce a trovare sfogo in un caldo pianto liberatorio, capace di riconciliarla col mondo. Una società, quella presente, con la quale Caterina è in aperto conflitto perché non ne condivide la razionalizzazione da essa effettuata di quell’energia vitale così largamente presente nell’uomo e nella natura.
C’è in lei un bisogno di calarsi nella dimensione primitiva dell’inconscio attraverso un processo di nescienza che la rimetta in comunicazione con le forze primordiali dell’ES a cui vorrebbe dare forma diversa attraverso il filtro della ragione.
Tutto questo si evince dalla logica delle sensazioni e delle emozioni che dà continuità alla sua poesia sostituendosi alla forza della parola. Il tessuto poetico fatto di immagini forti, spesso slegate tra loro, sono rese con colori decisi (bianco, nero, pennellate di rosso e di viola) e suoni aspri e gutturali, che suggeriscono il pianto.
Le parole chiave che permettono di decodificare il suo universo sono l’acqua (la vita prenatale):

acque ristagnano in gole piagate nude emozioni si contorcono gemmando diamanti in bocche spinate.

Il vento che scompiglia l’ordine delle cose:

occhi di pietra dura
dolore deposto sulla soglia


lo innalzano i venti

scompigliando


fulmini di verità
su onde raggianti di grano.


Il viaggio – la vita esiliata.

La luce, fredda e metallica, che sembra operare tagli profondi nella tela poetica del sogno per lasciare intravedere a mò di guizzo, di momentaneo bagliore, stralci di vita vissuta (pagg. 41-42).

Le albe e i tramonti, invece, sembrano evocare la volontà di rinascita dell’io nella sua continua lotta con il mistero – la cometa dell’ignoto.

La sua poesia vuole essere un affresco espressionistico su cui si accampa il grido di Munch.


(v. anche le recensioni di Fantuzzi e D'Alessio qui)

Premio di Poesia “diVerso in Verso” 28-6-08

II Edizione 2008 – La montagna

Tema della II Ed.

“La montagna. Terra Madre forte, dura, selvaggia. Una madre bella e amata teneramente, alla quale si ritorna come ai paesi aggrappati alle rocce e avvolti da spirali di sentieri. Il poeta evoca le espressioni di un tempo, ricorda le voci degli avi narrare malinconiche sere trascorse tra il fuoco e una calda castagna, immagina antiche creature nel paesaggio imbevuto di leggende e scrive in simbiosi con la sua terra”.

Il concorso

• È riservato a tutti i poeti.
• Sono ammesse al concorso poesie in lingua italiana inedite.
• Ogni autore può inviare un unico testo di massimo 25 versi.
• Gli elaborati devono essere contenuti nel corpo della e-mail o in un documento Word nel seguente ordine: nome e cognome, indirizzo, c.a.p., città, provincia, numero di telefono, e-mail, titolo della lirica, testo, e inviati entro il 28 Giugno 2008, al seguente indirizzo di posta elettronica diversoinverso@tiscali.it compresa la dichiarazione che l’opera è frutto del proprio ingegno.
• Faranno fede la data e l’ora di ricezione della e-mail.
• La Segreteria del premio, mediante il sistema informatico, assegnerà un codice numerico alle opere pervenute per consegnarle successivamente alla giuria, il cui giudizio resterà insindacabile.
• I diritti rimarranno all’autore stesso.
• La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente bando.
• Ai sensi dall'art. 13 del d.lgs. n. 196/2003 e successive modificazioni, si informa che i dati personali relativi ai partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del Premio.
• Tutte le poesie dei poeti partecipanti verranno pubblicate sull’antologia “diVerso in Verso” IIa Edizione. La Segreteria del Concorso si avvarrà delle esigenze editoriali durante la realizzazione del testo.

La Premiazione
Avverrà a Nerito di Crognaleto, Teramo il 9 Agosto 2008 alle ore 16.30 alla presenza dei poeti e di tutte le autorità del Comune di Crognaleto, della Città di Teramo, Comune di Torricella Sicura, Comunità Montana zona M e delle Pro loco dei Comuni di: Nerito di Crognaleto, Tottea, Piano Vomano, Pietracamela, Frattoli, della Federazione Provinciale delle Pro loco, B.I.M, Associazione Culturale Ipernova, Uniservices srl, N&TS GROUP (Milano), Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Segreteria
Carina Spurio

Assistente alla Segreteria
Fiorella Zilli (Insegnante)
Patrizia Di Sabatino
p. Vincenzo D’Antico

Relazioni stampa
Dott.ssa Teodora Poeta (Scienze della comunicazione)

Fotografie
Luca Boschi

Voce recitante
Ilario Lorusso

Presenterà la premiazione
Maria Rita Piersanti

La Giuria
Dott.ssa Cesira D’Innocenzo (Architetto)
Anna Cortellini (Insegnante)
Maria Savini (Insegnante)
Dott.ssa Valentina Savini (Archeologa)
Dott.ssa Roberta Pilotti (Magistrato Onorario)
Dott.ssa Asteria Casadio (Lettere)
Dott.ssa Nicoletta Perrone (Scrittrice, Presidente dell'Associazione Culturale Musa Calliope, Operatrice Culturale)
Dott.ssa Monica Maggi (Giornalista e Scrittrice)
Dott. Sandro Galantini (Storico e Giornalista)
Massimo Avenali (Scrittore e Fotografo)
Beniamino Biondi (Critico Letterario)

Allestimenti artistici

Dott.ssa Daniela Savini

Informazioni

E-mail: diversoinverso@tiscali.it
Tel. 347.24.10.289
Sito Web: www.msscc.it/diversoinverso

Presentanzione «Smerilliana» a Milano 26-2-08

LIBRERIA RIZZOLI – GALLERIA DI CORSO VITTORIO EMANUELE
MILANO

MARTEDĺ 26 FEBBRAIO, ORE 18


Smerilliana
semestrale di civiltà poetiche
nr. 7/8, anno 2007


Presentazione di Enrico D’Angelo, Mariella De Santis e Mario Santagostini.

Interventi di Arturo Schwarz, Alberto Toni, Fabiano Alborghetti.

Per la collana ‘I poeti di Smerilliana’, Mirella Abriani traduttrice de La casa e l’odore dei libri di Maria do Rosário Pedreira, Librati Edizioni.

Ospite: Luciano Erba.

Smerilliana, semestrale di civiltà poetiche, Librati edizioni. Fondatore e direttore Enrico D’Angelo

Autori del nr.7/8: Abdilatif Abballa, Alborghetti, Alleva, Bekes, Biagini, Brilli, Brodskij, Capodoglio, Centinaro, Cipparone, De Santis, D’Angelo, Ercole, Foguet, Gaudio, Lolini, Mairai,Malatesta, Molina, Mozetič, Muzzio, Nicotra, Pacini Savoj, Plaltelis, Raimondi, Rosato, Ruggieri, Saccone, Santini, Scaramuccia, Schwarz, Sovente, Strappa, Toni, Vignoli, Wittner.

La matita di San Valentino

giovedì 14 febbraio 2008, dalle ore 16,00 alle 19,30
ingresso libero
Museo della Permanente
Via Turati, 34- Milano

Un disegno d’autore a chi visiti il Palazzo della Permanente dalle ore 16 alle 19,30 di giovedì 14 febbraio: un omaggio a Raymond Peynet, patrono dei fidanzatini di San Valentino.
Michele Cannaò, Sara Montani, Togo, Alvaro ed altri autori realizzeranno sul momento i disegni da donare agli avventori.

L’iniziativa è a cura del poeta Guido Oldani.

Il pomeriggio si avvale dei testi poetici editi LietoColle dei seguenti Autori che leggeranno i propri testi: Cristina Balzaretti, Maria Carla Baroni, Marco, Bellini, Giusi Busceti, Luigi Cannillo, Maddalena Capalbi, Luisa Colnaghi, Ada Crippa, Adriano D'Aloia, Donato Di Poce, Tania Ducoli, Alberto Figliolia, William Galliani, Giampiero Gelmi, Vanda Guaraglia, Tomaso Kemeny, Amos Mattio, Alberto Mori, Daniela Muti, Claudio Pagelli, Filippo Ravizza, Davide Tornaghi, Alessio Vailati, Renzo Vidale.

Un pensiero in “Raccolta”

nota di lettura di Andrea Rompianesi

Eh no! Caro Alberto… davvero con aria dimessa il Sannelli e il Ramberti non possono dire (anche se in senso positivo) che i versi si offrono “senza ambizioni”: Tutt’altro… Raccolta mi appare uun testo ambizioso e a sviluppo poematico, quasi epico, quando “La tuta di Mongo” o “la fenice siderurgica”,
“In alto Rot cerca accosciato” o “qualcosa ancora nelle tasche da eliminare”, aprono le attenzioni. Molto di umanistico si cela e si svela nel rimico riadattare ciò che nel cumulo, ma anche nell’angolo, nello scorrere del viandante, crea le affinità, concede (e si chiede) cosa riappare; l’umano sguardo tra equilibri da
ricercare poiché nulla si deteriori davvero, ma lo “spaccarsi” delle panchine e delle bottiglie, nella mano individua l’artefice del gesto. In Raccolta il comunicare è ben altro recupero dove l’etichetta riosserva il riposto ancoraggio verso le cose
vicine, la fatica del salire, il sudore, l’auto in fiamme. Il verso lineare si fa pronuncia; fonde, foneticamente, la durezza dei composti consonantici, attende reliquie virtuali dove i passi sono ascoltati o sfiorati.
Raccolta disegna bene davvero una musica dei ritmi nei quali la differenza è speranza.
Un ottimo esito.

lunedì 11 febbraio 2008

Su Solchi e Nodi di Caterina Camporesi

recensione di Vincenzo D'Alessio (G.C.F. Guarini)
via Sala 29 - frazione S. Felice
83025 Montoro Inferiore (AV)

Sulla raccolta Solchi e Nodi di Camporesi, scrive Carla De Angelis nella sua recensione: «è un libro coraggioso, duro, ma non disperante, rivela grande umanità e comprensione per le debolezze umane alla ricerca del riscatto». La raccolta si rivolge, come in altre contemporanee, alla ricerca interiore e alla forza poetica tra «sogno e segno». Semiotica di una scrittura antica che gli esseri umani perseguono per raggiungere qualcosa che incanala la Poesia, come Arte sublime, in quei solchi ricavati sulle pareti delle caverne, sui papiri, sullo schermo di un computer: l'eternità della parola. Purtroppo l'eternità è l'accumulo di energie attualmente fuori dalla portata degli uomini. L'entropia è una delle forze magmatiche che risolve
in sé gli sforzi di tutti noi viventi. Ma il divenire poetico è il divenire quotidiano? Quanto dista il mondo dei segni dal mondo dei sogni? Quando l'Arte divina della Poesia infiammerà l'Umanità avvilita dalle sofferenze delle guerre, delle malattie, dell'ipocrisia?
Molti segni compaiono, nei versi della Camporesi, tutti introdotti dalla preposizione semplice “in”: in nidi di panico (pag. 16) - in trappole d'inganni (pag. 20) - in corsari occhi vellutati (pag. 22) - in malora improvvisa (pag. 23) e seguenti. Accorpati ai verbi volti nel modo gerundio: trasvolando reti trasparenti (pag. 17) - accasciandosi in cuori di torba (pag. 19) - gemmando diamanti in bocche spinate (pag. 21) e seguenti.
Tutto il costrutto poetico è quindi un percorso nel tempo, non cronotipo, ma oscillante. Un andirivieni, un «salescende» come scrive la stessa autrice, tra solchi e nodi del nostro divenire (pag. 14).
A chi è diretta questa raccolta? Quale raggiungimento persegue la poetica della Camporesi?
Bene ha scritto, nell'omaggio introduttivo, Massimo Sannelli: «In primo luogo, i solchi e i nodi si uniscono per il lavoro sullo spazio (…) La comunità umana si riconosce nel vincolo della necessità (…) La pagina (lo spazio) è solo provvisoria, anche per la poesia.» (pagg. 7 e 8).
Noi concludiamo considerando «i verbi di ieri» nell'accordo con «i complementi di oggi» - «in flessuosi suoni». Ricerca della necessità di non svilire la forza centripeta della vera poesia: la ricerca della classicità: «tempi sepolti risalgono» (pag. 47).
La ricerca ci affatica e sovente ci smarrisce: «tra bocca di Dio e grida di io» (pag. 23). Vale la pena consegnare ai nostri segni non solo i sogni, le paure, le ansie, ma «l'estrema discesa e ascesa» verso la vita.

****

recensione di Matteo Fantuzzi su «La Voce di Romagna» dell'11-2-08

(cliccare sull'immagine per ingrandirla)



v. scheda del libro

v. anche le recensioni di Ivo Gigli, Antonietta Gnerre, Alessio Brandolini, Carla De Angelis e Maria di Girolamo Ferri

si consiglia pure la lettura del breve saggio Diventare eroi, diventare sé stessi

Fili d'Aquilone n. 9

È in rete il numero 9 di FILI D'AQUILONE
rivista d'immagini, idee e Poesia.


Il titolo del numero è LUOGHI NARRATI e dentro ci trovate:
§ Argentina 1978: il Mundial della dittatura. Lo sport e la repressione in Alluminio, il romanzo d'esordio di Luigi Cojazzi, di Federico Platania
§ La Siena di Federigo Tozzi. Da luogo della realtà a visione sull'oltre, di Marco Testi
§ La Casa di Angela. Un racconto marsicano, racconto di Elvio Cipollone
§ Frontignan, le acque magnetiche. Un racconto francese, racconto di Viviane Ciampi
§ I luoghi di Rafael Courtoisie, di Silvia Faoro
§ Dentro la città ideale, di Ambra Laurenzi
§ Berlino, Potsdamer Platz, di Ambra Laurenzi
§ Paul Bélanger: oltre il velo, di Claudine Bertrand e Viviane Ciampi
§ Louise Dupré: la pienezza del dire, di Claudine Bertrand e Viviane Ciampi
§ Mappe che raccontano Roma, di Oscar Palamenga
§ La città assente. Sulla poesia di Santiago Mutis Durán, di Camila Hofman
§ New York, New Yooooooooork! Un luogo più che mai vivo, di Irene Marcarelli
§ Roberto Bolaño, Anversa, di Alessio Brandolini
§ L'editto del re, racconto di Annarita Verzola
§ La poesia di Adélia Prado, di Vera Lúcia de Oliveira
§ Uno sguardo sul mondo: la poesia di Al Berto, di Mariangela Semprevivo
§ La poesia di Enrique Gracia Trinidad, a cura di Pablo Luque Pinilla
§ Filosofia e gioco: la poesia di Juan Manuel Roca, a cura di Martha Canfield
§ Il poeta Hrand Nazariantz e il villaggio armeno Nor Arax, di Magda Vigilante
§ La poesia di Kajetan Kovič, a cura di Jolka Milič
§ Elio Pecora, Simmetrie,di Alessio Brandolini


Rubriche

§ L'ANGOLO DI ED
Home, a cura di Giuseppe Ierolli
§ ASCOLTARE, UNA RUBRICA PER LE ORECCHIE
La musica del futuro si venderà a sottoscrizione, di Federico Platania
§ IL CINEMA A PAROLE
Volver - Tornare, di Pedro Almodóvar, di Verónica Becerril
§ LA VOCE DELLA TERRA
Eterna impotente, di Elvio Cipollone

L'indirizzo: redazione@filidaquilone.it

Reading amoroso a Bellaria 17-2-08

Domenica 17 febbraio alle ore 18.00
presso il PjazzaClub - House, Dinner & Live
Indirizzo: Via dei Platani, 4
Località: Bellaria
Telefono: 0541-341164
Web: http://www.pjazza.it
Email: info@pjazza.it

verrà presentato il premio

Scrittura Amorosa 2008

con la partecipazione dei giurati e reading di poeti tra cui Stefano Bianchi, Nicoletta Verzicco, Franca Mancinelli e molti altri…

fuoriformato. Collana di testi contemporanei 12-2-08

Milano, Casa della Poesia (Palazzina Liberty, largo Marinai d'Italia)
Martedì 12 febbraio, alle ore 18:00 e alle ore 21:00

Andrea Cortellessa presenta

fuoriformato. Collana di testi contemporanei

:

ore 18:00

Emilio Villa - Attributi dell'arte odierna (1947/1967)
nuova edizione ampliata a cura di Aldo Tagliaferri (Le Lettere, 2008)

ne parlano

Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, Claudio Parmiggiani, Marco Vallora e il curatore

—–

e - stesso giorno, stesso luogo - alle ore 21:00

Cecilia Bello Minciacchi presenta

Marco Giovenale, La casa esposta (Le Lettere, 2007)
e Laura Pugno, Il colore oro (Le Lettere, 2007)

*

saranno presenti i due autori e il curatore della collana Andrea Cortellessa

coordina Alessandro Broggi

Turra Zan in LiberInVersi

Su

http://liberinversi.splinder.com/post/15880541#more-15880541


alcuni miei testi.
Buona lettura (e se qualcuno volesse lasciare un commento…)
e buona domenica

Giovanni Turra Zan

Nuova Secessione a Milano 28-2-08

La clessidra

28 febbraio 2008 ore 18,00

MUSEO DELLA PERMANENTE

PER LA SERIE LA NUOVA SECESSIONE

Via Turati 34, Milano


CONDUCE Guido Oldani

INTERVENGONO

Mauro Ferrari (Direttore)

Adele Desideri, Stefano Guglielmin, Maria Pia Quintavalla, Ottavio Rossani
e altri Autori presenti nel numero

La Clessidra – Semestrale di Cultura Letteraria delle Edizioni Joker
IV serie - Il futuro della poesia
Anno XIII - n. 2 - Novembre 2007

Via Crosa della Maccarina, 28/B 15067 Novi Ligure (AL) - Tel. 0143.322383
www.edizionijoker.com / www.laclessidraweb.com


EDITORIALE

Mauro Ferrari, Andare incontro al mondo. La poesia (di) oggi

POESIA

Roberto Bertoni, da Laconismi
Giorgio Bonacini, Sei poesie
Alberto Cappi, Tana di novembre
Pasquale Di Palmo, La mano d´avorio
Fabrizio Lombardo, da Confini provvisori (1997 - 2006)
Francesco Macciò, Poesie scelte
Guido Oldani, Inediti
Matteo Bonsante, Poesie a Polignano
Maria Pia Quintavalla, Parlavi per intonare una tua antica voce
Francesco Scarabicchi, da Assenze
Alberto Toni, Due poesie
Silvia Zoico, Kopfschmerzen

OLTREFRONTIERA

Rita Dove, da Mississippi Review 1995. Nota e traduzione di Luca Viglialoro
Tolis Nikiforus, da Segreti e miracoli (2007).
Nota e traduzione di Crescenzio Sangiglio

SAGGI

Dario Capello, Della parola esposta in sortilegio
Note sulla produzione recente di Maria Pia Quintavalla
Adele Desideri, Una lirica convessa. Note sulla poesia di Ottavio Rossani
Chiara De Luca, Giusto sul bordo delle cose. Sulla poesia di Massimo Morasso
Gabriela Fantato, La poesia si fa corpo e suono.
Note sulla poesia di Marisa Luisa Vezzali in lineamadre
Mauro Ferrari, Senso del divino e del tragico nella natura. La poesia di Ted Hughes
Gabriele Zani, Aprendo Il cancello di Francesco Scarabicchi

LETTURE

Marco Molinari, Marine e altri sortilegi di Pasquale Di Palmo
Maurizio Casagrande, Assetto di volo. Poesie 1992-2005 di Pierluigi Cappello
Daniela Bisagno, Bosco del tempo di Giancarlo Pontiggia
Francesco Scaramozzino, Individuazione e disvelamento in Lucetta Frisa
Dario Capello, Se fossimo immortali di Lucetta Frisa


DIRETTORE

Mauro Ferrari

COMITATO SCIENTIFICO

Gianni Caccia (Alessandria)
Gabriela Fantato (Milano)
Paolo Febbraro (Roma)
Monica Liberatore (Alessandria)
Stefano Guglielmin (Schio)
Sandro Montalto (Biella)
Massimo Morasso (Genova)

La rivista è disponibible presso le librerie fiduciarie delle Edizioni Joker (vedi sito www.edizionijoker.com) e tramite abbonamento.

ABBONAMENTO 2007-2008: € 20,00 (ordinario), € 25,00 (sostenitori, Biblioteche ed
Enti). Un numero € 13,00, da effettuare con Bollettino postale CCP n. 40946642 o tramite

Bonifico Bancario intestato a Edizioni Joker sas : CCP n. 000040946642 - ABI: 07601
- CAB 10400, specificando la causale.

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II Fiera dell'Editoria di Poesia
PALAZZETTO DELLO SPORT DI POZZOLO FORMIGARO (AL)
SABATO 21 e DOMENICA 22 GIUGNO 2008
www.laclessidraweb.com

sabato 9 febbraio 2008

Su Cinquanta sonetti di Leandro Piantini

Edizioni del Leone

recensione di Lucia Visconti

I Cinquanta sonetti di Leandro Piantini, notissimo poeta, critico letterario e saggista fiorentino, è uno dei pochi testi sul mio comodino.
La musica – poesia effusa dal bagaglio umano e culturale dello scrittore rende questo libro intenso di emozioni.

Leandro Piantini si confessa.

Inebriato dalla scrittura, distolto, dalla passione per la donna,(1) vuole tuttavia “esprimersi in toto e all’inizio del “viaggio” si chiede: “In pochi versi saprò dirlo il moto / dell’anima, ed avrò infine il coraggio / di gettar luce dentro me, sul noto/ ma anche sull’ignoto, a mio vantaggio?”(2)
Ebbene: non limitato dallo schema, rende perfettamente esauriente il suo percorso introspettivo. Anzi, la forma poetica “chiusa” mette in luce la singolare maestria dello scrittore. I sonetti: ponti “sacri” della letteratura per la pregnanza del verseggiare, sempre attuale e completa.
La filigrana comune in tutto il testo è, a mio parere, lo stile scultoreo dell’uomo maturo e al contempo leggero, anche quando si parla di paure ed ansie.
Il poeta è pregno di speranza, che non è idealismo, ma certezza nel trascendente, sia esso definito cielo,(3) fato,(4) Dio (5) o Dèi.(6)
Ed ogni lettore(7) si trova coinvolto in un vissuto a lui comune dal quale esce affascinato e rincuorato.

Sul crinale tra paura e speranze nel tempo che declina verso il vuoto non è, questa, stagione di esultanze ma d’ansie e di tremore per l’ignoto.
(…)
(8)

Devo dir grazie al cielo che ci ha in cura e che sa trasformar tristezza in festa. (9)


Tristezza assunta dallo stupore dell’amore: (10)

Sarà lì che una sirena mi darà col suo canto lo stupore necessario a sognare e nuova lena darò al vecchio mio cuor, nuovo vigore

dal combattimento per una nuova civiltà: (11)

(…) (12) Cambiare vertiginosamente è ormai destino Del nostro tempo, e guai per chi si arrende (…) (13) Sì, è un tempo truffaldino. Sottraiti agli agguati che ti tende.
La tempra del poeta è eccezionale, trascinante. (14)

(…) (15) Ora venti sferzanti che sconvolgono la terra, l’offensiva di primitive forze intolleranti
impongono a chi ha fede una decisa sferzata verso parole trancianti. Siamo in piena tempesta, non a riva.

E sottolinea senza esitazione:(16)

Alla poesia affidiamo la speranza se altri valori oramai sono morti
fino a concludere:(17)

Coi sonetti do addio agli anni ansiosi.

venerdì 8 febbraio 2008

Su La carne / El sueño

recensione di Vincenzo D'Alessio (G.C.F. Guarini)
via Sala 29 - frazione S. Felice
83025 Montoro Inferiore (AV)



Appropriarsi di un testo poetico è sempre un’impresa ardua, per chi lo scrive e per chi lo legge. Capita così ai migliori autori e a quei critici, militanti o in retrovia, che si pongono in ascolto della memoria dell’Umanità: la scrittura.
Avvicinarsi ad un poema, come i classici inclusi nel “Siglo de Oro” della Spagna di Cervantes, Lope de Vega, Calderón de la Barca, in lingua originale, resta bellissimo, poiché le assonanze, la cadenza, l’armonia che governa i versi, le parole, vengono percepite nella loro interezza. Un bravo traduttore, egli stesso poeta, riesce a dare una traduzione fedele, originale nella interpretazione.
L’autrice della raccolta, Gladys Basagoitia, realizza nella sua persona entrambi i risultati: poeta e traduttore. Senza alcuna contesa linguistica. Il fluire della lingua madre, lo spagnolo, nel poema La carne / El sueño, è un «y sentirme viva». La traduzione in lingua italiana lascia trasparire interamente la proprietà del linguaggio assunto, nelle sue molteplici sfaccettature. Non è poi semplice!
Il poema canta «nella valle di tenebre» la lotta tra il corpo e l’anima, l’essere e il non essere, il vivere e l’annullarsi nel silenzio. Dalla prima all’ultima pagina la poesia non perde mai di consistenza. Il costrutto onirico soggiace al dolore vero dell’essere, si rialza, geme, ma non annulla l’essenza, come è invocato nell’esergo: «a la vida que continua»; «non permettere mai che la carne ferita / possa dannare l’anima» (p. 73).
Mettere in moto la Fede, gli affetti, gli amici, la nascita continua nella «bimba che sogna», tutto deve contribuire a sostenere la carne per avvicinarla al sogno: «imperversa il rabbioso carnefice» (p. 73); «tormenta della carne / tormenta del sangue» (p. 75). La notte dell’esistenza cala sull’apparire del giorno e il futuro non ha più speranza: «alla soglia del viaggio / verso il mare increspato del mio inverno inevitabile / e so che devo attraversare la soglia» (p. 65). Poema della salvezza, poema della speranza, poema degli ossimori: «i brevi / eterni momenti dell’arcobaleno» (p. 95); delle metafore: «bevono i gufi latte siderale» (p. 87); poema dei contrasti, delle allitterazioni, degli orpelli: «effimera eppure eterna» (p. 29) – «sognai un campo seminato di parole in fiore / per cantare con gratitudine / consapevole del regalo di respirare ancora / e sentirmi viva» (p. 97).
La vita è sogno, come scriveva Calderón de la Barca quattrocento anni fa nel suo capolavoro La vita è sogno. L’esistenza è in lotta tra predestinazione e libero arbitrio. Come oggi ci indica la stessa Basagoitia nei suoi versi: «vivere il prisma dei giorni / sogni meravigliosi e incuibi crudeli» (p. 93). Dov’è l’Umanità in questi atroci momenti, mentre… «l’abisso delle infauste ore / mi trafiggono i lamenti di Dora / le sue grida invocano insieme all’analgesico / le assenti carezze del figlio» (p. 77)? La poetezza è la vestale che «deve mantenere vivo il fuoco / della gratitudine» (p. 157) per sé e per tanti.
Il mondo di oggi è lontano dall’essere presente al dolore degli altri, abbandonati alle sofferenze. Troppa corsa al denaro, al benessere, all’inciviltà violenta.
Torna alla mente un’altra bella poesia, quella di Maria Luisa Ripa, dalla raccolta Parole dal silenzio (2003) dove la poetessa scrive, idealmente con Basagoitia: «Non è semplice / Sorridere al dolore / (…) Sbatti in faccia al tuo dolore / La tua vita» (p. 88).
Straordinaria ed appassionante resta la lettura di questo poema umano. Tanti sono gli spunti originali, come molteplici quelli mediati dalla letteratura italiana classica, come dagli autori spagnoli: i girasoli tra Firenze e Certaldo, e «pensai al Perù» (p. 155). Senza enfasi.
Vorremmo che questo libro giungesse a lenire la sofferenza che assedia questa Umanità del ventunesimo secolo. Lenisse i tumori, le guerre, la fame, le malattie, in nome dell’unica vera medicina terrena: «abbracciarmi alla tua anima» (p. 21).

Concorso Romano di Lombardia 25-4-08

Gentile poeta,
in seguito al grandissimo successo, di partecipanti, di pubblico e di
critica delle precedenti edizioni, la città di Romano di Lombardia (BG), è
lieta di invitare gli amanti della scrittura in versi, alla quinta edizione
del concorso internazionale di poesia "Giuseppe Longhi".

Il concorso è presieduto dalla seguente giuria:

Presidente di Giuria: Vincenzo Guarracino

Membri della Giuria:
Curzia Ferrari - poetessa e narratrice
Pasquale Maffeo - poeta, critico e narratore
Lorenzo Morandotti - giornalista e poeta
Giancarlo Pontiggia - poeta

Il concorso ha come tema centrale “IL SOGNO: tra realtà e immaginazione”. Il
tema delle poesie da inviare dovrà essere quindi IL SOGNO, inteso nelle sue
forme più varie e diverse: desideri, passioni, mondi immaginari,
premonizioni, speranze, colori, paure e tutte le sfumature e declinazioni ad
esso associabili...

Il concorso è aperto a chiunque voglia partecipare con la sua poesia, senza
alcun tipo di limitazione o censure.
L'iscrizione è totalmente gratuita: basta inviare una o più poesie (massimo
3 componimenti) all'indirizzo mail:
concorsopoesia@romanoonline.it

oppure per posta ordinaria a:
Concorso di Poesia "Giuseppe Longhi" Ufficio Postale di Romano di Lombardia
- 24058 Romano di Lombardia (BG).


Il termine per l'invio delle opere è il 25 aprile 2008.

Il bando del concorso con tutte le informazioni utili e necessarie per la
partecipazione, i premi, le pubblicazioni e le tempistiche, è visionabile al
seguente indirizzo web: www.concorsopoesialonghi.it

Certi di una Vostra partecipazione e curiosi di leggere le vostre poesie,
porgiamo cordiali saluti e rimaniamo a vostra disposizione.

La redazione.

Cvetaeva

di Paola Renzetti qui

Il Foglio Clandestino n. 62 ns




alleghiamo notizia della nuova uscita della nostra rivista

sperando di risvegliare nuovamente il vostro interesse.

buona lettura


gilberto gavioli
editore e curatore

www.ilfoglioclandestino.it

www.edizionidelfoglioclandestino.it

oltre alle forme previste di abbonamento, la rivista accoglie sempre con
favore e attenzione la possibilità di scambio con altre realtà editoriali e
con singoli autori.
grazie

gg

Reading a Genova 12-2-08

In occasione dell’esposizione NATALIA GONTCHAROVA, Opere su Carta dal 1906 al 1940
in corso alla Galleria MARTINI & RONCHETTI fino a sabato 16 Febbraio

Martedì 12 Febbraio 2008 alle ore 18.00
Sala Conferenze dell’Accademia Ligustica, Largo Pertini 4, Genova

Claudia Pastorino

Leggerà alcuni brani di

Le Gars
poema di Marina Cvetaeva

L'incontro, a ingresso libero, è organizzato da
STANZA DELLA POESIA, ACCADEMIA LIGUSTICA DI BELLE ARTI e MARTINI & RONCHETTI

In occasione della lettura saranno proiettati i disegni di Natalia Gontcharova

L’opera è stata scritta dalla poetessa russa tra il 1929 e il 1930 e illustrata negli stessi anni da Natalia Gontcharova.
Le Gars, come scrive Sebastiano Grasso su Il Corriere della Sera del 23 Dicembre scorso, è “una vicenda d’amore terribile”, e come la definisce la stessa autrice “la storia di una donna che preferì perdere i suoi cari, sé stessa e la sua anima, piuttosto che il suo amore”.
Prendendo spunto dalla fiaba popolare russa Il Vampiro di A. Afanas’ev, Marina Cvetaeva ne scrive una prima versione in russo nel 1924, intitolato Molodec – il Prode - e ne pensa cinque anni più tardi una seconda versione in francese, ampiamente rimaneggiata e accompagnata dalle illustrazioni dell’amica Natalia Gontcharova.
Le due artiste russe Cvetaeva e Gontcharova, l’una usa a trattare di donne, della loro sensualità e della tensione continua tra le loro emozioni e il ruolo pubblico imposto dalla società, l’altra messa all’indice anni prima nel suo paese d’origine con un processo per oscenità – causato dalla sua pittura, trovano in questa storia a tinte fosche l’ispirazione per una profonda intesa.
Le quarantatre illustrazioni, immagini incisive nel rigore dell’illustrazione in bianco e nero che fanno da straordinaria cornice all’opera letteraria, sono rimaste finora inedite poiché il poema venne pubblicato a Parigi circa cinquant’anni dopo la morte di Marina Cvetaeva, senza i disegni.

La traduzione in italiano di Le Gars – Il Ragazzo a cura di Annalisa Comes è stata pubblicata dalla casa editrice Le Lettere, Firenze nel 2000.

MARINA CVETAEVA (1892 – 1941)
Marina Cvetaeva è tra i maggiori poeti russi del 20° secolo, ma l’avversione di Stalin e del regime bolscevico ne determinò la riabilitazione solo negli anni ’60.
Nella sua infanzia, dal 1902 al 1903, soggiorna con la famiglia a Genova Nervi.
Negli anni successivi alla Rivoluzione Russa vive tra Berlino, Praga e la Francia. Rientra in patria alla fine degli anni trenta, dove a causa delle sue idee politiche è vittima dell’ostracismo della comunità letteraria.
Muore suicida il 31 Agosto 1941, mentre è sfollata con il figlio a Elabuga.

NATALIA GONTCHAROVA (1881 – 1962)
Natalia Gontcharova è uno dei più significativi artisti russi delle avanguardie durante gli anni che precedettero la Rivoluzione d’Ottobre; la sua arte si impose subito, dopo il trasferimento a Parigi nel 1914, in tutta l’Europa occidentale.
Insieme a Michael Larionov fonda il Raggismo, pubblicandone il Manifesto nel 1913.
Nella sua pittura, non dimentica e mai rinnega le sue origini, inventando un linguaggio figurativo in cui combina gli elementi dell’iconografia tradizionale russa reinterpretandoli nel linguaggio dell’avanguardia.

Per ulteriori informazioni e/o richieste di materiale iconografico si prega di telefonare al n° 010586962
http://www.martini-ronchetti.com
email: info@martini-ronchetti.com

giovedì 7 febbraio 2008

Poesie senza adsl a Rimini 22 feb 08

Poesie senza adsl, il libro progetto di Girolamo Grammatico e Alessio Maria Claudio Curatolo, sarà presente con una performance videoteatrale il 22 Febbraio ore 21 presso la libreria di Rimini IndipendenteMente
interno 4 Via di Duccio, 26.

A tutti coloro che manderanno una poesia "tecnologia" o un'immagine stecno surreale agli autori, verrà inviato gratis il pdf del libro e le poesie interessanti verranno lette durante la presentazione, il 22.

Inviate tutto a girolamogrammatico@yahoo.it

Ulteriori info: myspace.com/poesiesenzadsl

Ecco i contributi giunti finora
percezionesociopatica.blogspot.com

grazie di cuore,

spero ci si possa incontrare a rimini,

g

Non mi sono mai impegnato in un'azione senza avere prima studiato la ritirata;
d'altro canto, non sono mai entrato in un posto con l'intenzione di uscire correndo.

Concorso L'arcobaleno della Vita 20-9-08




Assessorato alle Attività Promozionali e Spettacolo
Comune di Lendinara Pro Loco Lendinara

Premio letterario internazionale per opere inedite in prosa e poesia in lingua italiana

Settima edizione – Anno 2008

“L’iniziativa nasce dalla volontà di promuovere la cultura, la comunicazione scritta e l’espressione dei sentimenti e delle emozioni… Per dare voce a quei colori che spesso, per mille ragioni, rimangono chiusi dentro l’anima di ciascuno…„

Nel 2007 il concorso ha ottenuto:
la Medaglia del Presidente della Repubblica
il Patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione
il Patrocino del Ministero per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive
il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

REGOLAMENTO

Il concorso è aperto a tutti e non richiede alcuna quota d’iscrizione. È gradito e facoltativo un libero contributo per le spese organizzative e di segreteria.
Possono partecipare autori italiani e stranieri con opere in lingua italiana.
Si riconoscono due categorie di partecipanti:
• Giovani (fino ai 18 anni)
• Adulti (dai 19 anni in poi)

Il premio è articolato in sette sezioni:

Sezione A Adulti – prosa o racconto breve a tema libero
(massimo 2 racconti; lunghezza massima 2 cartelle da 30 righe ciascuno)

Sezione B Adulti – poesia a tema libero
(massimo 3 poesie; lunghezza massima 60 versi ciascuna)

Sezione C Giovani – prosa o racconto breve a tema libero
(massimo 2 racconti; lunghezza massima 2 cartelle da 30 righe ciascuno)

Sezione D Giovani – poesia a tema libero
(massimo 3 poesie; lunghezza massima 60 versi ciascuna)

Sezione E Silloge inedita di poesie a tema libero
(1 silloge di minimo 5 e massimo 10 poesie con versi di lunghezza libera. Si precisa che i fogli dovranno essere spillati tra loro in modo da formare un fascicolo per ogni copia inviata)

Sezione F Haiku
(massimo 5 haiku in forma classica: 3 versi rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe)

Sezione G Libro edito di poesia
(volume pubblicato da tipografia o casa editrice)

Ogni partecipante può concorrere a più sezioni.
Le opere inviate relative alle sezioni A, B, C, D, E e F devono essere inedite e non devono aver mai ricevuto premi in altri concorsi letterari.

Gli elaborati partecipanti alle prime sei sezioni dovranno essere spediti in 6 copie dattiloscritte su fogli formato A4. Cinque copie dovranno essere completamente anonime, non dovranno essere firmate o recare segni particolari atti a permetterne il riconoscimento. Una soltanto delle 6 copie dovrà essere firmata e inserita in una busta chiusa contenente le generalità del concorrente: nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico, eventuale e-mail, dichiarazione attestante che i componimenti presentati sono interamente di propria ed esclusiva creazione e non hanno mai vinto altri premi, firma originale. All’esterno di tale busta dovranno essere indicati solamente la sezione di partecipazione e l’età dell’autore.
Il plico inviato dovrà quindi racchiudere le 5 copie anonime e la busta sigillata contenente la copia firmata e i dati dell’autore.
Le opere partecipanti alla sezione G possono essere libri di qualsiasi formato, anche senza codice ISBN, e dovranno essere inviate in 4 copie. Nel caso l’autore concorresse anche nelle altre sezioni, i libri inviati dovranno essere racchiusi in un pacchetto a parte, anch’esso inserito nel plico insieme alla busta sigillata contenente le generalità dell’autore.
I partecipanti che volessero essere avvisati in ogni caso dell’esito del concorso dovranno inserire nella busta sigillata anche una busta preaffrancata e precompilata per permettere l’invio del verbale.

I lavori dovranno essere consegnati o inviati a:

Premio letterario “L’Arcobaleno della Vita”
c/o Gloria Venturini
Via Santa Maria Nuova, 3/3
45026 Lendinara (RO)

entro e non oltre il 20 settembre 2008, farà fede il timbro postale.
Si precisa che non saranno accettate opere inviate tramite posta elettronica.
Si chiede cortesemente agli autori di non attendere l’approssimarsi della scadenza del premio ma di anticipare, se possibile, l’invio delle opere in modo tale da agevolare il lavoro della segreteria.
All’atto del ricevimento, ad ogni opera sarà assegnato un numero di riconoscimento che permetterà alla giuria di identificare il testo in maniera completamente anonima.
Il mancato rispetto delle prescrizioni fin qui citate (caratteristiche e lunghezza dei componimenti, modalità di invio e presentazione delle copie, originalità e paternità delle opere, termini di scadenza, ecc.) comporta l’esclusione dal concorso.

PREMIAZIONE

Per le sezioni A, B, C, D, E e F verranno premiati i primi cinque classificati, ai quali saranno donate targhe artistiche di pregio e diplomi di riconoscimento. Ai successivi dieci classificati saranno attribuite segnalazioni di merito attestate con diploma.
Per la sezione G saranno premiati, con targhe artistiche e diplomi, i primi tre classificati.
La giuria e gli organizzatori si riservano il diritto di assegnare premi speciali ad autori e/o opere di particolare rilievo. Potrà inoltre essere istituita una sezione Stranieri che premierà i componimenti più meritevoli inviati dall’estero.
I vincitori e i segnalati verranno tempestivamente contattati telefonicamente e avvisati tramite comunicazione scritta (eventualmente anche attraverso e-mail). L’esito del concorso sarà comunque pubblicato su vari siti internet di carattere letterario e sul sito del concorso attualmente in preparazione.
La cerimonia di premiazione si svolgerà presumibilmente in un sabato pomeriggio della prima metà del mese di dicembre 2008. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori, che dovranno essere presenti alla cerimonia di premiazione. Previo accordi telefonici, i diplomi possono essere inviati tramite spedizione postale, con spese a carico del destinatario.
La giuria, presieduta da Gloria Venturini, ideatrice del concorso e Presidente del Premio, è composta da esponenti della cultura di varie località italiane: Davide Dal Maso, giornalista e poeta, Giuseppe Bianco, scrittore, Paolo Santato, poeta, Luca Grigoli, poeta, Cristina Gallina, scrittrice, Giuseppe Gambini, poeta. I giudizi della giuria sono insindacabili. Per tutto ciò che non è espressamente disciplinato dal presente regolamento le decisioni spettano autonomamente al Presidente della giuria.
Segreteria a cura di Cassandra Venturini.
Gli organizzatori del concorso si riservano il diritto di stampare o di far pubblicare in qualsiasi momento, senza compenso per diritti d’autore, le opere presentate. In ogni caso gli elaborati inviati non saranno restituiti.
Tutti i partecipanti accettano, senza condizioni, il presente regolamento.

Per maggiori informazioni:
Gloria o Cassandra
Tel.: 0425 642409 (dalle 19.00 alle 21.00)
e-mail: cassanaluce@alice.it

mercoledì 6 febbraio 2008

Premio Tortona 15-5-2008

Gentili amici scrittori,

vi comunico il sito al quale potrete connettervi per ogni informazione circa il neonato Premio di Poesia "Città di Tortona", che mi vede tra i giurati.

www.tortonapoesia.com


Saluti

Massimo Morasso

…/faranews 98

Febbraio 2008

Editoriale: Si vive di formule / oltre che di tempo

Iniziamo questo numero con i versi icastici di Vincenzo Celli (suo il distico qui sopra, che amiamo interpretare come una domanda implicita), approdiamo poi alla s/co(i)nvolgente recensione di Daniele Assereto a La Merca, proseguiamo con la sempre intensa vox poetica di Raffale Ibba per giungere alla narrazione realisticamente ipnotica di Subhaga Gaetano Failla, alla lectio lucana di padre Bernardo e ai bei versi poematici di Domenico Lombardini. La foto di Rimini è di Corrado Giamboni che ringraziamo per la gentile disponibilità.

Vi ricordiamo il nostro concorso Prosapoetica 2008 e la kermesse di Francavilla il 16 febbraio.


Gli indirizzi ai quali mandiamo la comunicazione sono selezionati e verificati, ma può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate. Potete perciò reinviare questa stessa mail a info@faraeditore.it specificando l’indirizzo che volete venga cancellato.

martedì 5 febbraio 2008

Su Solchi e Nodi

recensione di Carla De Angelis

Solchi e Nodi, già il titolo induce il lettore ad attente riflessioni, a rivolgere lo sguardo intorno e dentro di sé, rivedere il passato e il futuro. Caterina Camporesi con la intuizione che ha di cogliere il “nous” apre una visione della vita che riguarda tutti.
È un libro coraggioso, duro, ma non disperante, rivela grande umanità e comprensione per le debolezze umane alla ricerca del riscatto.
La sensazione che si ha leggendo è che la naturalezza nello scrivere le derivi da una cultura assorbita insieme ad una costante abitudine alla lettura della psiche: «l’ideale sui campi di Marte / inatteso siede alla tavola delle trattative // si macchia della colpa / d’istigazione a delinquere». In questi versi la poesia è un pretesto, un modo di esistere, un’occasione per conversare con la vita e andare ancora oltre: «eternerai divina arte / sogno e segno?»

Solchi e nodi attrae per le vibrazioni sensoriali che riesce a trasmettere: penso con ansia ai «colpi d’ascia» (Thomas Bernhard) che restano «colpi d’accetta senza scampo sui corpi», alle «memorie incancellabili», ad avvenimenti che ognuno di noi relega nell’angolo più remoto della memoria per non volere più ricordare, ma la «computadora» fredda e insensibile macchina alla premuta in-volontaria di un tasto li riporta alla luce dello schermo.
Così non sempre amore può fare rima con cuore e, gli episodi più recenti (disabili mandati a morire) pesano sull’anima di chi scrive: «all’opra di buon’ora / la morte è / padrona esigente / neppure a Dio riuscì / la prima volta / l’uomo è ancora intento / alla correzione» (La coda della Galassia, Fara Editore).

La poesia è anarchia. È libertà
Individuale. Le sue leggi non sono
Quelle (false e gesuitiche) degli uomini
volgari. Un poeta che va d’accordo con
il can-can degli uomini comuni non è
un poeta, è un impostore.

(Luigi Bartolini)

Questo è il messaggio poetico/umano che io ho colto di Caterina Camporesi e di questo sono grata.

Brussellando

(Daniela Terrile dà spazio alla poesia in radio a Bruxelles)

Lo spazio per la poesia “la tela sonora”, è un'idea della mia amica poetessa Anna Maria Farabbi. Il nostro progetto dentro una radio in fondo non è che la composizione di una tela sonora che cattura creature (autori e opere) e l'impatto crea sonorità emissioni spostamenti.
Ecco perché ascoltiamo la poesia dei poeti e chiediamo che vengano registrate con la loro voce. Un modo per restare intrappolati nella tela del ragno per ritrovarsi per confrontarsi per dare spazio. La tela se ci pensiamo, è infinita come è infinita la sensazione che regala la poesia.

il Club del Libro di Brussels da me creato apre le orecchie!

Tutti i venerdì sera, su Radio Alma, dalle ore 20.00, il Club del Libro commenta prosa e poesia narrate dalle voci stesse degli autori. Uno spazio prezioso all'interno della trasmissione “Brussellando” che vi accompagnerà lungo le vie dell'emozioni e dei sentimenti.
Offritevi un'ora di relax e di cibo per la mente.
Brussellando e il Club del Libro saranno con voi, in diretta, dalle ore 20h00 alle ore 21h00 su 101.9
Un grazie a George Laurend a Dani M e soprattutto a Mari Di Stasi per accompagnarmi in questa bella avventura. Il ns è un lavoro di squadra, nella tela sonora.

Daniela Terrile

VOCI DALLA POESIA

I Laboratori di Lettura e Scrittura Creativa in seno al Carcere di Opera e di Bollate

(…) per la costruzione di un macro-spazio generato da mente, sentimento e attraverso la scrittura, in alternativa al micro-spazio dettato invece dall’autocensura come alternativa allo stato affittivo dell’ambiente nonché dalla mancanza di relazione sociale, spazio fisico personale e scelta, dove scelta implica non solo un “qualcosa da fare” ma la proiezione di sé stessi verso il futuro possibile.

su TELLUSfolio

POESIAPRESENTE 2008 il 6 feb

Poesia contemporanea in Monza e Brianza

Mercoledì 6 febbraio ore 21,00
MONZA Teatro Binario 7 – INGRESSO LIBERO

“POETRY SLAM NAZIONALE”
ospite d’onore Lello Voce

EmCee: Luigi Nacci (TS)
con Paolo Gentiluomo (GE), Francesca Genti (TO), Rosaria Lo Russo (FI), Claudio Recalcati (MI), Luigi Socci (AN), Paolo Ornaghi (vincitore Poetry Slam Monza e Brianza under 35) e Marco Bin (migliore allievo seminario Poesia e Performance)

Lello Voce, poeta scrittore e performer, è colui che ha importato in Italia il “poetry slam” ed è il più famoso Em Cee italiano.
Non poteva che essere lui l’ospite d’onore che aprirà, per la prima volta nella città di Monza, un Poetry Slam Nazionale.
Il reading di Lello Voce prevede sia poesie tratte da “Farfalle da combattimento” e “Fast blood”, sia brani inediti, veri anteprima dell’Antologia di tutta la sua opera, “L’esercizio della lingua”, che uscirà a giugno 2008 per Le Lettere di Firenze con l’introduzione di Gabriele Frasca. Musiche Frank Nemola e Paolo Fresu, video-fondali Giocomo Verde.

Al reading di Lello Voce seguirà un Poetry Slam a cui sono stati invitati autori che hanno contribuito a diffondere In Italia questo fenomeno

Il Poetry Slam proposto a Monza è d’Autore.
Sono stati invitati solo poeti che hanno, ognuno nella propria direzione di ricerca, già dimostrato non semplicemente di avere padronanza in termini di scrittura e di “oratura” ma che questa padronanza tecnica fosse la risultante di una poetica matura.

www.poesiapresente.it – info@poesiapresente.it
Tel. 039/2304329 – 347/0685951

Concorso Haiku 31-3-08

CASCINA MACONDO
Centro Nazionale per la Promozione della Lettura Creativa ad Alta Voce e POETICA HAIKU
Borgata Madonna della Rovere, 4 - 10020 Riva Presso Chieri - Torino - Italy
tel. 011-9468397 - cell. 328 42 62 517
info@cascinamacondo.com - www.cascinamacondo.com


BANDISCE

6° EDIZIONE - CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA HAIKU IN LINGUA ITALIANA

possono partecipare: autori di ogni nazionalità e di ogni età
partecipazione: GRATUITA
sezioni: individuale: autori singoli - collettiva: scuole e area handicap
quantità: massimo tre haiku classici INEDITI (5-7-5 sillabe) in lingua italiana.
invio: solo attraverso la compilazione del modulo on line www.cascinamacondo.com (previa registrazione)
scadenza: 31 marzo 2008
premiazione: domenica 28 settembre 2008 a Cascina Macondo - cerimonia ufficiale

premi: 114 haiku classificati (57 sezione singola + 57 sezione collettiva) pubblicati in volume

1°- 2°- 3° premio sezione singola: preziosa ciotola Raku, attestato, libro degli haiku
al PRIMO PREMIO anche un soggiorno di una settimana per 2 persone alle CINQUE TERRE ospiti in un villino del Villaggio La Francesca
1°- 2°- 3° premio sezione collettiva: targa in ceramica Raku alla Scuola- attestato e libro degli haiku all'alunno-libro all'insegnante
ai primi DIECI CLASSIFICATI attestato di merito

nota 1: tutti gli haiku pervenuti sono visibili sul sito di cascina macondo
nota 2: il pubblico può votare gli haiku messi on line
(Il voto del pubblico è utile parametro di riferimento per dirimere i casi che hanno ottenuto parità di voto dalla giuria)

giuria

Alessandra Gallo (scrittrice-poetessa-insegnante)
Annette Seimer (traduttrice)
Antonella Filippi (scrittrice-poetessa-Haijin)
Danilo Manera (scrittore-docente universitario)
Domenico Benedetto (fotografo)
Fabia Binci ( scrittrice-Haijin-insegnante)
Fabrizio Virgili (Haijin-insegnante)
Giorgio Gazzolo (Haijin)
Michele Bertolotto (web master-Haijin)
Nico Orengo (giornalista-scrittore)
Pietro Tartamella (scrittore-poeta-Haijin-insegnante)


sponsor

Patrocino Fondazione Italia-Giappone
Patrocinio Comune di Riva Presso Chieri
Liceo Europeo Convitto Nazionale Umberto I
Villaggio La Francesca
DeArt
Cogest M&C-Business & Travel
Gruppo Piotto
Edoardo Burlini
Gruppo Haijin di Arenzano

clicca qui per il bando completo

lunedì 4 febbraio 2008

“Poesie al mondo”

I° Premio Nazionale di Poesia “Poesie al mondo”

Le Edizioni Simple hanno scelto un modo innovativo, estremamente interessante e soprattutto più libero di fare editoria: il Print on Demand / Book on Demand.
Con il I° Premio Nazionale di Poesia “Poesie al mondo”, a cura di Matteo Marangoni, le Edizioni Simple intendono porsi in attento ascolto e osservazione di chi punta alla poesia come forma d‚arte non superficiale per aprirsi al mondo in piena libertà.

Appuntamenti letterari:

22 febbraio 2008 ore 21.00 Cerimonia di Premiazione - presentazione Antologia del Premio
Interverranno i poeti finalisti
Palazzo Bonfranceschi - Comune di Belforte del Chienti (Mc)

22 febbraio 2008 ore 17.30 - 21.00 Mostra delle poesie selezionate / vincitrici - visita al Museo M.I.D.A.C.
A cura di Terra dell'Arte
Ex Chiesa di San Sebastiano - Comune di Belforte del Chienti (Mc)

23 febbraio 2008 ore 21.15 Presentazione Antologia del Premio
Interverranno i poeti finalisti e locali
Libreria Binario Zero - Comune di San Severino Marche (Mc)

Mostre / esposizioni:

22 febbraio - 2 marzo 2008 Mostra delle poesie selezionate / vincitrici
Museo M.I.D.A.C. - a cura di Terra dell‚Arte
Ex Chiesa di San Sebastiano - Comune di Belforte del Chienti (Mc)

22 febbraio - 2 marzo 2008 Esposizione delle poesie vincitrici
Bottega del Libro - Comune di Macerata

22 febbraio - 2 marzo 2008 Esposizione delle poesie selezionate / vincitrici
Libreria Binario Zero - Comune di San Severino Marche (Mc)


Per informazioni rivolgersi al curatore e/o segreteria del Premio: Matteo Marangoni - Via Trento n. 14 - 62100 Macerata - T/F 0733.265384
www.edizionisimple.it - concorsi@edizionisimple.it.
In collaborazione con: www.stampalibri.it - www.terradellarte.org - www.midac-terradellarte.org - www.radionuova.com - www.marcheguida.it.
Con il Patrocinio del Comune di Belforte del Chienti.
Eventuali variazioni sul calendario dei prossimi appuntamenti saranno comunicate sul sito web www.edizionisimple.it e/o www.stampalibri.it (sezione Concorsi).

Cordiali saluti
Matteo Marangoni

Premio Lorenzo Montano 31-3-08



Viene indetta dalla rivista “Anterem” la nuova edizione del Premio dedicato a Lorenzo Montano
(1893-1958), la XXII, che coincide nel 2008 con il cinquantenario della morte di questo grande poeta e narratore.

Tale ricorrenza ci ha indotti a progettare - oltre alle abituali giornate della “III Biennale Anterem di Poesia” - molte altre iniziative pubbliche legate al Premio.

I poeti che parteciperanno alla presente edizione del Premio vedranno così moltiplicarsi le possibilità di essere invitati a prendere parte attiva alle manifestazioni di questo irripetibile anno.

scarica il bando [ pdf 33 KB] [ rtf 71 KB]

sabato 2 febbraio 2008

Urgente selezione slam transalpino 12-2-08

Ancora e sempre poetry slam, la gara poetica che prevede testi brevi (3 minuti) e un vincitore votato da una giuria popolare.
Per essere selezionati basta mandare una poesia inedita entro il 12 febbraio
all'indirizzo contatto@maxponte.com, con i propri dati (nome, città, tel).

Gli italiani selezionati saranno 8: assieme ai poeti ospiti francesi si esibiranno in una gara senza esclusioni di versi.
Lo slam si terrà il 15 febbraio alle 21.00 al Gran Caffè Roma di Giaveno (Torino).
Al vincitore andrà un premio a sorpresa.
Un evento per Festival Poesia in Val in collaborazione con Poesia Totale.
Slam master Max Ponte.
Un’occasione da non perdere, iscriviti anche tu, entra nell’arena.

Max Ponte
http://www.maxponte.com
phone +39 3341696877

"Ho imparato ad acciuffare
i ragni per le orecchie come conigli
E a non disdegnare le falene
per la veste nominale"

Eyeliner, la raccolta poetica.
Prossimamente in libreria.

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